Orticolario

A Orticolario 2017 un ampio programma di eventi: incontri, sperimentazioni, attività, presentazioni di libri, … 29 settembre – 1 ottobre, Lago di Como – a Cernobbio, Villa Erba

A Orticolario 2017 un ampio programma di eventi: incontri, sperimentazioni, attività, presentazioni di libri, … 29 settembre – 1 ottobre, Lago di Como

Sorgente: Programma eventi 2017 » Orticolario – Per un giardinaggio evoluto – Villa Erba, Lago di Como

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a: da classificare · Giardini (in genius loci)

Una foglia

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…in una foglia è contenuto l’intero Universo…presente, passato e futuro…nella sua eternità…

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a: da classificare · Giardini (in genius loci)

anche Turtles Garden

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Ponte della Civera · ponti

I PONTI, di Ivo Andric, in Racconti di Bosnia, Newton Compton, 1955

Di tutto ciò che l’uomo, spinto dal suo istinto vitale, costruisce ed erige, nulla è più bello e più prezioso per me dei ponti. I ponti sono più importanti delle case, più sacri perché più utili dei templi. Appartengono a tutti e sono uguali per tutti, sempre costruiti sensatamente nel punto in cui si incrocia la maggior parte delle necessità umane, più duraturi di tutte le altre costruzioni, mai asserviti al segreto o al malvagio.

I grandi ponti di pietra, grigi ed erosi dal vento e dalle piogge, spesso sgretolati nei loro angoli acuminati, testimoni delle epoche passate, in cui si viveva, si pensava e si costruiva in modo differente: nelle loro giunture e nelle loro invisibili fessure cresce l’erba sottile e gli uccelli fanno il nido.

I sottili ponti di ferro, tesi come filo da una sponda all’altra, che vibrano ed echeggiano con ogni treno che li percorre, come se aspettassero ancora la loro forma e perfezione finale. La bellezza delle loro linee si svelerà del tutto solo agli occhi dei nostri nipoti.

I ponti di legno all’entrata delle cittadine bosniache le cui travi traballano e risuonano sotto gli zoccoli dei cavalli, come le lamine di uno xilofono.

E infine, quei minuscoli ponti sulle montagne, spesso solo un unico grande tronco ovale, massimo due, inchiodati uno accanto all’altro, gettati sopra qualche ruscello montano che senza di loro sarebbe invalicabile. Due volte all’anno il torrente impetuoso ingrossandosi li trascina via e i contadini, con l’ostinazione cieca delle formiche, tagliano e segano e ne rimettono nuovi. Per questo, vicino ai ruscelli di montagna, nelle anse fra le pietre dilavate, spesso si vedono questi “ponti” precedenti: stanno lì abbandonati a marcire insieme all’altra legna arrivata per caso. Ma questi tronchi di alberi lavorati, condannati a bruciare o a marcire, si differenziano comunque dal resto e ricordano sempre l’obiettivo per il quale sono serviti.

Diventano tutti uno solo e tutti degni della nostra attenzione, perché indicano il posto in cui l’uomo ha incontrato l’ostacolo e non si è arrestato, lo ha superato e scavalcato come meglio ha potuto, secondo le sue concezioni, il suo gusto e le condizioni circostanti.

Quando penso ai ponti, mi vengono in mente non quelli che ho traversato più spesso, ma quelli su cui mi sono soffermato più a lungo, che hanno attirato la mia attenzione e fatto spiccare il volo alla mia fantasia.

I ponti di Sarajevo, prima di tutto. Sul fiume Milijacka, il cui letto è una sorta di sua spina dorsale,. rappresentano vertebre di pietra. Li vedo e li posso contare uno a uno. Conosco le loro arcate, ricordo i loro parapetti. Fra di loro ce n’è anche uno che porta il nome fatale di un ragazzo*, un ponte minuscolo ma eterno che sembra ritiratosi in se stesso, una piccola e accogliente fortezza che non conosce né resa né tradimento.

