rosso · Uccelli

il BACIO dell’uccello rosso, di Grazia Apisa, 5 febbraio 2012

L’infinito mare del tempo
mi offrì malinconie di nuove gemmazioni
di autunni troppo presto sfociati
nell’inverno
Ma nel biancore ancora candido
di neve
nuovi germogli sono già nati
e sul ramo l’uccello rosso
si abbandona lieto
al bacio di un’amante
incontrata per caso

Grazia Apisa
Genova, 5 febbraio 2012

ANIMALI · Api · Uccelli

Il giallo delle tortore. Il professor Celli indaga

Muoiono uccelli. Negli Stati Uniti, in Svezia. E adesso anche in Italia. Pochi giorni fa a Faenza circa ottocento tortore dal collare sono state trovate morte lungo la statale. L’ASL ritiene siano vittima di uno squilibrio ambientale. Ma questo fenomeno non ve ne ricorda un altro? Quello della moria di api di qualche anno fa? Il professore emerito all’Università di Bologna Giorgio Celli ci ha dato il suo punto di vista.

Il fenomeno della moria degli uccelli nel mondo presenta una strana analogia…

Sì, è analogo a quello della moria delle api che dal 2000 in poi aveva colpito tutto il mondo. Le api erano morte in Nord America, erano morte in Europa, erano morte in diverse parti del mondo su terreni diversi con climi diversi. Si concluse allora che doveva trattarsi di un fattore unico e infatti si scoprì che questo fenomeno era dovuto quasi certamente a una sostanza chimica a effetto insetticida che prende il nome di neonicotinoidi.
In che modo veniva usato il neonecotinoide?
Si conciavano le sementi, ovvero venivano trattate prima di essere sparse sui campi perché in questo modo gli insetti che vivono nel suolo non avrebbero fatto quella scorpacciata di questi semi, provocando gravi danni all’agricoltore.  Sembra che per difendere da questi  insetti terricoli si è pensato di seminare semi conciati con questo insetticida. Ora sembra che nel momento in cui si diffondevano questi semi trattati a macchina un certo quantitativo dell’insetticida che li ricopriva entrava nell’ambiente e si diffondeva provocando gravissimi danni. Questo è il fenomeno. Il ministero della sanità e dell’agricoltura hanno sospeso un certo uso di questi neonicotinoidi che era dannoso per le api per due anni e si è vista una netta ripresa delle popolazioni del laborioso insetto. Questa ripresa proverebbe in modo inequivocabile che il fattore di mortalità che era entrato nell’ambiente era appunto questa nuova molecola.
E le tortore? Hanno davvero mangiato troppo?
Queste tortore sono morte in prossimità di una fabbrica che ottiene olio dai semi di girasole e sembra siano immessi in luoghi che gli uccelli possono frequentare e raggiungere per cui in massa vanno a magiare questi semi.  L’ASL sostiene che poteva trattarsi di un eccesso di alimentazione da parte degli uccelli, che avendo mangiato troppo sarebbero morti per indigestione. Questa spiegazione mi sembra abbastanza ridicola, si pensi che questo fenomeno in natura di solito non si verifica. Dicendo questo naturalmente si assolve da ogni colpa sia la fabbrica sia eventuali manipolazioni fatte nei semi, che magari erano manipolazioni di concia e la concia era stata proibita.
Qual è la sua ipotesi?
Bisogna considerare che la concia è stata proibita per alcune molecole di neonicotinoidi ed è possibile che per “bypassare” la legge si sia fatto ricorso a delle nuove molecole di neonecotinoidi non colpite dalla prescrizione di legge. Queste si sarebbero rivelate guarda caso, questa è solo un’ipotesi, particolarmente dannose per gli uccelli. Io suppongo che si tratti di qualcosa di simile. Certamente questa nuova moria dipende da qualche nuova diavoleria immessa nell’ambiente. Questa è la mia convinzione.
Intende fare qualcosa in prima persona?

