L’ASSE DI VIA DIAZ – in NodoLibri inVideo – “I nomi della città” (con Fabio Cani)

via (762) NodoLibri inVideo – “I nomi della città” (con Fabio Cani) / 14 – L’ASSE DI VIA DIAZ – YouTube

CANI Fabio, 1/2 secolo in famiglia. Custodi del patrimonio culturale lariano. Famiglia Comasca 1969/2019, NodoLibri, Como, 2019. Indice del libro

vai alla scheda dell’editore

http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/fabio-cani/1-2-secolo-in-famiglia-9788871853215-643835.html

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GIANFRANCO GARGANIGO. Un viaggio politico, a cura di Fabio Cani, NodoLibri. Presentazione del libro alla Pinacoteca Civica di Como, 14 giugno 2019. Appunti dell’incontro a cura di Paolo Ferrario

Newsletter NodoLibri 07/06

Venerdì 14 giugno alle 18
Pinacoteca Civica di Como (via Diaz 84)

Presentazione

del volume, edito da NodoLibri
Gianfranco Garganigo. Un viaggio politico

Partecipano:
Giacomo Licata, segretario generale Camera del Lavoro territoriale di Como
Lella Brambilla, presidente Auser Lombardia
Fabio Cani, curatore del volume

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CANI FABIO, MONIZZA GERARDO, iCOMOGRAFIE. 365 storie per immagini da Como, Lario e Brianza, NodoLibri, 2018, p. 400

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iCOMOgrafie
365 storie per immagini da Como, Lario e Brianza

Scritto da Fabio Cani e Gerardo Monizza 

> 400 pagine a colori

> 375 immagini (tra fotografie, cartoline, stampe d’epoca, riproduzioni di dipinti, immagini di cronaca…)

> formato 15 x 24 cm

> elegante confezione (rilegatura “filo refe” e sovraccoperta)

> 25 euro (anziché 29) per chi acquista presso la nostra sede di Como (via Borsieri 16)

365 immagini: bastano? Sono sufficienti per “illustrare” e per scrivere la storia di un territorio, delle persone che lo vivono, di quelle che vi lavorano, che lo hanno amato, magari combattuto? Bastano per dire quante cose brutte e belle sono capitate nei secoli? No, certo. Tuttavia, ad ogni immagine di questo libro corrisponde una sollecitazione e questa narrazione ci riporta (attraverso la mediazione delle figure) al passato e al presente.

Non è detto che ci sia storia nelle intenzioni originali di chi produce un’immagine. Il risultato è segno o colore o luce su una lastra o pixel in un “jpg”: pura chimica, fisica o forma digitale. Tutto diventa storia solo nella lettura consapevole. Non c’è ormai nessuno che si intestardisca a negare il valore documentario delle immagini. Certo: bisogna applicarsi a “leggerle”, come si fa con le parole, senza limitarsi a guardarle con la coda dell’occhio. Alcune foto sono in primo luogo arte, ma quindi anche comunicazione e storia (quantomeno del soggetto, dello stile, del realizzatore). Anche pitture, cinema, televisione possono servire a ricostruire un ambiente, un orizzonte, un contesto culturale. In maniera “leggera”, a volte. Ma questo non ci pare un difetto.

Si sono scelte 365 immagini perché così vuole l’anno: persone, ricordi, situazioni, tradizioni, fantasie, progetti, luoghi, percorsi, lavori, prodotti… migliaia di occasioni di vita sono riassunte nelle poche righe di ciascuna scheda di questo libro. Ovviamente è stata necessaria una sintesi. Tuttavia, ogni immagine può essere utile ai lettori, affinché si possano riprendere quel che appartiene loro, ma che – magari – hanno dimenticato da qualche parte o addirittura perduto.

iCOMOgrafie, repertorio di storie ricavate dalle immagini, segue idealmente XXCO. L’architettura del XX secolo in provincia di Como pubblicato in due tomi (2017 e 2018). Entrambe le edizioni nascono dal collegamento tra web, editoria digitale e tradizionale, portando storie, notizie e immagini da internet alla carta, passando dai sistemi di lettura informatici più contemporanei.

365 tessere della loro memoria personale e collettiva.
Duemila anni di storia della città e del territorio.

presentazione del secondo volume di XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como (1946-2000) in compagnia dell’autore, Fabio Cani, Sabato 29 aprile ore 17.30 (Como, via Gerolamo Borsieri 16)

Sabato 29 aprile ore 17.30,
presso la nostra sede
(Como, via Gerolamo Borsieri 16)
presentazione del secondo volume di

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como
(1946-2000)

in compagnia dell’autore, Fabio Cani

XXCO: UNA COPPIA DI LIBRI PER IL NOVECENTO COMASCO

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como. 1900-1945

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como. 1946-2000
Se il Novecento comasco resta, nel suo complesso, un grande sconosciuto, la sua seconda metà è persino un enigma. L’affermazione può suonare provocatoria, ma è la semplice verità. Incredibilmente, infatti, man mano che ci si avvicina all’attualità le nostre conoscenze diminuiscono, o quantomeno si fanno più incerte e confuse. Aderendo senza pensarci troppo all’invito manzoniano di lasciare “ai posteri l’ardua sentenza”, la città e il territorio non si preoccupano mai di capire e di conoscere cosa sia successo negli ultimi decenni.

Ciò vale anche per l’architettura. Se, per i primi decenni del secolo, l’interesse verso alcuni gruppi e stili (i razionalisti, il liberty, il futurismo) ha prodotto una certa proliferazione di studi, anche se ha avuto l’effetto di oscurare – a volte – altri protagonisti, per la seconda metà le ricerche sono davvero poche. Eppure gli argomenti di sicuro interesse non mancano: l’eredità dei razionalisti, il ruolo non secondario del Comasco nell’elaborazione di modelli residenziali economici, la ricaduta sul territorio delle nuove istanze ecclesiali prodotte dal Concilio Vaticano II, il confronto tra il dibattito internazionale e la produzione locale, l’emergere di linguaggi locali capaci di attirare l’interesse generale (come per la scuola “ticinese”). Tutte cose che per lo più sono rimaste confinate in qualche articolo in punta di penna o in contributi di specializzazione estrema.

