Destino · Dolore e morte · morti e funerali

pensiero e volontà nel mese di agosto del 2014: niente funerali alla mia morte

Per quello che potrà contare, lascio questa volontà.

Non vorrò funerali alla mia morte.

Le regole burocratiche decidano dove dovranno andare le mie ceneri.

La morte è una soglia inevitabile che ciascuno deve attraversare.

Le religioni parlano di una ipotetica vita che ci sarà oltre quella soglia.

Al mortale non è dato sapere cosa effettivamente ci sarà.

Dunque l’unica cosa che effettivamente possiamo fare è dare grande importanza all’ogni attimo che si manifesta prima di quella soglia.

Dunque le persone vanno trattate bene, o male, prima della morte.

Prego che mi sia socialmente risparmiata l’ipocrisia del cordoglio funebre.

Alberto L · morti e funerali

Alberto Leoni (1955 – 2014): nella mia biografia personale e in quella pubblica

Ci sono persone inscritte nella memoria biografica.

Per me Alberto Leoni è fra queste persone.

Lo ricordo alla Scuola regionale per operatori sociali del Comune di Milano, alla fine degli anni’70: impegnato, concreto, critico, intenso nelle relazioni interpersonali.

Ma lui è stato soprattutto un protagonista della cooperazione sociale, a partire dalla cooperativa “Futura”, nell’ambito dell’ospedale psichiatrico di Como.

Lo ricorda qui sotto Stefano Granata:

….

Leoni è una figura di riferimento per il mondo CGM e per tutta la cooperazione italiana. Fu pioniere, quando fondò la cooperativa “Futura” di Como nel 1984, con cui si impegnava per l’inserimento lavorativo di soggetti psichiatrici. Da lì nacque un lungo percorso sempre in prima fila, 30 anni vissuti tutti sul campo.

Una figura conosciutissima all’interno della rete ma allo stesso tempo poco nota al grande pubblico. È sempre stato molto dinamico e concreto, lontano anni luce dal dirigente da scrivania.

Si è sempre infatti occupato di filiere nazionali ma sempre con un piede sul territorio, dentro le cooperative e le produzioni. Una capacità di problem solving unica, accompagnata da una disponibilità, umanità e prossimità fuori dall’ordinario. Per noi è una perdita grave. Alberto era la sintesi laica di tutte le posizioni e i pensieri, umani e metodologici, all’interno di Cgm.

La sua scomparsa è stata un grande dolore per tutti. Viene a mancare un punto di riferimento.

Ma la malattia è stata anche una conferma e un segno. Perché nel dolore e nella fatica è venuta fuori tutta la sua profondità umana. Ha lavorato fino all’ultimo, dimostrando uno sguardo positivo e maturo sulla realtà che ci ha insegnato e ci insegna molto.

…. da : http://www.vita.it/non-profit/cooperative-sociali/alberto-leoni-una-vita-in-trincea-per-la-cooperazione.html