Biblioteca comunale di Nesso · Libri su Como e il Lario · NESSO · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

Fabio Cani, Nesso. Una scuola per i figli del popolo, NodoLibri, 11 ottobre 2009

Domenica 11 ottobre 2009 a Nesso si ricorda la storia centenaria dell’Asilo infantile, fondato nel 1909 per iniziativa del parroco don Anselmo Vanini.

Dopo il pranzo organizzato per raccogliere fondi a sostegno dell’iniziativa, alle ore 15, presso il salone dell’oratorio, si presenta il volume Nesso. Una scuola per i figli del popolo che racconta, attraverso i documenti, i 100 anni di vita dell’Asilo.

Scritto da Fabio Cani, il volume si inserisce nell’ormai corposa serie dedicata a vari aspetti della storia di Nesso. Proprio l’anno scorso era stato pubblicato il volume dedicato ai 110 anni della Cooperativa di Nesso: assieme, i due volumi contribuiscono a delineare un quadro della vita sociale di Nesso nel corso del Novecento attraverso le vicende per certi versi complementari e per altri alternative delle due istituzioni, una di iniziativa parrocchiale e l’altra socialista.

La ricerca dedicata all’Asilo mette in luce il lavoro di preparazione svolto dall’arciprete Vanini per oltre quindici anni, ma recupera anche numerosi squarci di un paese del lago alle prese con le ristrettezze della vita quotidiana ma aperto alle sfide della modernità. I documenti dell’Asilo consentono interessanti aperture su altri argomenti (per esempio vi si conservano i contratti di appalto per la costruzione dell’edificio nel 1901). Come per gli altri volumi della serie, il testo è accompagnato da una ricca selezione di immagini provenienti dall’archivio dell’Asilo ma anche da collezioni private.

Nesso. I nomi dei luoghi, 2003

Nesso. Il lavoro dell’acqua, 2005

Falco della Rupe Nesso, 2006

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Nodo Snc

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Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163

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COMO città · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STAMPE antiche · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

Como, Come era, Cartoline storiche

Questo sito contiene una raccolta di immagini di Como in varie epoche, suddivise per zone, raccolte da cartoline, fotografie, ecc…

Si parte dalla fine del 1800 circa, per arrivare fino ai giorni nostri, con una piccola sezione denominata “Como oggi”.

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acrostici · CASA di Coatesa

Tetti sull’acqua

T anti
E ssenti
T rovano
T ane
I individuali

 

 

da: Tetti sull’acqua | Tracce e Sentieri.

Film · GENIUS LOCI · Tempo

Il TEMPO e il LUOGO in Picnic a Hanging Rock

“C’è un TEMPO e un LUOGO giusto perchè qualsiasi cosa abbia principio e fine” 

Picnic a Hanging Rock, di Peter Weir, 1975

 


Da: Il TEMPO e il LUOGO in Picnic a Hanging Rock | Tracce e Sentieri.

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · meteo e terra · Terra e Clima

La caduta del sole a Coatesa da Maggio a Novembre

meteo e terra

Meteo Svizzera

meteo e terra

Meteo Nesso

CitazionI

Medio tutissimus ibis, Orazio Metamorfosi, II, 137

DOMENICA, 02 AGOSTO 2009


In prossimità di ogni Agosto dell’anno appendiamo, come simbolo orientante, una frase che scegliamo per la sua carica energetica e per la sua forza nel sintetizzare lo stato dell’animo e della mente  nel  tratto di vita che stiamo attraversando.

L’anno scorso ci ha accompagnato questa citazione: Perspicito tecum tacitus quid quisque loquatur.

Quest’anno abbiamo individuato:

 

MEDIO

TUTISSIMUS

IBIS

 

Si tratta di un motto molto adattabile a varie situazioni: le relazioni fra persone, le conversazioni argomentative, la politica …

E’ contro ogni estremismo linguistico od operativo.

E’ a favore della moderazione.

Perché solo le posizioni mediane (in matematica e in psicologia e ancora in altri campi dei saperi) sanno farsi carico anche delle posizioni estreme

 

Infine: “noi”

“Perché noi?” potrai forse chiederti.