Viceversa, basta armarsi di una buona dose di curiosità e di una discreta voglia di girovagare per trovare – dentro e fuori il capoluogo, sulle ridenti sponde del lago come nell’operosa pianura verso Milano, nelle vallette come sulle cime – opere degne di considerazione, in grado di illuminare una cultura architettonica che non sfigura nemmeno messa a confronti con i grandi capolavori degli anni Trenta. Ma non sono solo le opere dei maestri del secondo Novecento riconosciuti a livello internazionale a evidenziare l’interesse del territorio, sono anche e soprattutto le molte realizzazioni nate da un rapporto diretto con il contesto (sia dal punto di vista morfologico che da quello culturale) a contribuire alla qualità dell’architettura comasca e lariana del secondo Novecento.

Facendo un grande sforzo di selezione, per gli anni dal 1945 al 2000, XXCO presenta 215 edifici, tutti (o quasi) visibili, almeno da lontano, e tutti (o quasi) documentati con precisione: un patrimonio distribuito in ogni angolo della provincia, e per ogni tipologia di costruzione. Ci si può così rendere conto che molti più noti prodotti “made in Como” sono nati in edifici di grande interesse (e la cosa non può essere considerata di scarso significato) o che persino l’intervento pubblico ha saputo coniugare – a tratti – le esigenze pratiche con la creatività progettuale. Senza esagerare, si può dire che molte di queste architetture sarebbero degne di entrare nell’immaginario collettivo, di essere viste e visitate, integrate in una rete di percorsi alla scoperta di un territorio che, anche nei tempi più recenti, non è stato solo martoriato, ma a volte anche valorizzato.

E in ogni caso resta di fondamentale importanza prendere coscienza di cosa è oggi la realtà di Como e del territorio circostante e di come è diventata così.

Nesso: genealogia di un paese, a cura di Fabio Cani e Cesare Scotti, in La Provincia, 15 gennaio 2017. #lagodicomo

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Inizia il ciclo Bellezze al Lario. Ville sul lago di Como: storie, architetture, personaggi. Fabio Cani illustrerà la Villa Pliniana di Torno

INCONTRI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE
Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 15.30, ingresso libero
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Inizia il ciclo Bellezze al Lario. Ville sul lago di Como: storie, architetture, personaggi. Fabio Cani illustrerà la Villa Pliniana di Torno, impareggiabile punto di sintesi tra vicende storiche, fascino paesaggistico e qualità artistica

Sorgente: GIOVEDÌ 12 MAGGIO – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia

EDIFICIO PER RESIDENZE E NEGOZI, Tullio Novati, ingegnere, 1962-1964, Piazza Camerlata, COMO, scheda di Fabio Cani

Ribloggato da XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como:

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Nella cultura architettonica del Novecento comasco, il grattacielo è un grande assente. Ripetutamente proposti in diversi luoghi del capoluogo e della provincia, gli edifici di molti piani sono sempre stati evitati, quasi sempre per ragioni paesaggistiche. Succede così che il soprannome di “grattacielo” sia stabilmente associato a una casa di nove piani, forse più per la sua apparente somiglianza con ben più alti modelli.

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viaggio, a cura di Fabio Cani, nella Como del passato: oggi è la volta di BROLETTO, PRETORIO e Coperto del Broletto

viaggio, a cura di Fabio Cani, nella Como del passato: oggi è la volta di Broletto,Pretorio e Coperto del Broletto.
Como: una storia vera. 3
(Di Fabio Cani)Il primo edificio laico da prendere in considerazione è il Broletto, non foss’altro perché è l’unico testimone sopravvissuto del centro del potere comunale.
Era la sede delle assemblee del popolo comasco, e a questo deve il suo nome: “broletto” da “brolo”, cioè prato. Un prato al coperto, insomma, per evitare tutte le volte che pioveva di dover disturbare il vescovo per andare nella “sua” cattedrale di San Giacomo.

Da tempo si sono incrinate le certezze che lo presentavano come un bell’esempio di architettura romanico-gotica, documentatamente (c’è una bella lapide incastrata sopra il primo arco verso la torre) edificato nel 1215. Ora si ritiene che anche il Broletto sia frutto di una complessa stratificazione di interventi e che l’aspetto attuale, così elegante con il suo paramento di pietre policrome (ma, a questo proposito, è bene ricordare che la percezione antica dei colori era assai diversa da quella moderna!), non sia propriamente quello originario: esito di uno dei tanti restauri seguiti alle molte vicissitudini di cui fu oggetto. Della fase più antica potrebbe sopravvivere il relitto di un capitello, assai più “rozzo” degli altri, incastrato nella base della torre, dove oggi si appoggia la vetrata dell’infopoint.
La sua architettura è ridotta al minimo indispensabile: una grande sala elevata su un portico aperto (ma forse, all’origine, un po’ meno trasparente di come lo vediamo oggi: non è improbabile che il muro mediano fosse un vero muro, e non una sequenza di archi, aperto solo da una porta più o meno dove adesso si trova la passerella che dà accesso al suddetto infopoint). Incerto resta il percorso di accesso alla sala: Federico Frigerio (sempre lui) aveva immaginato, sulla base di indizi archeologici, una scala monumentale a sbalzo dall’angolo sud-orientale della sala, verso la cattedrale (dove effettivamente resta la spalla di una porta); che l’ingresso alla sala fosse lì è verosimile, come ci si arrivasse è ancora incerto.

