Enzo · infarto · Mi ricordo

lettera a E.

caro ***
che bello ricevere il tuo messaggio
conservo nella memoria ricordi splendidi di te. negli anni ’60 (fine anni ’60) io ero un pò emarginato nella classe della cumacini. i compagni mi vivevano come “debole” ed “estraneo” (e infatti farò poi tutt’altra carriera nella vita). Tu invece eri brillante, forte, bravo nel disegno e nel calcolo.
però mi scegliesti come amico.
e la mia vita scolastica cambiò in meglio
poi ricordo tuo padre che trasformo in un piccolo capolavoro un mio racconto narrativo.
e poi ricordo i tuoi racconti dei viaggi di andata e ritorno in liguria.
mi fermo qui, ma c’è ancora altro
questo per dirti che sono felice di averti incontrato per strada qualche mese fa e ora di avere intessuto questo nuovo filo relazionale
la mia vita, dopo l’infarto, cambia alla insegna della LENTEZZA
spero però che questa estate ci sia occasione di una vostra visita nel nostro “buen retiro” di coatesa sul lario (http://coatesa.com)
cari saluti a te e a Lidia
infarto · Patrizia T.

lettera a P.

cara ***
innanzitutto grazie al ruolo di ermes messaggero che ti sei assunta la settimana scorsa. era un sostegno a luciana che ha dovuto per tre giorni tenere un carico pesante che tu hai contribuito ad alleggerire
ora sono a casa
sto ritessendo i fili della vita adattandomi alla nuova situazione
scrivere sul diario pubblico l’esperienza per certi versi è un modo per non ripetere la stessa storia ad ognuno e per avere più tempo per la relazione primaria
luciana è il mio karma. è quello che jung chiama individuazione
ho ridotto del tutto le altre relazioni per avere tempo di stare solo con lei. nessuna visita
trovo di grande interesse il libretto rosso di tuo zio. ora io sono congedato con una precisa cartella clinica. Le regole di comportamento un po’ le ho apprese nella degenza (ho imparato ad apprezzare la sapienza che c’è nei pasti istituzionali. poco sapore ma il “quanto basta” per il corpo e la sua salute) e un po’ le apprenderò dalla nostra dottoressa di base
la mia fiducia ottimistica nel sistema dei servizi italiano è confermata. questo ospedale cittadino ha organizzato un salvataggio delle arterie di sabato pomeriggio alle 17. Il costo complessivo della degenza è stata di 9000 euro. cioè NON ho pagato 9000 euro. vorrei che ci si pensasse molto quando i mass media danno addosso alle politiche sociali. tutti vogliono il calo delle tasse e poi risparmiano 9000 euro in un colpo solo. ma è una consapevolezza dura da far comprendere
ti chiedi se questo mi ha cambiato.
a me sembra di sì: certo si tratta di piccoli cambiamenti che osservo con il metodo di michel de montaigne: osservarmi senza interpretare. dedicarmi alla pura osservazione di ciò che accade
 scopro interessanti capacità di adattamento soggettivo alla situazione data. per esempio la lentezza mi piace e molto. anche la frugalità nel cibo diventa una esperienza interessante. se mi devo alterare sulla politica, ora mi fermo un attimo e provo a fare un passo di fianco, perchè sento (ma davvero) che la pressione si sta alzando.
rifletto sui cattolici che dicono che il dolore è una esperienza positiva (perchè, per loro, è voluta da dio). e scopro (nel dolore trafittivo di sabato scorso e nelle tre notti di degenza monitorata) che è del tutto falso. Dolore e morte fanno schifo. che lo abbia o no voluto dio
piuttosto occorre imparare (per l’appunto alla Montaigne) l’adattamento soggettivo  alle condizioni oggettive date
certo ora la mia vita è sotto il segno del ritorno della mazzata. so che è possibile che torni, ora saprei riconoscerne i segni. e sperare di arrivare in tempo al pronto soccorso del valduce
a proposito. ero al sesto piano. di là si vedeva il centro storico e di là brunate e la vostra casa!
​verrà il tempo in cui ci troverem​o, magari lassù (brunate) o magari là dietro (coatesa sul lario in nesso)
grazie per la tua vicinanza che ho sentito intensa e forte
abbracci e cari saluti
Giuliana Ca · infarto

lettera a G.

