Miciù

MICIU’ E IL GUFO

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Chat Noir

Luciana racconta la storia di CHAT NOIR, agosto 2012

“Lo volete un cucciolo di gatto?” Angela sta ascoltando una signora di mezz’età, intenta a descrivere il ritrovamento di un gattino nel cortile della sua abitazione. Angela da poco ha saputo che Noelle  non c’è più.

“Di che colore è?”, chiedo, già con un piccolo senso di colpa per la discriminazione preventiva.

“Nero” risponde la signora.

“Mi spiace, accetterei solo se fosse bianco. Abbiamo già tre gatti, di cui uno bianco e nero e lo cerchiamo più o meno come lei” insisto, mostrandole la gatta della custode assai simile, anche se meno bella, alla nostra Noelle.

Ci sono ferite che faticano a rimarginarsi e Noelle è una di queste.

Quindici giorni dopo, ad Amaltea. “Paolo, vieni a vedere, mi sembra ci sia un gatto nuovo, ma è strano, ha qualcosa sulla schiena …” In altro frangente il marito mi avrebbe risposto malamente, occupato com’era nel trasportare secchi di terra da un piano all’altro per sistemare il mio orto  verde. Ma alla parola gatto, molla tutto e arriva ad ispezionare.

L’esemplare felino ci dà le spalle e mangia voracemente dalle ciotole ciò che resta degli avanzi dei suoi simili. “E’ come se fosse caduto in un secchio di colla, guarda come sono dure queste ciocche” dico,  mentre osservo l’incredibile dorso del magrissimo gatto che continua a divorare crocchette. Un qualsiasi adolescente affezionato alla moda rasta-punk o nostalgico dei tempi di Grease avrebbe ammirato la quindicina di piramidi di altezza e larghezza variabile che costellavano l’ossuta schiena.

Paolo tocca il pelo,  cercando di dipanare le marmoree matasse  “Non credo sia colla”. “Forse cemento? Magari è caduto in una betoniera di qualche lavoro in corso” ipotizzo.

Il gatto non mostra paura,  anzi fa le fusa e si fa volentieri prendere in braccio. “E’ come se fosse forfora … dammi lo spazzolino” chiede Paolo. Inizia un trattamento piuttosto rude. Paolo cerca di passare la spazzola fra il pelo e, come risultato, volano ovunque piccole ciocche rapprese. A questo punto, fra un colpo di spazzola e dieci strappi con le dita, alcuni groppi abbandonano la loro sede e si depositano ai nostri piedi. Con doviziosa osservazione Paolo disfa le matassine strappate e conferma non essere né colla né tantomeno cemento. Il gatto, imperturbabile, inizia a starnutire spargendosi denso muco giallo sul musetto, che immediatamente pulisce con veloci leccate. “Mah, lasciamogli da mangiare, un po’ di pelo malato è stato tolto, vedremo se la prossima settimana sarà ancora qui”.

Cinque giorni dopo, nel nostro appartamento  in città. Arrivo alle 18,15 stravolta dal caldo e dal viaggio e, varcata la soglia di casa, nell’anticamera vedo piazzati lettiera di Miciù, ciotola del cibo e scodella dell’acqua. Un déjà vu che risale all’arrivo di Noelle. Paolo mi accoglie  con un sorriso trionfante “Abbiamo ospiti”. So già di  chi si tratta. “Sai,  mi ha detto Assunta che era andata a dare da mangiare a Luna e Silvestro e lo ha visto letteralmente massacrare di botte non appena ha osato avvicinarsi anche lui alle ciotole, ma non da Luna. Da Silvestro. E a questo punto ho preso la decisione. Ho fissato l’appuntamento col veterinario e l’ho portato giù. E’ stato bravissimo durante il trasporto e anche adesso è di là in bagno accucciato in una scatola buono buono”.

Questo l’inizio della storia con Chat Noir, poiché non volevo – non volevamo – un altro gatto per non turbare la vecchia Miciù e l’unica condizione che ci avrebbe smosso da questa intenzione era solo quella di un gatto bianco pezzato come Noelle.

E infatti, coerentissimi, adesso ci siamo innamorati di  Chat Noir.

