ANIMALI · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Biscia o vipera?

 Il metodo infallibile e immediato per distinguere la vipera dalla biscia consiste nel guardare la coda: la coda tronca e grossa della vipera si nota immediatamente, allo stesso tempo la coda lunga e sottile della biscia consente di individuare sicuramente il rettile.

Per i più esigenti, il metodo veloce per classificare le due vipere è questo: l’aspide ha l’apice del muso leggermente ricurvo verso l’alto, nel marasso invece l’apice del muso è piatto. 

in http://camporotondo.altervista.org/mioweb3/fauna/vipera.htm

A chi non è capitato di incontrare un serpente in giardino?
In Italia i serpenti più comuni sono la biscia o natrice dal collare (Natrix natrix), il biacco (Coluber viridiflavus) e la vipera comune (Vipera aspis).
Il modo più sicuro per distinguere una vipera da una natrice o un biacco è la pupilla: se è verticale a fessura come quella dei gatti allora è una vipera, se è tonda è un altro serpente.
Noi umani abbiamo una paura atavica dei rettili, che nel lontano passato in cui eravamo qualcosa di molto simile a degli scoiattoli, erano i nostri predatori naturali. Tutto ciò è rimasto nei nostri geni, e provoca una paura spesso incontrollabile per ogni tipo di rettile.
Tuttavia un buon giardiniere sa che se il suo giardino “funziona” attirerà di conseguenza un gran numero di animali selvatici o semi-selvatici, come topolini, ricci, uccellini, rane ed anche serpenti.
Chi possiede un pozzo potrebbe trovarsi facilmente a che fare con la comune biscia d’acqua, o natrice.
In genere gli incontri con i serpenti sono piuttosto rapidi e spaventosi, non si ha molto tempo a disposizione per riflettere, ma si deve cercare di mantenere il più possibile la calma ed evitare di uccidere l’animale, fosse anche una vipera. Piuttosto si deve cercare di tenere l’erba bassa, i rampicanti in ordine e soprattutto di inserire nel proprio giardino il predatore naturale di questi rettili, cioè il riccio.
Senza farsi prendere dal panico si deve catturare l’animale gettandogli sopra una coperta o un panno resistente, ed avendo cura di indossare guanti protettivi. Poi lo si chiude in una busta o in una scatola di cartone e lo si porta in campagna. L’importante è fare attenzione a che non ci siano case troppo nelle vicinanze e che ci sia almeno una piccola fonte d’acqua.
Il morso della biscia o del biacco non è pericoloso, anzi, queste due specie si nutrono di topi e ratti. Quello della vipera è veramente mortale solo per i bambini e gli animali domestici. Un adulto in buona salute fa tranquillamente in tempo ad arrivare al pronto soccorso. Inoltre è più facile essere allergici al siero anti-vipera che al morso stesso della vipera (ed è per questo che il siero anti-vipera è riservato all’uso in ospedale).
Un altro sistema per riconoscere le vipere è la forma della testa, che deve essere triangolare o trapezioidaile, leggermente all’insù. Indicativo può essere il colore, che in una vipera dovrebbe essere marrone rossastro, con una striatura più scura sul dorso.

 

da Compagnia del Giardinaggio :: Leggi Argomento – Serpente o vipera?

ORTO: lavori, cure, manutenzione

Le regole del trapianto | Verde Blog : Consigli di giardinaggio


  1. Non trapiantare mai durante la fase di fioritura
  2. Non farlo nemmeno se la terra che avvolge le radici è molto secca
  3. Potare le radici malate e tagliare quelle che sono rovinate, senza danneggiare il resto
  4. Eliminare la terra secca dalla superficie della zolla
  5. Eliminare eventuali grovigli di radici con le dita
  6. Adeguare la dimensione del vaso a quella della pianta. Non esitare a trapiantare un esemplare che non cresce bene o che cresce troppo trapiantandolo, assicurandogli così uno sviluppo sano e vigoroso

da: Giardinaggio: le regole del trapianto | Verde Blog : Consigli di giardinaggio

ORTO: lavori, cure, manutenzione

10 consigli per ottimizzare il consumo di acqua in giardino, nell’orto e sul balcone | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale


1) Meglio nelle ore più fresche
La prima regola è la più ovvia ma è sempre bene ricordarla: le piante vanno annaffiate durante le ore più fresche della giornata, la sera dopo almeno mezz’ora dal tramonto o, meglio ancora, la mattina presto (l’ideale sarebbe quando c’è già luce ma il sole non è ancora sorto). Così facendo si ottiene un duplice vantaggio: da un lato si evitano shock termici alle piante che le possono danneggiare e dall’altro il terreno più fresco ha tutto il tempo per assorbire l’acqua senza che l’azione diretta del sole la faccia velocemente asciugare.
2) Poco alla volta, più volte
Uno dei trucchi più efficaci per risparmiare acqua è quello di bagnare un poco e fermarsi ripetendo però l’operazione due o tre volte a distanza di una manciata di minuti. Il motivo è semplice perché così facendo si permette al terreno di assorbire a poco a poco l’acqua senza che questa “scivoli” via senza di fatto bagnare. Questa regola vale in modo particolare per le piante coltivate in vaso.
3) Lentamente è meglio
Questa regola sortisce un effetto molto simile a quella precedente e permette al terreno di assorbire lentamente l’acqua senza che questa venga sprecata inutilmente. Il flusso dell’irrigazione deve essere regolato al minimo; nel caso dei vasi serve fare attenzione che l’acqua non tracimi dal bordo.
4) Al bando la concorrenza
La concorrenza in questione è rappresentata dalle infestanti che non competono con le nostre piante solo per quanto riguarda lo spazio e le sostanze nutrienti ma anche per il consumo di acqua, soprattutto durante questo periodo. Quindi non abbiate pietà di loro ed estirpatele con ogni mezzo possibile per lasciare tutte le risorse alle sole piante coltivate.
5) Viva la pacciamatura!
Pratica che torna utilissima anche per facilitare il controllo delle infestanti del punto precedente, l’utilizzo della pacciamatura sortisce altri effetti molto positivi: non frena solo lo sviluppo delle erbacce ma limita l’evaporazione e mantiene più a lungo l’umidità. I materiali utilizzati possono essere i più disparati ma quelli più diffusi sono la paglia, le foglie secche e soprattutto la corteccia di pino (bark). Questo metodo è molto valido, provare per credere, e si applica anche ai vasi di medie e grandi dimensioni. Se poi per la pacciamatura si utilizzanole foglie di felce aquilina si tengono le limacce lontane dalle nostre piante.
6) Solo quando ce n’è bisogno
Regola che si basa sull’esperienza ma che in genere dà buoni risultati. Col tempo si impara a conoscere le nostre piante e a capire più o meno quando hanno sete. Del resto molti vegetali sono in grado di “comunicare” con segnali inequivocabili quando è indispensabile un apporto d’acqua. Non conviene però aspettare così tanto per annaffiare perché spesso si rischia di far soffrire inutilmente le piante che porterebbero poi i segni di questa carenza (crescita lenta, assenza di fioritura ecc.); meglio capire e leggere i primi segnali e regolarsi di conseguenza.
7) Abituarle al peggio
Per testare le reali esigenze idriche di una pianta è possibile fare così: si annaffia con la stessa frequenza per un dato periodo di tempo ma ogni volta che lo si fa si diminuisce progressivamente l’apporto di acqua somministrata. Se per esempio si bagna una pianta ogni 3 giorni la prima volta si somministrano 5 litri di acqua, la seconda 4,5 litri, la terza 4 litri e così via, il tutto per capire fino a dove è possibile spingersi senza compromettere la salute della pianta. Questa tecnica permette anche, per quanto possibile, di “educare” la pianta a determinati ritmi di annaffiatura e a determinate quantità di acqua disponibile e, se le si dà il tempo di adattarsi, il risultato finale è in genere assicurato.
8 ) Riciclare l’acqua
Una bella fetta dell’acqua che quotidianamente buttiamo giù per le tubature è in realtà molto pulita e potrebbe essere ancora sfruttata per annaffiare le nostre piante. È il caso per esempio dell’acqua utilizzata per lavare frutta e verdura e che, una volta raccolta in un recipiente, può essere somministrata alle piante in tutta tranquillità. Altra buona abitudine, se si possiede un prato, è quella di mettere a scolare i vasi appena bagnati direttamente sopra il tappeto erboso: l’acqua in eccesso non andrà sprecata ma verrà assorbita dal terreno sottostante.
9) Di plastica è meglio
Non vorrei dirlo ma è così: per quanto riguarda il risparmio di acqua è molto meglio preferire i vasi di plastica piuttosto che quelli di terracotta. Il motivo è dovuto al fatto che in quest’ultimi è presente una miriade di micro fori che fanno traspirare l’umidità molto rapidamente, al contrario dei vasi di plastica che, essendo appunto realizzati conmateriali artificiali, non hanno questo problema e trattengono molto meglio l’acqua, mantenendola a disposizione della pianta ospite per un periodo più lungo.
10) Le piante giuste
Questo non è un consiglio per l’immediato ma per il futuro, ovvero quello di utilizzare nel proprio balcone o giardino piante adatte al nostro clima o resistenti alla siccità: sono molte le specie in commercio e la scelta è davvero ampia. Analogamente, nel proprio orto converrà in futuro pianificare la coltura di varietà adatte alla carenza di acqua (che coincidono sempre con gli ortaggi della produzione locale: qualcuno, nel corso del tempo, ha già fatto il lavoro sporco per noi…) o che hanno un ciclo precoce. Anche qui la scelta non manca ma, come per le piante da balcone o da giardino, si ripresenterà sicuramente l’occasione per parlarne di nuovo in modo approfondito.

