
Sorgente: FIGURE DAL LAGO – ESTER MARIA NEGRETTI

Sorgente: FIGURE DAL LAGO – ESTER MARIA NEGRETTI
Spazio Enzo Pifferi Via Diaz 58 Como
Giovedì 24 marzo alle ore 16
apre la mostra
Oleografie didattiche di fine ‘800
Collezione di 30 opere originali realizzate a scopo illustrativo-didattico per essere esposte nelle scuole
Questa mostra intende recuperare lo sguardo incantato ed emozionato degli originari fruitori e ricostruire l’atmosfera intima e sociale che tali immagini produssero, anticipando le meraviglie del poster moderno
Giorni apertura
24 – 25 – 26 – 31 marzo
1 – 2 aprile
Orario: 10/12 – 16/19
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| Doug, 2014, Mitchell Library, Glasgow. Photo: Alan Dimmick. Courtesy greengrassi, London; Catriona Jeffries, Vancouver. |
| Textilities … Once Removed |
| A cura di Gregorio Magnani in dialogo con Rike Frank
Opening: sabato 5 marzo 2016, ore 18.30 (performance ore 19) La Fondazione Antonio Ratti è lieta di presentare Textilities…Once Removed, la seconda parte della mostra che celebra il trentesimo anniversario della Fondazione e il centenario della nascita del suo fondatore: il designer tessile, imprenditore e collezionista Antonio Ratti (1915-2002). Textilities…Once Removed riconfigura un gruppo di opere di Charlotte Posenenske, già esposte nella prima parte della mostra, e le mette a confronto con un ampio nucleo di poesia concreta a due e tre dimensioni creata negli anni ‘50 e ‘60 dal gruppo brasiliano Noigandres, con opere di André Cadere, Hilary Lloyd e Janice Kerbele con una selezione di matrici di stampa katagami ottocentesche e di tessuti tinti ‘a riserva’ appartenenti alla collezione della FAR. La giustapposizione rivela inaspettate coincidenze di interessi e procedure. In ciascun caso una struttura astratta rigida e un senso di disobbedienza sono portatori di valori semantici. E’ attraverso l’uso di strutture, intese al tempo stesso come strumento espressivo e come oggetto di analisi, che ciascun artista mette in primo piano la materialità e la presenza fisica della propria opera. E’ in questa cesura autoriflessiva, che ciascuno innesca all’interno della propria opera, che si materializza una significazione ‘a due dita dalla pagina’. Nel Brasile dei primi anni ‘50 – alla soglia del boom economico che porterà alla creazione di Brasilia e Petrobrás e al crescente influsso degli interessi statunitensi sull’economia del paese – i Noigandres (Décio Pignatari e i fratelli Augusto e Haroldo de Campos) investigano le qualità sovversive ‘verbivocovisuali’ del linguaggio e le capacità generative dello spazio grafico. Per loro “solo nella misura in cui essa è un linguaggio espresso materialmente, una concrezione di segni, ‘forma significante’, la poesia è poesia”. La loro opera è rappresentata in mostra da un vasto numero di poesie postali e poesie tridimensionali, serigrafie, collages, libri, documenti e materiale effimero. Nel contesto della FAR queste ricerche trovano un’ulteriore assonanza metodologica negli ikat – tessuti contraddistinti da un processo di tintura ‘a riserva’ che permette al colore di penetrare solo alcuni segmenti del filo mentre altri sono protetti da una legatura impermeabile – e nella matrici di stampa katagami che danno origine a una decorazione sistemica ad alta precisione ma esterna alla fibra tessile. La mostra si inaugura il 5 marzo con una performance di Doug, il ciclo di nove canzoni per sei voci composto da Janice Kerbel. Per ulteriori informazioni, immagini e materiale stampa: ——————- Opening: Saturday 5th of March 2016, 6.30pm (performance at 7pm) The Fondazione Antonio Ratti is pleased to present Textilities …Once Removed, the second part of the exhibition celebrating the 30th anniversary of the Foundation and the centenary of the birth of its founder, the textile designer, entrepreneur and collector Antonio Ratti (1915-2002). Textilities…Once Removed reconfigures a group of sculptures by Charlotte Posenenske already present in the first part of the show and brings them in dialogue with a large selection of two- and three-dimensional Brazilian concrete poetry from the 50’s and 60’s by the Noigandres group, as well as with works by André Cadere,Hilary Lloyd and Janice Kerbel, and with 19th century katagami paper stencils and ‘reserve dye’ textiles from the FAR collection. The juxtaposition outlines an unexpected coincidence of interests and procedures. In each instance a strict abstract structure and a sense of disobedience are employed to convey semantic values. Using structure both as an expressive tool and as a subject of analysis each artist foregrounds their works’ materiality and physical presence. It is in this self-reflexive rupture that each artist induces within their work that signification is materialized ‘at one remove from the page’. In the Brazil of the early 50’s – at the threshold of the economic boom that lead to the creation of Brasilia and Petrobràs and to the increasing influence of the United States’ interests in the country’s economy – the Noigandres (Décio Pignatari and the brothers Augusto and Haroldo de Campos) investigate the subversive ‘verbivocovisual’ qualities of language and the generative possibilities of graphic space. They insist that ‘only as much as it is a materially expressed medium, a concretion of signs, ‘a