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BORGO MOZZANO: Qui sorge il Ponte della Maddalena, conosciuto anche come Ponte del Diavolo, da Newsletter Grandi Giardini Italiani

Qui sorge il Ponte della Maddalena, conosciuto anche come Ponte del Diavolo, uno dei tanti che costellano l’Italia e che regalano spettacolari paesaggi giocati sui riflessi nel sottostante specchio d’acqua. Il ponte fu costruito ai tempi della Contessa Matilde di Canossa (1046-1115), anche se il suo odierno aspetto è dovuto alla ricostruzione effettuata da Castruccio Castracani (1281-1328), nobile lucchese, che gli conferì la caratteristica forma dei ponti medievali a “schiena d’asino”, con la differenza che le sue arcate sono asimmetriche e quella centrale molto alta e ampia, tanto che la sua solidità sembra una sfida alla legge di gravità.

A questo ponte che collega le due sponde del fiume Serchio è legata una leggenda

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a: da classificare · GENIUS LOCI

Mappa per un libro (non realizzato) sul GENIUS LOCI

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Reverie sui CIMITERI, 31 ottobre/1 novembre 2016, 2 tracce AUDIO

GENIUS LOCI · Milano

Verdi’s – ristorante vegetariano, Milano, davanti al Teatro Litta, vicino al cinema Orchidea

Sapere di ieri, sapori di oggi

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Sorgente: Verdi’s – Sapere di ieri, sapore di oggi

a: da classificare · GENIUS LOCI · Milano

MILANO MIA, la città come non è mai stata raccontata, di ELDA CERCHIARI NECCHI, Polaris edizioni, 2015

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Orticolario

Galleria Fotografica di ORTICOLARIO, 2016 – Villa Erba, Lago di Como

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Sorgente: Galleria Fotografica » Orticolario – Per un giardinaggio evoluto – Villa Erba, Lago di Como

a: da classificare · casa · Mi ricordo · Poesie · Strand Mark · tentativi di esaurimento del luogo

L’inizio di una sedia, da Cos’era, di Mark Strand, tradotta da Damiano Abeni, Donzelli Poesia, 1999


QUI LETTA IN MODO MAGISTRALE DA DOMENICO PELINI

Cos’era

da “Blizzard of one”

I
Era impossibile da immaginare, impossibile
da non immaginare; la sua azzurrezza, l’ombra che lasciava,
che cadeva, riempiva l’oscurità del proprio freddo,
il suo freddo che cadeva fuori da se stesso, fuori da qualsiasi idea
di se’ descrivesse nel cadere; un qualcosa, una minuzia,
una macchia, un punto, un punto in un punto, un abisso infinito
di minuzia; una canzone, ma meno di una canzone, qualcosa che
affoga in se’, qualcosa che va, un’alluvione di suono, ma meno
di un suono; la sua fine, il suo vuoto,
il suo tenero, piccolo vuoto che colma la sua eco, e cade,
e si alza, inavvertito, e cade ancora, e cosi’ sempre,
e sempre perche’, e solo perche’, essendo stato, era…

II
Era l’inizio di una sedia;
era il divano grigio; era i muri,
il giardino, la strada di ghiaia; era il modo in cui
i ruderi di luna le crollavano sulla chioma.
Era quello, ed era altro ancora; era il vento che azzannava
gli alberi; era la congerie confusa di nubi, la bava
di stelle sulla riva. Era l’ora che pareva dire
che se sapevi in che punto esatto del tempo si era, non avresti
mai piu’ chiesto nulla. Era quello. Senz’altro era quello.
Era anche l’evento mai avvenuto – un momento tanto pieno
che quando se ne ando’, come doveva, nessun dolore riusciva
a contenerlo. Era la stanza che pareva la stessa
dopo tanti anni. Era quello. Era il cappello
dimenticato da lei, la penna che lei lascio’ sul tavolo.
Era il sole sulla mia mano. Era il caldo del sole. Era come
sedevo, come attendevo per ore, per giorni. Era quello. Solo quello.

(da Mark Strand: “Blizzard of One” – 1998, traduzione di Damiano Abeni, ora in “West of your cities” – a cura di M. Strand e D. Abeni – Minimum fax – Roma 2003)


qui letta con ben altra bravura ed intensità da DOMENICO PELINI

a: da classificare · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lario · Muri a secco

MURI A SECCO, parte fondante dell’architettura del territorio lariano, corso 2016, a cura del consorzio forestate Lario Intelvese

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sulle persone e il terremoto del centro Italia da una poetessa di lago che preferisce rimanere anonima, 24 agosto 2016

sulle persone e il terremoto del centro Italia
da una poetessa di lago che preferisce rimanere anonima:
 
Sindaco senza paese
 
“Come si sente?”
le telecamere inseguono
tra cumuli di pietre scomposte
sulla faglia di Montereale
pietre squadrate
dai nonni dei nonni
un anziano guarda
la morte che macera
il tradimento dei tronchi
e del grembo
 
“Come si sente?”
sono morti bambini
sopravvivere è un pensiero carnefice
 
eppure il caso
venature d’aria
un giovane è portato verso l’ambulanza
gli occhi luccicano sopra le macerie
un accenno di sorriso e di pianto
è vivo
un respiro senza incanto
ma è un respiro
un germoglio sotto la cenere
regalato al giorno
 
“Come si sente?”
la vita, la sorte, la catastrofe, lo stupore, la solitudine
la solitudine e
per un caso fortuito e fortunato una ciocca di capelli e due dita
 
stremato, ma c’è da fare
spaventato, ma non c’è scelta
la notte sarà fredda e senza sogni,
 
la email che mi ha inviato:
una cosa piccola e fragile, banale … ma è oggi e l’oggi si dice sempre male
 
se vuoi usarla non firmarla assolutamente, l’oggi è dei morti e dei sopravvissuti
 
è quasi vergognoso guardarli… quelle telecamere che li inseguono, quei giornalisti che chiedono ” come si sente?”… crollo su crollo
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SENTIERI nei corridoi e larghi di Coatesa sul Lario, estate 2016

Giardini (in genius loci) · Paolo Ferrario

GILLES CLEMENT, Giardini, paesaggio e genio naturale, Quodlibet, Macerata, 2013. Presentazione di Paolo Ferrario

GILLES CLEMENT, Giardini, paesaggio e genio naturale, Quodlibet, Macerata, 2013. Presentazione di Paolo Ferrario
http://www.quodlibet.it/schedap.php?id=2105#.V6jFHbiLTDc

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ESTETICA delle piante