Conviene spostare le piante in questo periodo: le gemme non sono ancora in espansione e le radici sono ancora silenti.
Meglio farlo dopo giornate di pioggia.
Ho spostato il Prunus Pissarri e il piccolo melo
Categoria: ORTO: lavori, cure, manutenzione
Orto: i lavori della primavera. 1 Trattamento con poltiglia bordolese
Quest’anno l’ho somministrata alle piante da frutto alla fine febbraio.
Ricordare di fare trattamenti preventivi autunnali e di farne di più in primavera, prima dei trattamenti anti acari
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Gli zappatori della domenica
Occuparsi dell’orto (o solo di qualche pianta) è una delle grandi passioni degli italiani. Per lo più per autoproduzione, l’agricoltura amatoriale costa poco e fa bene all’ambiente
.
Nel 2006 19,5 milioni di italiani dedicavano parte del proprio tempo alla coltivazione dell’orto (dati Istat). Un’indagine Nomisma presentata lo scorso dicembre ha rivelato che la coltivazione di un orto per hobby interessa circa il 41% della popolazione.
Un altro sondaggio condotta da Nomisma in collaborazione con la rivista “Vita in campagna” permette di tracciare un identikit del contadino per hobby in Italia. Il 41,2% degli hobby farmer è composto da operai e pensionati, che possiedono un terreno di circa duemila metri quadrati (0,2 ettari); il 24% da liberi professionisti e dipendenti pubblici, che possono disporre di oltre 10mila metri quadrati (più di un ettaro). Il 22,7% possiede appezzamenti compresi tra 2.000 e 6.000 metri quadrati, il 12% tra 6.000 e 10.000. l’89% è costituito da uomini, l’età media è di 56 anni. Il 45% coltiva la terra per 10 ore a settimana. Il 38% dedica a questa attività tra le 10 e le 20 ore settimanali ……
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International Garden Photographer of the Year – Category Finalists 3 – The Edible Garden
I piaceri dell’orto in prevecchiaia, in International Garden Photographer of the Year – Category Winners 01 – My Garden
Poltiglia bordolese
POLTIGLIA BORDOLESE

vegetazione e sui frutticini, così come quella degli analoghi rameici, è ben nota e si esplica comunque con una riduzione del rigoglio vegetativo e a volte con ustioni sugli organi fiorali che ne sconsigliano l’uso, a parte i casi d’indispensabilità e di accertata ridotta sensibilità varietale, durante la fioritura. Sui frutticini di mele o pere e sui giovani acini d’uva le lesioni provocate dal potere caustico della poltiglia si riflettono con la comparsa di ruggine della buccia che soltanto nei casi più gravi può deformare i frutti od impedirne un regolare accrescimento. La stagione troppo calda e asciutta aumenta la negativa influenza della calce sulla traspirazione cuticolare e stomatica accentuando la riduzione dello sviluppo della vegetazione. Lo spettro d’attività risulta essere molto ampio: peronospora, antracnosi, black rot, corineo, monilia, fusicocco, ruggini, cancri, ticchiolatura, cilindrosporiosi, septoriosi, escoriosi, vaiolatura, alternaria, cercospora sono alcuni dei principali agenti fungini controllati. Il rame possiede poi importanti azioni secondarie su oidi, monilie e botrite, in questi casi spesso l’azione non è diretta sul fungo, ma avviene attraverso l’ispessimento della pellicola esterna dei vegetali e dei loro frutti. Molto importante l’azione batteriostatica dei ramati, sfruttata soprattutto per impedire o diminuire la diffusione, dal 1997, del colpo di fuoco batterico su Pomacee. Le dosi d’impiego della poltiglia bordolese non sono mai standardizzabili in quanto dipendono sicuramente dal periodo stagionale in cui ci si trova, dall’andamento meteorologico e dal rigoglio vegetativo della coltura, dalla zona e dall’aggressività delle malattie da combattere. Durante l’inverno, quando i fruttiferi sono nello stadio di riposo, la poltiglia può essere utilizzata a dose piuttosto alta, anche di 1,5 – 