1 Terrazza del GLICINE e delle LAGERSTROEMIE · 10 Terrazza del TIGLIO · 2 Terrazza della VITE DELL'UVA e dell'ACERO GIAPPONESE · 3 Terrazza del FRUTTETO e dell'ORTO · 4 Terrazza del CACO dei MIRTILLI e dell'ARANCIO · 5 Terrazza dei KIWI e della LEGNAIA · 6 Terrazza dei PESCHI all'ultimo piano · 7 Terrazza della PERGOLA · 8 Terrazza dell'ORTO di Luciana e delle PIANTE AROMATICHE · 9 Terrazza della VITE CANADESE · Terra · Terrazzamenti

gratitudine per le generazioni passate che hanno costruito i MURI A SECCO che sostengono i terrazzamenti del giardino di Coatesa, agosto 2019

PERCORSO FOTOGRAFICO

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meteo e terra · Terra · Terra e Clima

HEARTH- Un Giorno Straordinario | Trailer Italiano Ufficiale: In occasione della Giornata della Terra, un’avventura incredibile, narrata da Diego Abatantuono, aprile 2018

terremoti

Una scossa forte, fortissima. Magnitudo 4.4. Il sisma si è verificato intorno alle 21.12 in Svizzera, sul lago di Zurigo. Immediata la rifrazione del terremoto è stata avvertita anche nel comasco – da Espansione TV 7.3.2017

Una scossa forte, fortissima. Magnitudo 4.4. Il sisma si è verificato intorno alle 21.12 in Svizzera, sul lago di Zurigo. Immediata la rifrazione del terremoto è stata avvertita anche nel comasco. Decine le segnalazioni arrivate in redazione da quasi tutti i quartieri della città, da Cernobbio, Appiano Gentile, Lora, Lipomo, Moltrasio, Cantù, Senna Comasco, Albavilla, Merone e Valle d’Intelvi (tanto per citare le prime indicazioni arrivate ma evidentemente tutto il territorio è stato colpito). Il contraccolpo è stato molto forte dunque: analoghe segnalazioni anche nel bergamasco, nel milanese e in altre zone lombarde.

Sorgente: Terremoto a Zurigo, avvertito nitidamente anche nel comasco. Decine di segnalazioni – Espansione TV

meteo e terra · Terra · Terra e Clima · z: da classificare

sulle persone e il terremoto del centro Italia da una poetessa di lago che preferisce rimanere anonima, 24 agosto 2016

sulle persone e il terremoto del centro Italia
da una poetessa di lago che preferisce rimanere anonima:
 
Sindaco senza paese
 
“Come si sente?”
le telecamere inseguono
tra cumuli di pietre scomposte
sulla faglia di Montereale
pietre squadrate
dai nonni dei nonni
un anziano guarda
la morte che macera
il tradimento dei tronchi
e del grembo
 
“Come si sente?”
sono morti bambini
sopravvivere è un pensiero carnefice
 
eppure il caso
venature d’aria
un giovane è portato verso l’ambulanza
gli occhi luccicano sopra le macerie
un accenno di sorriso e di pianto
è vivo
un respiro senza incanto
ma è un respiro
un germoglio sotto la cenere
regalato al giorno
 
“Come si sente?”
la vita, la sorte, la catastrofe, lo stupore, la solitudine
la solitudine e
per un caso fortuito e fortunato una ciocca di capelli e due dita
 
stremato, ma c’è da fare
spaventato, ma non c’è scelta
la notte sarà fredda e senza sogni,
 
la email che mi ha inviato:
una cosa piccola e fragile, banale … ma è oggi e l’oggi si dice sempre male
 
se vuoi usarla non firmarla assolutamente, l’oggi è dei morti e dei sopravvissuti
 
è quasi vergognoso guardarli… quelle telecamere che li inseguono, quei giornalisti che chiedono ” come si sente?”… crollo su crollo
Terra

Emanuele Severino: “i viventi sono anche i minerali”, da LA PAROLA “COSA” Festival Filosofia 2012, Modena 15 settembre