Poi i ponti visti nei viaggi, di notte, dai finestrini dei treni, sottili e bianchi come fantasmi. I ponti di pietra in Spagna, ricoperti dall’edera e come impensieriti della propria immagine riflessa nell’acqua scura. I ponti di legno in Svizzera, ricoperti da un tetto che li difende dalle abbondanti nevicate, assomigliano a lunghi silos e sono ornati all’interno da immagini di santi o di avvenimenti miracolosi come fossero cappelle. I ponti fantastici della Turchia, poggiati lì per caso, custoditi e protetti dal destino. I ponti di Roma, dell’Italia meridionale, fatti di pietra candida, da cui Il tempo ha preso tutto quello che ha potuto e accanto ai quali da cent’anni ne vengono costruiti di nuovi, ma che restano come sentinelle ossificate.

Così, ovunque nel mondo, in qualsiasi posto il mio pensiero vada e si arresti, trova fedeli e operosi ponti, come eterno e mai soddisfatto desiderio dell’uomo di collegare, pacificare e unire insieme tutto ciò che appare davanti al nostro spirito, ai nostri occhi, ai nostri piedi, perché non ci siano divisioni, contrasti, distacchi…

Così anche nei sogni e nel libero gioco della fantasia, ascoltando la musica più bella e più amara che abbia mai sentito, mi appare all’improvviso davanti il ponte di pietra tagliato a metà, mentre le parti spezzate dell’arco interrotto dolorosamente si protendono l’una verso l’altra e con un ultimo sforzo fanno vedere l’unica linea possibile dell’arcata scomparsa. È la fedeltà e l’estrema ostinazione della bellezza, che permette accanto a sé un unica possibilità: la non esistenza.

E infine, tutto ciò che questa nostra vita esprime – pensieri, sforzi, sguardi, sorrisi, parole, sospiri – tutto tende verso l’altra sponda, come verso una meta, e solo con questa acquista il suo vero senso. Tutto ci porta a superare qualcosa, a oltrepassare: il disordine, la morte o l’assurdo. Poiché tutto è passaggio, è un ponte le cui estremità si perdono nell’infinito e al cui confronto tutti i ponti di questa terra sono solo giocattoli da bambini, pallidi simboli. Mentre la nostra speranza è su quell’altra sponda. 

Sorgente: www.segnalo.it – POLITICHE DEI SERVIZI SOCIALI – ricerche bilbiografiche, www.segnalo.it

Berra Pietro · Camminare in COMO città · GENIUS LOCI

Passeggiate creative è anche una rubrica, curata da Pietro Berra, nuovo inserto Stendhal dei quotidiani La Provincia di Como

Da oggi Passeggiate creative è anche una rubrica, curata da Pietro Berra, che vi accompagnerà ogni domenica alla scoperta di itinerari culturali dalle pagine del nuovo inserto Stendhal dei quotidiani La Provincia di Como, La Provincia di Lecco e La Provincia di Sondrio

Sorgente: (2) Coatesa sul Lario … e dintorni

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la statua ANIMA alle ore 17 del 31 maggio 2017

GENIUS LOCI · Milano · Navigli lombardi

Il sindaco di Milano Beppe Sala porta a Chicago il sogno della riapertura dei Navigli, 13 marzo 2017

 

Beppe Sala parteciperà domani al forum internazionale «Urban Waterways», dedicato al rapporto tra acqua e città. Il funzionamento del sistema idrico, la prevenzione dei rischi idrogeologici e le vie d’acqua cittadine come elemento di attrazione turistica, i temi sul tavolo. Sala illustrerà ai colleghi sindaco di grandi città del mondo il progetto di fattibilità di parziale riapertura dei Navigli: «Perché l’acqua è al centro della storia e del futuro di Milano». Ma il sindaco cercherà soprattutto di capire, dal confronto con gli altri amministratori, quale possa essere il ritorno, in termini turistici e quindi anche economici, di un investimento sulla riqualificazione ambientale e sulle vie d’acqua cittadine (nella foto Lapresse, turisti nella zona dei Navigli). Per Milano lo studio è stato affidato a un comitato scientifico che si dovrà esprimere sulla fattibilità tecnica e sull’impegno economico del progetto. Poi spetterà al Comune attivarsi per trovare le risorse, ma solo se ci saranno in partenza condizioni positive. Sala ha comunque intenzione di sottoporre il progetto, con relativi costi, al referendum tra i cittadini.

