Vai al contenuto

lettera a P.

cara ***
innanzitutto grazie al ruolo di ermes messaggero che ti sei assunta la settimana scorsa. era un sostegno a luciana che ha dovuto per tre giorni tenere un carico pesante che tu hai contribuito ad alleggerire
ora sono a casa
sto ritessendo i fili della vita adattandomi alla nuova situazione
scrivere sul diario pubblico l’esperienza per certi versi è un modo per non ripetere la stessa storia ad ognuno e per avere più tempo per la relazione primaria
luciana è il mio karma. è quello che jung chiama individuazione
ho ridotto del tutto le altre relazioni per avere tempo di stare solo con lei. nessuna visita
trovo di grande interesse il libretto rosso di tuo zio. ora io sono congedato con una precisa cartella clinica. Le regole di comportamento un po’ le ho apprese nella degenza (ho imparato ad apprezzare la sapienza che c’è nei pasti istituzionali. poco sapore ma il “quanto basta” per il corpo e la sua salute) e un po’ le apprenderò dalla nostra dottoressa di base
la mia fiducia ottimistica nel sistema dei servizi italiano è confermata. questo ospedale cittadino ha organizzato un salvataggio delle arterie di sabato pomeriggio alle 17. Il costo complessivo della degenza è stata di 9000 euro. cioè NON ho pagato 9000 euro. vorrei che ci si pensasse molto quando i mass media danno addosso alle politiche sociali. tutti vogliono il calo delle tasse e poi risparmiano 9000 euro in un colpo solo. ma è una consapevolezza dura da far comprendere
ti chiedi se questo mi ha cambiato.
a me sembra di sì: certo si tratta di piccoli cambiamenti che osservo con il metodo di michel de montaigne: osservarmi senza interpretare. dedicarmi alla pura osservazione di ciò che accade
 scopro interessanti capacità di adattamento soggettivo alla situazione data. per esempio la lentezza mi piace e molto. anche la frugalità nel cibo diventa una esperienza interessante. se mi devo alterare sulla politica, ora mi fermo un attimo e provo a fare un passo di fianco, perchè sento (ma davvero) che la pressione si sta alzando.
rifletto sui cattolici che dicono che il dolore è una esperienza positiva (perchè, per loro, è voluta da dio). e scopro (nel dolore trafittivo di sabato scorso e nelle tre notti di degenza monitorata) che è del tutto falso. Dolore e morte fanno schifo. che lo abbia o no voluto dio
piuttosto occorre imparare (per l’appunto alla Montaigne) l’adattamento soggettivo  alle condizioni oggettive date
certo ora la mia vita è sotto il segno del ritorno della mazzata. so che è possibile che torni, ora saprei riconoscerne i segni. e sperare di arrivare in tempo al pronto soccorso del valduce
a proposito. ero al sesto piano. di là si vedeva il centro storico e di là brunate e la vostra casa!
​verrà il tempo in cui ci troverem​o, magari lassù (brunate) o magari là dietro (coatesa sul lario in nesso)
grazie per la tua vicinanza che ho sentito intensa e forte
abbracci e cari saluti

Categorie

infarto, Patrizia

Paolo Ferrario Mostra tutti

https://mappeser.com/paolo-ferrario-2/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: