conversazione mail fra L. e S. sulla TEMPESTA DI VENTO di sabato notte e domenica 5-6 maggio 2019


ciao cara ***,

Siamo appena tornati da nesso dopo la tempesta di vento che questa volta ha fatto danni anche da noi.
A parte le tegole del tetto, il lucernario rotto
e due alberi dimezzati, sono andati in terra i frutticini di tutti gli alberi da frutto. Mi sembrava di raccogliere palate di aborti. Una gran tristezza. I kiwi, che stavano mettendo foglie nuovi e fiori sono rimasti scheletrici.
Idem le viti. Quest’anno niente marmellate!
Anche i vicini di casa hanno avuto tetti danneggiati e nella villa sottostante è caduta la testa di un cedro del libano che ha spezzato i fili dell’elettricità.
La natura si ribella.
Ti comunico che su tartarugosa ho postato la vecchia recensione di accabadora e la nuova di romagnoli.
Sulla scorta degli insegnamenti di quest’ultimo, direi che la leggerezza fa bene, Speriamo che serva soprattutto agli alberi per riposarsi un po’.
Aspetto tue nuove e ti abbraccio
L.

Ciao cara Lu, scusa il ritardo nel rispondere, oggi volevo chiamarti ma ho fatto tardi e ti lascio tranquilla. Mi dispiace moltissimo per i danni provocati dal maltempo, poi quel luogo sembra talmente irreale nella sua splendida vitalità e realtà, che lo penso immune a qualsiasi evento negativo, come invece purtroppo è avvenuto. Mi spiace per le marmellate mancate e per il tuo lavoro certosino già in programma, con i profumi che immagino diffondersi nella casa, ma  a questo punto ci incontreremo di più e passeremo più tempo a gironzolare e respirare forte camminando tra gli alberi.

. Meno male che domani sera vado a fare meditazione. Un forte abbraccio carissima e un forte abbraccio anche a Paolo. Un bacio ***

ricordare due giorni di agosto con Nottola (detta anche Stefania)

Cara la mia ragazza, già mi manchi. Ho inviato su Messenger a Paolo qualche foto ed ora te ne invio un paio per te. Sono stati due giorni speciali, che mi hanno aperto gli occhi ed il cuore ad un mondo “altro”, così importante e coinvolgente. Stare in relazione con voi, con le piante, il lago, gli alberi gli animali, l’orto significa risintonizzarsi su altri livelli. Cosa che per voi è naturale ed è bello vedervi immersi nel tempo e luogo ove siete in quel momento.  Splendido. Intanto ti abbraccio e ringrazio immensamente te e Paolo per questo dono. Grazie. Nottola (detta anche Stefania)

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mde

paolo continua a darsi da fare con ritmi incredibili, da una lettera di Luciana a C. e A.

voglia di diario
da una mal di Luciana a C. e A.:
….
paolo continua a darsi da fare con ritmi incredibili: ieri è andato apposta a como in battello ed è tornato con due vasi di aster bianco e viola (i famosi settembrini) che non potevano mancare nel nostro giardino.
poi, essendo qui da solo, traffica su ogni piano spostando come sempre terra, ciocchi, sassi e vasi.
meno male che per riposarsi si fa la tratta como-nesso in battello, quindi tre ore al giorno almeno sta fermo.

in risposta ad una email di P

grazie a te, ***
quanto a me occorre distinguere fra i dati oggettivi e quelli soggettivi.
piano oggettivo (o dell’anima bassa come ne parla Jacques Schanger in Filosofia da camera): tanta stanchezza e spossatezza, giramenti di testa, vertigini. tutti segni della fisiologia del cuore, di certo provato dalla malattia delle tre coronarie e dalla staffilata che ha preso il muscolo cardiaco
Sul piano soggettivo scopro una notevole capacità (che mi deriva solo dalla cultura) di adattamento dinamico.
il mio atteggiamento, anche di fronte alle prospettive, è di buona qualità: sto imparando molto che l’unica cosa che veramente possiedo è il tempo presente: l’ogni giorno, l’ogni attimo.
in ciò sono molto aiutato da un pensiero antico:
certo rimane , ma sullo sfondo, la paura per una seconda “mazzata” più forte e impegnativa della prima
buone vacanze a te e a voi
noi non ci muoviamo da como. facciamo avanti e indietro a nesso / coatesa. e saremo lassù in pianta stabile (con i tre gatti) da fine luglio
abbraccio e saluti cari