grazie, ***
donna speciale e mia cara amica.
quanto tempo …. da quanto tempo ci conosciamo: 1975. ero appena tornato dal servizio militare e la scuola ensiss mi riaccoglieva …
leggo e rileggo le tue parole e mi commuovo
l’immagine dei cerchi che evochi è quella “giusta”. cerchi che si intersecano.
sto, per il momento, registrando tutto quello che è avvenuto in questa settimana. sto riannodando i fili
sta di fatto che mi accorgo di avere sconosciute capacità di adattamento.
mi attende la lentezza.
il non potere fare questo o quello
e tuttavia vedo gli aspetti positivi: vedere, sentire, potermi muovere
Como , poi, è la città perfetta per il camminare lento. qui tutto l’Occidente è concentrato in poco spazio: l’antica roma, il medioevo, il romanico, il rinascimento, il neoclassico, il razionalismo del primo novecento . insomma: si cammina nella storia
Certo la mazzata c’è stata. E in sottofondo la paura che ritorni c’è.
Dalla malattia non si impara nulla. solo i cattolici pensano questo.
la malattia è un problema da affrontare con aiuti di vario tipo ed intensità
e parole come le tue sono un aiuto potente
un abbraccio affettuoso e cari, carissimi saluti
Marzia

lettera a M.

cara ***
grazie per il messaggio
la sto prendendo per il verso giusto. nei tre giorni di terapia intensiva sul letto monitorato e poi nel reparto di degenza ho imparato molto ad adattarmi, a “ridurre”, a tenermi sull’essenziale, ad essere frugale. apprezzavo perfino il cibo della dieta cardiologica, che non è proprio il massimo
dunque, se non torna la mazzata (cioè un secondo infarto) ce la faccio bene ai nuovi ritmi lenti.
ho la vista, ho l’udito, mi muovo. sono infinitamente più fortunato di coloro che hanno subito danni ben più gravi e soprattutto per essere ancora vivo.
riguardo a quanto dici sull’automobile la sequenza biografica è stata un’altra: il non credere di avere in atto un infarto che mi faceva rifiutare di chiamare l’autoambulanza di nesso (che pure so funzionare come un orologio svizzero).
credevo fossero forti dolori provenienti da una infezione da tetano (associata ad una precedente infezione curata con antibiotici e fermenti lattici), visto che i sintomi sono analoghi.
a como , poi, non volevo neppure andare al pronto soccorso. ho ceduto alle insistenze di luciana e al dolore che ricominciava
il sistema sanitario del valduce ha funzionato al suo meglio: gli operatori si sono adattati alla situazione che gli arrivava (comportamento lodevole, tenendo conto che non erano tenuti a questo tipo di urgenza, ma semmai a trasferirmi al lontano sant’anna, perdendo tempo prezioso) e  alle 17 hanno organizzato velocemente una situazione adatta ad intervenire subito.
una volta ricoverato io ero accudito e controllato (certo avvolto da cavi e bip bip) e il principale carico relazionale si è concentrato su luciana
il mio punto di vista sulla malattia è questo: è un problema individuale (lo stato di sofferenza della persona) ed è un problema di organizzazione sanitaria (i saperi e le prassi operative dei professionisti cui, per temperamento e per atteggiamento analitico, tendo sempre a vedere le ragioni. ben sapendo in quali condizioni operano).
Il mio comportamento in situazione grave è stato di concentrarmi sulle cure che mi venivano prestate e a vedere il più possibile luciana, trascorrendo con lei tutto il tempo assegnato dalla organizzazione del reparto
E’ per questo che anche dopo ho chiesto a luciana di eliminare totalmente le visite di qualsiasi persona , sostituendole con analitici bollettini informativi.  e lei si è perfino adattata a imparare facebook, che è la mia finestra sul mondo
Non voglia di relazioni sociali in questi momenti e, per come sono fatto io, gradisco molto di più i vari messaggi che mi danno comunque l’idea di aver vicino tante persone, senza dovermi affaticare di dover ridire a ogni persona la stessa cosa.
e devo dire che le centinaia di messaggi ricevuti sono stati un ottimo contributo al mio “stare meglio”
ora faccio i piccoli passi della lentezza
correggo piano piano le bozze del libro.
sto al pc “quanto basta”
ogni giorno un passo in più
e vivo la speranza che la mazzata non ritorni
un caro saluto e un ringraziamento sentito per la tua attenzione
buoni giorni e buon futuro a me e a voi
Franco A