Sicuramente, al contrario di quello che si continua a ripetere, il Broletto non venne accorciato per fare spazio alla nuova cattedrale; dal muro meridionale proviene infatti un affresco trecentesco, raffigurante [… PROSEGUE SU “JSC15”]

Edificio per residenze e uffici “Novocomum” Giuseppe Terragni, architetto 1927-1929, Como, viale Sinigaglia 1

Il primo isolato del nuovo quartiere residenziale “borghese” della zona a lago (che poi restò l’unico, perché il quartiere non si fece) venne completato con un radicale cambio di stile architettonico. E fu l’inizio della “nuova” architettura a Como, ma i punti di contatto con la metà già esistente non furono pochi.
(Fabio Cani)

Edificio per residenze e uffici “Novocomum”
Giuseppe Terragni, architetto
1927-1929
Como, viale Sinigaglia 1
Stato: visibile – parzialmente visitabile – ben conservato

Il completamento del primo (e unico) lotto del quartiere nella zona del Pra’ Pasquée per conto della società immobiliare Novocomum venne affidato al giovane Giuseppe Terragni, probabilmente per il tramite del fratello maggiore Attilio, che aveva già collaborato con l’imprenditore edile Elio Peduzzi. Terragni riprese l’organizzazione generale dell’edificio preesistente e la trasformò in un organismo compiutamente moderno: gli spigoli stondati, che nell’edificio eclettico progettato da Giacomo Caranchini erano una sorta di bow-windows, divennero il fulcro compositivo del nuovo fabbricato con una complessa operazione di svuotamento e riconfigurazione del volume complessivo.

Nel corso del 1927 e del 1929 Terragni approntò versioni successive del progetto, procedendo a una progressiva essenzializzazione del disegno. All’inizio del 1929 l’edificio aveva ormai preso la sua forma definitiva, ma – per evitare qualsiasi rischio di blocco da parte della Commissione edilizia – si venne preparando anche una versione edulcorata da decorazioni in stile che fu presentata agli organi comunali per l’approvazione. Nell’ottobre 1929 l’edificio era sostanzialmente ultimato e la stampa locale registrò lo sconcerto dell’opinione pubblica di fronte a un’architettura così audacemente moderna, e il Comune, di fronte all’evidente difformità dell’edificato rispetto al progetto, nominò una commissione di valutazione, composta dagli architetti Piero Portaluppi, Giovanni Greppi e Luigi Perrone, che si riunì nel dicembre dello stesso anno e si espresse infine per il mantenimento dell’edificio così com’era. La controversa reazione della città si fissò poi nel soprannome di “transatlantico” che restò a designare l’edificio anche nei decenni seguenti.

Disegno di progetto per la prima versione del Novocomum Planimetria del piano rialzato del Novocomum in una versione prossima a quella realizzata.

Al centro dell’attenzione erano proprio i due spigoli con l’espressiva successione di elementi arretrati e sporgenti, percorsi dall’imponente cilindro vetrato fino allo spigolo finale, che ripropone il parallelepipedo di base. In questa articolazione già i contemporanei lessero un’assonanza con le più avanzate esperienze costruttiviste dell’Unione Sovietica, e – più in generale – con l’architettura d’avanguardia del centro Europa. Non minore sorpresa suscitarono le scelte coloristiche, per il forte contrasto tra le pareti verticali (in noisette chiaro), gli elementi a sbalzo (in arancione), gli infissi (in rosso) e gli elementi metallici (in azzurro). Tali scelte sono poi state in gran parte alterate negli interventi del dopoguerra (che sostituirono l’intonaco civile con un rivestimento in “spaccatello” di marmo), e sono state recuperate solo in decenni recenti, parzialmente nelle facciate esterne, più compiutamente in quelle del cortile (a cura dell’arch. Augusto Roda e dell’ing. Franco Panzeri, con la direzione lavori dell’arch. Manouk Manoukian). Così come, negli ultimi anni del Novecento, è stata ricostruita la disposizione originaria dell’ingresso e dell’atrio (a cura dell’arch. Mario Di Salvo).

Al di là delle innovative scelte formali, evidenti non solo all’esterno, ma anche nella disposizione delle scale interne (quella centrale a base quadrata, le due laterali a base triangolare) e nella struttura in cemento armato, il Novocomum di Terragni costituisce un esempio di edificio residenziale intensivo di stampo piuttosto tradizionale, con appartamenti ispirati da un generico decoro borghese, senza l’eco delle riflessioni che contemporaneamente si andavano elaborando in Europa sulle esigenze e sulle regole dell’abitare moderno.


Per gli interessati all’argomento, consigliamo il libro Le rotte del Transatlantico, di Giorgio Cavalleri ed Elisabetta Ferrario, edito da NodoLibri.

Sorgente: Newsletter NodoLibri 05/02 – pamalteo@gmail.com – Gmail

l’Esposizione Voltiana, a cura di Fabio Cani

Alla fine del XIX secolo, la città di Como pensò di celebrare il centenario dell’invenzione della pila e il suo ideatore Alessandro Volta con una grande esposizione, in linea con quelle che, ormai da qualche decennio, si tenevano nelle maggiori città d’Europa.Fin dal 1896 si mise mano alla progettazione dei padiglioni, per i quali dopo una fase di studio (che comprende anche una proposta messa a punto dall’architetto milanese Luigi Broggi e dall’ingegnere comasco Enrico Rossetti) si affidò l’incarico all’ingegnere comasco Eugenio Linati, che venne designato anche a presidente della commissione tecnica dell’esposizione. Il progetto si componeva di un articolato sistema di padiglioni tutti collegati e introdotti da una monumentale fronte rivolta alla città, che fonde irrituali citazioni dello stile impero con due grandi torri in forma di “pila voltiana” agli estremi (in una di queste era collocata una delle principali attrazioni dell’esposizione: un ascensore che conduceva alla terrazza da cui si godeva un panorama mozzafiato).

tutta la scheda qui

Sorgente: XXCO_000: l’Esposizione Voltiana

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FABIO CANI, Federico Frigerio architetto. Il lato tradizionale del nuovo – NodoLibri, 2015

