in edicola con il quotidiano La Provincia: Ettore Maria Peron, STORIA DI COMO dalle origini ai giorni nostri, Edizioni Biblioteca dell’immagine, 2017

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Cesare Cantù (1804 – 1895) biografia

è stato uno storico, letterato, politico, archivista e scrittore italiano.

Deputato al parlamento dall’Unità d’Italia (1861) al 1867, fu il fondatore dell’Archivio storico lombardo

VAI ALLE FONTI INFORMATIVE RINTRACCIABILI SUL WEB:

https://tinyurl.com/2nd5nnyx

Cesare CANTU’, Storia di Como e sua provincia (1859), editore Fausto Sardini, 1975. Indice del libro

vai alla biografia di Cesare Cantù: https://coatesa.com/2021/11/24/cesare-cantu-1804-1895-biografia/

LINEA VERDE, programma Rai 1

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https://www.raiplay.it/programmi/lineaverde

Il programma di Rai 1 che da oltre mezzo secolo racconta l’agricoltura italiana e le sue eccellenze, il territorio e il reparto enogastronomico ed agroalimentare, colonne portanti dell’economia nazionale. Occhio attento alle nuove frontiere legate alle politiche culturali, energetiche ed ecologiche mirate alla salvaguardia e allo sviluppo del territorio.

Un’avventura iniziata nel 1997: così muore il CORRIERE DI COMO dopo un quarto di secolo. Una fine ingloriosa, articoli di Mario Rapisarda, Agostino Clerici e comunicato di Angelo Orsenigo, in Corriere di Como, martedì 16 novembre 2021

UN ESTRATTO DALL’ARTICOLO:

“Una fine ingloriosa” – il titolo dell’ultimo articolo del direttore Mario Rapisarda. Un lungo editoriale a tutta pagina, dove c’è spazio per emozioni diverse e contrastanti. Gratitudine nei confronti dei lettori, riconoscenza verso chi a metà anni Novanta tenne a battesimo il quotidiano, affetto e amicizia nei confronti dei colleghi. Ma anche amarezza e critica, durissima, nei confronti dell’ultimo editore, che ha interrotto la pubblicazione del quotidiano.

Tre anni fa il giornale ha vissuto un cambio di governance”, si legge nell’articolo di fondo. Una nuova governance “legata a doppio filo al mondo cooperativo comasco “bianco”. Mauro Frangi, il presidente di Confcooperative Insubria, in una delle ultime e drammatiche riunioni con il sindacato, ha partecipato come rappresentante di uno dei soci della Cooperativa Editoriale Lariana, società che a sua volta esercita il controllo di Editoriale Srl”, ossia la società editrice del giornale. Rapisarda parla apertamente di un “finale ributtante, soprattutto per chi ha vissuto le ultime settimane. Stipendi non pagati, telefoni muti, riscaldamenti spenti e poche, imbarazzanti stufette per tirare sera. La proprietà ha brillato per la sua assenza e per le promesse non mantenute. La raccolta pubblicitaria è stata trascurata, dimenticata, ignorata. Questo giornale aveva le potenzialità per vivere a lungo, ma serviva un approccio differente. Ben altro impegno. E magari maggior rispetto per le persone”.

Nel congedo, come detto, non c’è tuttavia spazio per la sola tristezza: 24 anni di giornale non si riducono certo a una mesta chiusura. “È stata un’esperienza esaltante – si legge ancora nell’editoriale – E una fine ingloriosa non deve offuscare i tanti momenti belli, a tratti fantastici. Opportunità lavorative, amicizia, prospettive e carriera per tante persone”. Infine, un’amara costatazione della realtà. Scrive Rapisarda: “Como, da oggi, ha una voce in meno. E se informazione vuol dire anche libertà e democrazia, Como da oggi sarà un po’ meno libera e democratica”.

