MUSICA

Dura Minga, rappresentato da Luigi Monti e Mario Chiodetti a questo incontro musicale: Donna, bel giocattolo d’amore, TRIANON CAFFÈ CONCERTO Piazza Martinelli, ore 18.15, Como, VENERDÌ 1 AGOSTO. A cura della Casa della Musica

 

fotografia di Nicola Vicini

MUSICA

Variazioni Jazz su “Tu che mi hai preso il cuor” dell’EVERGREEEN JAZZ TRIO di Carlo Uboldi, Antonio Cervellino e Marco Caputo, Como 2 agosto 2014

Variazioni Jazz su “Tu che mi hai preso il cuor

dell’EVERGREEEN JAZZ TRIO

di Carlo Uboldi, Antonio Cervellino e Marco Caputo:

 —>  Audio: variazioni jazz su tu che mi hai preso il cuor

“Esser stato presente a “Donna, bel giocattolo d’amore” mi ha fatto pensare la notte prima del concerto ad un collegamento tra le varie serate”, Carlo Uboldi

dal concerto:

Evergreen Jazz Trio con Carlo Uboldi (pianoforte), Antonio Cervellino (contabbasso) e Marco Caputo (batteria), COMO JAZZ Piazza Martinelli, ore 21.15 , SABATO 2 AGOSTO

e qui , per ricordare l’origine delle variazioni:

Jazz Italian · MUSICA

Evergreen Jazz Trio con Carlo Uboldi (pianoforte), Antonio Cervellino (contabbasso) e Marco Caputo (batteria), COMO JAZZ Piazza Martinelli, ore 21.15 , SABATO 2 AGOSTO

Potrò ricordare e dire

C’ero anch’io !!!

paolo uboldi


 

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COMO JAZZ

Piazza Martinelli, ore 21.15, ingresso libero

http://i.ytimg.com/vi/ODuyJI5Zn70/hqdefault.jpg

Evergreen Jazz Trio con Carlo Uboldi (pianoforte), Antonio Cervellino(contabbasso) e Marco Caputo (batteria). In repertorio brani originali e standard della grande epopea musicale afroamericana.

da SABATO 2 AGOSTO – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

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MUSICA

EVERGREEN JAZZ TRIO con Carlo Uboldi (pianoforte), Antonio Cervellino (contrabbasso) e Marco Caputo (batteria), COMO JAZZ Piazza Martinelli, ore 21.15 , SABATO 2 AGOSTO 2014, a cura della Casa della Musica

COMO JAZZ

Piazza Martinelli, ore 21.15, ingresso libero

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Evergreen Jazz Trio con Carlo Uboldi (pianoforte), Antonio Cervellino(contabbasso) e Marco Caputo (batteria). In repertorio brani originali e standard della grande epopea musicale afroamericana.

da SABATO 2 AGOSTO – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

 

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Potrò ricordare e dire

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BIOGRAFIA, biografie

mostra COSMOGONIE, opere di Paolo Barlusconi , a S. Pietro in Atrio, Via Odescalchi, Como

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dove: S. Pietro in Atrio, Via Odescalchi
quando: dal 3 al 31 agosto 2014 – inaugurazione sabato 2 agosto alle 18
orari: martedì – venerdì 15 – 19 / sabato e festivi 10 – 12 e 15 – 19
ingresso: libero

Cosmochrome 2003

Sabato 2 agosto inaugura a S. Pietro in Atrio, con il patrocinio e il supporto dell’Assessorato alla cultura la mostra COSMOGONIE. Si tratta di un progetto culturale interdisciplinare a cura di Michele Caldarelli, avviato nel 2005 in occasione dell’anno mondiale della fisica indetto dall’UNESCO per celebrare il centenario della formulazione della Teoria della Relatività di Einstein.
In mostra una serie di opere dell’artista Paolo Barlusconi e il cui argomento è il COSMO. Un cosmo inteso come MULTIVERSO, visto, letto e interpretato mettendo a confronto le più diverse teorie in occasione di incontri, manifestazioni e convegni a carattere interdisciplinare (anche espres-samente organizzati).
L’intenzione programmatica del progetto, ormai alla…