lettera a F.

grazie, ***
dici bene: tendo al bicchiere mezzo pieno
vedo gli aspetti positivi: ci vedo (dunque leggo), ci sento (dunque ascolto musica e audiolibri), mi muovo (posso caracollare in via 5 giornate) … insomma tutte cose positive che mettono in ombra le negative
un cardiologo, mio amico (l’ho visto nei corridoi e sono riuscito a parlargli) mi ha detto: “paradossalmente da oggi tu sei protetto più di me”. voleva dire che ora so leggere i segni del dolore e provare ancora a “porre rimedio”.
tu che vieni dalla editoria: utilissimi in questi momenti gli audiolibri. il lettore sta in un pugno e quindi sono molto maneggevoli. il loro conforto nelle notti lunghissime che non finiscono mai è stato fortissimo.  sentire la voce di emanuele severino di notte è stato come tornare alla grecia di duemila anni fa. un vero aiuto molto terapeutico
in questa vicenda ho dovuto eliminare del tutto le visite di amici proprio per vedere solo luciana. troppo poco il tempo disponibile. avevo bisogno solo di lei
le tecnologie internettiane sono state perfette: il massimo di informazione a tutti e il massimo di relazioni, perchè i messaggi ricevuti o su facebook o vias mail sono state esse stesse terapie
tendo abbastanza a piangere. ma anche questo è benefico. un po’ è dovuto al cuore fisico che è sensibile alle emozioni. ma un po’ è anche al cuore psichico che dà spazio alla funzione sentimento
ora inizia la mia nuova vita alla insegna della lentezza
so che morirò per la prima causa di morte, quella cardiaca. mi ti ci ha condannato la genetica (tutta la mia linea materna è “cardiaca”)
l’importante è puntare molto sull’intervallo. ma lì, da gaudente professionale  ci sò fare
grazie ancora per i messaggi
e cari saluti a te e a ***
sperando che venga il tempo lento di coatesa a lenire tutto
Anna Bi. 14/3/42

lettera ad Anna

grazie anna!
sì: a casa. Con i gatti. Con un pc che funziona ed estende il mio cervello
tu sai bene, e da tempo, cosa è una malattia che vincola il corpo
e, dunque sai bene che tale situazione fa sviluppare altre abilità, altre tensioni, altre spinte per la quotudianità
certo: sarebbe meglio “stare bene”
ma anche così si può vivere, adottando buone strategie di compatiblità
queste malattie del cuore hanno percorsi terapeutici consolidati.
sempre la serie “bicchiere mezzo pieno” ho potuto osservare con i miei occhi di esperto di istituzioni il funzionamento di una istituzione, traendone la solita conferma : tutto sommato il nostro sistema di welfare “funziona”
tu che hai fatto della lettura una parte sostanziale della tua vita sai bene quanto i libri aiutano
il compagno preferito è stato emanuele severino che ha illuminato con la sua potenza analitica anche il tempo delle cure intensive
la lettura complementare che ora so che sarebbe stata molto adatta è montaigne con quel suo atteggiamento così empirico , così fenomenologico, così constatativo: osservare quello che succede. osservare e basta. non interpretare: osservare. Ecco il grande apprendimento
grazie per la tua vicinanza
quando, nel tempo opportuno, verrò al baretto della cassiera triste a trovarti, vorrà dire la la “vascolirizzazione” sta andando per il meglio
abbracci e baci
Duccio · Giuliana Ca · infarto · Milena C