 

Carteggio con G

Caro Paolo,
ti mando degli auguri belli per questa festa importante per la Chiesa. San Paolo, mente affilata, grande combattente, padre duro e lungimiante.
In realtà è solo per dirti che ti penso e ti seguo, ammirata per la tua capacità di metterti totalmente in gioco. Naturalmente ne sono anche sconcertata, a volte, come dicevi tu, quelli della tua generazione (io sono un po’ più grande), a volte non ti capiscono. Per me non è così, ma è l’indicazione di una strada totalmente diversa che mi attrae e mi respinge…
Ora vado un po’ al mare, torno a metà luglio e a fine luglio sarò a *** .
Spero che tu stia sempre meglio, e spero di vederti assieme a *** che ha avuto tanti problemi: una grossa ciste per cui abbiamo dovuto tagliare la sua bella coda…è seguita una infezione terribile,ora, dopo un mese di cure più che quotidiane si sta riprendendo e tra poco sarà in forma.
Ti abbraccio, un abbraccio da estendere a luciana, di cui immagino la presenza silenziosa e luminosa, accanto a te.
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grazie tantissime, ***!
mi fa piacere che inseguiamo le nostra reciproche tracce.
L’immagine delle tracce e dei sentieri mi appartiene molto.
Credo derivi anche dal fatto che sono cresciuto in un paesino di lago: fino ai 5 anni stavo a Torno e quei sentierini di sasso senza pericoli e auto mi consentivano , a tre o 4 anni, di andare all’asilo da solo
quanto a internet conosci il mio punto di vista: è quello di Michel De Montaigne.
sono certo che lui alla fine del ‘500 avrebbe usato un blog per i suoi Essais.
Io non ho la tempra e la stoffa di Montaigne però lo “scrivere per me” (ma meglio sarebbe dire il “prendere appunti” per me) e appiccicare questi foglietti su una porta mi aiuta molto a dare senso ai giorni che restano
sono felice che la buona ***si stia rimettendo in salute.
noi per ora facciamo avanti e indietro a nesso/coatesa e saremo lì fissi proprio a fine luglio. e così potremo vederci a parlare in quello spazio che amiamo
cari saluti da me e luciana
e a presto

Carteggio epistolare con A P

Lettera ricevuta tramite Email:

 

…  avevamo avuto qualche scambio di opinioni in merito a Jung.

In ogni caso è tanto che vorrei scriverle, ma gli eventi della vita non mi avevano ancora concesso un momento di tranquillità e ora eccomi a riprendere in mano tutti i  miei propositi.

Come sta? Ho letto su facebook cosa le è accaduto ed è proprio in merito a questo che le scrivo.

A maggio seguivo il suo cammino di ripresa tramite web e mi sono sentita molto colpita mentre leggevo le sue pagine di diario che ha deciso di condividere. Ho provato nei suoi confronti una grandissima ammirazione, innanzitutto per la scelta di donare alla rete, a un social network, frammenti di un suo vissuto molto intimo, mi sono interrogata molto su questo suo essere e fare dono di sè, di vissuti esistenziali ad altri.

Ho sempre pensato che le storie sono un dono e nel leggerLa mi sono sentita in qualche modo chiamata alla custodia dei suoi racconti. Pur non conoscendola è riuscito a creare sensibilmente una grande tesminonianza di vita, di una vita che stava per incontare la morte. E io che ho letto, mentre passeggiavo spensieratamente sul web, mi sono stupita da quanta vita stava circolando in quel momento nei suoi racconti e attorno a essi.