Noi di Amaltea.

Noi da un luogo

Scrive Gabriele:

Cari Amaltei,
vi ringrazio per la notizia di questo agosto. La vostra bacheca è messaggio di benvenuto per gli ospiti e viatico per gli amici lontani. Segnala un sentimento del tempo ben saldo: evitare gli eccessi, ogni ‘estremo’, per onorare la vita con una ‘vita buona’.
Tutta la Filosofia morale a noi contemporanea sembra propensa a riconoscere nell’Etica nicomachea di Aristotele il testo chiave per orientarsi nelle questioni morali, di per sé ardue: dalle risposte che diamo ad esse dipende la qualità della nostra vita, il modo in cui ci condurremo nel mondo. E Aristotele è l’uomo del ‘giusto mezzo’.
Quando, esattamente venti anni fa, ho avviato la mia esperienza con i tossicomani, scelsi come motto per il primo Progetto educativo che scrissi le parole del sociologo tedesco Sigfried Kracauer: “La realtà si comprende a partire dai suoi estremi” (egli era impegnato a comprendere gli effetti dell’inflazione sulla Germania del ’29). Per me la ‘droga’ è rimasto uno degli emblemi del nostro tempo. Ogni giorno misuro la distanza tra la mia generazione e quella dei ragazzi che incontro nel Centro di ascolto, registrando tutte le novità, perché mi interessa il contatto continuo con la realtà.
Da quell’estremo che è la droga procedo ogni giorno a ringraziare per i piccoli doni. Ringrazio per la vita, per tutta la vita che ricevo in dono. Oggi ringrazio te e Luciana per le due foto bellissime, per i colori forti che le contraddistinguono: la vita deve essere vissuta così, sotto la luce intensa dello sguardo limpido di chi la onora e la rispetta.
A noi giunga sempre gradito il riflesso di quello sguardo, che illumina le cose con temperanza e moderazione, con sollecitudine e rispetto. Il tempo degli astratti furori è lontano. Non siamo qui a goderci la penombra della sera: la luce piove ancora viva sulle cose. L’amore per la misura e per l’armonia non si è attenuato. Saggezza ed equilibrio sono un risultato, non un dono: provengono dalle nostre fatiche, dai sacrifici e dalle rinunce. Non abbiamo nulla da rimproverarci. Abbiamo saputo correggere i nostri errori. Ora, forse, come Alce Nero, possiamo comprendere – abbracciare con lo sguardo – il significato della vita dalla collina su cui consumiamo il tempo che resta. La posizione guadagnata non è un ‘posto’: è sempre lo sguardo di Luciana, la semplicità dello sguardo che si posa su tutte le cose con umana ‘pietas’.
Per dirla con le tue parole, sempre belle, vi auguro buone ore e buoni giorni. Che il tempo vi sia sempre propizio.
Gabriele De Ritis, http://www.gabrielederitis.it/

amici nei giorni di Coatesa · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Lettere · Mi ricordo

Gabriele De Ritis: "Ci sono posti che sono solo località geografiche …"

Ci sono posti che sono solo località geografiche: possono essere raggiunti fisicamente da noi nei nostri viaggi senza che si riesca a conquistare lo ’spirito del luogo’. Ce ne andiamo via delusi e stanchi, per aver cercato invano; forse, anche disgustati, per un senso di noia che ci assale, per il tempo dedicato inutilmente alla valorizzazione di angoli suggestivi o di prodotti dell’arte, non importa quanto preziosi.

Giacomo Leopardi ha descritto ampiamente il senso di un’esperienza esemplare perché ‘vissuta’: ogni luogo si trasformava in ’sito’ per lui quando, dopo averne fatto ripetutamente esperienza, poteva collegarvi un ricordo. Lo spazio si faceva, dunque, tempo: rimembranza. E «una ricordanza, una ripetizione» era per lui tanto più cara, quanto più vago e indefinito era il segno che lasciava nella memoria ‘linguistica’ del cuore…

Ci sono siti che non ci appartengono. Eppure, ci sono familiari; suscitano in noi emozioni vive, anche solo a contemplarli da lontano, attraverso il racconto che ne fanno persone a noi care o per via di immagini che ci vengono restituite da amici lontani.