infarto: alcune lettere ricevute

Carissimo Paolo,
ho letto il tuo commovente messaggio ieri sera, ma volutamente ho aspettato a risponderti.
Il tuo tempo è stato un tempo prezioso, fatto di pensieri  di opere di rapporti di buone letture.
Adesso il tuo tempo è diventato ancora più prezioso: deve essere goduto e rispettato con i ritmi di una salute forse diversa, ma che ti insegnerà altre strade, altri stili di vita da percorrere in serenità con Luciana.
L’orto può aspettare qualche po’ ( inoltre, con questo vento!), ma i fiori vi aspettano.
un abbraccio a te e Luciana
a presto
———————————–
Caro Paolo,
leggo con commozione il tuo messaggio di ieri.
Sei tu! Con la tua capacità speciale di unire registri diversi in un mix che in questa circostanza diventa qualcosa davvero  di straordinario. 
La tensione si allenta e l’apprensione di questi giorni si stempera.  E’ un po’ paradossale ma sei tu, direttamente,  che dai sollievo. Grazie Paolo!
E grazie anche alla rete di amiche ex colleghe – in primis ***- che mi hanno tenuta informata e con cui ho potuto condividere apprensione, sollievo e affetto.
Ci vedo come un cerchio intorno a te, Paolo, che s’interseca con altri cerchi: mi sembra che la dimensione reticolare così tua e così moderna richiami e  rinnovi modi antichi e profondi per superare i momenti di difficoltà e  affrontare il cambiamento. Ne traggo ulteriore motivo di fiducia per la nuova fase che ti aspetta (anche considerando che si aggiungono a Luciana e alla techne!).
Un abbraccio grande
———————————-

Carissimo Paolo,

girovagando poco fa  in internet…ho saputo e ti ho letto.

“Appena in tempo”…è una fortuna grande, un laico miracolo, un dono di Natale delle nostre inquiete maturità. Un giocattolo inusuale.

Te lo assicuro per esperienza. Io sette anni fa non ci sono arrivato o forse non ci sarei mai arrivato per puro caso a quel traguardo tuo. Se un medico di famiglia, mio angelo non tremendo, insospettitosi per una prova di routine positiva – sotto sforzo –  non mi avesse consigliato di ricoverarmi subito per un’ angioplastica preventiva.

Il risultato? Di quelle “retine” di cui parli con garbo me ne hanno infilate tre all’ istante nelle coronarie, che ora porto con fierezza: correndo tutte le mattine con il mio cane, salendo le scale di eremi e monasteri( ma guarda i non credenti che cosa so capaci di fare), senza sognare Lourdes,  al prezzo di un paio di pillole e nulla più.

O caro Amico, ora conosci un brandello della mia autobiografia più segreta e profonda; e come  potevo allora  ****  appena mi è stato possibile? Per gioire del tempo più lento, dorato, misterioso, paziente che resta da vivere?

Dammi notizie, con il mio abbraccio e il mio grazie a Luciana

***

————————–

Carissimo Paolo,

è un grande sollievo leggere  direttamente da te, anche se grazie a Luciana e alla sua enorme pazienza e tenacia (vera giardiniera anche delle relazioni) abbiamo seguito le tue giornate. Ti penso come molto coraggioso nel voler scrivere così minutamente di ciò che ti è successo, penso  tuttavia che ti sia di aiuto.

Le notizie belle sono tutte quelle che riguardano il “dopo”, la ripresa  – anche se cauta all’inizio –  delle tue attività.

Mi dispiace di non avere più fra le mani il libretto rosso che mio zio ***, cardiologo competentissimo, appassionato e gran signore,  aveva preparato da mettere sul comodino di tutti i suoi pazienti infartuati. Lui,  cattolico convinto, uomo di Centro, lo chiamava scherzosamente  “il libretto di Mao”. Era denso di indicazioni cliniche molto più  rivolte a ciò che l’ex paziente avrebbe potuto fare che non farcito di divieti e interdizioni… Credo che sua moglie, *** , abbia avuto un piccolo ruolo di supervisore, ma lo immagino solo.