Le storie ci toccano sempre, le pagine di diario ci chiedono ascolto, invitano alla presa in cura di esse perchè in qualche modo ci riguardano sempre; in quanto esseri umani non condividiamo solo il logos come nostro tratto distintivo, ma anche il pathos e siamo umani proprio perchè sempre esposti, sempre in balia di circostanze, di condizioni ed eventi che non scegliamo.

Ma a partire da questo fondo comune penso che ciascuno ha la facoltà di scegliere come reagire a questi contenuti non in nostro potere e sono rimasta molto colpita dal leggere come lei abbia affrontato questa tappa, sicuramente non facile, del suo percorso in maniera che mi verrebbe da dire filosofica.

Mi hanno colpito molto le sue riflessioni che hanno accompagnato l’evolversi dell’accaduto e mi ha stupito quanto l’attività pensante abbia dato inedita forma alla vicenda. é stata per me una forte e ammirevole dimostrazione di come l’esperienza infonda energia e slancio all’attività intellettuale e di come essa infondi vitalità e nuovo spessore all’esistenza.

Il fiorire umano trova terreno fertile anche nell’attraversamento del dolore e della sofferenza, ma solo se trova un anima disposta a far abitare in lei questo abito ovvero questo modo filosofico di condurre la vita, di portarsi e condursi con consapevolezza, con capacità contemplativa di fronte alle vicende della vita che le trattiene, senza negarle o aggirarle, per farne motilità evolutiva, spinta desiderante di riuscire a proseguire nel proprio inverarsi.
questo è ciò che mi hanno suscitato le sue scritture e la ringrazio per le sue condivisioni, per la sua testimonianza di quanto coraggio ha manifestato, coraggio inteso come capacità di stare anche là dove non vorremmo essere e accettarlo come fonte di ispirazione per ritrovarsi e ricontattarsi ancora di più.

Ho riflettuto a lungo se era bene condividere con lei questi miei pensieri, anche a tratti confusi, ma penso che al giorno d’oggi troppo spesso si rinuncia a condividere pensieri, sensazioni ed emozioni e tutto ciò contribuisce a inaridire le relazioni umane perchè è anche grazie ai pensieri altrui che si cresce sempre in conoscenza di sè.
Augurandole una serena estate,
le porgo un caro saluto.

…………………………….

RISPONDO

certo che mi ricordo di lei, per quel nostro breve scambio su Carl GustavJung.

la sua lettera mi fa un immenso piacere. Un po’ perchè è bello per un formatore trovare una persona incontrata …  che vuole interagire con me non solo in un rapporto … , ma anche attorno a questa mia vicenda biografica.

e poi proprio per le cose che dice, per le sue considerazioni che colgono appieno le mie intenzioni.

Come sa sono del 1948 e tutti i miei amici della stessa generazione proprio non capiscono questa mia voglia di usare internet a tutto campo. e così non leggono quasi nulla di quello che scrivo Inoltre dicono che espongo troppo il mio io. Eppure Montaigne già alla fine del ‘500 diceva: “

“E’ mia abitudine dire senza paura tutto quello che faccio, senza esitazione”

E’ un paradosso, ma loro (i miei contemporanei)  non verranno mai a sapere i grovigli della mia vicenda personale proprio nei momenti più culminanti, di “messa a prova” e nella magnifica operazione di “mettere su carta” i vissuti. Perchè le parole volano, mentre gli scritti rimangono

lei, invece, parla di questi “messaggi messi in una bottiglia” come un dono per alcuni coloro che li leggono. E’ un piacere trovare consenso nel mio gesto di “mettere in vista”

perchè lo faccio? perchè metto in mostra questi frammenti biografici?

