Il 2014 a Como è stato ricco di cronaca. L’anno si apre con un omicidio. E’ il 3 gennaio quando a Gera Lario un uomo di 40 anni, Alfredo Sandrini residente a Sorico (Sondrio), viene assassinato a colpi di pistola. Il 40enne è vittima di un agguato mentre si trova in sella alla sua bicicletta. Riesce a pedalare per diversi metri alla ricerca di aiuto ma muore poche ore dopo l’arrivo all’ospedale di Gravedona, per l’improvviso aggravarsi delle sue condizioni. A marzo viene arrestato Franco Cerfoglio, pescatore di 38 anni residente a Domaso, accusato di essere responsabile dell’omicidio. Il 6 novembre 2014 il 38enne è condannato dalla Corte d’Assise di Como a 18 anni di reclusione per omicidio volontario.
Pochi giorni dopo è sempre la cronaca a essere protagonista. Il 4 gennaio Gianluca Girotto, speleologo aostano di 46 anni, muore inghiottito dal torrente e trascinato in un anfratto dentro la grotta Tacchi, sulle montagne del Triangolo Lariano nel Comasco (a Zelbio).
Il 12 febbraio si chiude invece una pagina dolorosa per la città di Como: Don Marco Mangiacasale, l’ex parroco di San Giuliano condannato per abusi sessuali su quattro ragazze minorenni, non è più sacerdote: “ridotto allo stato laicale” dal Sant’Uffizio vaticano. La sentenza è firmata direttamente da Papa Francesco.
L’1 marzo choc un efferato omicidio sconvolge a Mozzate che si consuma nel sottopassaggio dellastazione ferroviaria lungo la Saronno-Varese. La vittima è una donna italiana di 35 anni, Lidia Nusdorfi, originaria di Rimini. L’assasino è l’ex compagno della donna, che ammette di aver ucciso anche Silvio Mannina, il nuovo compagno di Lidia, strangolato e abbandonato in una zona impervia e acquitrinosa a una decina di chilometri da Rimini.
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