Nesso è uno di questi luoghi dell’anima. Frazione di Coatesa, sul Lario, è propaggine viva del Lago di Como, dove un amico – fortunatamente trovato in questa parte recente della mia vita che lui chiama pre-vecchiaia – deposita il suo sguardo amorevole di figlio riconoscente. Lì affondano le radici della sua esistenza operosa. Da quei luoghi ricava linfa per proseguire il cammino con la sua fedele compagna.

Si potrebbe dire che il viaggio incomincia da qui, da questa parte del mondo a cui è stato assegnato un significato esistenziale, perciò animico.

Non si viaggia, di solito, da soli. I luoghi dell’anima sono visitati lungamente e molto intensamente prima di recarsi fisicamente fin dove ad essi è stata data un’anima.
Il viaggio procede con l’aiuto dello sguardo di chi conosce il genius loci: non sarà un errare senza meta. Sappiamo già che non mancheremo di cogliere il centro: faremo esperienza dei luoghi.
Torneremo a casa più ricchi e riconoscenti, come si addice sempre agli ospiti che abbiano goduto del privilegio di fare a loro volta esperienza di spazi non immemoriali ma segnati dalla presenza dell’uomo, con i nomi e le date ben presenti alla mente e al cuore.

scritto da Gabriele De Ritis in: CAMMINARSI DENTRO (93): Nesso

Lettere

Un Angelo su Coatesa

ciao Paolo, come hai già avuto modo di capire sono già a Milano, che in agosto quando non c’è nessuno è bella. nessun paragone ovviamente con Coatesa che è un incanto, ma un incanto che mi significa qualcosa perchè ci sei tu con L., perchè un angelo del luogo si è posato lì avendo trovato lì i suoi portavoce, i suoi cantori… un abbraccio di cuore
B.L.


Careno · COATESA: frazione di Nesso · GEOGRAFIA · MAPPE · Piano del Tivano · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo · Valle Intelvi

Valli e vallette che si vedono di fronte a Nesso Coatesa



Valli e vallette che si vedono di fronte a Nesso Coatesa:

  • Valle Intelvi

Sotto il monte Gringo:

  • Valletta del Perello
  • Valletta Costa
  • Valletta Sass Vidaa
  • Valletta di Sciogn

Sotto il monte Comana

  • Valletta Nizzola
  • Valletta Ronco

La mappa e tratta da:

Torri e castelli del triangolo lariano, a cura della Comunità montana Triangolo Lariano, Fondazione provinciale Comunità Comasca, Associazione Appuntamenti Musicali, Società archelogica Comense

In questa mappa si trova anche questa scheda su NESSO:

La località si trova a circa metà della sponda orientale del primo bacino del lago di Como, in direzione di Bellagio e all’imbocco della strada che sale al Pian del Tivano che dà l’accesso alla Vallassina.

Il paese si sviluppa in senso verticale, partendo dalla riva del lago.

Diverse sono le costruzioni che ci inducono a riflettere sulla possibilità che il luogo fosse interamente organizzato dentro un sistema difensivo e all’interno di un circuito integrato di più ampie dimensioni, se prendiamo in considerazione anche il fatto che al Pian del Tivano esistette un accampamento o un punto ricettivo militare d’epoca romana. L’unico manufatto di tipo militare oggi esistente, è costituito da ciò che rimane delle mura del Castello rinascimentale a cui si accede mediante la via omonima. Tuttavia, ripercorrendo le strade del paese, abbiamo rilevato alcuni caseggiati strutturati a mo’ di torre una, in particolare, la si può scorgere nella parte alta del nucleo antico che fiancheg­gia l’orrido.

A lago sorge la chiesa plebana di S Pietro e Paolo, più sopra quella di S. Lorenzo, mentre la chiesetta romanica di S Maria di Vico rimane un piccolo gioiello d’attrazione storico-artistica. La chiesa di S Martino di Careno completa l’assetto delle chiese aggregate alla località di Nesso, ulteriore testimonianza della forte presenza religiosa nelle località lariane.