Federico Frigerio architetto
titolo Federico Frigerio architetto
sottotitolo Il lato tradizionale del nuovo
autore Fabio Cani
editore NodoLibri
formato Libro
collana Quaderni Fondation Montandon
pagine 200
pubblicazione 2015
ISBN/EAN 9788871852669

Federico Frigerio (Milano 1873 – Como 1959) è uno dei grandi protagonisti intellettuali del Novecento comasco. Certamente, il fatto di aver perseguito durante tutta la sua carriera una convinta adesione allatradizione architettonica lombarda non ha giovato alla sua fama in tempi recenti: in un certo senso, egli sembra trovarsi “dal lato sbagliato” della storia, al servizio della “conservazione” piuttosto che del rinnovamento proposto dal Movimento Moderno. La sua lunga esperienza professionale si svolge certamente sotto il segno della tradizione, ma non in maniera acritica; anzi, della tradizione fu un attento indagatore ed esegeta. Così come egli non fu mai chiuso alle innovazioni né tanto meno al rinnovamento del linguaggio e della tecnica dell’architettura, dall’introduzione del cemento armato alle proposte stilistiche della scena mitteleuropea.

Per queste ragioni la rivisitazione critica della sua vicenda professionale e l’approfondimento delle sue numerose opere (in gran parte poco note) apportano numerosi motivi di interesse a una ricostruzione complessiva del Novecento comasco.

INDICE TESTUALE

Presentazione
(di Stefano Della Torre)

1.
Una città tra due secoli. Lo sfondo dell’opera di Federico Frigerio

2.
Il dono di gustare le cose belle. Per una biografia di Federico Frigerio

3.
Le opere principali

Grand Hotel Plinius a Como. 1897-1900
S. Stefano ad Appiano Gentile. 1897, 1908-1909, 1912-1914
Villa Pirotta a Brunate. 1902-1912
Villa Baragiola a Orsenigo. 1904-1905, 1907
S. Maria di Martinico a Dongo. 1904-1915
Società Bancaria Italiana a Como. 1908-1910
Politeama a Como. 1909-1910
Villa Rebuschini a Brunate. 1910-1911
Palazzina Cattaneo a Como. 1910-1912
Banca Commerciale Italiana a Como. 1923-1927
Palazzo vescovile a Como. 1924-1940
Tempio Voltiano a Como. 1925-1927
Villa Walter a Como. 1930
Edicola Somaini a Como. 1935-1936
Duomo di Como

4.
Regesto delle opere

Scritti di Federico Frigerio

Indice dei nomi
Indice dei luoghi

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Fabio Cani (Como, 1955) da molti anni si occupa di storia della città di Como e del suo territorio, con una particolare attenzione ai temi della modernità e dell’immagine.
È autore di numerose pubblicazioni su questi argomenti.

Sorgente: Federico Frigerio architetto – Fabio Cani – NodoLibri – Libro NodoLibri Editore

Paolo Vanoli. Il “Libro di Lettere” di Girolamo Borsieri: arte antica e arte moderna nella Lombardia di primo Seicento Intervengono, oltre all’autore, Fabio Cani e Stefano Della Torre, Mercoledì 3 giugno alle 18, in Biblioteca

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3 GIUGNO: Il Libro di Lettere di Girolamo Borsieri
Presentazione del volume

Mercoledì 3 giugno alle 18, in Biblioteca, presentazione del volume di Paolo Vanoli.
Intervengono, oltre all’autore, Fabio Cani e Stefano Della Torre
Il cosiddetto ‘epistolario’ manoscritto di Girolamo Borsieri è la fonte privilegiata per accostarci dall’interno a uno dei momenti più entusiasmanti dell’arte lombarda di età moderna, il primo Seicento dominato da pittori del calibro di Cerano, Procaccini e Morazzone.
Da queste lettere l’erudito comasco Borsieri emerge come uno dei protagonisti della scena artistica milanese nei decenni che precedono la terribile peste ‘manzoniana’ del 1630: alla sua competenza di conoscitore si affidano amatori d’arte e collezionisti, a partire dal fondatore dell’Ambrosiana, il cardinale Federico Borromeo, mentre il più celebre poeta di quegli anni, Giovan Battista Marino, si rivolge a lui per procurarsi i disegni dei pittori lombardi da celebrare nei versi della Galeria. Altrettanto vasta è la fama dell’erudizione antiquaria di Borsieri, una componente fondante della sua attività e del suo modo di giudicare le opere d’arte, antiche e moderne, come testimoniano decine di lettere finora trascurate, tra le quali alcune indirizzate a Mark Welser, una delle massime autorità dell’epigrafia europea di primo Seicento.
Obiettivo del volume è fornire una lettura aggiornata della figura di Borsieri e un approccio più consapevole ai manoscritti dell’ ‘epistolario’, fino ad oggi utilizzati negli studi storico-artistici come una fonte neutra, di prima mano, senza porsi fino in fondo il problema del loro statuto e delle intenzioni che presiedono alla loro compilazione: quelle di un ‘libro di lettere’ destinato alla pubblicazione e concepito anche come un’autobiografia intellettuale. Accanto all’analisi dell’‘epistolario’ e al commento di un centinaio di lettere di argomento letterario, artistico e antiquario, il libro dà conto anche della produzione poetica di Borsieri legata alle arti e ricostruisce il suo profilo di conoscitore, mettendone in rilievo i rapporti con il mondo dei collezionisti, degli antiquari e dei letterati lombardi.

La Funicolare di Como Brunate, 120 anni di storia e passioni, Fabio Cani e Antonio Marino sono i conduttori dell’incontro di questo pomeriggio, 8 aprile 2015

Ordine degli Ingegneri, via Volta 62, ore 15.30, ingresso libero
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Inizia oggi il ciclo La Funicolare di Como Brunate, 120 anni di storia e passioni. Era il 1894 e i trasporti non erano certo quelli di oggi; la realizzazione della funicolare fu un’impresa molto coraggiosa che presupponeva una grande visione da parte degli uomini che vollero realizzarla.