significant form’, poetry is poetry’. Their work is represented in the show by a vast group of postal and three-dimensional poems, prints, collages, books, documents and ephemeral material. The structural research carried out by the Noigandres finds an echo in Posenenske’s wish to disappear from her own work to offer a ‘demonstration of the principles of rationalised modification’, and in the infected systems of André Cadere’s Barre de Bois Rond as well as in the recent work of Janice Kerbel and Hilary Lloyd. Janice Kerbel is represented here by Doug, her cycle of nine songs for six voices, and by the large scale typographical work. In both she pursues a forensic analysis of, and in-depth immersion into, musical languages previously foreign to her. This double perspective is typical of all her work and is coupled with a recurring interest in giving shape to thing that normally have none. Hilary Lloyd’s Movie (2015) deploys a highly choreographed montage. In it, filmic fragments, photograph and re-photograped images, recount a gaze at once obsessive and disengaged, directed at the surface of the visible. This gives rise to a self-reflexive investigations on the act of looking. In the context of the FAR, a further methodological echo of these concerns is found in ‘reserve dye’ ikat textiles, where the dye is allowed to penetrate only some segments of the yarn while others are protected by a waterproof binder, and in the Katagami printing masks, that give rise to very high precision, systemic decoration, where the dye is external to the cloth itself. The exhibition opens on March 5th with a performance of Doug, Janice Kerbel’s song cycle for six voices |






Como nelle cartoline del primo Novecento
Spazio Enzo Pifferi Editore
Via Diaz 58
22100 Como
Orario 11,00/12,30
15,00/19,0
ELI RIVA, SCULTORE
Villa Olmo, via Cantoni 1, ore 18, ingresso libero
Inaugurazione della mostra Eli Riva scultore, l’ultimo del classici. Maestro della scultura, Riva (Como, 1921-2007) è considerato l’ultimo erede dei Magistri Cumacini per quel suo scalpellare “a taglio diretto” nel marmo come i marmorini antichi, come gli scalpellini delle valli lombarde, e senza modelli preparatori. La città di Como per aprire Expo 2015 ha deciso di puntare sulla valorizzazione di questo artista che costituisce uno dei patrimoni della propria storia culturale. All’intero percorso della ricerca scultorea di Riva, dalla figurazione all’astrazione, viene dedicata una grande mostra antologica promossa dal Comune di Como e realizzata, con la collaborazione del critico Luciano Caramel, nella storica cornice di Villa Olmo. L’esposizione del maestro comasco rappresenta la volontà di porgere un tributo a un grande artista, un cesellatore della materia e della vita, che ha saputo raccogliere antiche eredità, quali quelle dei Maestri Cumacini e trasferirle, con una visione del tutto originale e personale, nel suo lavoro inteso come energia incanalata verso un fine determinato. Quel fine che lo ha portato a prendere posizioni decise nel fare arte e coniugare il quotidiano con l’assoluto e che ha caratterizzato il suo impegno civile sia all’interno della amministrazione nei contributi dati nella commissione edilizia, sia all’esterno nei principali dibattiti legati alla riqualificazione del contesto urbano. La scelta della sede di Villa Olmo non è casuale; fa riflettere ancora una volta sul tema della città, sviluppato in tutte le sue molteplici declinazioni in questi ultimi tre anni di grandi eventi, inaugurati con Sant’Elia, e ampiamente valorizzato dal maestro Riva. L’esposizione sarà aperta fino al 28 maggio, da martedì a sabato dalle 10 alle 18; domenica dalle 14 alle 20.
da
| FRANCESCO CAPIAGHI. UN MAESTRO DI PAESAGGIO DELL’800 |
| Inaugurazione venerdì 27 marzo, ore 18.00, Pinacoteca civica Anteprima ore 17.00, Museo Storico G. Garibaldi e Biblioteca comunale |
| Inedita lettura dell’attività dell’artista, pittore di paesaggio, fotografo e interprete delle vicende risorgimentali e unitarie, attraverso un articolato percorso espositivo che affianca opere di collezioni pubbliche e private, foto, studi, litografie e dipinti di grande dimensione [segue] Pinacoteca civica, via Diaz 84: dal 28.03.2015 al 21.06.2015 Museo storico G. Garibaldi, Piazza Medaglie d’Oro 1: dal 28.03.2015 al 21.06.2015 Biblioteca comunale, Piazzetta Venosto Lucati 1: dal 28.03.2015 al 30.05.2015 |
Venerdì 5 dicembre, alle ore 18.30, presso lo Spazio Natta nel centro storico di Como, si inaugura la mostra fotografica “COMO: LE TORRI – I CAMPANILI” dell’Architetto Giordano Ernesto Sala. Una mostra che racconta attraverso suggestive fotografie la Città di Como, città delle torri e dei suoi campanili.
Anche se, per lo più, si pensa solo al BARADELLO e a PORTA TORRE, in realtà le Torri sono molte di più, fino alle modernissime Fontana di Camerlata e Monumento ai Caduti.
Per quanto riguarda i campanili, quelli lasciati in epoca romanica sono nel contempo uno straordinario esempio di eleganza e di forza e sicurezza.
Questa mostra fotografica si discosta dalla semplice rappresentazione formale ed architettonica ed entra in una descrizione coreografica dove queste immobili presenze della città si animano di vita, danzano e colloquiano con l’osservatore e, abbandonando il loro consueto grigio, si vestono di colori.