ORTO: lavori, cure, manutenzione · Patate

messa a dimora delle patate

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ORTO: lavori, cure, manutenzione

Sinfonian’s Square Foot Garden » 2) Build-As-You-Grow Potato Bins

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ORTO: lavori, cure, manutenzione

Le patate nel bidon « Di tutto di più

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AUDIO e VIDEO · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Patate

Messa a dimora delle patate, Video | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale

Coltivato come annuale in una occupazione del terreno che va, a seconda delle varietà, dai 40 ai 90 giorni, il Solanum tuberosum ama un clima mite e fresco anche se si può definire un ortaggio adattabile a diverse situazioni, grazie soprattutto alle molte cultivar disponibili; preferisce terreni di medio impasto, ricchi di sostanza organica e preventivamente lavorati con buona quantità di letame. Si può riprodurre interrando direttamente i tuberi o una parte di essi: si fanno pregermogliare le patate mantenendole per un mese circa in luogo fresco e ben illuminato e aspettando che producano i germogli dopodiché si possono interrare o intere (da preferire, specialmente per quelle piccole) o tagliate a metà, lasciandogli magari il tempo per riformare una protezione contro gli agenti patogeni (il riunire le parti tagliate accelera la formazione dello strato protettivo). Questo in teoria, in pratica Carlo non ci va molto per il sottile e anzi taglia le patate non acora germogliate anche in tre o addirittura in quattro pezzi e poi le interra immediatamente.

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ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

POLTIGLIA BORDOLESE – giardinaggionaturale.com

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ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

Kit giardino biologico concimi insetticidi fungicidi biologici biogarden

Kit giardino biologico concimi insetticidi fungicidi biologici biogarden

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ORTO: lavori, cure, manutenzione

Spostamenti piante

Conviene spostare le piante in questo periodo: le gemme non sono ancora in espansione e le radici sono ancora silenti.
Meglio farlo dopo giornate di pioggia.
Ho spostato il Prunus Pissarri e il piccolo melo

DIARIO di Amaltea · ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

Orto: i lavori della primavera. 1 Trattamento con poltiglia bordolese

Quest’anno l’ho somministrata alle piante da frutto alla fine febbraio.
Ricordare di fare trattamenti preventivi autunnali e di farne di più in primavera, prima dei trattamenti anti acari

ORTO: lavori, cure, manutenzione

Gli zappatori della domenica, VoceArancio » Blog Archive »

Gli zappatori della domenica

zappatori

Occuparsi dell’orto (o solo di qualche pianta) è una delle grandi passioni degli italiani. Per lo più per autoproduzione, l’agricoltura amatoriale costa poco e fa bene all’ambiente

.

Nel 2006 19,5 milioni di italiani dedicavano parte del proprio tempo alla coltivazione dell’orto (dati Istat). Un’indagine Nomisma presentata lo scorso dicembre ha rivelato che la coltivazione di un orto per hobby interessa circa il 41% della popolazione.

Un altro sondaggio condotta da Nomisma in collaborazione con la rivista “Vita in campagna” permette di tracciare un identikit del contadino per hobby in Italia. Il 41,2% degli hobby farmer è composto da operai e pensionati, che possiedono un terreno di circa duemila metri quadrati (0,2 ettari); il 24% da liberi professionisti e dipendenti pubblici, che possono disporre di oltre 10mila metri quadrati (più di un ettaro). Il 22,7% possiede appezzamenti compresi tra 2.000 e 6.000 metri quadrati, il 12% tra 6.000 e 10.000. l’89% è costituito da uomini, l’età media è di 56 anni. Il 45% coltiva la terra per 10 ore a settimana. Il 38% dedica a questa attività tra le 10 e le 20 ore settimanali ……

SEGUE QUI: VoceArancio » Blog Archive » Gli zappatori della domenica

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ORTO: lavori, cure, manutenzione

International Garden Photographer of the Year – Category Finalists 3 – The Edible Garden


International Garden Photographer of the Year – Category Finalists 3 – The Edible Garden

ORTO: lavori, cure, manutenzione

I piaceri dell’orto in prevecchiaia, in International Garden Photographer of the Year – Category Winners 01 – My Garden

