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MURO COMO: INIZIATO ABBATTIMENTO PARATIA SUL LUNGOLAGO, AGI News On

E’ iniziato questa mattina sul lungolago di Como, l’abbattimento del ‘muro antiesondazione’ che tante polemiche aveva suscitato nei mesi scorsi, al punto da portare alle dimissioni dell’Assessore ai Lavori Pubblici Fulvio Caradonna. Gli operai della Sacaim, l’azienda che ha vinto l’appalto per la realizzazione delle paratie, hanno iniziato a ‘tagliare’ il manufatto con una gigantesca sega circolare. La prima parte destinata a sparire e’ quella a ridosso di piazza Cavour per poi proseguire verso i Giardini Mafalda. Per tagliare tutto il muraglione, che sara’ suddiviso in mega-blocchi di circa 5 metri di lunghezza, saranno necessari circa cinque giorni di lavori. Le operazioni vengono seguite con particolare interesse da un flusso continuo di curiosi che, attraverso gli ‘oblo” che consentono la vista all’interno del cantiere, si soffermano a dare un’occhiata. Al posto del muro sara’ installato un sistema di ‘panconi’ mobili in alluminio che s’innesteranno direttamente sul parapetto della passeggiata a lago. Sovrapponibili, saranno alti 30 centimetri e lunghi 3 metri l’uno e saranno posizionati solo in caso di necessita’

AGI News On – MURO COMO: INIZIATO ABBATTIMENTO PARATIA SUL LUNGOLAGO

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Il muro sul lago di Como: I tre progettisti delle paratie antiesondazione – Ugo Majone, Renato Conti e Carlo Terragni parlano apertamente di un grave «danno di immagine» cagionato loro dalle accuse di Palazzo Cernezzi

… I tre progettisti delle paratie antiesondazione – Ugo Majone, Renato Conti e Carlo Terragni – hanno inviato al Comune la diffida legale relativa alla controversia sulle «omissioni progettuali» imputate a loro dai dirigenti comunali Antonio Ferro (responsabile del procedimento) e Antonio Viola (direttore dei lavori). La diffida – la cui redazione è stata affidata a un legale di Roma, considerato uno dei massimi esperti in tema di diritto amministrativo – verte essenzialmente sugli stessi temi che i tre progettisti hanno messo nero su bianco nei verbali della conferenza dei servizi.

Il primo punto del documento, infatti, è una richiesta senza mediazioni: l’eliminazione da ogni carta ufficiale delle accuse di «omissioni progettuali» in relazione agli elaborati originari presentati a suo tempo da Majone, Conti e Terragni.
Il pool di professionisti – tramite il legale di fiducia – rivendica la giustezza del proprio progetto.
Ma non soltanto, perché nella diffida viene anche evidenziato come l’opera di progettazione delle paratie sia sempre stata vincolata alla necessità di risparmi economici dell’amministrazione comunale, oltre al fatto che quelle che – da Viola e Ferro – vengono definite «omissioni» in realtà sarebbero soltanto migliorie richieste successivamente alla redazione degli elaborati fondamentali.
Al di là delle questioni tecniche – che comunque sono l’aspetto centrale del documento legale – Majone, Terragni e Conti parlano apertamente di un grave «danno di immagine» cagionato loro dalle accuse di Palazzo Cernezzi e dunque minacciano apertamente la richiesta di un cospicuo risarcimento.

in Corriere di Como 20 febbraio 2010

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Il muro, come è ormai noto, secondo il progetto approvato doveva avere dimensioni e altezze diverse. In poche parole, doveva essere più piccolo garantendo una maggiore visibilità del lago

«un fatto gravissimo che dovrebbe interessare la Corte dei conti». Il muro, come è ormai noto, secondo il progetto approvato doveva avere dimensioni e altezze diverse. In poche parole, doveva essere più piccolo garantendo una maggiore visibilità del lago. L’interpellanza, depositata l’altro giorno, afferma nelle premesse che «la variante 2009 al muro antiesondazione ha comportato un aumento dell’altezza del muro stesso, apportando una sostanziale modifica al progetto» e che in base alla legge 554 del 1999, articolo 134 comma 9, le ?perizie di variante sono approvate dal responsabile unico del procedimento?.

No Paratie: progetto paratie: «Perché la variante non è mai stata approvata?»