EMANUELE SEVERINO:

i viventi sono anche i minerali. I minerali, nel seno della terra, crescono e maturano così come crescono i vegetali sulla superficie della terra. Quando i greci dicono oi ontes, indicano anche l’intero mondo minerale. E viventi sono persino i morti

Sorgente: Emanuele Severino, LA PAROLA “COSA” (poi intitolato: le”Cose” e la tecnica), Festival Filosofia 2012, Modena 15 settembre – lezioni magistrali « Antologia del tempo che resta

pietre · Storia e Economia

Gandola Srl, CAVA DI PIETRA MOLTRASINA, estrazione-lavorazione-vendita

La nostra Azienda si occupa della lavorazione della Pietra Moltrasina.

Questa particolare pietra è tipica del lago di Como e delle zone circostanti.
La cava si trova a Faggeto Lario, sulla strada che da Como porta a Bellagio. Ad oggi siamo l’unica cava ancora attiva nel territorio.

Avvalendoci di personale altamente specializzato e supportati da macchinari specifici possiamo offrire un prodotto di altissima qualità. Infatti ci occupiamo personalmente dell’estrazione, della lavorazione e della finitura del prodotto. Realizzando un prodotto finito di altissima qualità.

Cava di pietra moltrasina

pietre

mùro, da: lo Zingarelli 2014 Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli Zanichelli editore

mùro / ˈmuro/
[lat. mūru(m), di orig. indeur.  av. 1292]
s. m. (pl. mùrim. nei sign. 1, 2, 3, 4, 5, mùraf. nel sign. 8)
1 costruzione le cui dimensioni longitudinali e di altezza prevalgono in genere sullo spessore; è realizzato mediante sovrapposizione di elementi come mattoni, pietre naturali e squadrate, con o senza leganti: muro bianco, pulito, intonacatopuntellare il muroattaccare un quadro al muro | muro di sassi, a secco, senza calce | muro maestro, il principale di un edificio, che va dalle fondamenta al tetto | muro divisorio, che separa case o appartamenti contigui | muro di tramezzo, muro sottile, muriccio | muro cieco, privo di vani | muro a tenuta, con intonaco di cemento idraulico | muro d’accompagnamento, che completa le fronti dei ponti raccordandoli col corpo stradale | muro di testa, quello posto in corrispondenza di ciascun lato dei ponti ad arco in muratura, di cui sorregge il coronamento | muro d’ala, muro d’accompagnamento costruito sul prolungamento della spalla del manufatto, che tronca le scarpate del terreno secondo piani verticali normali alle fronti del ponte | muro d’ambito, ciascuno dei muri perimetrali della scala | muro d’anima, muro interno di sostegno della scala | muro di risvolto, tratto di muro parallelo alla fronte del manufatto stradale, che inizia alla fine del muro d’ala |muro di spina, in alcuni tipi di costruzioni a pianta rettangolare, quello, posto lungo un asse centrale, che serve da sostegno alle strutture orizzontali e alle coperture | Muro del pianto, a Gerusalemme, muraglia formata da resti di mura risalenti, secondo la leggenda, al tempio di Salomone, dove è tradizione che si rechino a pregare gli Ebrei | Muro di Berlino, quello fatto costruire nel 1961 dal governo della Repubblica Democratica Tedesca che, fino al 1989, ha diviso la zona orientale della città, posta sotto il suo controllo, da quella occidentale controllata invece dalla Repubblica Federale Tedesca | a muro, detto di oggetti inseriti o incassati in un muro: armadio a muro | batterie da muro, bocche da fuoco poste dietro parapetti di muro, destinate alla difesa di opere fortificate e di costa | palla a muro, V. pallamuro | mettere qlcu.al muro, fucilarlo | parlare al muro, (fig.) a chi non vuole ascoltare | battere la testa nel muro, (fig.) in segno di rabbiosa disperazione | è come urtare contro il muro, (fig.) di persona che non si lascia convincere o situazione difficile da risolvere | (fig.muro contro muro, in contrapposizione frontale, netta e irriducibile | mettere qlcu. con le spalle al muro, (fig.) costringerlo a fare o dire qlco.; costringerlo a tener fede ai propri impegni | (lett.mettere, puntare i piedi al muro, (fig.) impuntarsi in un proposito | (fig.i muri parlano, c’è sempre pericolo che qlcu. riferisca un segreto | (fig.qui anche i muri hanno orecchie, c’è sempre qlcu.che ascolta
2 (est.) ciò che per densità, compattezza, altezza o altri elementi caratteristici può ricordare un muro: un muro di nebbiaun muro d’acqua si abbatté sul villaggio
3 (est.) riparo, difesa (anche fig.): un muro di ghiaccio li proteggeva dal ventoun muro d’orgoglio nasconde la sua timidezza
4 (fig.) barriera, ostacolo: un muro d’odio, d’incomprensione | (fig.muro di gomma, atteggiamento di distaccata indifferenza e di assoluto disinteresse, tale da scoraggiare qualsiasi iniziativa o richiesta | muro del suono, resistenza dell’aria, che aumenta molto sensibilmente quando un aereo raggiunge o supera la velocità del suono
5 (sport) nella pallavolo, azione difensiva attuata da uno, due o tre giocatori affiancati che si oppongono saltando con le braccia tese in alto alla schiacciata degli avversari, talvolta andando a punto direttamente sulla respinta; (est.) l’insieme dei giocatori che effettuano tale azione | fare muro, (est.) difendere qlcu. o qlco. facendo barriera; (fig.) opporsi decisamente e in modo compatto a qlco.i sindacati fanno muro contro le proposte del governo | nell’equitazione, tipo di ostacolo usato nei concorsi ippici costituito da leggeri mattoni di legno sovrapposti | nello sci, tratto di pista in notevole pendenza | nel ciclismo, salita molto ripida
6 (mar.ciascuna delle parti esterne rotonde di dritta e sinistra della prua
7 (geol.) letto di uno strato di roccia | muro di faglia, parete inferiore di una faglia inclinata
8 (al pl.) insieme di opere murarie, spec. quelle che cingono un agglomerato urbano: mura merlate, turriteassalire, scalzare, demolire le muraprima, seconda cerchia di mura;edificare entro, fuori le mura | chiudersi fra quattro mura, (fig.) condurre una vita eccessivamente ritirata
|| (lett.murèllo, dim. | murétto, dim. (V.) | muricciòlomuricciuòlo, dim. (V.)