Ho chiesto agli operatori del WWF di procurarmi dei semi dal gozzo delle tortore morte. Intendo mandarli a qualche laboratorio perché facciano un’analisi di questi semi per vedere che cosa c’è. Potrebbe anche darsi che il prodotto dato ai semi sia così labile che a distanza di tempo non lo si ritrovi più e in questo caso sarebbe uno scacco, nel senso che non potremo più dire nulla, ma per ragioni della sensibilità strumentale. Certo farò un’indagine molto approfondita su molti altri fronti. Cercherò di capire anche quali sono i processi industriali e se questi presuppongono la permanenza di eventuali inquinanti sul seme oppure se nel corso di questo processo questi inquinamenti scompaiono allora non si capirebbero perché queste tortore siano morte. Siamo di fronte a una sorta di giallo che tenteremo di risolvere attraverso l’analisi di questi semi che sembrerebbero essere collegati con la mortalità delle tortore.

da: LifeGate | Il giallo delle tortore. Il professor Celli indaga.

Uccelli

Sostentamento degli uccelli in caso di neve


FREDDO INTENSO, GELO E NEVE IMPEDISCONO AGLI UCCELLI DI TROVARE CIBO. APPELLO DELLA LIPU: “ESPORRE MANGIATOIE CON GRASSO, SEMI E BRICIOLE DOLCI SU BALCONI, DAVANZALI E NEI GIARDINI”

Briciole dolci e pezzetti di grasso per aiutare gli uccelli a resistere al freddo e alla neve. L’appello è della LIPU: senza un piccolo aiuto da parte dell’uomo pettirossi, merli, cince, passeri e verdoni non sopravvivranno nei prossimi giorni alla mancanza di cibo.

Il miglior sistema inventato dalla natura per combattere il freddo è quello di nutrirsi – sottolinea la LIPU – E’ molto utile quindi in questi giorni esporre le mangiatoie (già pronte in legno o realizzate in casa con materiali di recupero quali bottiglie di plastica, retine per agrumi o ortaggi o cartoni del latte) su davanzali e balconi o in giardino collocate su un palo di ferro, con pezzetti di grasso e carne, croste di formaggio, frutta fresca e secca, briciole dolci, miscele di semi. Le mangiatoie vanno rifornite regolarmente, senza riempirle con quantità eccessive di cibo che potrebbe deteriorarsi. Non esporre mai cibo salato o piccante in  quanto tossici per gli uccelli.

Numerose specie di uccelli insettivori cambiano in inverno per necessità la propria dieta: ecco allora che merlo, pettirosso, capinera e passera scopaiola si nutrono di briciole dolci (per esempio panettone e plum-cake), biscotti e frutta fresca; cinciarella, cinciallegra e picchio muratore di arachidi non salate, semi di girasole, pinoli sgusciati, frutta secca tritata (noci e nocciole). Per uccelli granivori come passera d’Italia, fringuello, verdone e cardellino miscele di semi vari (miglio, canapa, avena, frumento), semi di girasole, mais spezzato.

Il periodo di installazione – spiega la LIPU – deve obbligatoriamente essere limitato ai di mesi novembre-febbraio. Al di fuori di questi mesi di questi mesi le mangiatoie non vanno utilizzate.

ISTRUZIONI

Il testo che segue è tratto dall’articolo ARRIVA L’AUTUNNO… E’ TEMPO DI MANGIATOIE (ALI –  settembre 2010, di Marco Dinetti, Responsabile nazionale ecologia urbana LIPU, e Paola Ascani, Collaboratrice settore ecologia urbana LIPU)

(…)

Dove mettere la mangiatoia?

Esistono diversi tipi di mangiatoia, ciascuna va collocata in maniera particolare:

  • appoggiata direttamente sul terreno, se disponiamo di un giardino grande e privo di gatti;
  • altrimenti la mangiatoia va installata su un palo di ferro zincato a circa 1,5 metri di altezza;
  • le mangiatoie da appendere sono ottime per chi ha un balcone, ma si possono anche attaccare ai rami degli alberi.