Hai fatto esperienza, come scrive Viviani, che “di tanti innumerevoli valori  […] il massimo è il respiro”.

Sono certa che questo ti ha cambiato (non so come e non so se vorrai lasciarlo vedere a tutti) lasciandoti  fondamentalmente lo stesso.

Un abbraccio grandissimo

***

——————————–

Carissimo Paolo, anche se non ci sentiamo mai è come se ci fossimo lasciati ieri , quando ci scambiavamo occhiate e bigliettini tra i banchi della “Cumacini”, per mettere a punto i contenuti del giornale studentesco “La Vasca”!!!. negli anni ’60

Sono sicuro che la tua tempra ferrea (sostenuta da una volontà ancora più ferrea) ti farà superare questo momento difficile (come del resto lo stai già dimostrando); sei veramente un grande!
Io invece sono rimasto piccolo e continuo a zampettare con affanno per reggere impegni e vicissitudini della vita.
Tante volte ti abbiamo ricordato Lidia ed io con grande simpatia ed affetto, chissà se troveremo il tempo e la calma per fare una rimpatriata!
Mi par di capire che tu sei non impegnato ma  molto di più  e forse il Padre Eterno qualche volta ci fa capire che sarebbe meglio darsi una calmata e magari imparare ad affrontare la vita con un passo più tranquillo (non è facile).
Ti abbraccio forte ed assieme a Lidia ti siamo molto vicini ,
un affettuoso saluto, ***
Gabriella d.i

lettera a Gabriella

ciao gabriella
ti ringrazio per i vari messaggi di vicinanza
mi sto abituando alla lentezza. e scopro che non mi è particolarmente difficile.
in questo hanno ragione i buddisti quando dicono che ci immaginiamo le cose che poi, in concreto, sono diverse da come ce le siamo rappresentate
ti voglio dire che sia io che luciana siamo davvero molto contenti per la nostra amicizia
sarà bello questa estate ritrovarci nel nostro “luogo del destino”
lì il “bello soggettivo” (intendo quello che sentiamo come bello) dà il senso del tempo da vivere
siamo curiosi del tu dire “vi spiegherò”
abbracci e saluti
Adriana G · infarto

lettere dopo l'infarto: Adriana

cara adriana
che bello ricevere questo tuo messaggio! ti ringrazio per gli affettuosi pensieri e per il racconto della tua esperienza
più passa il tempo e più si rafforza la convinzione che nella scuola per operatori sociali (via daverio, via pace e poi via d’annunzio) abbiamo vissuto una esperienza professionale straordinaria. dove le politiche sociali erano accompagnate da passione individuale e da azione collettiva
di te conservo ricordi splendidi: la tua bravura nel diritto di famiglia (ben riconosciuto da studentesse e studenti), il tuo impegno come giudice onorario sostenuto dalla competenza, la tua gentilezza nella comunicazione interpersonale
la mia vicenda della settimana scorsa sta cambiando i ritmi della vita quotidiana che ora sarà alla insegna della lentezza
scopro in me capacità nascoste di adattamento. e vedo soprattutto gli aspetti positivi: vedere per leggere , udire per ascoltare musica e audiolibri, muoversi per conquistare piano piano il mondo
e poi questa grande occasione per riallacciare i nostri rapporti
con domani comincio a corregere le bozze del mio nuovo libro: sarò felice di fartene dono, quando uscirà
con l’augurio di rivederci
abbracci e cari saluti
Carla Bi. 1933-2022 · infarto