La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2014
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
Zanichelli editore

Terra · Terrazzamenti

i “terrazzamenti” del territorio di Nesso, da RIORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO DELLA VAL DI NESSO, TESI DI Silvio Bonali, RELATORE Darko Pandakovic, Politecnico di Milano Facoltà di Architettura, 1999/2000 | COATESA SUL LARIO … e dintorni

Il territorio nessese venne reso coltivabile grazie alla diffusione dei terrazzamenti, anche oggi caratteristici del paesaggio della zona e che nella documentazione medioevale venivano indicati come campi situati “uno sopra l’altro” (“unum super aliud”)

RIORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO DELLA VAL DI NESSO, TESI DI Silvio Bonali, RELATORE Darko Pandakovic, Politecnico di Milano Facoltà di Architettura, 1999/2000 | COATESA SUL LARIO … e dintorni.

GENIUS LOCI · Sentieri e Genius Loci · Terra

l’ALBERO secondo il fotografo Steve Mc Curry

Acqua · COATESA: frazione del Comune di Nesso · destino · Fuoco · GENIUS LOCI · memoria · Psiche · Severino Emanuele · Terra

LEGNA E CENERE: l’apparire dell’esser sè di Emanuele Severino nella tavernetta con il camino acceso | da COATESA SUL LARIO … e dintorni