Fabio Cani Antonio Marino sono i conduttori dell’incontro di questo pomeriggio, La Funicolare al tempo del decoro e dell’orgoglio: personaggi, ingegneri, polemiche e novità

da

MERCOLEDÌ 8 APRILE – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

MEMORIA DUOMO (NodoLibri, 1993) Video suite in dodici parti, scritta da Fabio Cani e Gerardo Monizza (realizzazione e regia Paolo Lipari)

 

Immagine News Nodo

MEMORIA DUOMO (NodoLibri, 1993)
Video suite in dodici parti, scritta da Fabio Cani e Gerardo Monizza (realizzazione e regia Paolo Lipari)

Nella storia della città di Como, il Duomo appare quale centro fisico e simbolico: somma della storia religiosa, della vita civile, delle passioni e dell’arte comacina. Un capolavoro che si può guardare con occhi sempre nuovi.
Questo video, che avvicina immagini e musica, esplora la Cattedrale comasca, presentandone prospettive sconosciute e cogliendone le atmosfere più suggestive.

Fabio Cani , “Como tra due guerre: la storia e la ragione”, 24 settembre 2014

Fabio Cani | 24 settembre 2014 | Spazio Natta
“Como tra due guerre: la storia e la ragione”
in occasione della mostra di MAARC
“Como 1920-1940: paesaggi della città razionalista””

6 gennaio 2015, alle ore 16, presso l’Hotel Borgo Antico di Como (via Borgovico 47), Associazione Amici dei Musei, Università Popolare e NodoLibri invitano all’incontro “Incantati dalla Stella. Viaggio immaginario e storico dei Re Magi dall’Oriente all’Europa”

Immagine News Nodo6 GENNAIO: ”Incantati dalla Stella” all’Hotel Borgo Antico
Il giorno dell’Epifania presentazione di ”Como e il viaggio dei Re Magi”

Martedì 6 gennaio 2015, alle ore 16, presso l’Hotel Borgo Antico di Como (via Borgovico 47),
Associazione Amici dei Musei, Università Popolare e NodoLibri invitano all’incontro
Incantati dalla Stella. Viaggio immaginario e storico dei Re Magi dall’Oriente all’Europa“,
presentazione del libro Como e il viaggio dei Re Magi (edito da NodoLibri), con gli interventi di Gerardo Monizza (“Re Magi. Andata e ritorno”) e Fabio Cani (“Re Magi. A Milano e Como?”).
In San Fedele a Como vi sono quattro affreschi seicenteschi: Sposalizio della Vergine, Natività, Adorazione dei pastori. Nell’Adorazione dei Magi la scena è occupata dai Magi e dal loro seguito. Maria, Giuseppe e il bambino stanno in una casa in costruzione. Dietro c’è un ragazzo che spinge il braccio verso un buco, nella parete di fondo. Perché il ragazzo sta compiendo quel gesto? Intorno a queste immagini si ricostruisce il lungo viaggio dei Re Magi, dall’Oriente a Betlemme, ma anche (forse) a Milano, Como e Colonia. Un’occasione per indagare antichi racconti e miti.
 
Ringraziamo per la gentile ospitalità l’Hotel Borgo Antico.
Info:
0313380150 e 345136761

Appunti Video su: Gli AFFRESCHI DI SANT’ABBONDIO a Como: – Cronaca illustrata del dramma (Gerardo Monizza); – Storia della basilica e degli affreschi (Fabio Cani), dal sito della Nodolibri

Immagine News Nodo”Gli affreschi di Sant’Abbondio a Como”
Resoconto filmato

Resoconto video, a cura del professor Paolo Ferrario, del pomeriggio di giovedì 11 dicembre presso l’Università dell’Insubria e la Basilica di Sant’Abbondio (via Regina):

– Cronaca illustrata del dramma (Gerardo Monizza);

– Storia della basilica e degli affreschi (Fabio Cani).

GLI AFFRESCHI DI SANT’ABBONDIO: Gerardo Monizza: cronaca illustrata del dramma; Fabio Cani: storia della basilica e degli affreschi, Università dell’Insubria e Basilica di Sant’Abbondio, Como, 11 dicembre 2014

GLI AFFRESCHI DI SANT’ABBONDIO

Università dell’Insubria e Basilica di Sant’Abbondio, via Regina, ore 17.30

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Gli Amici dei Musei organizzano, in collaborazione con la basilica di Sant’Abbondio, l’Università dell’Insubria e l’Università popolare di Como, un appuntamento dedicato agli affreschi di Sant’Abbondio a Como: Cronaca per immagini. Gli affreschi di Sant’Abbondio a ComoGerardo Monizza: cronaca illustrata del dramma; Fabio Cani: storia della basilica e degli affreschi.

Gli affreschi del presbiterio, nella Basilica di Sant’Abbondio, costituiscono uno dei cicli pittorici più integri del primo Trecento in Lombardia: furono realizzati da un artista anonimo. Il programma iconografico inizia nell’arco trionfale affrescato con la rappresentazione dell’Annunciazione e figure di santi, nel sottarco. La volta della prima campata (recentemente restaurata) reca tracce di un cielo stellato e di quattro troni con i Dottori della Chiesa. Nell’arco che precede il catino absidale vi è un Cristo benedicente affiancato da due Arcangeli e, racchiusi in otto tondi, figure di Patriarchi, Profeti e altri santi. Il catino absidale presenta una raffigurazione della Deesis (Cristo benedicente tra la Madonna e Giovanni Battista) con ai lati San Pietro e San Paolo. Nell’abside, divisa in cinque parti verticali, sono affrescati venti episodi della vita di Gesù (Natività di Gesù, Predicazione, Passione). Nella fascia inferiore vi sono figure di Apostoli. L’insieme si connota per un linguaggio che unisce il ritmo del racconto con l’attenzione ai dettagli degli abbigliamenti offrendo uno spaccato della vita e dei costumi del tempo. Numerose immagini sulle lesene e sulle semicolonne, che separano gli episodi della vita di Gesù, rendono alquanto complessa l’interpretazione del programma decorativo. Ignoto è l’autore del ciclo di affreschi; è convenzionalmente chiamato “Maestro di Sant’Abbondio”. La critica colloca la realizzazione del ciclo tra il 1330 e il 1340 durante l’episcopato del vescovo francescano Leone Lambertenghi, committente dell’opera.

