Siamo a Nesso sul Lago di Como negli anni ’30. La fotografia ritrae l’antico ponte della Civera, dal quale è possibile ammirare la cascata all’interno dell’Orrido di Nesso (una profonda gola naturale che divide in due il paese e si tuffa direttamente nel lago di Como). Situato sulla strada che porta a Bellagio, Nesso merita una visita al suo incantevole borgo.
Scansione da originale – Collezione Piero Vasconi – Archivo storico fotografico Vasconi – Cernobbio – Lago di Como
Categoria: COATESA: frazione di Nesso
la frazione di Coatesa e il suo Ponte della Civera alle ore 18 di una sera di fine ottobre 2017
Perché il tramonto di ieri era così spettacolare?
Como: il tramonto verso la Spina Verde, ore 17 e 30 di domenica 29 ottobre 2017
Un pomeriggio d’autunno a Coatesa, fotografia di Francesco Santelli
Un pomeriggio d’autunno a Coatesa
Sguardi sul PONTILE della frazione COATESA, nel Comune di Nesso – Lago di Como. Autunno 2017, 18 ottobre 2017
LE CASETTE di BLEVIO Breva e Tivano, Via Caronti 70/76 Blevio (Lago di Como)


in battello da Como alla frazione Coatesa di Nesso: ultimi scorci di settembre sulle rive del lago, 27.9.2017
l’Orrido di Nesso “arrabbiato”. Fotografia di Dario P.

la frazione Coatesa (nel Comune di Nesso, sul lago di Como) vista da Schnuffis_Adventure
…. “el hermoso puente está aquí” …
Schnuffis_Adventure
Quando il battello passa fra Faggeto e Urio, per pochi attimi, vedo la casa gialla del Cantoncino (cantunscìn) , laggiù nella baia di Coatesa
Quando il battello passa fra Faggeto e Urio, per pochi attimi, vedo la casa gialla del Cantoncino (cantunscìn) , laggiù nella baia di Coatesa

X Agosto
10 agosto:
– notte di San Lorenzo e delle stelle cadenti, che ricordano le scintille di fuoco prodotte dalla graticola su cui il martire fu bruciato vivo
– data in cui, 150 anni fa, fu assassinato il padre di Giovanni Pascoli, Ruggero (Ravenna, 24 marzo 1815 – Savignano sul Rubicone, 10 agosto 1867), con il giorno espresso tramite il numero romano “X” a simbolizzare una croce

X AGOSTO
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò…
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