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La legna sta bruciando. Dapprima appaiono i suoi contorni nella luce del fuoco; poi essi scompaiono e appare l’incandescenza delle braci; a sua volta, poi, questa incandescenza scompare e appare la cenere.
La legna spenta, la legna accesa, le braci, la cenere e il vento che la disperde si sono avvicendati nel cerchio luminoso dell’apparire. Al subentrare di ognuno di questi eventi, il precedente esce dall’apparire. Il cerchio dell’apparire non attesta che la legna si trasforma in cenere: appunto perché non attesta che la legna si annienta come legna. Per “trasformarsi”, o “diventare” cenere è infatti necessario che la legna si annienti come legna. Ma se l’annientamento della legna non appare, non può apparire nemmeno il suo “diventare” cenere.
All’interno di quel cerchio, la cenere non è la sorte toccata alla legna; essa non grida, ma tace la sorte della legna. In quel cerchio, la legna non diventa cenere, così come gli uomini non diventano polvere: la cenere è il successore della legna; la polvere dell’uomo. Ma l’annientamento di ciò che muore non appare.

da:

Emanuele Severino . Che significa morire?, estratto da: La strada, già pubblicato in  Amici a cui piace Emanuele Severino

 

disegno di Nanà Dalla Porta in:

GALIMBERTI UMBERTO, MERLINI IRENE, PETRUCCELLI MARIA LUISA, PERCHÉ? 100

Terra

Raccontare la terra – la terra si racconta – laboratorio introduttivo alla ecologia narrativa, seminario a cura della LUA libera università dell’autobiografia

13-16 Giugno 2013
Raccontare la terra, la terra si racconta

Laboratorio introduttivo all’Ecologia narrativa
A cura di Duccio Demetrio e Ludovica Danieli
Con la partecipazione di: Gianni Marucelli, Raffaele Milani, Arrigo Anzani, Gilberto Bettinelli, Giorgio Macario, Rossano Ghignoni, Giancarlo Cammerini, Graziella Picchi, Elena Pugliese, Maria Grazia Mammuccini, Franco Talozzi, Gianfranco Giorni, Speranza Maggini, Leonardo Lotti
Coordinatore culturale Renato Li Vigni
Tutor Carmen Ferrari

Per iscriversi compilare il modulo on.line

Finalità
Il laboratorio si prefigge di sensibilizzare i partecipanti alle pratiche, alle esperienze, ai valori nei quali la proposta culturale dell’Ecologia narrativa si riconosce. Questi spaziano dai temi concernenti il rapporto con la terra in riferimento alle manifestazioni del pensiero (mitico, religioso, filosofico, scientifico), alle attenzioni per come le donne e gli uomini l’abbiano raccontata e raccontino. Con le parole, i gesti, le opere, il corpo, le immagini, le arti, la letteratura anche autobiografica e poetica; e, inoltre, attraverso le tecniche e le tecnologie che, pur trasformandola, non l’abbiano offesa e deturpata: ricorrendo a modalità di coltivazione e uso del territorio rispettose della natura. In ogni racconto individuale o collettivo, in ogni memoria personale, il legame con la terra, nelle sue più diverse manifestazioni, si esprime e scandisce rispetto alle diverse stagioni dell’esistenza. Al lavoro, al tempo del riposo, della contemplazione, della ricerca della bellezza, del silenzio, di un diverso modo di condividere quanto la terra ci insegna, dona e offre. Tali incontri e momenti costituiscono una fonte inesauribile per la narrazione diaristica, autobiografica, filosofica e poetica.
La coscienza e l’educazione ecologica dovrebbero pertanto sempre prendere le mosse dal racconto e dalla scrittura di sé: dedicandosi alla ricostruzione di come ciascuno di noi, dall’infanzia al presente, si sia rapportato e si rapporti ai momenti nei quali più intenso, più concreto, più ricco di stimoli emotivi e cognitivi, si sia rivelato tale incontro: rispetto anche al cibo, al contatto fisico con la flora e la fauna, al paesaggio.

Spesso le parole necessarie e appropriate per raccontare le sensazioni che la terra suscita o suscitò in noi ci mancano, si rivelano inadeguate.
Spesso non sappiamo ascoltare e cogliere quanto la terra ci stia dicendo e vorrebbe insegnarci.
Spesso ci troviamo incapaci tanto di leggerne i segni premonitori, quanto di scoprire tra le righe delle sue narrazioni quale dovrebbe essere il nostro posto e quale senso affidarle, nel mentre possiamo ritrovare il nostro.