2,0 kg per q.le d’acqua, in quanto il legno presenta buona resistenza. Tuttavia anche qui varietà e specie rappresentano fattore discriminante: ad esempio su pesco le dosi debbono essere inferiori che su pomacee. E’ bene che la temperatura non scenda sotto lo zero termico durante la distribuzione e nei giorni successivi. Se affrontiamo il problema peronospora della vite occorre impiegare almeno 100 g di ione rame per hl d’acqua .Per quanto attiene all’utilizzo della poltiglia bordolese, il rame viene normalmente addizionato di calce fresca in rapporto 1 a 0,6 cioè ogni 1.000 g di solfato per 600 g di calce. Per il primo trattamento antiperonosporico il dosaggio d’impiego della poltiglia che contiene il 25 % di Cu2+ è bene che non scenda mai sotto i 600/g per q.le d’acqua, questo al fine di creare un consistente deposito su tutta la vegetazione ancora scoperta. Per i trattamenti successivi, in genere settimanali, sarà possibile abbassare la dose, in caso di ridotta piovosità e bassa umidità, ai 400 – 500 g, oppure mantenere i 600 g se la stagione risulterà piovosa. Per gli ultimi due interventi che di norma si eseguono ad intervalli superiori di tempo (15 – 20 giorni l’uno dall’altro) è consigliabile usare dosaggi più elevati quali 800 o massimo 1.000 g per hl d’acqua. Oggi, dopo circa 120 anni da quando nel 1884 il Millardet accertò l’efficacia del rame sulla peronospora della vite, i rameici e la poltiglia rimangono un pilastro della farmacopea del terzo millennio. ( dal Notiziario del Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia) Trattamenti invernali
TRATTAMENTI INVERNALI
| STADIO VEGETATIVO
Gemme ingrossate Prefioritura Fioritura Sviluppo del frutto Invaiatura Post-raccolta |
PATOGENO
Uova e larve di parassiti, crittogame Afidi, Acari, Oziorinco, Cimicetta verde, Marciumi al colletto Tignola della zagara Cocciniglia, Acari, Minatrice Mosca, Acari, Cocciniglie Mal secco, Batteriosi |
PRODOTTO g/hl
Bentotamnio 1000 Olio di pino 400 Artemisia 800 Olio di pino 800 Olio di pino 800 Bentotamnio 1000 |
|
STADIO VEGETATIVO
Gemme ingrossate Prefioritura Caduta petali Frutto sviluppato Cadute foglie e ingrossamento gemme |
PATOGENO
Corineo, monilia Monilia Monilia, Oidio Oidio, Anarsa Corineo, Falena |
PRODOTTO g/hl
Bentotamnio 1000 Bentotamnio 500 Silicato di sodio1000 Sapone allo zolfo 500 Bentotamnio 1000 |
| STADIO VEGETATIVO Bottoni rosa Post allegagione Pre-invaiatura |
PATOGENO
Corineo, Bolla, monilia, Negrume Monilia, Bolla, Corineo, Oidio, Afidi Mosca, Anarsia, Cydia, Ragnetto rosso |
PRODOTTO g/hl Bentotamnio500 Sapone allo zolfo 600 Olio di pino500 Silicato di sodio1500 Idem Olio di pino 600 |
| STADIO VEGETATIVO Ripresa vegetativa Pre-fioritura Caduta petali |
PATOGENO
Oidio, Acari Antomomo, Tripide Marciume grigio |
PRODOTTO g/hl Bicarbonato di s.800 Sapone allo zolfo 600 Olio di pino 800 Legno quassio 1200 Bicarbonato di sodio 800 |
| STADIO VEGETATIVO Riposo vegetativo Orecchiette di topo Bottoni rosa Caduta petali a frutto noce Frutto noce alla raccolta |
PATOGENO
forme svernanti di fitofagi Ticchiolatura, Antonomo, carpocapsa Afide, cinerognolo Ticchiolatura, Afidi, Carpocapsa Ticchiolatura, carpocapsa, Ricamatori, Cydia molesta, |
PRODOTTO g/hl
Pasta per tronchi vedi dosaggio, Bentotamnio500 sapone alla citronella 800 Bentonite 700 Bentonite 700 |
|
STADIO VEGETATIVO
Semina Trapianto Vari stadi dello sviluppo |
PATOGENO
Batteriosi Batteriosi, Piede nero Oidio, Afidi, Tripidi |
PRODOTTO g/hl
Aglio 1500 Aglio 1500 Aglio 1500 |
|
STADIO VEGETATIVO
Ingrossamento gemma Caduta petali Frutticine e accrescimento frutto |
PATOGENO
Ticchiolatura, uova e larve di parassiti Ticchiolatura, tentredine Tingide, Psilla, Carpocapsa |
PRODOTTO g/hl Bentonite 1000 Sapone allo zolfo 600 Solfato di rame200 Legno quassio 1500 bicarbonato di sodio 800 sapone allo zolfo 700 Olio di pino 600 |