 

Andando là dalla Via Regina:

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Verso il giorno di Natale con Fabio Cani, Gerardo Monizza Como e il viaggio dei Re Magi Storia, mito e leggenda , NodoLibri

Como e il viaggio dei Re Magi
Fabio CaniGerardo Monizza
Como e il viaggio dei Re Magi
Storia, mito e leggenda  

Nella basilica di San Fedele in Como sono conservati – tra altre bellezze – quattro affreschi seicenteschi raffiguranti lo Sposalizio della Vergine, la Natività, l’Adorazione dei pastori, l’Adorazione dei Magi.

Nel quarto dipinto la scena è occupata dai Magi, personaggi protagonisti, riccamente vestiti, e dal loro seguito. Maria, Giuseppe e il bambino stanno in una casa che sembrerebbe in costruzione. Dietro c’è un ragazzo che spinge il braccio sinistro verso un buco che sta nella parete di fondo. Perché quel ragazzo sta compiendo quel gesto? Chi è?

Intorno a queste domande si ricostruisce il lungo viaggio dei Re Magi, dall’Oriente a Betlemme, ma anche (forse) a Milano, Colonia e… Como, fino in San Fedele. Un’occasione per indagare antichi racconti, ma anche il processo attraverso cui questi diventano opere d’arte e, quindi, il contesto culturale in cui hanno avuto origine

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NodoLibri.

”Alla scoperta dell’asilo Sant’Elia”, VIDEO della visita guidata ed excursus storico a cura di Fabio Cani, domenica 23 novembre ore 14 e 30

”FUNICOLARE – IN VIAGGIO DA 120 ANNI” Domenica 23 novembre alle 17.30, presso l’auditorium della biblioteca di Brunate, si terrà il primo dei quattro incontri sulla vita della funicolare. Interverranno ANTONIO MARINO e FABIO CANI storico, scrittore ed editore

Immagine ”FUNICOLARE – IN VIAGGIO DA 120 ANNI”

Domenica 23 novembre alle 17.30, presso l’auditorium della biblioteca di Brunate, si terrà il primo dei quattro incontri sulla vita della funicolare.
Interverranno ANTONIO MARINO e FABIO CANI storico, scrittore ed editore.

14 dicembre – ore 16.30 “Sulla funicolare, dalla funicolare, con la funicolare, la funicolare: esperienze d’avanguardia nel paesaggio”
Darko Pandakovic, architetto e consulente paesaggista per Unesco e Gerardo Monizza, storico e scrittore

15 NOVEMBRE: PRESENTAZIONE NodoLibri ”L’ultima estate” di Luca Grassi Sabato 15 novembre, ore 16.30, presso la Biblioteca comunale di Cernobbio (via Regina 5), presentazione del volume di Luca Grassi L’ultima estate. Comunità, attività umane e vita quotidiana dei paesi tra Lario e monte San Primo sul filo dei ricordi. Fabio Cani dialogherà con l’Autore

Immagine News Nodo15 NOVEMBRE: PRESENTAZIONE NodoLibri
”L’ultima estate” di Luca Grassi

Sabato 15 novembre, ore 16.30, presso la Biblioteca comunale di Cernobbio (via Regina 5),
presentazione del volume di Luca Grassi
Fabio Cani dialogherà con l’Autore.
Ingresso libero
Info: Biblioteca comunale
Tel. 031-3347225 – e-mail: biblioteca@comune.cernobbio.co.it
Orari: martedì, giovedì e sabato 15-18; mercoledì 9-13

Da Tremezzo Sala Comacina lungo la Greenway, domenica 19 ottobre 2014

Domenica 19 ottobre abbiamo imparato che i luoghi assumono una intensità diversa se vengono visitati con l’intenzione di “leggerli” dal punto di vista storico oltre che paesaggistico.

A rendere possibile questo obiettivo è l’accompagnamento dello storico Fabio Cani, il cui lavoro di analitico studio documentale gli permette di fornirci informazioni a cavallo di diversi secoli di storia locale ed europea.

Partenza da Piazza Cavour attorno alle 9 in aliscafo all’interno di un gruppo che, pur nella sua eterogeneità, condivide interesse e voglia di conoscere. L’utilizzo dell’aliscafo consente inoltre una vista complessiva delle sponde del lago, poiché i diversi “passaggi acquei” vengono attraversati velocemente.

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Arriviamo allo scalo di Tremezzo attorno alle 10 e 30 e, prima dell’inizio della camminata, ci viene sottolineata la riflessione che è solo da pochi decenni che le rive del nostro lago vengono  percorse con l’automobile.

Per lungo tempo infatti la vera “autostrada” è stata il lago stesso e gli abitanti lacustri erano ben abituati a percorrenze “ad U”, con partenza da un punto del lago, penetrazione dell’entroterra e ritorno da un diverso punto d’approdo. Questo permetteva di fare esperienza della straordinaria doppiezza dei nostri luoghi, costituita dalla profonda integrazione fra la linea dell’acqua e la ripida pendenza dei monti.

La giornata è bellissima. Sole, caldo e cielo terso costituiscono uno scenario abbastanza insolito per essere a ottobre avanzato. Il percorso inizia con una ripida erta lungo i tipici sentieri acciottolati che talvolta dividono in due giardini e orti delle case. Lungo la salita sono distribuiti qua e là archi di pietra che collegano i vari appezzamenti.