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Como: Crepe e spaccature in Lungolario Trento


Il cantiere delle paratie presenta il conto al Lungolario Trento: una spaccatura sul marciapiede larga fino a due centimetri e lunga mezzo metro. Nulla, a confronto del cancello sradicato poco più avanti, nei pressi del garage dell’hotel Metropole Suisse, dove lo spostamento di un muro ha piegato persino il ferro battuto.E proprio il titolare dello storico hotel, attivo dal 1892, lancia un appello al Comune: «Sarebbe opportuno calcolare gli effetti che le paratie avranno in futuro sui “movimenti” della piazza». Roberto Cassani precisa subito di non aver alcun intento polemico. «Lo dico in termini costruttivi», aggiunge. E poi spiega le conseguenze create, presumibilmente, dal cantiere delle paratie: «Sul marciapiede del Lungolario Trento si notano alcune spaccature, cedimenti, che per ora non si sono fortunatamente ripercossi sulla struttura dell’edificio». Le crepe sono molto vicine all’hotel. «Valutiamo queste fessure come conseguenza di un cantiere importante, e va bene. Tuttavia – prosegue Cassani – non vorrei vi fossero in futuro dei cambiamenti del terreno sotto la piazza e il lungolago».

Crepe e spaccature, le paratie presentano il conto

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Il progetto delle paratie era inutile

Il progetto delle paratie era inutile lo scopriamo solo oggi grazie al comunicato stampa congiunto di Soprintendenza, Regione, Provincia e Comune di Como seguito alla Conferenza di servizio di lunedì 18 gennaio sul progetto del lungolago che recita: «La conferenza di servizio, esaminati i documenti, ha valutato positivamente la soluzione dello spostamento della linea di difesa idraulica dalla zona centrale della passeggiata a bordo lago in corrispondenza del parapetto». Viene ribaltata completamente la concezione di difesa dal lago pensata sino ad ora e vengono contestualmente buttati “a lago” i progetti redatti e pagati sinora.

Unica nota positiva «l’abbattimento del muro non appena si sarà completato l’iter procedurale necessario per l’approvazione della variante, iter la cui conclusione è prevista presumibilmente entro fine febbraio».

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Lago, un muro di silenzio sui 243 giorni in proroga La Provincia di Como

Ricapitolando: il primo lotto di cantiere (iniziato l’8 gennaio 2008) avrebbe dovuto concludersi dopo 427 giorni, cioé il 9 marzo del 2009. Nel 2008 si registrano 11 giorni di stop a causa dell’esondazione (dall’11 al 22 luglio) e il 4 marzo 2009 il responsabile del procedimento, il dirigente Antonio Ferro ha concesso una proroga di 149 giorni. Nel 2009 quattro giorni di stop a causa del meteo (il 16, il 27 e il 28 aprile e il 26 settembre) e due proroghe: una di 70 giorni l’11 agosto e una di 24 giorni a ottobre (dopo l’esplosione del caos muro).

Calendario alla mano il cantiere delle paratie sta viaggiando con quasi un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia. E la grana del muro non consente di quantificare quando la situazione sarà risolta. Il concorso di idee per l’arredo della nuova passeggiata si concluderà a fine giugno e questo vuol dire che il primo lotto non sarà ultimato prima del prossimo autunno, salvo altri imprevisti.
Nel frattempo alla Sacaim sono stati liquidati i primi quattro stati di avanzamento dei lavori, cioé i primi quattro assegni.

vai a:
Lago, un muro di silenzio sui 243 giorni in proroga – Homepage – La Provincia di Como

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Occhi puntati sul cantiere Sono stati riaperti gli oblò, Il Giorno – Como

…. in primo piano c’è sempre il famigerato “muro della vergogna”, ma almeno si può vedere uno spicchio in più di lago, dove c’è l’originale spaccatura per l’inserimento delle paratie, e soprattutto dare un’occhiata sul muro-bis, quello in finta pietra di Moltrasio che, da quando è stato eretto, non era mai stato possibile vedere per l’oscuramento delle finestre da parte della ditta Sacaim. Ieri erano al lavoro tre o quattro operai, alle prese con interventi proprio in corrispondenza del muro-bis che poi dovrà essere levigato fino ad un’altezza massima di una quarantina di centimetri, avendo poi la funzione di parapetto di una delle due piazzole che si apriranno sul lago da piazza Cavour. I lavori proseguono proprio per evitare il blocco totale del cantiere, e quindi il pagamento di penali da parte del Comune, in attesa del nuovo progetto elaborato dai tecnici di Regione, Provincia e Comune di Como, e del via dei lavori di abbattimento del muro che dovrebbero svolgersi entro fine febbraio …

Il Giorno – Como – Occhi puntati sul cantiere Sono stati riaperti gli oblò

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la barriera finita al centro di mille polemiche non c’è più. Il che, però, non significa che il camminamento sarà completamente sgombro da altri manufatti., Corriere di Como

Prende forma la futura passeggiata a lago dopo la bufera sul muro. E dagli accurati (ma non definitivi) rendering realizzati dalla Provincia di Como, non mancano le sorprese. Almeno rispetto alle poche indiscrezioni filtrate finora. Il dato più importante, evidentemente, è che la barriera finita al centro di mille polemiche non c’è più. Il che, però, non significa che il camminamento sarà completamente sgombro da altri manufatti. Al contrario, per circa metà della passeggiata verso viale Cavallotti, a partire da piazza Cavour, spunteranno dieci manufatti di cemento. Si tratta dei sostegni necessari a permettere alle paratie a ventola che saranno inserite nel suolo di alzarsi in caso di esondazione del Lario.

Corriere di Como

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«Il muro di Como, un grave errore» È il presidente della Lombardia Formigoni a riconoscere, primo e per la prima volta, a tre mesi dalla nascita del muro della vergogna, che nei lavori sul lungolago di Como qualcuno ha sbagliato. Inutile chiedere chi

«Nel corso della realizzazione delle opere si è verificato un grave errore». È il presidente della Lombardia Formigoni a riconoscere, primo e per la prima volta, a tre mesi dalla nascita del muro della vergogna, che nei lavori sul lungolago di Como qualcuno ha sbagliato. Inutile chiedere chi. «Io guardo al futuro», risponde secco il presidente. E così nessuno potrà mai sapere (a meno di sorprese da Procura e Corte dei Conti) chi e come ha sbagliato facendo diventare le paratie antiesondazione sul lungolago di Como un autentico ecomostro.

«Il muro di Como, un grave errore»

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Abbattono il muro! « “eyes on the railroad”


29 09 2009 il muro di comoCOMOSarà abbattuto il muro che oscura la vista del lago di Como. L’opera, contestata praticamente da tutti, ha provocato una sollevazione popolare. “Il muro era previsto dal progetto delle paratie del lungolago, ma non ci sarà più – ha annunciato il sindaco di Como Stefano Bruni – Nei prossimi giorni saremo in grado di fornire i dettagli tecnici ma il muro verrà abbattuto.

Abbattono il muro! « “eyes on the railroad”

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UN PROGETTO nato già con diverse lacune, al quale, in corso d’opera sono state apportate diverse modifiche, con relative spese aggiuntive, ultima delle quali il famoso «muro della vergogna».

UN PROGETTO nato già con diverse lacune, al quale, in corso d’opera sono state apportate diverse modifiche, con relative spese aggiuntive, ultima delle quali il famoso «muro della vergogna». Non hanno convinto appieno i consiglieri, soprattutto di minoranza, le spiegazioni che ieri sera nella seduta del Consiglio comunale ha dato l’ingegner Antonio Viola, il direttore dei lavori del cantiere per la realizzazione del nuovo lungolago e delle opere antiesondazione. Viola ha sottolineato come il progetto non comprendeva nulla per quanto riguarda l’impiantistica (cavi della luce, del telefono per la palazzina del nuovo pontile); inoltre sarebbe stata la Commissione paesaggistica della provincia a stralciare dal progetto originario, la palazzina della nuova biglietteria della Navilario e la pavimentazione che sarebbe stata sostituita con materiali più economici.
ALTRO problema l’aumento dell’Iva dal 10 al 20% quindi da poco più di un milione e mezzo di euro a quasi 3 milioni e mezzo. Per stare nelle spese è stato deciso di ridurre il numero di paratie mobili sostituendole con un muro in calcestruzzo più lungo. «Finora – ha concluso Viola – sono state effettuate opere per 5 milioni di euro (l’importo complessivo a base d’asta è di poco inferiore ai 16 milioni, ndr.). Lavori che sono stati complicati perché abbiamo trovato situazioni non preventivate come ad esempio lo sbriciolamento del parapetto esistente. E le spese sono aumentate». Non sono mancate ieri sera, critiche non solo al progetto, ma anche sul piano politico. Sotto accusa da parte del consigliere Silvia Magni (Pd) tutta la maggioranza che, secondo lei, «non fa autocritica, non ascolta». «Nessuno – ha detto – ha chiesto scusa quando era il minimo che si potesse fare. Anzi, davanti alle urla ed alle proteste dei cittadini presenti in Comune in queste sedute si è voluto chiudere le finestre. Dire che c’è stato un errore di comunicazione come ha fatto il sindaco Bruni è troppo facile: è dovere di chi amministra far sapere non dei cittadini cercare di intuire».