Il periodo cittadino è durato circa 40 giorni, una vera e  propria quarantena, segregato nel bagno, sottoposto a cure antibiotiche per il problema respiratorio e spazzolato accuratamente per togliere le orribili creste di cui la veterinaria non ci ha fornito un’esaustiva spiegazione “Ci sono gatti che se non vengono costantemente spazzolati diventano così”.

Sottoposto a tutti i controlli  del caso, si è rivelato negativo alle più temibili malattie che probabilmente ci avrebbe costretti a sopprimerlo. L’età approssimativa di tre anni è stata diagnosticata previo accertamento dentario, accanto alla comunicazione che gli mancano i denti davanti probabilmente a causa di una infanzia di deprivazione e malnutrizione. Il che gli conferisce un aspetto “draculiano” che non ha mancato di manifestare improvvisamente e proprio con me.

Sarà che sono la prima ad alzarsi in casa, sarà che a un certo punto Chat Noir si è sentito meglio in salute, sarà che forse la porta chiusa del bagno iniziava ad andargli stretta, è successo che un mattino, curva sul lavandino per le abluzioni di inizio giornata a un certo punto mi sono sentita afferrare il polpaccio con unghie e denti, soffi e attacchi ripetuti. Pochi minuti prima Chat Noir si era fatto spazzolare, mi era salito sulle ginocchia mentre sedevo sul water ed era ricco di fusa ed effusioni.

Mentre tampono e disinfetto le piccole ma dolorose e sanguinanti lacerazioni tento di capire dove avessi sbagliato. “Adesso non pretenderai di abbandonarlo perché ti ha graffiato, lo vedi il destino dei gatti neri…” è stato il primissimo commento di Paolo alla mia richiesta di sua presenza mentre mi lavo,  poiché a Chat Noir questo gioco piace moltissimo. “Disinfettati, non mi sembra poi così grave” continua, mentre coccola Chat Noir che, sul suo grembo, ha ripreso a fare le fusa.

Così è Chat Noir. Coccolone, tenerissimo per 60 secondi e poi scatenato, mordace e agguerrito finchè non riesci a liberarti di lui. Dopo tre mesi di convivenza abbiamo capito che questo è il suo carattere.

Ora è qui ad Amaltea. Sterilizzato, ingrassato, col pelo lucente. Ha capito perfettamente che è un bel luogo per vivere, cerca di difendere il territorio che ritiene di suo diritto nonostante sia l’ultimo arrivato e direi che ci riesce piuttosto bene. Come sempre l’unica a perderci è la povera Miciù, verso la quale mostra un comportamento di totale intolleranza.

Guardo Chat Noir e penso a Noelle.

I due hanno qualcosa in comune, a dispetto delle diversità di atteggiamenti. Infatti Noelle non amava affatto stare in braccio, rifuggiva ogni contatto, salvo qualche sporadica concessione nei brevi tratti in cui si concedeva al sonno. Chat Noir ha lo stesso temperamento insonne. Praticamente è sempre con un occhio aperto pure lui, ma mentre Noelle era visibile, con quel suo biancore spaparanzato sull’erba o sul cuscino di casa,

Chat Noir  è infido, nascosto sotto il tavolo, o nei cespugli o in anfratti impossibili. Grazie a lui non devo più cercare di scopare sotto i mobili, perché mi rende un insostituibile servizio di pulizia di ragnatele. Contemporaneamente occulta oggetti più o meno preziosi nei rifugi trovati, dalle calze che Paolo ama lasciare sparse, ai tondi flaconi di liquido antizanzare, agli occhiali o matite, o fili elettrici o accessori del computer.

Noelle era bianca con macchie grigie e arancio. Chat Noir è nero ma ha una lacrima bianca sul petto e una striscia orizzontale sulla pancia che si intravede quando si stira, rivelando così un morbido sottopelo che in alcuni punti è stranamente chiaro.