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Mostre

mostra COSMOGONIE, opere di Paolo Barlusconi , a S. Pietro in Atrio, Via Odescalchi, Como

dove: S. Pietro in Atrio, Via Odescalchi
quando: dal 3 al 31 agosto 2014 – inaugurazione sabato 2 agosto alle 18
orari: martedì – venerdì 15 – 19 / sabato e festivi 10 – 12 e 15 – 19
ingresso: libero

Cosmochrome 2003

Sabato 2 agosto inaugura a S. Pietro in Atrio, con il patrocinio e il supporto dell’Assessorato alla cultura la mostra COSMOGONIE. Si tratta di un progetto culturale interdisciplinare a cura di Michele Caldarelli, avviato nel 2005 in occasione dell’anno mondiale della fisica indetto dall’UNESCO per celebrare il centenario della formulazione della Teoria della Relatività di Einstein.
In mostra una serie di opere dell’artista Paolo Barlusconi e il cui argomento è il COSMO. Un cosmo inteso come MULTIVERSO, visto, letto e interpretato mettendo a confronto le più diverse teorie in occasione di incontri, manifestazioni e convegni a carattere interdisciplinare (anche espres-samente organizzati).
L’intenzione programmatica del progetto, ormai alla sua quindicesima tappa espositiva, è quella di sviluppare un clima di sinergia possibile fra le arti e le scienze che non trascuri alcuna disciplina e ne favorisca ispirazione reciproca proponendo interventi di fisici, astronomi, matematici, architetti, poeti, filosofi, astrofisici, musicisti…

Tutte le informazioni e i contenuti relativi a COSMOGONIE, testi e immagini, si trovano, progressivamente aggiornati, in http://www.caldarelli.it/cosmogonie.htm dove saranno anche documentate le prossime tappe espositive programmate presso Università, Musei e altri luoghi istituzionali, come naturale sviluppo di questo ampio progetto interdisciplinare.

COSMOGONIE – il grande mistero dell’universo esplorato da Paolo Barlusconi
di Michele Caldarelli
Da cosa nasce cosa, secondo il principio deterministico che vuole ogni oggetto semplice prodotto da automatismi meccanici. Uno stampo, una trancia, una calandra lo hanno sagomato o modellato, pronto per entrare nel quotidiano; elemento anonimo di sistemi complessi o singolo elemento di uso comune, il più delle volte, è prodotto per essere consumato distrattamente e destinato velocemente al riciclo o all’inquinamento ambientale. Eppure è figlio di un’idea, un principio di utilità o di bellezza, di un a priori intelligente che ne ha permesso l’esistenza anche se effimera e ne giustificherebbe un passaggio di stato, una archeologizzazione dinamica nell’area affettiva del pensiero collettivo.

Germinazione radiale - 2007

Questo principio “salvifico” credo si possa considerare idea guida di Paolo Barlusconi nel raccogliere con pervicace volontà una quantità indescrivibile di oggetti da classificare, quasi fossero individui appartenenti a specie botaniche in estinzione, e da riusare come elementi, segni alfabetici o lemmi del proprio racconto. In ogni opera che realizza, più che plasmare la materia secondo i principi della pittura o della scultura, la conduce attraverso una sorta di passaggio di stato, pone in comunicazione due universi paralleli attraverso una sorta di black hole concettuale. Concentra l’attenzione sulla ”intelligenza“ degli oggetti trasformando questa in qualcosa di completamente differente lasciando i “corpi” essenzialmente inalterati. Un percorso di analisi, questo, che dà seguito coerente ad una ben collaudata esperienza dell’autore nel campo della macrofotografia, quando particolari di piante o di elementi inanimati erano da lui collazionati in un unico erbario atipico. Lo interessavano e lo interessano le forme a prescindere dal rapporto di scala della standardizzazione fotografica rispetto al soggetto; i rapporti di proporzione armonica sono fondamentali in ogni sua composizione dove tutto si confronta con le misure perfette del quadrato o della sezione aurea. La spirale logaritmica, che sottende la fillotassi nel mondo vegetale, definisce le superfici dei pannelli rettangolari su cui lavora o governa la distribuzione degli elementi su di essi mentre il cerchio, duplice nella sua natura simbolica e ampiamente saggiato nelle opere più recenti, fa da limite concettuale e ideale al rapportarsi della visione di un universo perfetto, misurabile ed esperibile con quella di un cosmo infinito ed in continuo divenire. Cerchio con due anime e due misure, delle quali potremmo argomentare come, per la prima, il centro del compasso che ne traccia la circonferenza si colloca con precisione nel qui ed ora mentre, per la seconda, il punto di appoggio si situa nel non-luogo e non-tempo, all’origine del “tutto”. Chiedendoci “Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? – Oppure: “Che cosa siamo? Dove siamo? Come mutiamo e perchè?” O ancora, facendo sfuggire il nostro punto di osservazione dalle vicende del mondo, ponendo le medesime domande nei confronti dello stesso, riattualizziamo domande fondamentali, madri di tutti gli interrogativi che costellano tutte le discipline, siano esse scientifiche che umanistiche. Paolo le riscopre come proprie, navigando trasversalmente, in profondità e in altezza tutta la loro estensione, trovando/offrendo, nella forma compiuta delle opere, sintesi e risposta dinamica a quesiti contemporaneamente sia esistenziali che di approfondimento intellettuale. Superata l’autoreferenzialità dell’arte, purtroppo fin troppo diffusa nella cultura contemporanea, trova il coraggio di ricercare sempre nuovi e inaspettati confronti con problematiche inerenti i processi cognitivi. “Osservando la volta celeste, cercando di superare la sensazione di fragilità e transitorietà umana che la visione del cosmo ha generato in me come penso in chiunque tenti di penetrarne i segreti – così mi ha confessato recentemente – ho dato una svolta fondamentale alla mia creatività, riscoprendo la ricerca scientifica in sinergia con quella artistica e inoltrandomi in un territorio estremamente fertile di prospettive”. Sono nate così molte delle opere presenti in questa mostra dal titolo “Cosmogonie” e, alla ricerca di un dialogo più approfondito e ricco, l’idea di invitare ad argomentare sul tema chi in altre discipline possa confrontarsi in modo specifico e contemporaneamente scevro da pregiudizi. Il frutto ne sono stati i saggi prodotti nel tempo e che sono parte integrante del progetto, andando a toccare gli ambiti disciplinari della fisica, della matematica, dell’astrofisica, della letteratura, della filosofia, della mitologia… e altro.

COSMOGONIE
di Paolo Barlusconi
Permettete ad un artista di citare due numeri: il primo numero è 13,7 miliardi, il secondo è 1. Molti avranno già compreso cosa rappresenti 13,7 miliardi: è il numero di anni che gli astrofisici attualmente attribuiscono al nostro Universo, dalla data del Big Bang fino ad oggi; al numero viene inoltre assegnata dagli scienziati la tolleranza +/- 0,2 (miliardi di anni!). Il numero 1 cosa rappresenta invece? Sta per un minuto secondo e si riferisce alla domanda che mi sono posto più volte: cosa c’era un secondo prima del Big Bang? Gli scienziati affermano che all’origine tutto l’Universo (centinaia di miliardi di galassie) fosse “concentrato” in una sfera avente le dimensioni di una palla da football o addirittura di un punto infinitesimale. Quando appresi per la prima volta queste nozioni, esse mi lasciarono letteralmente sconvolto: non so trovare un altro modo per esprimere ciò che provai. Faccio ricerca artistica da 45 anni e quando venni a contatto con simili concetti di astrofisica, ne rimasi talmente impressionato da decidere che tutte le mie opere future sarebbero state cosmogonie. Ritenni difatti che la mia ricerca artistica dovesse avere una finalizzazione, non limitandosi a praticare la dimensione estetica, e soprattutto dovesse cercare di dare una interpretazione del mondo di cui facciamo concretamente parte. Ecco dunque che il Cosmo si pose al centro della mia attenzione come pretesto per parlare dell’essere; l’Universo, con la sua quasi incommensurabilità, si presenta come una delle più grandi manifestazioni dell’essere. Nella mia ricerca artistica dunque la problematica cosmogonica si innesta così in una dimensione più grande, di carattere ontologico: cogliere l’essenza dell’esistere. Un granello di sabbia, l’uomo, l’universo: tutto è, tutto esiste. I filosofi hanno dato diverse interpretazione dell’essere (l’essere è e non può non essere, ecc.); le varie teorie ontologiche sono spesso in contrasto tra loro, ma tutte cercano di capire la realtà. L’etimo del termine “cosmogonia” contiene il concetto di “generazione” e, relativamente a ciò, mi interessano sia le considerazioni di carattere scientifico sia le interpretazioni di carattere mitologico o fantastico; gli spunti per la mia ricerca nascono pertanto dalle varie visioni del cosmo che la storia dell’uomo ha prodotto nei secoli. Quindi buchi neri e stringhe cosmiche si pongono sullo stesso piano di stimolo creativo delle visioni del mondo delle civiltà mesopotamiche o precolombiane: un calendario azteco può essere interessante come la più recente teoria astrofisica, anche perché contiene in sé vari riferimenti, anche di carattere matematico. Ed eccoci giunti alla matematica… Anche prima di occuparmi di cosmogonie, la matematica è sempre stata presente nelle mie opere, sia a livello cosciente sia a livello inconscio; io non appartengo a quella categoria di artisti cosiddetti gestuali o dell’action painting, che eseguono l’opera di getto, bensì a quella schiera che programmano razionalmente l’opera, nel senso che prima di eseguirla stendono un progetto, sia pure in forma di disegno o schizzo, con indicazione di dimensioni, materiali e finiture. Questo tipo di ideazione viene elaborato tenendo presenti regole matematiche (come ad esempio quella denominata sezione aurea, da me molto usata), in base alle quali l’opera viene strutturata secondo rapporti di equilibrio la cui ragion d’essere è scandita dai numeri. Le cosmogonie sono realizzate con materiali e oggetti seriali di uso quotidiano e di produzione industriale, secondo una tecnica da me usata da diversi anni, ancora da prima di introdurre la ricerca cosmogonica: si tratta di una “rivisitazione” degli oggetti a livello formale, a prescindere dalla loro funzionalità. L’oggetto diventa così il mattone, il modulo con il quale creare l’opera; si potrebbe parlare di una “metamateria”, cioè di una materia che va oltre la propria funzione originaria oppure anche di una “trasfigurazione” dell’oggetto di uso comune.
In “Caosdisk” ad esempio mi sono ispirato ad una delle leggi della teoria scientifica del Caos, teoria nata per lo studio e l’interpretazione dei fenomeni detti appunto caotici, cioè quelli che non possono essere ricondotti alle leggi della fisica classica. In particolare l’opera fa riferimento alla legge detta della “autosomiglianza”, in base alla quale un ente o un fenomeno si presenta sempre formalmente simile, qualunque sia il fattore di scala sotto il quale lo si esamini; esempi tipici ne sono la foglia della felce o il profilo della costa marina. L’opera, a forma di compact disk, è realizzata mediante l’assemblaggio di un certo numero di CD. Il passo successivo potrebbe essere quello di realizzare un’opera della dimensione della sala che ospita questa mostra, costituita a sua volta da tanti moduli uguali all’opera esposta.

28 luglio 2014

da:  Mostra Cosmogonie.

Carla Bi. 1933-2022 · eros · memoria · Noi · nostro angolo

Luciana nel CERCHIO DELL’APPARIRE della pergola di Amaltea in Coatesa sul Lario, fotografia di Carla Bignami, Luglio 2013

museo1288

meteo e terra

Il mese di Luglio 2014 che si è chiuso ieri sarà ricordato indubbiamente come uno dei più piovosi in assoluto nella storia recente del Comasco, luglio 2014

Il mese di Luglio 2014 che si è chiuso ieri sarà ricordato indubbiamente come uno dei più piovosi in assoluto nella storia recente del Comasco. Molte stazioni infatti, specie nella parte centro-meridionale della provincia, hanno totalizzato accumuli pluviometrici non solo pari al doppio, ma addirittura al triplo (e più) della media storica mensile! In alcune località della Brianza Comasca (Cantù c.na Amata, Arosio) e del Lario (Rovenna di Cernobbio, Torno, Ossuccio) sono stati superati addirittura i 400 mm di pioggia: record a Caraniso di Torno con ben 443 mm!

da  Meteocomo.

MUSICA

Madama Butterfly di Giacomo Puccini Scene dall’opera, OPERA IN PIAZZA 3*, 4 e 5 agosto ore 21:15 Piazza Martinelli, Como (Domenica 3 agosto prova aperta)

Testata
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OPERA IN PIAZZA
3*, 4 e 5 agosto

ore 21:15
Piazza Martinelli, Como

Madama Butterfly 

di Giacomo Puccini

Scene dall’opera

Cio-Cio-San Katerina Kotsou 
Pinkerton Alessandro Turri
Suzuki Maria Ermolaeva
Sharpless Eun Yong Park 

Pianista Jeong Suhyun
Lettura scenica e musicale di Isa Traversi e Bruno Dal Bon

* Domenica 3 agosto prova aperta

Noi · Tartarugosa

TartaRugosa legge TartaRugosa Il ragazzo in gabbia Riproduzione: 4-2-1967 (per la serie “Pagine dal passato”)

Cavalleri Giorgio (1940-2026) · Libri su Como e il Lario · Nodo Libri

Paolo Ferrario alla sede di Nodolibri segnala: Giorgio Cavalleri – Giorgio Cosmacini, DIECI ANNI (1935-1945). Como, il lago, la montagna

Paolo Ferrario alla sede di Nodolibri,

con Giorgio Cavalleri – Giorgio Cosmacini, DIECI ANNI (1935-1945). Como, il lago, la montagna

scheda dell’editore: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=264

fotografia di Paolo di Nodolibri

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Van De Sfroos Davide

Davide Van De Sfroos in Terra&Acqua, uno spettacolo di parole, canzoni, narrazioni, filmati con l’artista lariano accompagnato da Angapiemage Galiano Persico al violino e alla chitarra, FESTIVAL CITTÀ DI CERNOBBIO Villa Erba, largo Visconti 1, Cernobbio, ore 21.30, VENERDÌ 1 AGOSTO

FESTIVAL CITTÀ DI CERNOBBIO

Villa Erba, largo Visconti 1, Cernobbio, ore 21.30 (anche in caso di maltempo nel padiglione centrale di Villa Erba), biglietto a 10 sacchi valido per tutti i concerti (paghi un concerto e il Comune ti regala gli altri), posti a sedere fino a esaurimento

https://i0.wp.com/www.festivalglocal.it/wp-content/uploads/2013/10/terra_e_acqua.jpg

Davide Van De Sfroos in Terra&Acqua, uno spettacolo di parole, canzoni, narrazioni, filmati con l’artista lariano accompagnato da Angapiemage Galiano Persico al violino e alla chitarra.

http://www.festivaldicernobbio.eu

da VENERDÌ 1 AGOSTO – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.