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Como sul Lario, Il muro del lungolago

… Il muro del lungolago non è figlio di un errore di costruzione né figliastro di una variante in corso d’opera voluta dai tecnici di Palazzo Cernezzi. Il muro del lungolago non è nemmeno un’invenzione dell’ultimo minuto per risparmiare sui costi di costruzione delle barriere antiesondazione. Niente di tutto questo. Il muro, sui disegni e sulle tavole degli ingegneri civili che hanno immaginato di difendere la città di Como dalle acque del Lario, c’è sempre stato. Il punto è che nessuno lo ha mai detto e non lo ha neanche mostrato chiaramente nelle simulazioni al computer …

una decisione importante, nell’aprile del 2007, venne presa proprio su indicazione della Provincia. Fu deciso di sospendere (ma non di cancellare) la realizzazione di un parapetto di un metro nel tratto di lungolago che fronteggia il Suisse e l’ex tipografia Cesare Nani. In sostanza, nella zona più vicina a piazza Cavour, il progetto prevedeva (e prevede ancora) una barriera di cemento armato alta 1.70 metri sul livello della strada. «Chi avesse passeggiato sul marciapiede opposto, tra piazza Cavour e via Cairoli, non avrebbe visto nulla», ha ammesso l’architetto Cosenza.
A questo punto, bisogna fare un passo indietro e tornare al 21 febbraio 2003, quando la giunta regionale della Lombardia, presieduta da Roberto Formigoni, approva il progetto delle paratie.
Quel progetto, lo stesso finito sul tavolo della commissione paesaggio della Provincia 4 anni dopo, era stato giudicato positivamente da un nucleo di valutazione dell’assessorato al Territorio del Pirellone, aveva ottenuto il parere favorevole della commissione consiliare regionale nella seduta del 5 dicembre 2002 e, in precedenza, anche l’autorizzazione paesistica della direzione del servizio beni ambientali e territoriali il 24 febbraio 2000.
Lo stesso progetto era stato inviato anche alla Soprintendenza ai Beni ambientali della Lombardia, che non aveva mosso alcun rilievo nei 60 giorni di tempo concessi dalla legge.
La prima ipotesi, variata poi nel dicembre 2008, prevedeva un innalzamento della quota della passeggiata a lago di circa 70 cm. dalla parte di piazza Cavour e di 50 cm. nella zona di fronte alla Ca’ Bianca, l’allargamento della stessa passeggiata da 8 a 21 metri e l’adozione di un sistema misto di difesa antiesondazione, con una paratia di calcestruzzo e 4 paratie mobili, 3 delle quali lunghe sei metri e una invece di ben 18 metri. Il muro, lungo complessivamente 114 metri, aveva altezze variabili da 1 metro (di fronte a via Cairoli) a 20 cm. (in zona giardini a lago).
Nel 2008, il 12 dicembre, il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Antonio Ferro, inoltra una richiesta di autorizzazione paesistica per un nuovo arredo della passeggiata. Si tratta della cosiddetta “variante Viola”, cui la Provincia concede il proprio benestare 10 giorni dopo, il 22 dicembre. Con questa variante, ha spiegato ieri l’architetto Cosenza, «nulla mutava per la minore percezione visiva tra piazza Cavour e via Cairoli». Il muro, insomma, restava tale e quale. Venivano ridotte da 4 a 3 le paratie mobili (per una lunghezza complessiva di 30 metri invece di 36) e realizzate la seduta e le fioriere, con il necessario innalzamento della barriera di calcestruzzo nella parte dei giardini a lago.
Alla variante di dicembre, quindi, non può essere imputato ciò che era stato progettato e approvato 9 anni prima. In ogni caso, la Provincia, dopo un sopralluogo in cantiere, il 28 settembre scorso ha avviato procedimento di verifica per accertare le altezze dei manufatti. Villa Saporiti ha chiesto al Comune di produrre il rilievo altimetrico delle opere sin qui costruite. L’obiettivo è di verificare se sia stata superata la quota di 200,30 cm. sul livello del mare, altezza massima prevista per le barriere antiesondazione …

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