Il laboratorio introduttivo proposto, si configura contrassegnato pertanto da un’offerta culturale pluridisciplinare – del tutto propedeutica – poiché infiniti sono i linguaggi con i quali ci è dato dire, scrivere, leggere la terra; così come molteplici sono i codici con i quali essa comunica e si presenta a noi. Esso vuole offrire un primo incontro con saperi e pratiche di parola, scrittura, movimento, concettualizzazione, condivisione finalizzate a porci in grado di apprendere a:

  • ascoltare la terra (come una voce ora potente, terribile, “matrigna”, ora sommessa e pacificante);
  • contemplare la natura (nei suoi paesaggi e territori, nelle vastità ed anche nei più riposti angoli);
  • percepire coi sensi (nel rapporto fisico, sensoriale, emotivo con quanto ci offre e nei modi silenti e meditativi che ogni rapporto intenso con la “madre terra” ci ispira);
  • difendere i territori e i paesaggi (attraverso una voce tacitata troppo spesso, avvilita, di cui possiamo renderci invece interpreti e tutori).

La proposta si rivolge di conseguenza a tutti coloro che si riconoscano nei principi e nelle finalità delineate e desiderino arricchire, anche a livello professionale (perché insegnanti, educatori ambientali, giardinieri e agricoltori amatoriali e non, appassionati di filosofia, poesia, letteratura, pittura…) le proprie conoscenze in merito all’incontro con la terra: in quanto molteplicità di luoghi, appuntamenti, contatti che, grazie ai poteri della narrazione, possano essere meglio rispettati, inclusi nelle nostre vite, resi maggiormente parte di noi.

Programma delle giornate

Giovedì 13 giugno
h 15,00 Presentazione di Duccio Demetrio, Maria Grazia Mammuccini, Gianni Marucelli
h 16,30 Pausa caffè
h 17,00 19,30 Laboratorio di scrittura autobiografica con Duccio Demetrio e Ludovica Danieli “La terra nei miei racconti: ieri e oggi”
h 21,30 Camminata e scritture notturne

Venerdì 14 giugno 
h 9,00 Continuazione laboratorio con Duccio Demetrio e Ludovica Danieli “La terra mi ha raccontato e mi racconta”
h. 15,00 Elena Pugliese “Quando anche gli orti hanno una storia”
h 17,00 Pausa caffè
h. 17,30 Raffaele Milani “Cosa ci racconta un paesaggio”
h 21,30 Presentazione di Aboca Erbe

Sabato 15 giugno
h 9,00 Arrigo Anzani “Sacro e profano: il racconto e la contemplazione della terra”
h 11,00 Graziella Picchi “Gli insetti nostri amici. Come proteggerli per assicurare la nostra sopravvivenza”
h 14,30 Escursione in Valtiberina, Valsovara, Monti Rognosi (tre gruppi) a cura rispettivamente di Giorgio Macario, Gilberto Bettinelli, Gianni Marucelli e Rossano Ghignoni.
Incontri lungo il sentiero con: Franco Talozzi e Gianfranco Giorni (all’acqua viola), Leonardo Lotti (a Ca’ Faggio), Speranza Maggini (sulla via di Ponte alla Piera)
h. 20,30 Arrivo a Ca’ Faggio e cena vegetariana

Domenica 16 giugno
h 9,00 Ludovica Danieli “Intorno all’albero” In ascolto di alcuni miti e scritture personali
h 11,00 Giancarlo Cammerini “Le due facce della narrazione ecologia: natura selvaggia/mondo contadino”

h 12,30 Conclusioni e appuntamenti

da Il Seminario | Raccontare la terra – la terra si racconta.

Terra

TERRA MADRE (in agris dura et laboriosa vita est), Workshop di GIOVANNI MARROZZINI

marozzini

 

segnalato da https://www.facebook.com/alessandra.cicalini