I segreti per un buon funzionamento

vetri degli edifici sono una trappola per gli uccelli, invisibile quanto mortale. La mangiatoia deve essere posizionata ad alcune decine di metri dalle finestre, oppure molto vicina  (entro 1 metro), così che l’uccello che si invola non abbia una velocità tale da farsi del male.

rifugi: molte specie sono discrete e non amano avventurarsi allo scoperto. Una siepe folta o una macchia di arbusti entro 3-4 metri dalla mangiatoia offre un senso di sicurezza ai piccoli uccelli.

gatti, soprattutto alcuni individui, sono formidabili cacciatori di piccoli uccelli, capaci di acchiapparne da un minimo di 5 fino a 100 ogni anno. Chi ama gli eleganti felini -e gli uccelli allo stesso tempo- deve cercare un compromesso, ad esempio tenendo il micio in casa nelle prime ore del mattino (quando gli uccelli sono più attivi), e mettendogli un collare con dei campanellini in grado di “avvisare” i pennuti della presenza del predatore.

La pulizia della mangiatoia è importante per evitare condizioni igieniche precarie. Occorre rimuovere prontamente i residui che si possono avariare, preferendo cibo secco (es. semi).

La regolarità degli approvvigionamenti è importante, vale a dire è meglio non mettere troppo cibo, bensì offrirlo regolarmente, soprattutto durante le giornate più rigide.

Talvolta i colombi possono essere numerosi, e alcuni comuni hanno emanato ordinanze per regolamentare le forniture di cibo. Per limitare la loro invadenza, si può circondare la mangiatoia con una rete a maglie di 5×5 cm.

Che cibo usare?

Insettivori quali Merlo, Pettirosso, Capinera, Passera scopaiola: briciole dolci (es. panettone, plum-cake), biscotti, frutta fresca.

Insettivori quali Cinciallegra, Cinciarella, Picchio muratore: arachidi non salate, semi di girasole, pinoli sgusciati, frutta secca tritata (noci, nocciole).

Granivori quali Passera d’Italia, Fringuello, Verdone, Cardellino: miscele di semi vari (miglio, canapa, avena, frumento), semi di girasole, mais spezzato.

Realizza il tuo censimento

Mettere la mangiatoia in giardino o sul balcone è molto divertente, perché attira gli uccelli intorno a casa, e ci consente di osservarli agevolmente, scoprendo spesso specie che non avremo mai creduto di avere vicino. Si tratta di un’attività altamente educativa anche per i bambini ed i ragazzi, che può essere proposta facilmente nel cortile intorno alla scuola.

Una volta che gli uccelli hanno imparato a usare la mangiatoia, possiamo tenere una registrazione regolare dei dati delle presenze. Non importa se su un taccuino o sul PC, l’importante è predisporre una serie di schede con la data e l’ora delle osservazioni, le condizioni meteorologiche, le specie e le loro abitudini (cibo preferito, tecniche di alimentazione, rapporti tra le specie). Se si riesce a scattare qualche foto, tanto meglio.

Una volta che si sarà creata una rete di rilevatori, potremo organizzare un monitoraggio “serio” dell’avifauna dei giardini, prendendo magari spunto dal Garden BirdWatch (GBW), un progetto che nel Regno Unito colleziona ogni anno i dati sugli uccelli alle mangiatoie, raccolti in migliaia di aree verdi urbane.

INFO SERVICE: se hai bisogno di ulteriori consigli su come scegliere la mangiatoia, il cibo da usare, come riconoscere le specie, che arbusti piantare nel giardino, come proteggere la natura in città, gli esperti della LIPU possono segnalare pubblicazioni utili e offrire indicazioni pratiche (info@lipu.it)

Parma, 15 dicembre 2010

fonte: LIPU

da: Sostentamento degli uccelli in caso di neve.

Uccelli

Il pettirosso, amico di Luciana, 2003

Il pettirosso, amico di Luciana, 2003