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

Lo sguardo e l’obiettivo. Ricerche storico-artistiche e fotografiche nelle Antichità Lariane di Ignazio Vigoni, edito dalla Società Archeologica Comense e da Villa Vigoni Centro Italo-Tedesco

Lo sguardo e l’obiettivo: presentazione a Villa Vigoni

Sabato 11 luglio alle ore 17 presso Villa Vigoni a Loveno di Menaggio viene presentato il volume Lo sguardo e l’obiettivo. Ricerche storico-artistiche e fotografiche nelle Antichità Lariane di Ignazio Vigoni, edito dalla Società Archeologica Comense e da Villa Vigoni Centro Italo-Tedesco.

– Interventi: Giancarlo Frigerio (presidente della Società Archeologica Comense), Gregor Vogt-Spira (segretario generale Villa Vigoni)
– Aperitivo

Il volume si inserisce in un più ampio progetto (realizzato con il contributo della Fondazione provinciale della Comunità Comasca e della BCC Alta Brianza di Alzate Brianza e seguito da un gruppo di lavoro formato da Renato Bianchi, Giancarlo Frigerio, Franco Prada, Franco Romanelli, Dario Tagliabue) che comprende la digitalizzazione dell’intero corpus fotografico-documentario di Ignazio Vigoni, legato alla sua morte alla Società Archeologica. Di queste oltre 2000 immagini il volume, curato da Fabio Cani, propone un’ampia scelta utile ad approfondire non solo il patrimonio culturale dell’area lariana, ma anche il ruolo di capitale importanza svolto dalla fotografia nella documentazione e nella comunicazione del territorio, le cui vicende sono state indagate in modo più generale nel volume Costruzione di un’immagine edito da NodoLibri nel 1993.

Ignazio Vigoni
(1905 – 1983) nei decenni del secondo dopoguerra si dedica a una pioneristica opera di indagine del territorio lariano, che raccoglie in una serie di album intitolati Antichità lariane, in cui archivia stampe fotografiche (2193), negativi (1528 fotogrammi 35 mm, 249 6×6 cm, 31 4×4 cm) e schede di approfondimento (906 per la serie delle “località” e 884 per quella degli “argomenti”).

Il titolo Antichità lariane si giustifica pienamente poiché l’interesse dell’autore si concentra in una fascia corrispondente alla mediana del Lago di Como: un asse che si disegna in orizzontale dalla Valsolda a Varenna, passando per la Val Menaggio e la Pieve d’Isola; anche nelle puntate in Valle Intelvi è decisamente privilegiato il versante verso il Ceresio. Al di là di questa fascia d’azione, che si spiega facilmente data la frequentazione della villa di proprietà a Loveno, a monte di Menaggio, la copertura del resto del territorio appare a “macchia di leopardo”.

Particolarmente stimolante risulta l’attenzione posta a specifiche tematiche, come l’architettura castellana, l’edilizia rurale, l’arte popolare. È probabile che l’obiettivo di Ignazio Vigoni sia quello di arricchire la conoscenza dell’arte e della storia del territorio, seguendo proprie piste di ricerca ed evitando di ripetere le strade già percorse. Come esplicita nel titolo di uno dei suoi contributi alla “Rivista Archeologica Comense”, si tratta di far conoscere episodi “inediti” o “poco noti” dell’arte locale.

Tutto questo lavoro assume per chi lo fruisca oggi un’importanza particolare. Vigoni ha infatti la ventura di operare in un momento storico che, per molte aree marginali del territorio lariano, si situa sul crinale della modernità. Per questo oggi sono di grande interesse le immagini dedicate ai paesi delle sue valli, da lui ben conosciute e ripetutamente percorse. Le fotografie ritraggono un mondo che appare antico ma che è ancora vitale. Anche le immagini di documentazione artistica costituiscono uno squarcio complessivo sulla ricchezza culturale del territorio, il che – pensando agli anni in cui sono realizzate – dimostra tutto il fervore pionieristico del loro autore.

Info: segreteria Villa Vigoni 0344 36111

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