sulle persone e il terremoto del centro Italia
da una poetessa di lago che preferisce rimanere anonima:
tra cumuli di pietre scomposte
sulla faglia di Montereale
il tradimento dei tronchi
sopravvivere è un pensiero carnefice
un giovane è portato verso l’ambulanza
gli occhi luccicano sopra le macerie
un accenno di sorriso e di pianto
un germoglio sotto la cenere
la vita, la sorte, la catastrofe, lo stupore, la solitudine
per un caso fortuito e fortunato una ciocca di capelli e due dita
spaventato, ma non c’è scelta
la notte sarà fredda e senza sogni,
la email che mi ha inviato:
una cosa piccola e fragile, banale … ma è oggi e l’oggi si dice sempre male
se vuoi usarla non firmarla assolutamente, l’oggi è dei morti e dei sopravvissuti
è quasi vergognoso guardarli… quelle telecamere che li inseguono, quei giornalisti che chiedono ” come si sente?”… crollo su crollo