| STADIO VEGETATIVO Bottoni rosa Caduta petali Frutticini Frutto prematurazione Caduta foglie e ingrossamento gemme |
PATOGENO
Corineo, Bolla, Monilia, Negrume, Uova acari, insetti vari Monilia, Bolla, Corineo, Oidio, Afidi Malattie fungine, anarsia, Cydia Monilia, Oidio Monilia, Bolla, Corineo |
PRODOTTO g/hl
Bentonite 1000 Equiseto 1200 Eqiuiseto 1200 Bicarbonato di sodio 800 Bentonite 800 |
| STADIO VEGETATIVO Gemme ingrossate Pre-fioritura Caduta petali Frutti allegati Caduta foglie e ingrossamento gemme |
PATOGENO
Corineo, Cocciniglie Monilia Afidi, tentredini, Monilia Monilia, cydia, afidi, Corineo, Monilia |
PRODOTTO g/hl
Bentonite 1000 Bentonite 1000 Olio di pino 600 Ortica 1200 Bentonite 1000 |
| STADIO VEGETATIVO Riposo vegetativo Prefioritura Allegagione Sviluppo del frutto-invaiatura Post-raccolta, riposo vegetativo |
PATOGENO
Crittogame, uova diparassiti, occhio di pavone, fumaggine, Mosca, tignola, rodilegno giallo Idem Mosca, parassiti in genere Occhio di pavone. Fumaggine, rogna |
PRODOTTO g/hl Bentonite 1000 Sapone allo zolfo 600 Silicato di sodio 1500 Solfato di rame 300 Bentonite 1000 Idem Olio di pino 700 Silicato di sodio 1500 |
| STADIO VEGETATIVO Gemma rigonfia Periodo di infestazione, ripete fino alla maturazione1 volta ogni 8-10 giorni Caduta foglie |
PATOGENO Acari, tripide, cocciniglia, crittogame Tignola, acari, peronospora, oidio Crittogame e fitofagi in genere |
PRODOTTO g/hl Bentonite 1000 Solfato di rame 300 sapone allo zolfo 700 Bentonite 1000 Bentonite 1000 |
Fare l’orto, primavera 2008 (probabilmente)
Innaffiare non è gettare dell’acqua sulla terra: vuol dire somministrare con giudizio l’acqua necessaria
Giorni caldi questi, giorni addirittura bollenti in giardino. E necessari: si lavora il mattino presto e la sera tardi. Le persone non addette «ai lavori» non capiscono: perché così presto perché così tardi? È semplice: i miracoli in giardino si fanno a quelle ore. Tutto lì. L’acqua si dà nelle controre: durante le ore calde bollenti del mezzogiorno e del pomeriggio il giardino dorme. Si riposa, sonnecchia, sembra quasi in coma.
Innaffiare non è gettare dell’acqua sulla terra: vuol dire somministrare con giudizio l’acqua necessaria. Senza esagerazioni né sprechi. Le piante «parlano», chiedono e consigliano con il linguaggio delle foglie, la loro brillantezza, il loro colore e soprattutto il loro portamento. L’appassimento non fa male, ma deve essere breve: durante l’estate qualche piccola crisi di sete e di asciutto è addirittura salutare. Troppa acqua per troppo tempo fa malissimo alle piante, al loro apparato radicale: le marcescenze con le loro conseguenze letali ed epidemiche sono sempre dietro l’angolo. Delle due (troppa o troppo poca) è meglio, lo dicono gli esperti e i veri giardinieri, indulgere nell’avarizia piuttosto che nell’abbondanza: è meglio essere un po’ avari che scialacquatori. Questi secchi nei giardini d’estate sono l’unica arma valida ed efficace contro i funghi maligni e assassini (i funghi non sopravvivono, non si propagano, non attaccano se fa troppo asciutto).L’estate è fatta, come la natura, anche di asprezze e ruvidezze: per avere delle buone pesche e delle profumate albicocche c’è bisogno del caldo afoso e canicolare di luglio: un giardino tutto rugiadoso, umido e innaffiato è certamente attraente e gradevole, far diventare un lembo di terra un angolo di Scozia o d’Irlanda può essere una giusta speranza, un obiettivo… ma con il caldo delle nostre regioni i prati vellutati e morbidi si portano dietro un bel po’ di malattie.
La natura è equilibrio e armonia e se ha deciso che in estate le giornate debbano essere lunghe e calde, il bravo giardiniere (quello che non ha paura d’avere il giardino un po’ secco e un po’ giallo nei periodi più secchi) deve accettarle, non negarle: innaffia, non inonda, irriga, non esonda.
Paolo Pejrone in La Stampa – Tutto Libri, 23 giugno 2006