la risposta è : perchè sento che mi fa bene e che contribuisce a “migliorare la soggettività alle condizioni oggettive date”.

sento che allargare lo sguardo con la cultura, le citazioni, le scoperte filosofiche (Epitteto mi è diventato amico e lui parla da duemila anni fa!), con piccole tracce trovate e incollate qui e là contribuisce a dare senso al tempo presente.

farlo su un diario pubblico o su facebook a me viene spontaneo e (di più) lo trovo culturalmente interessante. Lo schermo è come il foglio bianco. e poi il gesto di buttarli nella rete diventa una forma di comunicazione. C’è una intensificazione del messaggio. Innanzitutto per me che scrivo e forse anche per chi legge.

Voi ai corsi di *** sapete l’importanza della scrittura autobiografica. ecc: per me internet ne amplifica il segnale. E’ vero: scrivere è terapeutico.

Lei parla anche di “attività pensante”. E’ proprio così: pensare ha una sua potenza espressiva che contribuisce a organizzare diversamente il rapporto con un corpo che agisce secondo i suoi automatismi da “anima bassa” (magnifica la rielaborazione di Jacques Schlanger, forse la avrà letta qui: http://antemp.com/2014/06/20/jacques-schlanger-e-il-pensiero-stoico-romano-lanima-bassa/)

Insomma: leggere e scrivere mi fa bene.

e mi fa anche bene ricevere una lettera come la sua

Grazie ancora

e a lei i miei auguri di buona continuazione degli *** e di buon futuro

cari saluti

carteggio epistolare con M

Ciao Paolo, sono stato informato di quanto successo
proprio un mese fa…
Immagino il “terremoto” psicologico ed emotivo
che questa cosa possa comportare e comunque sono
momenti molto difficili al di la di quello che si possa immaginare.
Anche se non abbiamo  occasione di vederci da anni,  il mio ricordo
è sempre molto legato a te e a Luciana (è stato un momento intenso della mia vita).
Sono contento al di la della gravità dell’evento che tutto sia andato per il meglio
anche se la riabilitazione e il ripristino di tutte le funzionalità richiedono tempo e pazienza.
Un forte abbraccio a te e a Luciana oltre che ad un messaggio di vicinanza animica.
Sono convinto inoltre che tutta la grande quantita di splendida musica che sei solito ascoltare
possa avere anche una funzione terapeutica.
Con affetto
***

caro ***
che bella la tua lettera! mi ha molto colpito il tuo modo sensibile di cogliere la mia vicenda
sai tutto del mio infarto. ma se vorrai sapere anche in futuro, racconto tutto nella mia autobiografia (http://paolodel1948.com/category/diario-e-lettere/malattie/infarto/)
in queste settimane ho molto riattivato i ricordi, che sono davvero gli aspetti della nostra vita più duraturi e profondi.
lo dico perchè di te ho davvero, ricordi splendidi. la tua pacatezza, il non volere imporre punti di vista, il nostro “idem sentire” nella musica (conservo ancora la tua cassetta audio sull’11 settembre), ricordo perfino un tuo sorprenderti per la bellezza di una ortensia di coatesa (che, fra l’altro sta benissimo e che quest’anno è splendente)
gli anni 80 a coatesa erano quelli della nostra “forza”. avevamo molte energie
oggi devo tutelare la mia debolezza. Preferisco non vedere nessuno (mi estenua raccontare ogni volta quello che è successo e sentire le solite frasi sul “come stai”, “cosa devo fare”. mi annienta sentire i soliti giudizi sommari sulla politica, sugli altri,  ….). una “mazzata” così insegna anche il vaore dele cose essenziali
è per questo che mi racconto sui miei blog: verba volant, scripta manent
sto apprendendo a convivere con la lentezza e con una malattia imprevedibile di questo sottovalutato organo grande come un pugno e che batte il ritmo del tempo che passa
per fortuna como è una città magnifica per essere camminata a “passo lento” e coatesa (anche se ora è meno accudita di un tempo, perchè il lavoro di manutenzione richiede fatica) è una risorsa vitale fondamentale
sono felice del tuo messaggio e ora riceverai, ogni tanto, mie notizie
un abbraccio e buoni giorni futuri