VEDI ANCHE:

  • espansionetv.it/:

Le scuole di Como come centri culturali, di Angelo Monti , in L’Ordine / La Provincia, 31 ottobre 2021

letto in edizione cartacea

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LAGO DI COMO GRAND TOUR. Il Lario in venti racconti d’autore da Lassels (1670) a Hesse (1913), a cura di Pietro Berra. Edizioni Sentiero dei sogni, 2021. Indice del libro

vai alla scheda dell’editore: https://sentierodeisogni.it/project/lago-di-como-grand-tour/

a cura di:

Como e il jazz, storia di un lungo amore. Il primo passo di un libro collettivo, di Alessio Brunialti, in La Provincia 7 ottobre 2021

Lorenzo SPALLINO, le assurde fatiche del sindaco Sisifo, in La Provincia 28 settembre 2022

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https://www.laprovinciadicomo.it/

L’eredità morale di Achille Grandi, articolo di Giorgio Cavalleri, in La Provincia/L’Ordine, 26 settembre 2021

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https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/ricerca/autore/Giorgio_Cavalleri/

cerca anche https://www.corrieredicomo.it/tag/giorgio-cavalleri/

Nesso Kaos Design, di David Dell’Acqua e Massimo Riva: Grand Tour sul lago: foulard e sciarpe per rievocare il mito, in La Provincia 25 settembre 2021

Sotto il ponte, Rigenerazione in divenire di un quartiere di Como, Mostra con 60 immagini di Gin Angri, aperta fino al 30 settembre 2021

Gin Angri ha scattato e mette in mostra una serie di 60 immagini (esposte stampate in bianco e nero su pannelli 50×70 centimetri) che interpretano, con occhio critico e con un punto di vista speciale, la Tintostamperia Val Mulini e le aree limitrofe nelle sue dinamiche di sviluppo recenti.24 lug 2021

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https://ecoinformazioni.com/2021/07/26/27-luglio-sotto-il-ponte-con-gin-angri/

Blevio dividesi in sette gruppi di case, onde corre il proverbio delle sette città …, In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 160

Blevio dividesi in sette gruppi di case, onde corre il proverbio delle sette città. Vi manca pianura, ma non vi mancan vigne. Guardano però il sol cadente, onde i vini son piccioli

In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 160

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Presenta Torno ai naviganti una prospettiva giocondissima posto in lunga estensione a più piani …, In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 157-158

Succedono le selve e i vigneti dei Tornaschi, ma quella uva poco esposta al sole è più la sciocca mania di coglierla acerba danno vini lassi, che però in conto alcuno non possono rammemorarsi con quel liquor languido che Orazio bevette in onor di Corvino. … Presenta Torno ai naviganti una prospettiva giocondissima posto in lunga estensione a più piani. Collocati al lago sono i giardini amenissimi del Canonico Canarisi, e vi biondeggiano a dovizia i limoni. .. Vedesi al porto l’antica Prepositurale, ma più addentro nella terra ed elevata è la chiesa di S. Giovanni, dove con molto riverenza conservati un de’ chiodi da cui vuolsi, che fosse confitto il Salvator nostro. … Sulla cresta del primo giogo, cui dietro più alti ne sorgon altri, vedonsi i vestigi e le ruine di Montepiatto, dove v’avea convento di monache a Santa Lisabetta dedicato.

In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 157-158

Nesso, capo di Pieve, distinto d’antichissima arcipretura. Per una valle, che il divide spumeggia un fiumicello, e puossi ivi goder nel caldo uno zefiro perenne …, In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 156-157

Nesso, capo di Pieve, distinto d’antichissima arcipretura. Per una valle, che il divide spumeggia un fiumicello, e puossi ivi goder nel caldo uno zefiro perenne. Mette Nesso per dirupate vie alle terre di Veleso e Zelbio, le quali ad onta delle alte rupi pur raccolgono grani, e vassi pure al famoso Pian del Tivano. Su quelle montagne venne di recente introdotta una buona manifattura di coltri di lana.

