Categoria: AMICI e persone conosciute nel tempo
Alberto Leoni (1955 – 2014): nella mia biografia personale e in quella pubblica
Alberto Leoni (1955 – 2014): nella mia biografia personale e in quella pubblica
Ci sono persone inscritte nella memoria biografica.
Per me Alberto Leoni è fra queste persone.
Lo ricordo alla Scuola regionale per operatori sociali del Comune di Milano, alla fine degli anni’70: impegnato, concreto, critico, intenso nelle relazioni interpersonali.
Ma lui è stato soprattutto un protagonista della cooperazione sociale, a partire dalla cooperativa “Futura”, nell’ambito dell’ospedale psichiatrico di Como.
Lo ricorda qui sotto Stefano Granata:
….
Leoni è una figura di riferimento per il mondo CGM e per tutta la cooperazione italiana. Fu pioniere, quando fondò la cooperativa “Futura” di Como nel 1984, con cui si impegnava per l’inserimento lavorativo di soggetti psichiatrici. Da lì nacque un lungo percorso sempre in prima fila, 30 anni vissuti tutti sul campo.
Una figura conosciutissima all’interno della rete ma allo stesso tempo poco nota al grande pubblico. È sempre stato molto dinamico e concreto, lontano anni luce dal dirigente da scrivania.
Si è sempre infatti occupato di filiere nazionali ma sempre con un piede sul territorio, dentro le cooperative e le produzioni. Una capacità di problem solving unica, accompagnata da una disponibilità, umanità e prossimità fuori dall’ordinario. Per noi è una perdita grave. Alberto era la sintesi laica di tutte le posizioni e i pensieri, umani e metodologici, all’interno di Cgm.
La sua scomparsa è stata un grande dolore per tutti. Viene a mancare un punto di riferimento.
Ma la malattia è stata anche una conferma e un segno. Perché nel dolore e nella fatica è venuta fuori tutta la sua profondità umana. Ha lavorato fino all’ultimo, dimostrando uno sguardo positivo e maturo sulla realtà che ci ha insegnato e ci insegna molto.
…. da : http://www.vita.it/non-profit/cooperative-sociali/alberto-leoni-una-vita-in-trincea-per-la-cooperazione.html
carteggio epistolare con M
Ciao Paolo, sono stato informato di quanto successo
proprio un mese fa…
Immagino il “terremoto” psicologico ed emotivo
che questa cosa possa comportare e comunque sono
momenti molto difficili al di la di quello che si possa immaginare.
Anche se non abbiamo occasione di vederci da anni, il mio ricordo
è sempre molto legato a te e a Luciana (è stato un momento intenso della mia vita).
Sono contento al di la della gravità dell’evento che tutto sia andato per il meglio
anche se la riabilitazione e il ripristino di tutte le funzionalità richiedono tempo e pazienza.
Un forte abbraccio a te e a Luciana oltre che ad un messaggio di vicinanza animica.
Sono convinto inoltre che tutta la grande quantita di splendida musica che sei solito ascoltare
possa avere anche una funzione terapeutica.
Con affetto
***
Duccio Demetrio, La religiosità della terra, Raffaello Cortina, 2013, DEDICA
Duccio Demetrio, Perchè amiamo scrivere, Raffaello Cortina, 2011. DEDICA
carteggio con M e C
cara M
ti anticipo una mia scelta necessaria. Lo faccio per le implicazioni di organizzazione didattica che ti impegna sul fronte direzionale
poche notizie di me: mi sto adattando bene alla nuova situazione del dopo infarto. sto facendo varie rinunce e altre si prospetteranno. Tanto più che fra 2 o tre mesi mi aspetta un secondo intervento di angioplastica coronarica
scopro fortissime mie capacità di adattamento, ma tutto è diverso da prima
la dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze) devo badare al freddo, alla fatica e alla rabbia
probabilmente oggi la rabbia è un mio rilevante fattore di rischio.
e essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni.
ragion per cui rinuncio ai disgustosi talk show di politica (ma non alla informazione scientifica sulla politica), alle discussioni con una certa tipologia di amici e soprattutto di “ex compagni”. Il “giudizionismo” di questi tempi tende ad annientare le mie esigue forze
e – con tutta probabilità – dovrò rinunciare all’incarico di docenza universitaria per l’anno prossimo a scienze della formazione e per i seminari alla facoltà di servizio sociale
questa scelta mi pesa, mi pesa molto, perchè di certo la mia vocazione nella polis è quella del docente. ho cominciato nel 1973, termino nel 2014
Ma fra i 200 studenti all’anno c’è un 20% che inciderebbe (per tracotanza e supponenza grillina) davvero troppo sulle mie coronarie malate. Prima dell’infarto li reggevo. Ora non più.
la mia vita sarà costellata da farmaci (dipendenza farmaceutica), passeggiate per como, letture, web
saranno i miei sono gli alleati terapeuti. Per fortuna como è una città bellissima che si presta ad essere camminata
e poi c’è il libro che uscirà a fine anno. La carocci ha accettato il testo (450 pagine a stampa) e sono alla fase di correzione delle bozze. é proprio un fine carriera. di buon livello; ma finale
Il filosofo Michel de Montaigne mi aiuta molto, perchè mi insegna ad osservare senza interpretare (ottimo antidoto alla rabbia)
insomma: buddisticamente le cose sono forse peggio per come le immaginiamo che per come effettivamente accadono. Ma poi le cose accadono
è probabile che non rinuncerò a fare qualche conversazione sui temi a me cari, ma lo farò da casa e su youtube. e ti arriveranno gli avvisi
grazie per la tua affettuosa attenzione in questi due ultimi anni
e non mancherà l’occasione di vederci alla ***
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Caro Paolo
Mi fa piacere leggerti, capisco anche che stai ri organizzando questo nuovo percorso di vita anche con grande leggerezza
Almeno così spero.