Tutti e due sono apparsi improvvisamente nel nostro giardino mostrando profondo attaccamento ad uno spazio che non viene mai abbandonato. Come Noelle, Chat Noir è il primo che si presenta quando al  mattino alzo le tapparelle e come lei mangia tantissimo, pronto a fare da spazzino ai rimasugli che trova e pronto ad alzarsi al passaggio di ogni umano, sperando in qualcosa di buono. Come Noelle ha ricevuto un nome francese, forse perché quando un gatto arriva senza essere scelto ti affidi ad elementi temporali o di fisionomia, colorandoli con un po’ di esotismo. Noelle era stata trovata pochi giorni prima di Natale e Chat Noir era troppo inverosimile nell’aspetto per meritare un nome complimentoso.

Non volevamo un gatto nero ed ora, tutti e due, stupidoni sentimentali, sfidiamo il sangue pur di stampargli un bacio sulla testa. Che gli piace molto, e forse per questo, nella sua gratitudine, suggella l’amicizia con incontri molto, molto ravvicinati all’intimità della carne.

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Gatti

un cane femmina si è preso a cuore le sorti di quattro micetti, la cui mamma si è ammalata subito dopo averli partoriti, Grandola Uniti

GRANDOLA ED UNITI – Luna allatta i gattini (Foto by Gian Riva)

GRANDOLA ED UNITI – Una bella storia di solidarietà tra animali: un cane femmina si è preso a cuore le sorti di quattro micetti, la cui mamma si è ammalata subito dopo averli partoriti.

Luna, questo il nome del cane, ha soltanto dieci mesi e non ha ancora partorito, ma per prendersi cura dei gattini si è fatta addirittura venire il latte e ora sta facendo da balia ai piccoli di una specie proverbialmente poco amica di quella canina.

Luna si è improvvisata mamma e i gattini ciucciano regolarmente latte dalle sue mammelle, crescendo e rafforzandosi di giorno in giorno. Una cosa a dir poco straordinaria, ma forse solo apparentemente

da Mamma gatta si ammala Cuccioli allattati dalla cagnolina – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Affacci · Cigni · verso Argegno

Affaccio a lago da Coatesa: verso Brienno e là sotto a sinistra (nascosto) il ponte della Civera

ANIMALI

Morrissey: “Lasciare che gatti e cani randagi abbiano delle cucciolate è equivalente a sparare loro in testa, poiché uccide la loro speranza di essere adottati. Per piacere, fate la cosa giusta, sterilizzate i vostri animali.”

“Lasciare che gatti e cani randagi abbiano delle cucciolate è equivalente a sparare loro in testa, poiché uccide la loro speranza di essere adottati. Per piacere, fate la cosa giusta, sterilizzate i vostri animali.”

Con queste parole dure, ed in linea con il suo modo di scrivere, Stephen Patrick Morrissey, uno dei più grandi autori inglesi di musica pop-rock degli ultimi trent’anni, contribuisce come nuovo testimonial della campagna della PETA a favore della sterilizzazione dei cani e dei gatti.

Alle volte la sterilizzazione viene vista come una “violenza” su degli animali considerati liberi. Purtroppo, la realtà è diversa. Non sono così liberi come si crede perché molti vengono raccolti e portati in canili e gattili e se non vengono adottati possono subire anche una fine peggiore della sterilizzazione. 

Per ulteriori informazioni andate su PETA.org

Chat Noir · Noi

Bruschetta al pomodoro, Luciana e Chat Noir

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Argegno · Asini

L’invasione degli asini Domenica 29 luglio – Argegno, da Newsletter NodoLibri 25/7

Immagine L’invasione degli asini
Domenica 29 luglio – Argegno

In occasione dell’Invasione degli asini a Dizzasco, appuntamento che permette di ritrovarsi negli angoli tipici del paese e riscoprire le tradizioni locali, una passeggiata lungo la vecchia strada intelvese con visita della chiesa di San Sisinio a Muronico, ricca di splendidi paliotti in scagliola.
La breve escursione termina con un ricco “aperasino” (aperitivo accompagnato da specialità locali fra cui il salame d’asino). Incontro con la guida alle 10.15 ad Argegno, davanti al pontile della navigazione. Quota di partecipazione 5 €. Info:Mondoturistico
Simon's Cat

Simon’s Cat in ‘Shelf Life’

da Simon’s Cat in ‘Shelf Life’ – YouTube.