da:

10 consigli per ottimizzare il consumo di acqua in giardino, nell’orto e sul balcone | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale

Limone · Orto nei vasi · ORTO: lavori, cure, manutenzione

LIMONE in vaso

Ha bisogno solo di
MANGIARE
BERE
e CALORE
In un vaso è in prigione, ma mangia

DIARIO di Amaltea · Mi ricordo · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Terra e Clima

Diario di primavera inoltrata

sabato, domenica e lunedì!
Tempo coperto senza pioggia, 20°
Grandi lavori per completamento orti:
Paolo:
– quattro peperoni
– quattro zucchine
– una melanzana
– tre gazanie nelle ciotole di sasso sul terrazzo
– finito di creare il corridoietto sulla collinetta dell’orto verde e piantate quattro zucche
– inoltre il genius loci mi ha suggerito di predisporre un nuovo piccolo panoro, dietro il nespolo germanicus per la semina di ulteriori insalate

Luciana:
– ha tolto il gesso e sta facendo una gloriosa riabilitazione. Fra parentesi è stata bravissima nell’affrontare con sapiente rassegnazione l’incidente reagendo con l’ottimismo della volontà
– semina nuovo campetto di grumolo verde e rucola
– pianta sei guinee nei due vasi di cemento sotto la sala e predispone i vasi per la prossima accoglienza di fiori colorati davanti alla panca della pergola

Rinnoviamo completamente il vaso sul davanzale della cucina con le erbe aromatiche: erba cipollina, basilico, timo e semina prezzzemolo
L’orto ha preso vigore e le prime zucchine stanno facendo i fiori. Anche i cetrioli senbrano avere trovato (finalmente) un posto di loro gradimento nei grandi vasi di plastica.
Lunedì: grandioso taglio dell’erba su tutti i piani, usando alternativamente i due tosaerba.
Luciana rastrella di fino tre corridoi.
E l’orto giardino acquista il suo volto migliore: corridoi evidenziati  e zone verdi ordinate e scale pulite. Mi ricordo che negli anni scorsi dicevamo che le scale pulite davano di per sè una felice immagine di ordine.
Alle 17 comincia a piovere moderatamente
Temperatura 20°

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Sapone di Marsiglia contro gli afidi delle rose | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale

da  Rose e afidi, rimedi naturali | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale:

inserisco nel terreno due spicchi d’aglio (un rimedio suggerito dalla nonna, non sò se ha valenza scientifica, ma secondo me un pò funziona) e preparo un “insetticida” casalingo con una ricetta che vado a suggerirvi:- sciogliete circa 50 grammi di sapone di marsiglia ridotto in scaglie in un pò d’acqua calda, diluite successivamente in 2,5 litri d’acqua fredda, aggiungete circa 50 grammi di alcool e miscelate; a questo punto spruzzate il preparato sui vostri rosi e congraturatevi con voi stessi per lo “sterminio in corso”. Mi raccomando, questa operazione deve essere effettuata la mattina presto, prima che il sole scaldi le piante.Dimenticavo di dirvi che la presenza delle formiche sui rosi è un inequivocabile campanello d’allarme, infatti sono ghiotte della sostanza zuccherina ed appiccicosa che producono gli afidi, tanto che se ne prendono cura proteggendoli.Sono invece nostre grandi alleate le mitiche coccinelle che ne divorono quantità industriali, perciò siate felici della loro presenza (sarà per questo che dicono che portino fortuna?).

 

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ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

Antiparassitari naturali, il peperoncino efficace contro gli afidi | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale

capsaicina. Proprio quest’ultima sostanza è quella che ci interessa per la sua efficacia contro quello che è forse il parassita che attacca più di frequente le nostre piante. Sciolta nell’acqua infatti la capsaicina svolge un potente effetto deterrente nei confronti degli afidi. Per ottenere l’antiparassitario al peperoncino serve la polvere ottenuta da semi e bacche. Se la povere la fate in proprio considerate che il grosso della capsaicina non è nei semi (che ne sono comunque ricchi) ma nella membrana interna alla bacca che deve essere dunque mantenuta nella fase dell’essiccazione al sole. Se viceversa non volete farvi la vostra polverina potete tranquillamente comprarla al supermarket.In ogni caso dovrete sciogliere 2 o 3 grammi di polvere di peperoncino per ogni litro d’acqua e spruzzarlo una volta alla settimana direttamente sui parassiti presenti sulle piante. Anche per questo metodo è importante la tempestività e la frequenza dell’intervento: se l’attacco non è grave di solito è sufficiente un’applicazione alla settimana, da fare nelle ore più fresche della giornata, se invece i parassiti sono particolarmente numerosi si dovranno raddoppiare gli interventi. In caso di pioggia si deve ripetere l’applicazione.

