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Anche grazie a qualche lettore del quotidiano La Provincia "il Muro è caduto"

LETTERA DAL LAGO DI COMO

I titoli del quotidiano La Provincia di giovedì 25 febbraio 2010 sono:

  • Una ruga lunga centoventi metri, di Giorgio Gandola
  • La città ha vinto la sua battaglia. Avviata la demolizione del muro di Gisella Roncoroni
  • Ma la gente protesta ancora “Troppo denaro buttato via”
  • il sindaco non impugna il piccone “Sì l’errore c’era. L’extramuro”
  • Primo lotto, fine lavori ad agosto e il conto totale sale a 20 milioni
  • Grazie a voi lettori: il muro è caduto. Seguono le firme in ordine alfabetico di coloro che hanno firmato contro la costruzione del muro sul lago


Con un danno erariale (di cui, spero, la Corte dei Conti chiederà di chiarire scelte politiche, scelte progettuali e catena di comando) si conclude lo sfregio di una delle bellezze di Como: e cioè il profilo paesaggistico del lungolago. In particolare quella linea orizzontale della città romana e medievale che si affaccia lungo quell’asse meraviglioso che parte da Piazza Cavour, attraversa il centro storico per arrivare alla cinta sud delle mura. Un centro storico fra i più belli d’Europa
Prima c’è stata la denuncia di un pensionato passante, insultato pesantemente dall’assessore in carica che, tronfio del suo potere e della sua villania, disse: “che guardi i muri di casa sua!”.
Poi c’è stata una protesta molto ampia nella città. A prescindere dalle posizioni di appartenenza politica o di voto. Un vera indignazione generalizzata e larga.
Il sindaco della città e la sua giunta ridevano, in consiglio comunale. Se ne fregavano altamente di questo moto di opinione pubblica. Li ho visti sugli schermi di Espansione Tv. Indifferenti e sicuri nel loro involucro di potere
Hanno detto che avrebbero rimediato all’errore, non hanno assolutamente fatto autocritica sulla decisione di avviare questi inutili e dispendiosi lavori. Hanno preso un po’ di soldi dalla Regione Lombardia (omogenea dal punto di vista della coalizione). La Lega ha protestato solo un po’ e non si è dissociata dal sostegno a questa giunta.
Insomma il ferreo blocco di interessi e poteri di questa città non ne esce scalfito in niente.


Hanno clamorosamente sbagliato nella decisione di costruire il muro.
Hanno difeso per anni una scelta progettuale inutile: pochissime esondazioni ogni 10-15 anni e la possibilità di regolarle con il sistema della portata del fiume Adda.
Hanno fatto disegnare dei profili dell’esito urbanistico finale ( cosiddetti rendering) del tutto falsi, come è stato dimostrato nel dibattito di consiglio comunale.
Hanno speso finanza pubblica per costruire. Spenderanno finanza pubblica per demolire ed ancora finanza pubblica per cambiare progetto. A discapito di altri progetti di cui la città avrebbe bisogno, come la metropolitana leggera che integri le ferrovie nord e quella centrale
Ma mantengono e manterranno intatto il loro consenso elettorale.
I votanti comaschi si sono indignati perchè si insultava il paesaggio del lago, ma non esiteranno a rivotare le stesse persone e la stessa coalizione.
Perchè questo?
Perchè il votante comasco non penalizzerà la cricca di potere “suvista” (possessori di suv) che domina come una cupola incontrastata la mia e nostra città?
Questo avviene per una inesistente, inefficace ed incapace opposizione.
Negli anni ’70 il Pci faceva la voce grossa contro la Dc e poi si spartiva il bottino dei lavori pubblici, come hanno dimostrato alcuni processi di tangentopoli.
Poi il “blocchetto di potere” fintamente oppositivo si è diviso In 4 o 5 rigagnoli di gruppetti narcisistici. Ognuno a coltivare i pochi seguaci da salotto. Con il solito metodo: voce grossa e incapacità a costruire una seria e capace alternativa di governo. Voce grossa, cervello debole e un po’ tanta arroganza comunicativa.
Certo: ci vuole fatica a governare, invece che parlare, blaterare, offendere.
Avremo la linea d’acqua sgombra da un muro. Fra due o tre anni la passeggiata a lago tornerà quasi come prima.
Lo scempio che hanno perpetrato tornerà nella dimenticanza.
E però il modello di governo Comunione e Liberazione – Formigoni continuerà a dominare con quel mix impressionante di volontà di comando e valorizzazione dei propri pretoriani, supponenza, finto solidarismo sociale. Dietro il sorriso smagliante degli esponenti di Comunione e Liberazione /Alias Compagnie delle opere (delle “loro” opere) c’è la dentatura di un lupo affamato.
Mentre i cosiddetti “oppositori” torneranno nelle loro osterie, nel loro cineforum globalisti, nelle loro sezioni, nelle loro parrocchiette frequentate sempre dalle stesse persone ad urlare una intolleranza comunicativa del tutto simmetrica a quella dei suvisti.
Cosa unisce la cricca di governo alle “cricchine” delle variegate culture “de sinistra”?
Li unisce la stessa indifferenza che sconfina nel disprezzo per il Luogo.
Li unisce l’incapacità emotiva ad amare pietre, acqua, verde, azzurro di questo meraviglioso profilo che le glaciazioni hanno consegnano a noi abitanti affinchè ne godessimo la bellezza.
Li unisce una totale, disperante, oltraggiosa, meschina alienazione fra se stessi e l’ambiente che li ha accolti.

Paolo Ferrario
Como 25 febbraio 2010

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3 pensieri riguardo “Anche grazie a qualche lettore del quotidiano La Provincia "il Muro è caduto" Lascia un commento

  1. credimi, Paolo… non ho più parole, per commentare. La tristezza mi sovrasta, più arcigna e pesante di quel muro. Quest'ultimo orribile ed impensabile scempio, è soltanto la parte più vistosa di ciò che nel corso degli ultimi trent'anni ho visto devastare la mia città, i luoghi che amo, il paesaggio del "mio", del nostro lago.E tutto continuerà, con lo stesso passo, indifferente a qualsiasi parola spesa.Presto, il secondo lotto andrà a modificare il quartiere e l'antico porto di Sant'Agostino.Ci soffro, come se sbancassero casa mia.Lo è, lo è stata, per generazioni. I miei nonni, ed i miei genitori dopo di loro, hanno vissuto in questo quartiere… Che dire? Una lacrima, per i miei ricordi…luciana – comoinpoesia.

  2. qualcosa possiamo farecelebrare la bellezza del nostro Luogo (il Luogo è una potenza divina) dove ancora non può essere oltraggiatotu con la poesiaio con il mio coatesasolo questo possiamO. dimostrare noi amore dove loro hanno solo l'arroganza della tecnica del poteregrazie per la tua mail, che mi fa davvero molto piacerePaolo

  3. Grazie a te, Paolo – per la compartecipazione e diffusione di questi importantissimi temiT'invito, se vuoi, a leggere su comoinpoesia "Permanenza", l'ultima mia composizione che esprime la mia personale accezione di "continuità": una sorta di immedesimazione ed immersione, un sentimento di pregnanza che emana dai luoghi che ci hanno visto nascere, crescere…e prima di noi, tante altre generazioni legate a noi da indissolubile catena: tutt'altro che opprimente – ed affettiva…Un salutone,luciana

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