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Chi ama i gatti ne è ammaliato e si sottopone consenziente all’aristocratico quattrozampe. «Il gatto è animale letterario per eccellenza» dice Alberto Mattioli, giornalista esperto di musica e autore di Il gattolico praticante (Garzanti).
«Nell’800 fa il suo ingresso nelle case della borghesia come animale da compagnia. Ma, paradossalmente, è l’antiborghese per eccellenza: è anarchico e vagabondo. E fonte di ispirazione di grandi scrittori alternativi come Baudelaire».
Ma perché ha fama di amico degli intellettuali? «Per il silenzio che emana, l’assenza piena di presenza, perché ama la carta, si sdraia sui libri. È misterioso e profondo. Il cane è limpido, cerca un padrone, il gatto cerca un servitore. Negli occhi di un cane c’è la bontà pura, negli occhi di un gatto ci sono laghi infiniti. E se ti disapprova lo fa da monarca: il suo distacco è feroce, mina l’autostima».
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vai a:
Gli scrittori e i loro animali: cani e gatti aiutano la creatività

Scrivevo sull’agenda il 20 febbraio 2020 : “Probabile ultima flebo di Miciù prima
dell’eutanasia”. Il giorno 22 riporto “Il Coronavirus arriva in Lombardia” e il 24
“Miciù ancora in vita: ha ripreso a mangiare!”.
Qualche giorno dopo scrivevo questo post per Tartarugosa:
https://tartarugosa.com/2020/03/02/tartarugosa-riflette-su-marc-auge-il-tempo-
senza-eta-2014-raffaello-cortina-e-miciu-1997-si-tengono-assieme/
e una ventina di giorni dopo questo:
https://tartarugosa.com/2020/03/23/corvus-2020-lintervista-senza-precedenti-di-
tartarugosa-ai-tempi-del-covid-19-23-marzo-2020/
Oggi 24 aprile registro il decesso di Miciù, ma analogamente al post di Corvus, mi
piace comunque pensare di guardare alla cosa dal punto di vista della nostra
incredibile gatta. Anche la mia mente razionale, totalmente inadatta alla
spiritualità, cerca nell’animismo un possibile antidoto.
Pertanto rincorro con la fantasia il filo dei suoi pensieri da quel 20 febbraio 2020
famoso, quando, come spesso gli animali dimostrano, già percepiva quello che di
lì a poco sarebbe successo al nostro Paese e ne traeva le sue conclusioni.
“Non posso lasciare questi due, dopo quasi 23 anni di convivenza…
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Ciao piccola grande saggia Miciù’, custode di Amaltea, luogo dell’anima. Sarà difficile non provare nostalgia tornando, volgendo lo sguardo verso i posti dove amavi sostare. Ma so che tu sei già lì, sonnecchiando in cima alla scala a chiocciola, in giardino, in attesa che un filo di vento od un rumore improvviso ti svegli, per ricominciare a giocare. Stefania

