È il 16 settembre del 2009. Innocente Proverbio, pensionato comasco, passeggia come tutte le mattine sul lungolago con il suo cane. Guarda, come al solito, dagli oblò che si aprono sul maxi cantiere delle paratie (iniziato nel gennaio del 2008) e si trova davanti… un muro di cemento (proprio quella mattina gli operai hanno tolto le forme che lo contenevano rendendolo quindi invisibile). Prende carta e penna e scrive a La Provincia per segnalare l’anomalia. A precisa domanda l’assessore alle Grandi opere, Fulvio Caradonna, si lascia sfuggire un vulcanico «pensino ai muri di casa loro». Da allora il calendario scorre:
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