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L’arrampicata è impervia, ma il risultato ne vale la pena: al cospetto della torre medievale di Rogaro è possibile rimirare una stupenda visione del lago.

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Giunti a mezza costa il cammino è più rilassato e tranquillo e ci porta abbastanza rapidamente alla frazione di Bonzanigo, dove di fronte al palazzo Rosati apprendiamo che questi luoghi sono stati tutt’altro che isolati e chiusi, visto che i loro abitatori intrattenevano intensi collegamenti commerciali e artistici con le regioni del Nord Europa.

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Attraversiamo questo straordinario borgo che alterna agglomerati di case addossate l’un l’altra ad archi di pietra affacciati sul panorama delle montagne che contornano il lago. Visita della chiesa di Sant’Abbondio con breve relazione di Fabio Cani sugli aspetti storici e artistici e rapida escursione nel vicino cimitero.

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L’incantevole caratteristica di questo luogo è il paesaggio dolcemente digradante in cui spiccano ampi terrazzamenti di centinaia di ulivi e cipressi.

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Attorno alle 13 giungiamo all’imbarcadero di Lenno.

Qui è il lungolago ad imporsi grazie alla spaziosa curvatura verso il promontorio di Villa Balbianello.

Nella piazza ascoltiamo la descrizione dell’architettura romanica del Battistero e, con un notevole balzo in avanti del tempo, la storia più recente rappresentata dal monumento di caduti che si erge a pochi metri dalla chiesa di Santo Stefano.

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E’ davvero bella la possibilità di camminare in viottoli paralleli al percorso delle automobili. Appare alla nostra vista la villa Balbiano, stupenda anche nella veduta retrostante, il cui giardino nulla ha da invidiare a quello ben più famoso di Versailles.

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Breve sosta davanti alla chiesa di Sant’Eufemia e poi imbocchiamo il sentiero che passando davanti a Villa Monastero ci porterà verso Ossuccio, la cui principale attrattiva è la chiesa di Santa Maria Maddalena, dove ci viene ricordata la sua collocazione vicino a un antico “hospitium”. Il luogo è di profonda suggestione dovuta anche alla prospettiva sull’isola Comacina. Da qui l’ultimo tratto di strada previsto dalla gita ci conduce a Spurano dove, a strapiombo sul lago sorge la chiesa di San Giacomo e Filippo.

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Termina qui il nostro “cammino nella conoscenza”.

Alcuni torneranno a Como in corriera e altri in aliscafo, con la netta percezione di avere trascorso una giornata indimenticabile.

questa sera sono qui: CROCI VICINE TERRE LONTANE, a cura di Giorgio Cavalleri, al Salone di Confcooperative, via Anzi 8, ore 21, ingresso libero, 4 novembre 2014 (con gli audio delle relazioni di Fabio Cani e Giorgio Cavalleri)

CROCI VICINE TERRE LONTANE

Salone di Confcooperative, via Anzi 8, ore 21, ingresso libero

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Presentazione della ricerca di Giorgio Cavalleri Croci vicine terre lontane. In occasione del 4 novembre e del centenario del primo conflitto mondiale, l’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta ha pubblicato, in collaborazione con le Acli di Como, la ricerca di Cavalleri dedicata all’ossario del cimitero di Camerlata, dove sono tumulati i resti mortali di tutte le persone morte negli ospedali militari di Como durante la guerra, compresi – caso piuttosto raro – anche i soldati “nemici”, cioè i prigionieri dell’esercito austro ungarico.

La ricerca ricostruisce questa interessante vicenda mettendo l’accento soprattutto sulle tracce delle storie personali di questi soldati provenienti dalle più diverse regioni dell’impero asburgico.

Il volume viene presentato stasera in un consiglio provinciale delle Acli di Como aperto a tutti. Saranno presenti l’autore della ricerca, Fabio Cani  e Giovanni Bianchi, presidente dei Partigiani Cristiani.

MARTEDÌ 4 NOVEMBRE – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia

 

AUDIO dell’intervento di Fabio Cani 

Audio dell’intervento di Giorgio Cavalleri 

Fabio Cani, COMO TRA DUE GUERRE: la storia e la ragione, in occasione della Mostra “Como 1920-1940: paesaggi della città razionalista”, 24 settembre 2014, Audio della lezione

Audio della lezione di Fabio Cani:

se non funzionase  il precedente link, usa:

la lezione si è svolta con la proiezione di fotografie.
spero che qualcun altro abbia avuto l’idea di fare il video
Questo audio è reso disponibile agli interessati ascoltatori nel quadro della “cultura della condivisione”, favorita da internet.
Se gli organizzatori e il docente non fossero d’accordo per la sua diffusione lo toglierò e farà solo parte della mia audioteca di studio.
Grazie per la importante occasione di riflessione.
Paolo Ferrario

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vai alla scheda dell’editore: http://www.gamonline.it/?pagina=edizioni&scheda=147

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vai alla scheda di Nodolibri: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=102

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vai alla scheda del libro : http://www.arabafenicelibri.it/scheda-libro/novati-alberto-pezzola-aurelio/il-mutevole-permanere-dellantico-9788866170570-28572.html

”Greenway del lago di Como” Escursione guidata con Fabio Cani (tra chiese romaniche, borghi storici e paesaggi di lago), domenica 12 ottobre 2014

DOMENICA 12 OTTOBRE: ”Greenway del lago di Como”
Escursione guidata con Fabio Cani (tra chiese romaniche, borghi storici e paesaggi di lago)

Associazione Territori e NodoLibri invitano alla ”Greenway del lago di Como”, in programma domenica 12 ottobre.

Ritrovo ore 8.45 in piazza Cavour.
Ore 9.10: battello con destinazione Sala Comacina. Arrivo a Sala Comacina alle 10.23.
Percorso su alcuni dei tratti più belli della Greenway:
– Sala Comacina-Ossuccio;
– Ossuccio-imbarcadero di Lenno;
– Lenno-Bolvedro di Tremezzo.