carteggio con L

ciao Paolo.
Scusa il silenzio ma sono stato molto assorbito dal solito vortice in queste ultime settimane.
Ti ho sempre seguito però nella tua attività internettiana di cui mi arrivano molteplici avvisi tramite Coatesa e dintorni.
Vedo quindi con piacere che pur con i nuovi ritmi che la situazione ti ha imposto sei sempre più che attivo.
Ho modo di seguirvi anche nelle vostre incursioni in quel di Coatesa e lì la natura effettivamente non può che aiutare.
Se e quando vi potesse far piacere un reincontro in compagnia anche delle o della sorelle *** sarà in tal caso un piacere reciproco.
Fatti vivo con tue notizie se ne avrai piacere.
Buona fine primavera,sulla soglia dell’estate.
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caro ***
conosco il tempo riempito dal lavoro: non devi scusarti per nulla
ti so amico attento e partecipe
faccio le cose compatibili con quel senso di stanchezza e precarietà che accompagna questa fase della mia vita
scopro che gli autori importanti per momenti così arrivano da lontano, da molto lontano.
sono gli stoici della fase romana (la Stoa romana o la “nuova Stoa”). Ma in particolare Epitteto, Seneca, Marco Aurelio. che sono di certo i massimi ispiratori di Montaigne. Quest’ultimo solo andando a quelle fonti ha potuto (in tempi terribili) scrivere gli Essais
c’è poi del tempo che devo dedicare alle bozze del mio libro che sarà pubblicato dalla Carocci editore di Roma
e c’è qualche attenta e cautelata visita a Coatesa, per bagnare le piante dell’orto (che avevamo già impiantato prima dell’infarto
i progetti sono anche della camminate (lente) nel centro storico di Como e affacci a lago : ad imparare (manuali alla mano)  a riconoscerne i tratti artistici e costruttivi operati dalle generazioni passate
per gli incontri “reali”, compatibilmente con la “vascolarizzazione (come dice la techne medica, analizzata in profondità per la sua indole ipotetica dal “compagno emanuele severino”). ma a luglio, sarebbe bello organizzare una gita a coatesa o un incontro qui a como nella stanza sul centro storico di via 5 giornate) con *** , *** e te. Forse sai che, nella prospettiva della vecchiaia io e luciana abbiamo fatto la scelta di acquistare un monolocale senza barriere architettoniche qui: http://paolodel1948.com/category/diario-e-lettere/case/via-5-giornate/
avrai sempre mie notizie
un caro saluto

carteggio con M e C

cara M

ti anticipo una mia scelta necessaria. Lo faccio per le implicazioni di organizzazione didattica che ti impegna sul fronte direzionale

poche notizie di me: mi sto adattando bene alla nuova situazione del dopo infarto. sto facendo varie rinunce e altre si prospetteranno. Tanto più che fra 2 o tre mesi mi aspetta un secondo intervento di angioplastica coronarica

scopro fortissime mie capacità di adattamento, ma tutto è diverso da prima

la dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze) devo badare al freddo, alla fatica e alla rabbia
probabilmente oggi la rabbia è un mio rilevante fattore di rischio.

e essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni.
ragion per cui rinuncio ai disgustosi talk show di politica (ma non alla informazione scientifica sulla politica), alle discussioni con una certa tipologia di amici e soprattutto di “ex compagni”. Il “giudizionismo” di questi tempi tende ad annientare le mie esigue forze

e – con tutta probabilità – dovrò rinunciare all’incarico di docenza universitaria per l’anno prossimo a scienze della formazione e per i seminari alla facoltà di servizio sociale

questa scelta mi pesa, mi pesa molto, perchè di certo la mia vocazione nella polis è quella del docente. ho cominciato nel 1973, termino nel 2014

