viaggio, a cura di Fabio Cani, nella Como del passato: oggi è la volta di BROLETTO, PRETORIO e Coperto del Broletto

viaggio, a cura di Fabio Cani, nella Como del passato: oggi è la volta di Broletto,Pretorio e Coperto del Broletto.
Como: una storia vera. 3
(Di Fabio Cani)Il primo edificio laico da prendere in considerazione è il Broletto, non foss’altro perché è l’unico testimone sopravvissuto del centro del potere comunale.
Era la sede delle assemblee del popolo comasco, e a questo deve il suo nome: “broletto” da “brolo”, cioè prato. Un prato al coperto, insomma, per evitare tutte le volte che pioveva di dover disturbare il vescovo per andare nella “sua” cattedrale di San Giacomo.

Da tempo si sono incrinate le certezze che lo presentavano come un bell’esempio di architettura romanico-gotica, documentatamente (c’è una bella lapide incastrata sopra il primo arco verso la torre) edificato nel 1215. Ora si ritiene che anche il Broletto sia frutto di una complessa stratificazione di interventi e che l’aspetto attuale, così elegante con il suo paramento di pietre policrome (ma, a questo proposito, è bene ricordare che la percezione antica dei colori era assai diversa da quella moderna!), non sia propriamente quello originario: esito di uno dei tanti restauri seguiti alle molte vicissitudini di cui fu oggetto. Della fase più antica potrebbe sopravvivere il relitto di un capitello, assai più “rozzo” degli altri, incastrato nella base della torre, dove oggi si appoggia la vetrata dell’infopoint.
La sua architettura è ridotta al minimo indispensabile: una grande sala elevata su un portico aperto (ma forse, all’origine, un po’ meno trasparente di come lo vediamo oggi: non è improbabile che il muro mediano fosse un vero muro, e non una sequenza di archi, aperto solo da una porta più o meno dove adesso si trova la passerella che dà accesso al suddetto infopoint). Incerto resta il percorso di accesso alla sala: Federico Frigerio (sempre lui) aveva immaginato, sulla base di indizi archeologici, una scala monumentale a sbalzo dall’angolo sud-orientale della sala, verso la cattedrale (dove effettivamente resta la spalla di una porta); che l’ingresso alla sala fosse lì è verosimile, come ci si arrivasse è ancora incerto.

Sicuramente, al contrario di quello che si continua a ripetere, il Broletto non venne accorciato per fare spazio alla nuova cattedrale; dal muro meridionale proviene infatti un affresco trecentesco, raffigurante [… PROSEGUE SU “JSC15”]

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