da una email di Luciana in risposta a Carla: e sue glosse in rosso

ciao carissime.
Siamo arrivati a giovedì, oggi paolo ha fatto la risonanza (un’ora dentro il tunnel) ed ha vinto il timore claustrofobico concentrandosi sul sentiero di amaltea  (E’ UNA TECNICA VERA E PROPRIA DA BREVETTARE !)(a un certo punto gli hanno detto che doveva stare senza respirare per un minuto). Era molto soddisfatto di sè. Adesso che può alzarsi, mi ha dato dimostrazione anche della discesa e salita di una rampa di scale, fatta con la giusta lentezza.
Non sa ancora quando lo dimetteranno, ma non manca certo molto. Non si è nemmeno sicuri di quanto tempo ci vorrà per il secondo intervento, poichè devono fare valutazioni sull’andamento reattivo dell’arteria principale. Potrebbe essere anche fra 4- 5 mesi.
Sarà inserito in un programma di follow-up (attivo in tutte le cardiologie) che gli darà la scansione dei tempi di tutti gli esami di controllo. Insomma, pur potendo tornare a una vita relativamente tranquilla, dovrà essere monitorato nel tempo.
La vicenda singolare è che ha finito di scrivere il libro pochi giorni prima di pasqua e proprio oggi, alla vigilia della dimissione, è arrivata via mail la bozza con le correzioni per la stampa.
E’ come se anche la sua opera avesse rifiutato di essere “ultima”! QUESTO L’HO PROPRIO PENSATO ANCH’IO!
Io sto bene, sono un po’ stanca e un po’ scissa fra la vita normale e questa vicenda. Devo abituarmi anch’io ai nuovi ritmi e alla nuova organizzazione che ci sarà per le regole che gli verranno consegnate al momento della dimissione.( Vedrai cHe CI riuscirai e insieme troverete nuovi ritmi, farete nuove scelte piu’ selezionate, purtroppo anche qualche rinuncia, ma verra’ naturale…subito compensata da una maggiore tranquillita’ psicologica del vs. quotidiano……gia’ cosi’ tanto ricco di cose essenziali, come l’amore, la capacita’ di elaborare questa esperienza sia dentro di voi ma poi ….per tutti noi….che stiamo vivendo insieme …”.quasi in diretta”QUESTO VS. NUOVO PERCORSO…..)
infarto · Piero C

lettera di Piero, 15 maggio 2014

Carissimo Paolo,
                           ho letto e riletto il tuo messaggio di ieri ( l’infarto del 10 maggio 2014).
Ho letto e riletto soprattutto il tuo racconto, prima nel silenzio proposto dal monitor, poi a voce alta alla Chiara, poi ancora a mia figlia Anna.
Sei straordinario. Anche il tuo stile rivela qualità di narratore inimmaginate.
E’ successo.
Caro Paolo, la mazzata si è fatta sentire, ma tu  l’hai sopportata bene. Dal groviglio delle pesanti novità  verrai fuori, verrete fuori tu e Luciana, con una marcia mentale in più, anche se magari costretti a qualche novità di vita.
Con sincera amicizia, un forte abbraccio.
caro, carissimo ***
riprendo il contatto dopo la tua lettera del 15 maggio, in risposta al racconto dell’infarto del 10 maggio
il rapporto diretto con una malattia che mette in bilico cambia la vita
ora sto adattando abitudini che si erano in me consolidate in decenni di quotidianità
l’adattamento è alla insegna della lentezza necessaria.
per mia (e nostra) fortuna como è una città adatta al cammino lento: farò percorsi sulle strade, le piazze, le chiese, le case che ne segnano la storia
voglio dirti che le tue parole sono state come una medicina. una omeopatica medicina che ha riattualizzato la splendida e generosa persona che tu sei sempre stato. le tue parole mi hanno dato, in quel particolare momento, un sostegno psicologico importante
l’elemento più interessante è come contano i ricordi , ora. RICORDARE è IMPORTANTE dice la voce del filosofo che con il suo linguaggio sostiene che OGNUNO è destinato alla gioia: http://antemp.com/2012/10/05/emanuele-severino-ricordare-e-importante/
mi sono permesso di riportare nel diario anche la tua lettera, rispettando la tua privacy : http://paolodel1948.com/category/diario-e-lettere/malattie/infarto/
mi è di conforto tenere, come in una scatola (come si faceva una volta) i vari messaggi
non sono abbattuto e non sono pessimista.
grazie ancora e cari saluti a te e alla tua famiglia
Gerardo

messaggio di G M: cosa sarebbe il lago senza di voi!

cosa sarebbe il lago senza di voi