terremoti

Una scossa forte, fortissima. Magnitudo 4.4. Il sisma si è verificato intorno alle 21.12 in Svizzera, sul lago di Zurigo. Immediata la rifrazione del terremoto è stata avvertita anche nel comasco – da Espansione TV 7.3.2017

Una scossa forte, fortissima. Magnitudo 4.4. Il sisma si è verificato intorno alle 21.12 in Svizzera, sul lago di Zurigo. Immediata la rifrazione del terremoto è stata avvertita anche nel comasco. Decine le segnalazioni arrivate in redazione da quasi tutti i quartieri della città, da Cernobbio, Appiano Gentile, Lora, Lipomo, Moltrasio, Cantù, Senna Comasco, Albavilla, Merone e Valle d’Intelvi (tanto per citare le prime indicazioni arrivate ma evidentemente tutto il territorio è stato colpito). Il contraccolpo è stato molto forte dunque: analoghe segnalazioni anche nel bergamasco, nel milanese e in altre zone lombarde.

Sorgente: Terremoto a Zurigo, avvertito nitidamente anche nel comasco. Decine di segnalazioni – Espansione TV

a: da classificare · GENIUS LOCI · Milano

Un po’ di Milano…

a: da classificare · GENIUS LOCI · Milano

Raccontare Milàn col cœur in man: il saggio delizioso di Lucia De Marco è una guida e allo stesso tempo un viaggio sentimentale nella «Svergolata» Milano di Carlo Emilio Gadda (Giulio Perrone Editore).

Raccontare Milàn col cœur in man: il saggio delizioso di Lucia De Marco è una guida e allo stesso tempo un viaggio sentimentale nella «Svergolata» Milano di Carlo Emilio Gadda (Giulio Perrone Editore).

Il libro traccia una «cartografia temporale», non procede per luoghi ma per momenti della giornata: mattina, mezzogiorno, pomeriggio, sera, notte, più un utile «itinerario bibliografico» finale, che raccoglie tutte le opere spulciate, dall’Adalgisa alla Cognizione del dolore, dagli articoli di giornale ai racconti e novelle.

di Camilla Tagliabue – Raccontare Milàn col cœur in man: questo fa Carlo Emilio Gadda, in modo trasversale e in molte delle sue opere letterarie. Raccontare Milàn col cœur in man: questo fa Lucia Lo Marco all’inseguimento di Gadda a zonzo…
TRECCANI.IT
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ATTILIO BRILLI, Il grande racconto del viaggio in Italia. Itinerari di ieri per viaggiatori di oggi, il Mulino, 2014

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

 

Per l’ozioso che si rifiuta di misurare l’arte con l’orologio, l’Italia costituisce un orizzonte sconfinato.
Edith Wharton

Nei secoli passati l’Italia è stata meta di un incessante pellegrinaggio culturale. Il Grand Tour, consuetudine delle classi colte europee, trovava infatti il suo culmine nel Bel Paese, in omaggio al quale diventava il Viaggio in Italia. Come in concreto si svolgeva ce lo racconta la messe di diari, memorie, guide, epistolari a cui il libro attinge, restituendoci, grazie ad annotazioni ora sapide ora struggenti, l’esperienza viva di uomini e donne d’ingegno, di nobili, di artisti, di poeti, di studenti e di quanti si dettero con entusiasmo alla scoperta della penisola. Ripercorriamo così gli itinerari più battuti, sperimentiamo l’equipaggiamento e i mezzi di trasporto, riviviamo gli incidenti e le avventure, ma anche i sogni e a volte lo scoramento di quei primi turisti. Ma c’è dell’altro, perché attraverso lo sguardo degli stranieri…

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a: da classificare · Giardini (in genius loci)

Adriana Bonavia Giorgetti, Meditare dentro un platano, Ponte alle Grazie, 2016

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