In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 156-157

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Scendesi dalla Villa Serbelloni al borgo di Bellagio partito in due …, In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 154

Scendesi dalla Villa Serbelloni al borgo di Bellagio partito in due sì, che dell’un popolo ha cura un preposito, dell’altro l’arciprete. … L’occhio si perde nelle montagne aspre, che fiancheggiano il lido del Lario volgentesi a Lecco ed hannovi ai lati le scale per lunga discesa al porto, e per più breve ai varj piani dei giardini ricchi di elette frutta.

In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 154

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Ma già voghiam nello stretto seno fra la famosa isola Comacina …, In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 135

Ma già voghiam nello stretto seno fra la famosa isola Comacina, e il lido, in cui avvi Sala popolosa di pescatori che molta preda fanno in quel golfo pescosissimo. … Sparsi qua e là sul monte vi sono gruppi di case a cui non manca l’appiliazion propria.

In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 135

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Argegno, il qual posto quasi in un golfo del Lario, vien in due partito dal fiumicello, che ivi scarica la Valle d’Intelvi sì celebre per l’industria de’ suoi abitanti …, In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 135

Argegno, il qual posto quasi in un golfo del Lario, vien in due partito dal fiumicello, che ivi scarica la Valle d’Intelvi sì celebre per l’industria de’ suoi abitanti. Traversandola per lo lungo sboccasi con viaggio di miglia circa sette al lago di Lugano. Incontransi per lo viaggio caravane di muli carichi per lo più di carbone, che sfogasi ad Argegno per imbarcarlo. E’ singolare, che non vi siano marmi nella valle Intellvi, e però gli abitanti di quelle piagge si diedero alle opere di gesso lustrato, nelle quali sono abilissimi.

In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 135

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Dopo non breve remeggio giungesi a Brienno …, In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 133-134

Dopo non breve remeggio giungesi a Brienno, ove le casucce degli abitanti son poste quasi a ridosso l’una dell’altra, e presentan da lungi co’ tetti l’immagine quasi d’una scala

In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 133-134

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Siegue Urio per cammin dritto, … nel qual paese mantiensi quasi per retaggio l’arte del costrurre le barche … Laglio per uliveti osservabile, In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 133

Siegue Urio per cammin dritto, … nel qual paese mantiensi quasi per retaggio l’arte del costrurre le barche, poscia in molte villette sparso vedesi Laglio per uliveti osservabile … A tutte queste terre sta in faccia dall’altro lido Torno, già luogo celebre e la fonte Pliniana

In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 133

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Ivi è Lezzeno, di cui corre il proverbio, che sia senza luna d’estate, e senza sole nel verno …, In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 156

Ivi è Lezzeno, di cui corre il proverbio, che sia senza luna d’estate, e senza sole nel verno … Perpetue vigne e castagneti ne guidano alla punta della Cavagnola, dove amano d’approdare i nocchieri per riprendervi lena con una giara di vin robusto. Son già tre secoli, che sul campanil della chiesa , che or più non esiste, tenevasi una lanterna col lume, acciocchè i naviganti avessero una scorta nel bujo, quando scendevano dal faro di Lavedo.

In Giovanni Battista GIOVIO, Como e il Lario (1795), Valentina edizioni, 1999, pag, 156

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Alessandro Volta e il Tempio Voltiano, in Lake Como Poetry Way – Wikivoyage, guida turistica di viaggio

Tempio Voltiano, edificio che ospita un museo scientifico dedicato al fisico comasco Alessandro Volta. La costruzione in stile palladiano, fu progettata dall’architetto Federico Frigerio, su richiesta e finanziamento dell’industriale Francesco Somaini, in occasione del centeneraio della morte di Volta, e delle relative celebrazioni del 1927. Il mausoleo ospita una raccolta di strumenti scientifici appartenuti a Volta che oltre ad avere inventato nel 1799 la pila (da cui l’unità di misura del potenziale elettrico il Volt), nel 1776 aveva anche scoperto il metano, utlizzato nella lampada di Volta e nella pistola elettroflogopneumatica, antenati dell’illuminazione a gas e degli accendini. Oltre che scienziato anche poeta, in un testo giovanile Volta descrive l’area dove oggi è stato costruito il tempio a lui dedicato e dove allora i giovani flirtavano con le loro belle: «Giran costor d’attorno a questa e a quella massime poi in un certo distretto che Prato d’Orchi oggi da noi s’appella»