International Garden Photographer of the Year – Category Winners 01 – My Garden

ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

Poltiglia bordolese

POLTIGLIA BORDOLESE

Il RAME, per agire sulle cellule delle crittogame nella sua forma di ione metallico Cu2+, deve sempre essere disciolto in acqua sia quando viene distribuito sia successivamente, con l’umidità o l’acqua che ridisciolgono i residui del prodotto sulla pianta dopo il trattamento.  La solubilità del RAME dopo la distribuzione non dipende soltanto dalla presenza di acqua che è certamente indispensabile, ma anche dall’anidride carbonica presente nell’aria e dall’ammoniaca presente nell’acqua piovana, oltreché da secreti delle foglie ed escreti degli stessi funghi da combattere.   La POLTIGLIA BORDOLESE è una miscela di SOLFATO DI RAME(a pH acido ) e calce (sostanza alcalina e quindi neutralizzante) che reagendo danno luogo a più composti variabili in relazione alla modalità di preparazione.   La CALCE IDRATA è un prodotto del tutto naturale che si ricava dalla cottura di rocce calcaree così come il RAME si ricava dalle miniere. I prodotti contenenti poltiglia sono in genere registrati come non classificati (Nc). La riclassificazione dei prodotti fitosanitari secondo la direttiva comunitaria 99/45/CE recepita con il DL n° 65 del 14 marzo 2003, pone oggi molti preparati rameici e molte poltiglie già pronte in classe XN, quindi sarà necessario per l’acquisto il “patentino”.  La quantità massima di rame metallo consentita è di 6 Kg/ha/anno. Solo per VITE, PERO e MELO è possibile calcolare questo quantitativo su una media quinquennale: per il periodo 2002-2006 non si devono superare complessivamente 38 kg di rame per ettaro (nel periodo 2003-2007 saranno 36 Kg di rame per ettaro). Variando le dosi di rame e calce si possono ottenere poltiglie acide, alcaline o neutre.
 Le miscele acide svolgono un’azione pronta, ma più facilmente risultano fitotossiche e perciò ustionanti per la vegetazione colpita, quelle alcaline sono lente, ma più persistenti anche per la maggior adesività conferita dalla presenza di maggiori quantitativi di calce. La fitotossicità della poltiglia sulla vegetazione e sui frutticini, così come quella degli analoghi rameici, è ben nota e si esplica comunque con una riduzione del rigoglio vegetativo e a volte con ustioni sugli organi fiorali che ne sconsigliano l’uso, a parte i casi d’indispensabilità e di accertata ridotta sensibilità varietale, durante la fioritura. Sui frutticini di mele o pere e sui giovani acini d’uva le lesioni provocate dal potere caustico della poltiglia si riflettono con la comparsa di ruggine della buccia che soltanto nei casi più gravi può deformare i frutti od impedirne un regolare accrescimento. La stagione troppo calda e asciutta aumenta la negativa influenza della calce sulla traspirazione cuticolare e stomatica accentuando la riduzione dello sviluppo della vegetazione. Lo spettro d’attività risulta essere molto ampio: peronospora, antracnosi, black rot, corineo, monilia, fusicocco, ruggini, cancri, ticchiolatura, cilindrosporiosi, septoriosi, escoriosi, vaiolatura, alternaria, cercospora sono alcuni dei principali agenti fungini controllati. Il rame possiede poi importanti azioni secondarie su oidi, monilie e botrite, in questi casi spesso l’azione non è diretta sul fungo, ma avviene attraverso l’ispessimento della pellicola esterna dei vegetali e dei loro frutti. Molto importante l’azione batteriostatica dei ramati, sfruttata soprattutto per impedire o diminuire la diffusione, dal 1997, del colpo di fuoco batterico su Pomacee. Le dosi d’impiego della poltiglia bordolese non sono mai standardizzabili in quanto dipendono sicuramente dal periodo stagionale in cui ci si trova, dall’andamento meteorologico e dal rigoglio vegetativo della coltura, dalla zona e dall’aggressività delle malattie da combattere. Durante l’inverno, quando i fruttiferi sono nello stadio di riposo, la poltiglia può essere utilizzata a dose piuttosto alta, anche di 1,5 – 2,0 kg per q.le d’acqua, in quanto il legno presenta buona resistenza. Tuttavia anche qui varietà e specie rappresentano fattore discriminante: ad esempio su pesco le dosi debbono essere inferiori che su pomacee. E’ bene che la temperatura non scenda sotto lo zero termico durante la distribuzione e nei giorni successivi. Se affrontiamo il problema peronospora della vite  occorre impiegare almeno 100 g di ione rame per hl d’acqua .Per quanto attiene all’utilizzo della poltiglia bordolese, il rame viene normalmente addizionato di calce fresca in rapporto 1 a 0,6 cioè ogni 1.000 g di solfato per 600 g di calce. Per il primo trattamento antiperonosporico il dosaggio d’impiego della poltiglia che contiene il 25 % di Cu2+ è bene che non scenda mai sotto i 600/g per q.le d’acqua, questo al fine di creare un consistente deposito su tutta la vegetazione ancora scoperta. Per i trattamenti successivi, in genere settimanali, sarà possibile abbassare la dose, in caso di ridotta piovosità e bassa umidità, ai 400 – 500 g, oppure mantenere i 600 g se la stagione risulterà piovosa. Per gli ultimi due interventi che di norma si eseguono ad intervalli superiori di tempo (15 – 20 giorni l’uno dall’altro) è consigliabile usare dosaggi più elevati quali 800 o massimo 1.000 g per hl d’acqua. Oggi, dopo circa 120 anni da quando nel 1884 il Millardet accertò l’efficacia del rame sulla peronospora della vite, i rameici e la poltiglia rimangono un pilastro della farmacopea del terzo millennio.  ( dal Notiziario  del Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia)