COATESA: frazione del Comune di Nesso

citazione di Gianfranco Miglio, in Il mito del Lario, Larius, 1959

Non è facile – come sanno i più – stabilire quando appros­simativamente l’uomo si sia affacciato per la prima volta sulle rive del Lario; venne quasi certamente dal Sud, e pro­babilmente non prima del terzo (e forse neppure del secondo) millennio avanti Cristo. Ma chiunque esso fosse – ligu­re-mediterraneo, o d’altra stirpe oggi ignota – non possiamo pensare senza emozione a questo nomade dell’età neolitica che – cacciando il cervo, il cinghiale ed il lupo nelle nostre fore­ste, e la lontra sulle ripe selvagge delle nostre acque – primo ascoltò il ritmico pulsare delle onde del Lario, il fragore lontano dei torrenti, i richiami delle fiere in libertà, il rombo del tuono ri­percosso dall’eco delle valli ancora in­violate e misteriose: negli occhi di que­st’uomo si specchiarono per la prima volta, striati dagli stormi lamentosi dei lamentosi uccelli acquatici, gli stessi placidi tramonti che decine e decine di secoli più tardi avrebbero commosso i grandi poeti dell’età romantica. (…) Fra gli ultimi letterati e viaggiatori dell’Ottocento, (…) il lettore ne troverà alcuni che si pongono esplicitamente la domanda: d’onde nascono la fama e l’innegabile incanto del Lario? Fra le diverse risposte una sembra oggi ri­scuotere maggior credito: è quella che indica nella melanconìa l’attrattiva più patetica ed efficace esercitata dal Lago di Corno sugli spiriti di ogni tem­po. Ma è una spiegazione che non reg­ge. La sottile tristezza è appannaggio di ogni paesaggio lacustre; rivelata specialmente dai gusti letterari dell’età romantica, giustifica in genere il “laghismo” ottocentesco, non la fortu­na di sponde che, come le nostre, di­vennero celebri già nel gaio clima della Rinascenza (…). Se il Lario ha un suo fascino segréto, questo sta invece nella straordinaria, inesauribile ricchezza di particolari del suo paesaggio. Tale ricchezza dipende dell’incontro di due fattori: l’uno naturale, l’altro storico ed umano. (…).
IlLago di Corno – già lo sappiamo – fu, in ogni età e sopra tutto, un corridoio fra Nord e Sud, un itine­rario frequentato e consueto: e questa condizione fece sì che molto per tempo – fin dalla tarda antichità classica – le nostre riviere apparissero intensa­mente popolate».

Gianfranco Miglio, Il mito del Lario, Larius, 1959

4 risposte »

  1. Ricordo l'incanto del viaggio per lago da Como a Nesso e il continuo andare dello sguardo dalle rive colorate di case, muretti, moli, biancore di ville più grandi e il verde selvatico e inaccessibile che da subito sopra i paesi arriva sino alla cima dei monti. Un ricordo che ancora mi emoziona. E tu sai che il Lario non é il lago del mio cuore.Ciao!patrizia milanese

  2. grazie, patrizia, per il tuo passaggio.ciascuno di noi ha un suo lago affettivo.io sono legato a questi luoghi come l'acqua con le montagne che vi si tuffano.la vita mi ha dato un grande dono a farmi nascere, crescere, invecchiare qui.a presto.ci spero e speriamo sempre

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