Lake Como Poetry Way – Wikivoyage, guida turistica di viaggio

Filippo Tommaso Marinetti e il Monumento ai Caduti, in Lake Como Poetry Way – Wikivoyage, guida turistica di viaggio

Monumento ai caduti: un’iconica forma di candida pietra altra 30 metri affacciata sul lago, simbolo inconfondibile dello skyline della città di Como. Tale monumento non esisterebbe – in questa sua forma – se non fosse per il poeta ed autore del Manifesto del Futurismo (1909), Filippo Tommaso Marinetti. Marinetti venne a Como nel 1930 per celebrare Antonio Sant’Elia, architetto e padre del manifesto L’Architettura futurista (1914). Durante la sua visita Marinetti impose come modello per questo monumento un disegno rappresentante una torre a faro realizzato in matite colorate ed acquarello di Sant’Elia. Il progetto fu poi sviluppato ed ultimato dal maestro del Razionalismo italiano, il comasco Giuseppe Terragni.

Lake Como Poetry Way – Wikivoyage, guida turistica di viaggio

Villa Gallia e Paolo Giovio, in Lake Como Poetry Way – Wikivoyage, guida turistica di viaggio

Villa Gallia. Risalente agli inizi del XVII secolo, è l’edificio più antico fra tutti quelli che si affacciano sulla passeggiata delle Ville.

Paolo Giovio (1483-1552), cardinale, ma anche medico ed umanista, ivi costruì la sua villa nel 1539 su quelle che lui ritiene fossero le rovine di una dimora appartenuta a Plinio il Giovane. Al suo interno vi creò il primo museo del mondo: la dimora ospitiva infatti una collezione di ritratti di uomini illustri che si può ammirare in copia anche alla Galleria degli Uffizi di Firenze. Fra i numerosi pezzi, spicca il ritratto più antico e diffuso di Cristoforo Colombo, oggi conservato presso la Pinacoteca di Como

Quando le auto sostavano in Piazza San Fedele. In: Il Boom dei veicoli e degli ingorghi di Paolo Visentin, in L’Ordine 25 giugno 1969

Lake Como Poetry Way – rimando al sito Sentiero dei Sogni

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Poi segue Lezzeno, suddiviso in cinque villaggi più piccoli …, In Paolo Giovio, La descrizione del Lario (1537), a cura di Franco Minonzio, editore Polyhistor, 2021 pag. 39

Poi segue Lezzeno, suddiviso in cinque villaggi più piccoli, che si possono scorgere sulla riva dritta, nascosti i folti vigneti. Da questi si ricavano vini poco alcolici, simili al vinello dal gusto pungente, assai ricercati dagli ammalati.

In Paolo Giovio, La descrizione del Lario (1537), a cura di Franco Minonzio, editore Polyhistor, 2021 pag. 39

Poi segue Blevio, anch’esso assurto alla fama grazie ai suoi vigneti…, In Paolo Giovio, La descrizione del Lario (1537), a cura di Franco Minonzio, editore Polyhistor, 2021 pag. 42

Poi segue Blevio, anch’esso assurto alla fama grazie ai suoi vigneti: fama legata ad un vino prestigioso per la sua gradevolezza, presso le persone deboli di stomaco, poiché i suoi vigneti non vedono mai il sorgere del sole; e questi vini, per una leggerezza che li rende innocui, grazie ad un tenue vigore naturale, sono preferiti ai vini tagliati e diluiti.

In Paolo Giovio, La descrizione del Lario (1537), a cura di Franco Minonzio, editore Polyhistor, 2021 pag. 42