Api: Insetti laboriosi

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L’ape è un insetto molto speciale, vola di fiore in fiore raccogliendo nettare che poi trasformerà in miele. Il nettare è il nutrimento dell’ape adulta. Il miele è il cibo di riserva delle api. Volando di fiore in fiore raccolgono nettare che poi trasformerà in miele. Il nettare è il nutrimento dell’ape adulta. Il miele…

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Vespa Crabro o Calabrone

Le punture di vespe e calabroni sono, da sempre, particolarmente temute, in quanto sono molto dolorose e, in casi eccezionali, possono addirittura avere effetti letali. Le specie più frequenti nei nostri ambienti sono le vespe cartonaie (Polistes gallicus e P. dominulus), le vespe di terra (Vespula germanica e V. vulgaris) e i calabroni veri e propri (Vespa crabro). Tutti questi insetti sono caratterizzati da colonie annuali formate, al massimo, da qualche centinaio di individui e lo svernamento è affidato alle giovani regine che, nella primavera successiva, fonderanno le nuove colonie. Le vespe cartonaie costruiscono nidi di consistenza cartacea, appesi mediante un peduncolo a cornicioni, balconi e sottotetti, realizzati dalle operaie con detriti vegetali triturati e impastati con saliva. Le vespe di terra costruiscono nidi dello stesso materiale, ma di maggiori dimensioni, nelle cavità del suolo, nei muri e in ambienti disabitati. I calabroni, infine, prediligono gli alberi cavi, anche se non disdegnano le anfrattuosità dei muri o i vani disabitati, dove costruiscono nidi globosi di grandi dimensioni (fino a 40 cm di diametro). Tutti i nidi vengono costruiti, indipendentemente dalla specie, nel periodo primaverile-estivo, per essere abbandonati ad ogni autunno. Gli adulti delle vespe cartonaie si nutrono di sostanze zuccherine, mentre le larve vengono alimentate con una dieta a base di insetti predati. In questo modo anche le vespe si rivelano di una certa utilità, distruggendo insetti nocivi all’agricoltura. I calabroni, invece, possono risultare dannosi in quanto mostrano una certa predilezione per le api. A fine estate – […]

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Allevare le osmie con “Villa Rosaria” by Eugea

Eugea offre la possibilità ad ognuno di allevare le piccole osmie e osservare da vicino la meraviglia del rapporto tra fiori e insetti ROSARIA, L’APE SOLITARIA Le osmie (Osmia sp.) sono Imenotteri Apoidei appartenenti alla famiglia dei Megachilidi. Vengono dette “api solitarie”, perché, a differenza delle api da miele, non vivono in società, e ogni femmina si riproduce per conto proprio. Sono, però, gregarie e amano nidificare in gruppo. Raccolgono il polline non sulle zampette posteriori, come le api o i bombi, ma sulla parte ventrale dell’addome (la pancia). Volano dalla primavera precoce a giugno, e prediligono raccogliere il polline dalle Rosacee, una famiglia botanica alla quale appartengono molte piante ornamentali, come la rosa e il biancospino, e molti alberi da frutto, come mandorlo, albicocco, pero, melo, susino e ciliegio. Di tutte queste colture queste piccole api sono ottimi impollinatori. Difficile vederle in azione proprio perché volano quando per noi fa ancora troppo freddo per le passeggiate. Difficile vederle perché il loro volo è molto veloce, e le visite ai fiori rapidissime. Difficile vederle anche perché i pesticidi, la mancanza di fioriture spontanee e di siti di riproduzione ne hanno decimato le popolazioni. Ecco perché EUGEA ha deciso di allevare le osmie, per offrire la possibilità di osservare da vicino la meraviglia del rapporto tra fiori e insetti, la cura e la fatica di esseri così piccoli per allevare la prole; per offrire una piccola, ma significativa, possibilità di recupero ad un ambiente, anche urbano, che ha bisogno di riscoprire il rapporto con le cose e i tempi […]

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Il giallo delle tortore. Il professor Celli indaga

Muoiono uccelli. Negli Stati Uniti, in Svezia. E adesso anche in Italia. Pochi giorni fa a Faenza circa ottocento tortore dal collare sono state trovate morte lungo la statale. L’ASL ritiene siano vittima di uno squilibrio ambientale. Ma questo fenomeno non ve ne ricorda un altro? Quello della moria di api di qualche anno fa? Il professore emerito all’Università di Bologna Giorgio Celli ci ha dato il suo punto di vista. Il fenomeno della moria degli uccelli nel mondo presenta una strana analogia… Sì, è analogo a quello della moria delle api che dal 2000 in poi aveva colpito tutto il mondo. Le api erano morte in Nord America, erano morte in Europa, erano morte in diverse parti del mondo su terreni diversi con climi diversi. Si concluse allora che doveva trattarsi di un fattore unico e infatti si scoprì che questo fenomeno era dovuto quasi certamente a una sostanza chimica a effetto insetticida che prende il nome di neonicotinoidi. In che modo veniva usato il neonecotinoide? Si conciavano le sementi, ovvero venivano trattate prima di essere sparse sui campi perché in questo modo gli insetti che vivono nel suolo non avrebbero fatto quella scorpacciata di questi semi, provocando gravi danni all’agricoltore.  Sembra che per difendere da questi  insetti terricoli si è pensato di seminare semi conciati con questo insetticida. Ora sembra che nel momento in cui si diffondevano questi semi trattati a macchina un certo quantitativo dell’insetticida che li ricopriva […]

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EMERGENZA GLOBALE DELLE API – AGISCI ORA!

In silenzio e in tutto il mondo, miliardi di api stanno morendo, mettendo in pericolo le nostre coltivazioni e cibo. Ma un divieto globale di un gruppo di pesticidi potrebbe salvare le api dall’estinzione. Quattro paesi europei hanno cominciato a vietare questi veleni, e alcune popolazioni di api si stanno riprendendo. Ma le industrie chimiche stanno facendo pesanti pressioni per mantenere i pesticidi killer sul mercato. Un appello globale ora negli Stati Uniti e nell’Unione europea, dove il dibattito sta per arrivare al punto di ebollizione, potrebbe innestare una messa al bando totale e la reazione a catena in tutto il mondo. Costruiamo un gigante ronzio globale per chiedere che questi prodotti chimici pericolosissimi siano messi fuori legge negli USA e nell’UE finché e qualora sia certificata la loro sicurezza. Firma la petizione per salvare le api e le nostre coltivazioni e inoltrala a tutti. via Avaaz.org – EMERGENZA GLOBALE DELLE API – AGISCI ORA!.

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