Antiparassitari naturali, il peperoncino efficace contro gli afidi | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale

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Ortiche · ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

L’ortica, rimedio naturale contro gli afidi | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale

suo utilizzo come rimedio naturale contro gli afidi.Raccogliete l’Ortica nel periodo della fioritura (che va da luglio ad agosto) e mettetela in un contenitore riempito d’acqua con un rapporto di 1 Kg di Ortiche fresche (o, in alternativa, 10 grammi di Ortiche secche) ogni 10 litri di acqua.Lasciate il tutto a macerare al sole per un paio di giorni e infine filtrate l’infuso. Non vi resta che riempire un irroratore a pressione e spruzzare le parti colpite dagli afidi, usando l’infuso puro o diluito nella proporzione di 1 a 3.Ottimo metodo, ed efficace, da non usare però in primavera se in giro ci sono i nemici naturali degli afidi (sirfidi, crisopodi, icneumonidi e naturalemnte le coccinelle): si rischia di togliere loro il cibo che gli permette di crescere bene, svilupparsi numerosi e diventare il miglior alleato che abbiamo contro il fastidioso parassita.

L’ortica, rimedio naturale contro gli afidi | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale

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ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

Aglio, prezioso alleato contro i parassiti delle piante | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale

Quest’incredibile pianta non possiede solamente importanti qualità organolettiche e fitoterapeutiche ma le sostanze contenute nell’aglio possono essere sfruttate a nostro favore anche nella lotta contro i parassiti. L’allicina infatti, potente antibiotico e antifungino presente in elevate quantità nell’aglio, unita ad altre preziose sostanze, ha un’azione repellente nei confronti di acari, afidi e tignole. L’aglio inoltre possiede riconosciute qualità antibatteriche e si dimostra efficace nel rallentare malattie come la peronospora, oltre a combattere, se distribuito nel terreno, alcuni tipi di nematodi.Il modo migliore e più semplice di usarlo con buoni risultati è quello di tritare il più finemente possibile 100 grammi di bulbi in 10 litri d’acqua e lasciarli a macerare per almeno 12/24 ore (l’ideale è tre giorni) dopodiché lo si può impiegare direttamente sulla pianta versandolo delicatamente sulle parti attaccate; una volta filtrato può essere applicato molto più comodamente con l’utilizzo di un vaporizzatore.Ricordatevi che la tempestività è molto importante per la riuscita dell’intervento: prima vi accorgerete del focolaio e maggiore sarà la probabilità di successo.Infine applicate la soluzione la sera o al mattino presto per evitare che le gocce di acqua sulle piante, quando attraversate dalla forte luce solare, possano avere un effetto lente capace di danneggiare la vegetazione.

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DIARIO di Amaltea · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Terra e Clima

Diario di primavera inoltrata

mercoledì e giovedì.
Due serate dalle 18 alle 21. Tempo coperto con deboli piogge, 23°
– nove lattughe barba di frate
– sei basilico
Raccolta prima insalata lollo.
Splendida fioritura di rose

DIARIO di Amaltea · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Terra e Clima

Diario di primavera inoltrata

domenica
Sembra finalmente arrivato il caldo. Arriviamo ieri alle 10 e 30. Luciana, sempre ingessata, riesce a dedicarsi all’orto verde:
– ulteriori 6 coste
– sei Basilico
– nove lattughe barba di frate
Inoltre, con gran soddisfazione, pulisce tutto il viale delle rose e rabocca le patate nei sacchi
Lavori di Paolo:
– trattamento anti acari ai meli (ortika della Botanika)
– sei peperoni
– quattro pomodori seminati da noi
– quattro gerani
– continua lo smantellamento della collinetta dell’orto verde e trasporta le macerie edili all’ultimo piano

sole e caldo 28°

DIARIO di Amaltea · ORTO: lavori, cure, manutenzione

diario di primavera inoltrata

mercoledì
di nuovo qui.
Paolo trapianta la Begonia vicino alla tavernetta, pota il Tiglio, e puntella (per il rincalzo) con i piastrelloni arancioni la zona patate del corridoio/pollaio.

Sole, ma grande vento da domenica scorsa.
Luciana è ancora inabile, ma bagna l’orto verde e raccoglie le prime fragole