Ma fra i 200 studenti all’anno c’è un 20% che inciderebbe (per tracotanza e supponenza grillina) davvero troppo sulle mie coronarie malate. Prima dell’infarto li reggevo. Ora non più.

la mia vita sarà costellata da farmaci (dipendenza farmaceutica), passeggiate per como, letture, web

saranno i miei sono gli alleati terapeuti. Per fortuna como è una città bellissima che si presta ad essere camminata

e poi c’è il libro che uscirà a fine anno. La carocci ha accettato il testo (450 pagine a stampa) e sono alla fase di correzione delle bozze. é proprio un fine carriera. di buon livello; ma finale

Il filosofo Michel de Montaigne mi aiuta molto, perchè mi insegna ad osservare senza interpretare (ottimo antidoto alla rabbia)

insomma: buddisticamente le cose sono forse peggio per come le immaginiamo che per come effettivamente accadono. Ma poi le cose accadono

è probabile che non rinuncerò a fare qualche conversazione sui temi a me cari, ma lo farò da casa e su youtube. e ti arriveranno gli avvisi

grazie per la tua affettuosa attenzione in questi due ultimi anni

e non mancherà l’occasione di vederci alla ***

—————————————————————————

Caro Paolo

Mi fa piacere leggerti, capisco anche che stai ri organizzando questo nuovo percorso di vita anche con grande leggerezza

Almeno così spero.

Reinventarsi può essere complicato ma anche stimolante, almeno lo spero per tè.

Rispetto alla rinuncia al laboratorio mi rendo conto che si tratta di un onere rilevante e anche scarsamente o per niente retribuito.

Detto ciò mi chiedo e ti chiedo se non possiamo trovare altre forme che non comportano viaggi e fatiche per tè, ma occasione di apprendimento per gli studenti.

Lezioni video registrate, conferenze via skype o tutto ciò che ti viene in mente per non far venire meno questo contributo che come più volte ho avuto occasione di ripeterti considero fondamentale.

Ovviamente la tua salute e la tua tranquillità viene prima di tutto e non vorrei mai interrompere le tue passeggiate.

A presto e buon nuovo viaggio

***

cara M
ti ringrazio moltissimo per la tua risposta. e scusa se rispondo in ritardo: ma tendo alla spossatezza e ho le tesine per gli esami a scienze pedagogiche. Ma ormai faccio tutto con lentezza e fatica
mi fa piacere che hai capito che rinuncio a malincuore alla docenza presso servizio sociale. è proprio un cambio di passo quello che sto facendo. ma sono consapevole che ora la mia vita non è più come prima nelle mie mani. pensa che dal 1994 ho girato fra lombardia veneto, frluli, sicilia. un “partita iva” sempre in giro. vita dura, ma allora la fatica non era un problema
accolgo con vivo piacere la tua controproposta (usare internet come strumento di formazione
ho due strumenti adatti per fare questo lavoro
1 il blog  http://aulevirt.com che già funziona così. mi basterà aprire una finestra per servizio sociale. lì posso offrire le mie dispense in formato slides e bilbiografie mirate
2 le audio lezioni che potrei costruire su youtube. qui ne hai un assaggio: https://www.youtube.com/playlist?list=PLhikk3gA8pXomGuNISM1WQWBufWd6OWo5
potrebbero essere dei seminari facoltativi che integrano il piano didattico. come se ci fosse una offerta in più, rispetto a quella istituzionale
posso anche dirti che potrebbero essere per me del tutto volontari. con tutta probabilità nel 2015 maturo il diritto alla pensione di vecchiaia (se ci arrivo e se on ci arrivo è welfare per gli altri: come sai le politiche pensionistiche hanno funzionato così) e quindo ho meno bisogno di integrare salario
insomma, come dice frankenstein junior:
sì può fare !!!
 
ciao e buoni giorni
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Caro Paolo

Visto che sei un uomo che passeggerà molto (grande invidia!) ti sono grata per il tempo che dedicherai a servizio sociale

Troveremo delle ottime soluzioni pur di continuare ad avere il tuo apporto

A presto

M

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Caro Paolo

Anzitutto, spero che tu ti stia ‘riassestando’ e che queste giornate già calde, ma ancora piacevolmente, ti siano di supporto.

