Un pensiero riguardo “Davide Van De Sfroos – “Goga e Magoga”, 2014”
da una email:
Ora capisco l’accento di “cui” parlavi poco fa. E’ senz’altro una danza macabra, che rasenta il dubbio non so quanto cosciente verso il domani; quel domani senza aurora che porta verso il nulla, e sopratutto per il quale ancora ci si appresta a non fermarsi dato il suo inevitabile scorrere. Perciò è luogo lontano, “un luogo senza il luogo”, nel quale alberga una speranza vuota di sè. Si potrebbe chiaramente parlare per ore, di una possibile interpretazione dell’opera e del gusto di Davide, ma preferisco godermelo per adesso per quello che apparentemente si mostra: un piacevole e ben costruita opera musicale. LM
da una email:
Ora capisco l’accento di “cui” parlavi poco fa. E’ senz’altro una danza macabra, che rasenta il dubbio non so quanto cosciente verso il domani; quel domani senza aurora che porta verso il nulla, e sopratutto per il quale ancora ci si appresta a non fermarsi dato il suo inevitabile scorrere. Perciò è luogo lontano, “un luogo senza il luogo”, nel quale alberga una speranza vuota di sè. Si potrebbe chiaramente parlare per ore, di una possibile interpretazione dell’opera e del gusto di Davide, ma preferisco godermelo per adesso per quello che apparentemente si mostra: un piacevole e ben costruita opera musicale. LM
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