mi scrive C. B.:


mi scrive C. B.:


poesie di GRAZIELLA MOLINARI lette da BETTY MOLINARI:
LA CA’ DI NONI (La casa dei nonni)




per tutta le serata vai a:


QUI LETTA IN MODO MAGISTRALE DA DOMENICO PELINI
I
Era impossibile da immaginare, impossibile
da non immaginare; la sua azzurrezza, l’ombra che lasciava,
che cadeva, riempiva l’oscurità del proprio freddo,
il suo freddo che cadeva fuori da se stesso, fuori da qualsiasi idea
di se’ descrivesse nel cadere; un qualcosa, una minuzia,
una macchia, un punto, un punto in un punto, un abisso infinito
di minuzia; una canzone, ma meno di una canzone, qualcosa che
affoga in se’, qualcosa che va, un’alluvione di suono, ma meno
di un suono; la sua fine, il suo vuoto,
il suo tenero, piccolo vuoto che colma la sua eco, e cade,
e si alza, inavvertito, e cade ancora, e cosi’ sempre,
e sempre perche’, e solo perche’, essendo stato, era…
II
Era l’inizio di una sedia;
era il divano grigio; era i muri,
il giardino, la strada di ghiaia; era il modo in cui
i ruderi di luna le crollavano sulla chioma.
Era quello, ed era altro ancora; era il vento che azzannava
gli alberi; era la congerie confusa di nubi, la bava
di stelle sulla riva. Era l’ora che pareva dire
che se sapevi in che punto esatto del tempo si era, non avresti
mai piu’ chiesto nulla. Era quello. Senz’altro era quello.
Era anche l’evento mai avvenuto – un momento tanto pieno
che quando se ne ando’, come doveva, nessun dolore riusciva
a contenerlo. Era la stanza che pareva la stessa
dopo tanti anni. Era quello. Era il cappello
dimenticato da lei, la penna che lei lascio’ sul tavolo.
Era il sole sulla mia mano. Era il caldo del sole. Era come
sedevo, come attendevo per ore, per giorni. Era quello. Solo quello.
(da Mark Strand: “Blizzard of One” – 1998, traduzione di Damiano Abeni, ora in “West of your cities” – a cura di M. Strand e D. Abeni – Minimum fax – Roma 2003)
qui letta con ben altra bravura ed intensità da DOMENICO PELINI
un susseguirsi, a volte pacato, a volte quasi vorticoso, di impressioni, di sottili interpretazioni di un reale prevalentemente opaco (a tratti livido), eppure carico di senso. Il nostro poeta viaggia, perlustra territori diversi, esplora un nord che è quello della sua Brianza, dei laghi e delle prealpi lombarde
VAI A Sorgente: Diario settentrionale Carlo Valtorta

Qui di seguito sarà possibile vedere e ascoltare:
QUI TUTTI I VIDEO uno di seguito all’altro:
QUI I SINGOLI VIDEO
Quel ciondol
le poesie di GRAZIELLA MOLINARI lette da BETTY MOLINARI:




Barzelletta
SAN LURENZ
STELLE CADENTI
NINNA NANNA DEL CONTRABBANDIERE
LA FOLLIA INVITA I SENTIMENTI
LA MAGA E GLI INDOVINELLI
GIROTONDO DELLE MASCHERE
DIARIO DI UN SOLDATO NELLA GRANDE GUERRA: “abbreviato racconto della mia vita passata nella grande guerra mondiale”, del nonno di Betty Molinari
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CORO DI BAMBINI ALLA CASA DI RIPOSO PRANDONI
Ci sono giorni di aprile
allora il lago appare dietro foglie chiare
e si attende il ritorno
di uccelli viaggiatori
di qualcuno che tenga nel becco
un’ illusione
ma nella sala attigua la veranda sul lago
pilastri di legno saldavano al soffitto contorte radici
e il coro dei bambini destava
il ricordo di un pensiero ormai smentito:
la fede onnipotente
d’essere punti fermi
eternamente destinati a gambe svelte
ed a capelli neri
l’assurda illusione
che gli esseri sfortunati e fragili
vengano da luoghi inesplorati dove
la primavera è sconosciuta e la tempesta strappa
i logorati ormeggi
ora, dietro gli occhi nebbiosi
la memoria di quell’incoscienza
sembrava piegarsi in tenerezza
come un rivolo dai ghiacciai
sceso a carezzare uova
saldate alla riva
nella risacca dell’onda.
La Casa di Riposo Prandoni è una residenza per anziane, collocata nel Comune di Torno, in riva al lago.




Sorgente: casadellapoesiacomo