Come sai molto bene, anch’io, come M, considero la tua presenza assai preziosa per tutti noi per cui spero proprio si possano trovare soluzioni che ti permettano di collaborare al ‘nostro’ CdL anche il prossimo a.a.

Credo anche che la possibilità di sperimentare le lezioni con modalità non tradizionali possa essere una buona soluzione, per cui cercheremo di farvi effettivamente corso.

Nel frattempo, un carissimo saluto a te – e anche a Luciana

C

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ciao C,
sto che mi sento “vivere strano”: debolezza, giramenti di testa, bisogno di lentezza. dopo aver raccontato per decenni della “mutazione epidemiologica” nelle sociatà contemporanee, sono diventato io stesso parte di questa mutazione. ma è così: le politiche sociali mi sono interessate sempre proprio per quel connubio fra dimensione individuale e dimensione pubblica
M è stata molto sensibile nell’individuare quella potenziale via di uscita: l’uso della mia strumentazione internet per fare ancora un po’ di formazione
sono molto grato sia a te che a lei per l’incoraggiamento a continuare. in modi diversi, ma a continuare a “fare formazione”
buoni giorni e buon futuro
e un bacio

 

carteggio epistolare con G

Caro Paolo, ti vedo finalmente dopo il tuo ricovero in Valduce !  Volevo venire a trovarti lì (conosco qualche modo di entrare fuori orario) ma Luciana ha detto a *** che era meglio aspettare. Poi sei tornato presto a casa, ma preferisci un po’ “tenere le distanze” , come mi sembra di capire.
Mi fa quindi molto piacere che tu adesso esca a camminare anche in luoghi affollati, un po’ incasinati, con tanti visitatori e turisti curiosi.
Io sabato e anche la mattina di domenica 1° giugno ero nel bellissimo convento di Sant’Abbondio (magnificamente restaurato anche con l’appoggio del ns amico Tino, che per primo mi aveva fatto visitare il cantiere anni fa) ad ascoltare dal vivo le interessanti testimonianze degli invitati, tra loro diversi ma tutti molto genuini e coinvolgenti (testa e cuore), dall’imprenditrice farmaceutica Zambon (che dirige dal Veneto una multinazionale) allo strategist/designer architetto Lanzone di Milano.
Nell’intervallo ho rivisitato la magnifica chiesa romanica, che la simpatica giovane studente-guida Jacopo Borghi che mi ha spiegato che nel 1013 si cominciò a costruire questa chiesa un po’ “nordica” , utilizzando anche antichi materiali romani. Tra questi anche una colonna di marmo bianco (oggi rinforzata da armatura di ferro) a sua volta fatta arrivare 2000 anni fa dalla Grecia da qualche ricco romano.
Nel tuo peregrinare per la città, ti suggerisco un allungo mattutino a Sant’Abbondio, che è rivolto ad est .
Spero anche di rivederti presto : ricordo ancora con grande piacere quando tu sei venuto a trovarmi a casa dopo il mio intervento al San Raffaele.
Anch’io voglio venire a trovarti.
A presto !  Un abbraccio,  ***

rispondo nell’immediato:

grazie ***

per questa tua lettera affettuosa e molto nel tuo “stile” che apprezzo: quello del raccontare, entrando nei dettagli

