Categoria: Leonardo da Vinci
La fonte pliniana di Torno e la “musica delle caverne” nel Supramonte: due misteri della natura italiana – Blog di Monica Cadoria
fonte di Torno, una località in riva al lago di Como. Qui, nel parco della celebre villa pliniana (seconda metà del XVI secolo), si trova una cascata a intermittenza che precipita verso il lago. Lo strano fenomeno era già stato riportato da Plinio il vecchio (da cui il nome della villa) e da Leonardo da Vinci. La cascata, alimentata da una fonte d’acqua sorgiva perenne, è quindi conosciuta come “Fonte pliniana intermittente”. Plinio il vecchio, nella suo trattatoNaturalis Historia la descrive come “una fonte copiosa che sempre cresce e cala ogni ora”. Anche Leonardo da Vinci, durante il soggiorno milanese, non mancò di visitare la fonte per carpirne il misterioso funzionamento. Nel Seicento alcuni studiosi, nel tentativo di dare una spiegazione scientifica al fenomeno, ipotizzarono la presenza di un sifone naturale nascosto in una cavità della roccia carsica: quando l’acqua raggiunge all’interno della grotta una certa altezza si scarica verso l’esterno, diminuendo a poco a poco la portata fino alla successiva tracimazione. Ma la spiegazione non convince del tutto gli studiosi moderni, perché la presenza di una bolla d’aria interna avrebbe una funzione di “tappo” nella fase discendente.
Orrido di Nesso
terra dove cade uno fiume con grande empito,
per una grandissima fessura di monte.
Leonardo
Fonte: confluenza dei torrenti Touf e Nosè
Origine: naturale
Architettura storica: ponte romano
Utilizzo: fonte energetica per cartiere, seta, mulini, magli
E’ una cascata imponente che scorre in una forra rocciosa scavata dalle acque che sgorgano dal Pian del Tivano (torrente in cui confluiscono le acque del Touf e del Nosè), che prosegue anche sotto quelle del lago. E’ resa ancora più suggestiva se ammirata di notte dal lago stesso. E’ visibile dal piazzale lungo la provinciale, ma la forra è talmente stretta che a volte si passa via quasi senza aver potuto scorgere questa bellezza della natura.
Si può penetrarvi dal lago in barca. Lo spettacolo è notevole soprattutto in primavera o dopo recenti e abbondanti piogge che arricchiscono le acque del Tuf e del Nosè. Bianche e spumeggianti cascate si incontrano all’inizio della gola con un gioco d’acqua veramente scenografico; poi, unite le loro forze, le acque si gettano verso il vicino lago saltando nell’abisso, mostrando lo spettacolo della roccia nuda incisa dalla furia dell’acqua.
Il ponte della “Civera” – forse romano- scavalca la forra collegando la frazione Coatesa con Riva del Castello, altra borgata di Nesso. Il Comune di Nesso ebbe, una storia importane, ma in epoche recenti questa e il buon livello economico fu proprio raggiunto grazie a queste impetuose acque: fornivano, infatti, energia per alcune cartiere e per due stabilimenti per la lavorazione della seta, oltre che per mulini, magli e torchi. Anche il nome del Comune è legato all’acqua: sembra derivi dalla divinità celtica delle acque chiamata “Ness”.