Durante il percorso visita di alcune delle più belle chiese romaniche del lago di Como insieme a Fabio Cani.

Rientro in battello da Tremezzo con partenza alle 16.57 e arrivo a Como alle 18.45.

La partecipazione è gratuita per i soci dell’ASSOCIAZIONE TERRITORI. L’iscrizione (10 euro) si potrà perfezionare al momento.
Per informazioni e iscrizioni: territori@hotmail.it.


La Greenway del lago di Como è un percorso che si snoda per oltre 10 km attraverso i territori di Colonno, Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Mezzegra, Tremezzo (questi quattro recentemente riuniti nel Comune di Tremezzina) e Griante, in parte appena sopra gli abitati e in parte lungo il lago.

La Greenway, che riutilizza e valorizza percorsi storici (principalmente l’antico tracciato della strada Regina), permette quindi veramente – come recita la presentazione ufficiale – di “scoprire le diverse anime di questo territorio: i borghi storici, gli scorci rurali, i paesaggi di lago, gli edifici e i giardini di pregio”.

È un itinerario che consente, grazie a una percorrenza dai tempi “lenti” e “delicati”, di attraversare un territorio complesso, in cui la storia, le tradizioni e la modernità si sono sedimentate in forme articolate e non banali: i modelli insediativi, i capisaldi dell’organizzazione religiosa e civile, i cambiamenti introdotti dallo sviluppo industriale e dalla diffusione dei mezzi di trasporto individuali sono indagabili e riconoscibili in un contesto di grandissimo fascino.

Lungo il percorso, comodamente percorribile nell’arco di una giornata, ma eventualmente sezionabile in tratti più brevi, si coglierà l’opportunità di qualche sosta per approfondire alcuni degli edifici più interessanti del centro lago, fonti di narrazioni e di testimonianze non sempre esplicitate dal turismo più commerciale.

PER APPROFONDIRE:
“Il campanile di Ossuccio e la chiesa di Santa Maria Maddalena” [http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/autori-vari/il-campanile-di-ossuccio-e-la-chiesa-di-santa-maria-maddalena-9788871851433-156091.html]

Oltre Terragni. La cultura del Razionalismo a Como negli anni Trenta – di Fabio Cani e Chiara Rostagno – NodoLibri

Oltre Terragni
titolo Oltre Terragni
sottotitolo La cultura del Razionalismo a Como negli anni Trenta
autore Fabio Cani
Chiara Rostagno
editore NodoLibri
categoria  Libri
collana Storie d’arte
pagine 160
pubblicazione 2004
ISBN/EAN 978887185105

Oltre Terragni – Fabio Cani – NodoLibri – libro NodoLibri Editore.

Fabio Cani, Chiara Rostagno, Oltre Terragni. La cultura del Razionalismo a Como negli anni Trenta, NodoLibri

Fabio Cani, Chiara Rostagno, Oltre Terragni. La cultura del Razionalismo a Como negli anni Trenta

[http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=105]

Il volume analizza per la prima volta in dettaglio il gruppo di progettisti attivi a Como, negli anni Trenta, intorno a Giuseppe Terragni: gli ingegneri Dell’Acqua, Giussani, Mantero, Origoni, Ortelli, Ponci, Terragni, Trolli e Uslenghi, insieme agli allora giovani Cappelletti, Longhi, Parisi e Zuccoli.

Quegli anni furono anche gravidi di conseguenze sullo sviluppo urbanistico della città, con l’approvazione del nuovo piano regolatore e la realizzazione di consistenti settori urbani.

Basato su un corredo documentario e iconografico quasi completamente inedito, il volume propone un quadro sostanzialmente nuovo delle vicende architettoniche e culturali della città e del territorio.

NodoLibri, 2004

Fabio Cani, Chiara Rostagno, Oltre Terragni. La cultura del Razionalismo a Como negli anni Trenta

[http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=105]

Il volume analizza per la prima volta in dettaglio il gruppo di progettisti attivi a Como, negli anni Trenta, intorno a Giuseppe Terragni: gli ingegneri Dell’Acqua, Giussani, Mantero, Origoni, Ortelli, Ponci, Terragni, Trolli e Uslenghi, insieme agli allora giovani Cappelletti, Longhi, Parisi e Zuccoli.

Quegli anni furono anche gravidi di conseguenze sullo sviluppo urbanistico della città, con l’approvazione del nuovo piano regolatore e la realizzazione di consistenti settori urbani.

Basato su un corredo documentario e iconografico quasi completamente inedito, il volume propone un quadro sostanzialmente nuovo delle vicende architettoniche e culturali della città e del territorio.

NodoLibri, 2004

 

GLI ANTICHI NOMI DELLA CITTÀ DI COMO, camminata in città sulla base del libro I NOMI DELLA CITTA’ di Fabio Cani, NodoLibri 1999 (indice analitico) , fonte: http://www.comotourism

GLI ANTICHI NOMI DELLA CITTÀ Ritrovo all’info-point, via Maestri Comacini (di fianco al Duomo), ore 15, gratuito Contrada degli Asini, Contrada delle Meraviglie, Contrada dell’Inferno e Contrada della Maddalena: ecco solo alcuni dei curiosi e antichi nomi della città di Como.Il primo  appuntamento del ciclo 2013 per conoscere Como propone un affascinante viaggio alla scoperta dell’antica toponomastica, ma soprattutto dei riferimenti storici e culturali che hanno condotto alla formazione delle denominazioni di vie e intere zone della Città Murata. Lo spunto per questa visita viene dall’articolata e attenta ricerca dello storico Fabio CaniI nomi della città (NodoLibri).

 

http://www.comotourismImmagine.it

Brevi video del giro culturale (grazie a comotourism e alla vravissima guida di cui, purtroppo non sono riuscito a ricordare il nome)

La base documentale di questo modo di camminare il centro storico è:

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per acquistare Fabio Cani I NOMI DELLA CITTA’ vai a: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=78

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