é vero: l’infarto ha accentuato la mia tendenza “isolazionistica”. Mi trovo bene nei rapporti di scrittura (scripta manent) un po’ meno in quelli faccia a faccia (verba volant)

ti devo spiegare il perchè. Se vuoi è un problema “filosofico”: sono alla ricerca delle cose vere. quelle di cui parla emanuele severino: eccezionale “terapeuta” nelle notti della fase intensiva. e le cose vere (la verità filosofica, non quella delle religioni) sono aggredite con violenza dalla malattia del “giudicazionismo”. quel brontolamento continuo, insistito, rivendicativo sui fatti della vita, della cultura e della politica

un infarto mette a prova tutto: il corpo (con la sua debolezza) e la psiche.

la mia “fortuna” è quella di poter leggere molto, di poter scrivere, di incollare qui e là il mio privato secondo il motto del secondo aiutante terapeutico di questi giorni: michel de montaigne che dice

“E’ mia abitudine dire senza paura tutto quello che faccio, senza esitazione”, Michel de Montaigne, 1570

​Anche il tuo racconto su sant’abbondio è “terapeutico”: proprio perchè “racconti” e non giudichi. anzi parli bene di quello straordinario “intellettuale organico” che è tino tajana

e hai ragione: devo includere le camminate verso ​est. verso sant’abbondio, per far risuonare i miei passi lungo quelle navate

non riesco a valutare per quanto tempo ancora starò dentro a questa auto clausura. fra l’altro devo elaborare il lutto durissimo (per certi versi forte come l’infarto) di dover abbandonare la mia attività di formazione all’università

però, stai certo, che tu, amico del mio affacciarmi alla vita adulta (era il 1966 o 1967 l’anno della conoscenza, al cineforum sui film di bergman) sarai fra i primi cui busserò alla porta

un abbraccio

e cari saluti e buon futuro

carteggio email con Christiane e Thomas: una vicenda biografica parallela

per una singolare coincidenza sincronica siamo stati ricoverati nella stessa stanza nei difficili tre giorni della fase acuta post operatoria
stesse traiettorie biografiche: due coppie che si amano molto
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Thomas e Paolo: “fratelli” nella malattia
Christiane e Luciana: “sorelle” nell’amore per l’amato
manterremo il contatto tramite email
piacere di avervi conosciuto
 
Thomas and Paul: “brothers” in sickness
Christiiane and Luciana sisters in love for the beloved
we will maintain contact via email
pleasure to have met you
il mio blog sul lago di como:
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Caro Paolo,
I hope that you are doing very well today!
Although under bad circumstances, it was so nice meeting You and Luciana.
I had a quick look at your blog on the Lario (coatesa.com) – it is wonderful.
See You soon in ospedale, tanti auguri,
Christiane
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cara christiane
anche noi siamo felici di questo nostro incontro
quando ti ho vista accanto a thomas , soprattutto nei difficili primi giorni, mi hai tanto ricordato la mia amata luciana
preferiamo fornire agli amici questa specie di “bollettino medico”, invece che dare a ciascuno la stessa informazione
così resta più tempo per noi due
se tornerete a como, in buona salute, vi faremo conoscere la bellezza di Coatesa (è una frazione del comune di Nesso)
cari saluti e buon futuro a voi e a noi
paolo
liebe christiane 
Auch freuen wir uns, dieses Treffen haben 
wenn ich neben thomas sah man, vor allem in den schwierigen Anfangszeit, ich habe mich so sehr an meinen geliebten Luciana erinnert 
wir lieber an Freunde, diese Art von “medizinischen Bericht” geben, anstatt so dass jeder die gleichen Informationen 
so mehr Zeit für die beiden von uns 
wenn Sie como zurückkehren, bei guter Gesundheit, werden wir Ihnen die Schönheit der Coatesa wissen lassen (ist ein Dorf in der Gemeinde von Nessus) 
Grüße und gute Zukunft für Sie und uns 
paul
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