LO SGUARDO, poesia di Gianfranco Gentile, detto “Tato”. Inviata il 21 maggio 2020. grazie !!!

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LO SGUARDO

+ Ehi tu, perché mi stai a guardare?

Ho forse la faccia da Babbo Natale?

– Mi scusi signore ero sopra pensiero

non volevo offenderla certo davvero!

+ Allora fa in modo che i tuoi occhi stanchi

guardino altrove, o dietro o avanti!

– Ma sa che lei è certo un bel tipo?

Deve essere pazzo o forse smarrito!

+ Né l’uno né l’altro son di quei due

e sappi che di te faccio bistecche di bue!

– Allora, mi scusi, se la mette su questo piano

le dirò che non guardavo lei, guardavo un villano!

+ Oh brutto bastardo, mi hai rotto le palle

ti conviene andartene o ti piego le spalle!

– Certo la saluto, ma non per paura,

solo mi allontano dalla sua losca figura!

+ Guardatelo tutti, sto grande signore,

mi guardava negli occhi come fossi il suo amore!

– Gliel’ho già detto, mi sono sbagliato,

non guardavo lei, ma un villano patentato

e quindi se lei non vuol esser tale,

non abbia timore, si faccia guardare!

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