Le canzoni di Elvis Presley, Chuck Berry, Carl Perkins, Wanda Jackson, Janis Martin, Eddie Cochran e Johnny Cash saranno le protagoniste della serata: Surfin’ Claire and the Whisky Rockers condurranno tutti gli appassionati in un coinvolgente viaggio attraverso i favolosi anni Cinquanta
GUITAR QUINTET ALL’OFFICINA DELLA MUSICA Via Giulini 14, ore 20.30
Sovrapposizione di 5 chitarre elettriche con brani originali, minimalismo, jazz e improvvisazione a cura di Maurizio Aliffi, Stefano Di Fonzo, Sara Magon, Daniele Molteni e Franco Parravicini
È un appuntamento davvero imperdibile quello che si prepara stasera per Let it jazz, la rassegna curata e diretta da Donato Matola. Allo Yacht Club di viale Puecher 8, infatti, è atteso, per un concerto in solo ispirato alla Flamenco world music, Livio Gianola, il maestro della chitarra otto corde. Bergamasco di nascita, Gianola è l’unico musicista non spagnolo ad aver composto musiche per il prestigioso Ballet Nacional de España e aver suonato nei più importanti teatri e nelle maggiori sale da concerto del mondo, da Amsterdam a Buenos Aires, da Parigi a Tokio, da Colonia a Shangai. Oltre a molteplici collaborazioni, il chitarrista ha partecipato a diverse trasmissioni per la televisione italiana, svizzera, olandese e spagnola, ha scritto brani per il cinema e composto opere classiche.
Dopo il successo ottenuto dall’album OtroSitio, è uscito quest’anno Solo a Poniente, in cui si può ritrovare una grande varietà di stili latini provenienti dall’Europa e dal Sud e Centro America. «È un disco nel quale mi sono cimentato in molti generi musicali – ha dichiarato Gianola in un’intervista – c’è una soleá flamenca tanto per non tradire il mio grande amore, ma poi suono altri brani dalla struttura più libera. Mi sono un po’ allontanato dall’orbita del flamenco, qui ho voluto sentirmi libero di scrivere qualunque cosa mi venisse in mente, senza preoccuparmi troppo. Non è stata una scelta premeditata, ma è stato questo nuovo strumento a farmi trovare altre strade, perché le possibilità armoniche che offre una otto corde alle volte stanno un po’ strette in un contesto musicale come quello del flamenco. Anche il modo di registrare è stato particolare: tutto in un pomeriggio, quasi come se fosse un disco live in studio».
Solo concerto a 10 euro ore 21.30 (prima consumazione inclusa). Cena e concerto a 25 euro, dalle 19 (menu fisso e prima consumazione inclusa).
Un percorso di 10 incontri dalle origini della musica afroamericano alla genesi dei linguaggi moderni, attraverso i protagonisti e i dischi che hanno fatto la storia di questo genere.
Da Scott Joplin a John Coltrane passando da Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Count Basie, Duke Ellington, Dizzie Gillespie, Charlie Parker, Miles Davis e tanti altri.
Nella sede in Via de Benzi 17 a Torno, alle ore 21.00, Laura Susana (voce) e Lorenzo Condoleo (pianforte) propongono: “RI-TORNO. Dal 1945 al 2015: 70 anni di musica italiana reinterpretata jazzando di jazz in jazz”.
Una buona notizia per gli appassionati di jazz, sempre più numerosi sul territorio lariano. Lo dimostra il successo inatteso e indiscutibile di una manifestazione come Comin’ jazz che, due mesi fa, ha totalizzato un “tutto esaurito” dopo l’altro valorizzando la scena locale, ma anche portando a esibirsi in città nomi di rilevanza nazionale e internazionale.
Lo stesso spirito che, per tanti anni, ha animato il Jazz Club Como. Ebbene, quell’associazione rinasce, oggi, proprio forte dell’esperienza di questo ultimo mini festival che ha convinto Edmondo Canonico, presidente, e Gianni Dolci, suo vice, ha riprendere ufficialmente le fila di quel discorso. Un discorso iniziato nel 1980, su impulso di Guido Ferrario, proprietario di un negozio di dischi rimpianto dai collezionisti, l’Angolo del disco, e grandissimo appassionato e conoscitore, e interrottosi nel 2002, quando il club ha chiuso la sede di Casate.
La prima azione ufficiale del Como Lake Jazz Club è, naturalmente, un concerto. Giovedì 25 maggio alle 21 da Nerolidio in via Sant’Abbondio la “data zero” con una piccola storia del jazz. La tradizione del Dixieland Quartet di Giancarlo Mariani (tromba), Marcello Noia (clarinetto e sax), Fiorenzo Gualandris (tuba) e Alberto Guareschi (banjo), la contaminazione con il jazz manouche del Larghi – Pietrucci – Semeraro Trio, e l’avanguardia con il Vocal Project di Boris Savoldelli