Reinventarsi può essere complicato ma anche stimolante, almeno lo spero per tè.
Rispetto alla rinuncia al laboratorio mi rendo conto che si tratta di un onere rilevante e anche scarsamente o per niente retribuito.
Detto ciò mi chiedo e ti chiedo se non possiamo trovare altre forme che non comportano viaggi e fatiche per tè, ma occasione di apprendimento per gli studenti.
Lezioni video registrate, conferenze via skype o tutto ciò che ti viene in mente per non far venire meno questo contributo che come più volte ho avuto occasione di ripeterti considero fondamentale.
Ovviamente la tua salute e la tua tranquillità viene prima di tutto e non vorrei mai interrompere le tue passeggiate.
A presto e buon nuovo viaggio
***
Caro Paolo
Visto che sei un uomo che passeggerà molto (grande invidia!) ti sono grata per il tempo che dedicherai a servizio sociale
Troveremo delle ottime soluzioni pur di continuare ad avere il tuo apporto
A presto
M
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Caro Paolo
Anzitutto, spero che tu ti stia ‘riassestando’ e che queste giornate già calde, ma ancora piacevolmente, ti siano di supporto.
Come sai molto bene, anch’io, come M, considero la tua presenza assai preziosa per tutti noi per cui spero proprio si possano trovare soluzioni che ti permettano di collaborare al ‘nostro’ CdL anche il prossimo a.a.
Credo anche che la possibilità di sperimentare le lezioni con modalità non tradizionali possa essere una buona soluzione, per cui cercheremo di farvi effettivamente corso.
Nel frattempo, un carissimo saluto a te – e anche a Luciana
C
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carteggio epistolare con G
rispondo nell’immediato:
grazie ***
per questa tua lettera affettuosa e molto nel tuo “stile” che apprezzo: quello del raccontare, entrando nei dettagli
é vero: l’infarto ha accentuato la mia tendenza “isolazionistica”. Mi trovo bene nei rapporti di scrittura (scripta manent) un po’ meno in quelli faccia a faccia (verba volant)
ti devo spiegare il perchè. Se vuoi è un problema “filosofico”: sono alla ricerca delle cose vere. quelle di cui parla emanuele severino: eccezionale “terapeuta” nelle notti della fase intensiva. e le cose vere (la verità filosofica, non quella delle religioni) sono aggredite con violenza dalla malattia del “giudicazionismo”. quel brontolamento continuo, insistito, rivendicativo sui fatti della vita, della cultura e della politica
un infarto mette a prova tutto: il corpo (con la sua debolezza) e la psiche.
la mia “fortuna” è quella di poter leggere molto, di poter scrivere, di incollare qui e là il mio privato secondo il motto del secondo aiutante terapeutico di questi giorni: michel de montaigne che dice
“E’ mia abitudine dire senza paura tutto quello che faccio, senza esitazione”, Michel de Montaigne, 1570
Anche il tuo racconto su sant’abbondio è “terapeutico”: proprio perchè “racconti” e non giudichi. anzi parli bene di quello straordinario “intellettuale organico” che è tino tajana
e hai ragione: devo includere le camminate verso est. verso sant’abbondio, per far risuonare i miei passi lungo quelle navate
non riesco a valutare per quanto tempo ancora starò dentro a questa auto clausura. fra l’altro devo elaborare il lutto durissimo (per certi versi forte come l’infarto) di dover abbandonare la mia attività di formazione all’università
però, stai certo, che tu, amico del mio affacciarmi alla vita adulta (era il 1966 o 1967 l’anno della conoscenza, al cineforum sui film di bergman) sarai fra i primi cui busserò alla porta
un abbraccio
e cari saluti e buon futuro
email di L M
lettera a M
lettera a C.

lettera a C. e a M.
grazie per il pensiero, ***
scrivevo poco fa a una amica:
poche notizie di me: mi sto adattando bene alla nuova situazione. sto facendo varie rinunce e altre si prospetteranno
ma scopro fortissime mie capacità di adattamento
la dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze) devo badare al freddo, alla fatica e alla rabbia
probabilmente oggi la rabbia è un mio rilevante fattore di rischio.
e essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni.
ragion per cui rinuncio ai talk show di politica (ma non alla informazione scientifica sulla politica), alle discussioni con una certa tipologia di amici e soprattutto di “ex compagni”
e – con tutta probabilità – all’incarico di docenza universitaria per l’anno prossimo.
quest’ultimo mi pesa, mi pesa molto perchè di certo la mia vocazione è quella del docente. Ma fra i 200 studenti all’anno c’è un 20% che inciderebbe (per tracotanza e supponenza grillina) davvero troppo sulle mie coronarie malate. Prima dell’infarto li reggevo. Ora non più.
farmaci, passeggiate per como, letture, web sono gli alleati terapeuti
Il filosofo Michel de Montaigne mi aiuta molto, perchè mi insegna ad osservare senza interpretare (ottimo antidoto alla rabbia)
insomma: buddisticamente le cose sono forse peggio per come le immaginiamo che per come effettivamente accadono. Ma poi le cose accadono