Gatti

LOS GATOS Y SUS ESCRITORES, da Otro es el río que persigo

LOS GATOS Y SUS ESCRITORES

El hombre tiene dos medios
para refugiarse de las miserias de la vida:
la música y los gatos
Albert Schweitzer

Albert Camusxxxxxxxxxxxxxxxx Albert Schweitzer 

Alberto Moravia xxxxXXxxxxxxAldous Huxley

Alejandro Jodorowskyxxxxxxxxxxxxxx Allen Ginsberg


Bijan Jalalixxxxxxxx xx Bohumil Hrabal

Carl Rakosixxxxxxxxxxxx Carl Van Vechten

Carlos Monsiváis xxxxxxxXXxxxxx Charles Bukowski

Colette xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxDaisetsu Teitaro Suzuki

Dora Carringtonxxxxxxxxx Doris Lessing

Edgar Allan Poe xxxxxxxxxxxxElena Garro 

Elena Poniatowskaxxxxxxxxxxxxxxxx Elizabeth Bishop

Elsa Morante xxxxxxxxxxxx Ernest Hemingway

Eugene O’neill xxxxxxxxxxxxxxxxxx Francisco Umbral

Françoise Saganxxxxxxxxxxxxxx Gabriela Mistral 

Georges Perec xxxxxxxxxxxx Haruki Murakami 

Herman Hesse xxxxxxxxxxxxxxxxHunter S. Thompson

Jack Kerouac xxxxxxxxxxxxxJacques Derrida

Jacques Prévertxxxxxxxxxxxx Jean Cocteau

Jean-Paul Sartre xxxxxxxxxxxxxxJoão Guimarães Rosa

Jorge Luis Borges xxxxxxxxxxxxxxJoseph Brodsky 

Joyce Carol Oatesxxxxxxxxxxx Juanele Ortiz

Judy Blumexxxxxxxxxxxxxx Julio Cortázar

xLouis-Ferdinand Célinexxxxxxxxxx Lovecraft

Lucy Maud Montgomery xxx Ludwig Lewisohn

María Elena Walshxxxxxxxxxxxxxx Mark Twain

Michel Foucaultxxxxxxxxxxxx Osvaldo Soriano

Patricia HighsmithxxxxxxxxPaul Léautaud

Peter Cook xxxxxxxxxxxxxPhillip K. Dick

Randall Jarrellxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Ray Bradbury

Raymond Chandlerxxxxxxxxxx Rita Mae Brown

Robert Graves xxxxxxxxxxxx Samuel Beckett 

Sándor Weöresxxxxxxxxxxxxxxxx Somerset Maugham

Sophie Kerr xxxxxxxxxxxxxStephen King

Stephen Spender xxxxxxxxxxxxSylvia Plath

Truman CapotexxxxxxxxxxxWilliam Burroughs


Winston Orilloxxxxxxxxxxxx Witold Gombrowicz

LA PÁGINA DEL DR. ROMERO

UNIÓN VEGETARIANA ARGENTINA
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ETIQUETAS: 

da: Otro es el río que persigo: LOS GATOS Y SUS ESCRITORES.

Chat Noir

la lunga convalescenza di CHAT NOIR

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Chat Noir

CHAT NOIR in quarantena per le cure, giugno 2012

ANIMALI

FeLV, malattie virali dei gatti

La leucemia felina (FeLV) è una malattia contagiosa che colpisce il sistema immunitario  provocando una forte riduzione dei globuli bianchi e l’insorgere di altre gravi patologie secondarie a carico di diversi apparati: infezioni croniche e progressive del cavo orale,  problemi cutanei, vomito e diarrea , infezioni croniche respiratorie, patologie a carico dell’occhio, otiti e forme tumorali come il linfoma.

Il virus della FeLV (retrovirus) si trasmette mediante saliva, secrezioni o sangue di soggetti infetti ma può avvenire anche con contatto indiretto perchè il virus può restare attivo nell’ambiente anche per 1 mese se protetto da materiale organico. Veicolo di contagio possono essere anche ciotole, cucce o altro materiale infetto. La malattia si manifesta generalmente con sintomi quali ingrossamento dei linfonodi, debolezza, diminuzione del peso, anemia.

da FeLV