Categoria: AMICI e persone conosciute nel tempo
Alessandra e Paolo, primi anni 2000
Gabriele De Ritis: "Ci sono posti che sono solo località geografiche …"
Ci sono posti che sono solo località geografiche: possono essere raggiunti fisicamente da noi nei nostri viaggi senza che si riesca a conquistare lo ’spirito del luogo’. Ce ne andiamo via delusi e stanchi, per aver cercato invano; forse, anche disgustati, per un senso di noia che ci assale, per il tempo dedicato inutilmente alla valorizzazione di angoli suggestivi o di prodotti dell’arte, non importa quanto preziosi.
Giacomo Leopardi ha descritto ampiamente il senso di un’esperienza esemplare perché ‘vissuta’: ogni luogo si trasformava in ’sito’ per lui quando, dopo averne fatto ripetutamente esperienza, poteva collegarvi un ricordo. Lo spazio si faceva, dunque, tempo: rimembranza. E «una ricordanza, una ripetizione» era per lui tanto più cara, quanto più vago e indefinito era il segno che lasciava nella memoria ‘linguistica’ del cuore…
Ci sono siti che non ci appartengono. Eppure, ci sono familiari; suscitano in noi emozioni vive, anche solo a contemplarli da lontano, attraverso il racconto che ne fanno persone a noi care o per via di immagini che ci vengono restituite da amici lontani.
Nesso è uno di questi luoghi dell’anima. Frazione di Coatesa, sul Lario, è propaggine viva del Lago di Como, dove un amico – fortunatamente trovato in questa parte recente della mia vita che lui chiama pre-vecchiaia – deposita il suo sguardo amorevole di figlio riconoscente. Lì affondano le radici della sua esistenza operosa. Da quei luoghi ricava linfa per proseguire il cammino con la sua fedele compagna.
Si potrebbe dire che il viaggio incomincia da qui, da questa parte del mondo a cui è stato assegnato un significato esistenziale, perciò animico.
Non si viaggia, di solito, da soli. I luoghi dell’anima sono visitati lungamente e molto intensamente prima di recarsi fisicamente fin dove ad essi è stata data un’anima.
Il viaggio procede con l’aiuto dello sguardo di chi conosce il genius loci: non sarà un errare senza meta. Sappiamo già che non mancheremo di cogliere il centro: faremo esperienza dei luoghi.
Torneremo a casa più ricchi e riconoscenti, come si addice sempre agli ospiti che abbiano goduto del privilegio di fare a loro volta esperienza di spazi non immemoriali ma segnati dalla presenza dell’uomo, con i nomi e le date ben presenti alla mente e al cuore.
scritto da Gabriele De Ritis in: CAMMINARSI DENTRO (93): Nesso
Caro Tato, hai sessant’anni, di Gian Franco Gentile del ’48 detto Tato
Caro Tato, hai sessant’anni
Tu l’avresti mai pensato
quand’eri piccolo e ti chiamavano Tato
e stavi lì a giocare per la strada,
con neppure un’auto che passava,
ad arrivare dopo tanti anni
a contare tutti sti compleanni?
Rispondi il vero, per la testa tua,
non ti sfiorava mai sto pensiero
e ora ti volti e ancor non ti par vero
di vederti così da lontano
e quel bimbo di tenerlo ancora per mano
Si lo so che la memoria tua
ormai fatica a ricordare tutto,
per questo t’incoraggio a pensare
quando il mondo non era così brutto
Ti ricordi con cosa ti divertivi?
Tutti i giorni passava a fischiarti il Luigino
e giù di corsa a giocare a nascondino;
poi v’aspettava un’altra compagnia
e via, un casino di grida e d’allegria
Invece guarda com’è cambiato il mondo…
tutti rinchiusi dentro a quattro mura,
si parlano sì i ragazzini d’oggi,
ma con la tastiera o con un’altra fregatura;
vuoi mettere l’aria che noi si respirava
quando giocavamo per le vie del centro?
Ora, per farlo, non si può neanche al Monumento….
guarda che facce e ti piglia uno spavento.
E caro, sei arrivato a sessant’anni
ebbè dirai, cosa mi frega?
E no, non dire bugie, lo so che un po’ ti rode
ti sei voltato e hai visto com’era il Tato…
Ora guardati allo specchio e ti ritrovi con questa pancia
e vorresti dirmi che c’hai ancora una speranza?
Il cane disegnato da Teresa, In ricordo del bel pomeriggio del 7 Agosto 2007
In ricordo del bel pomeriggio del 7 Agosto 2007.
Il cane disegnato da Teresa:

Carla e Anna, ci hanno ricordato nel 2007, sul terrazzo che si affaccia sul Lago di Como. Là dietro si vede Argegno ed intuisce la Val d’Intelvi





il 25° anno del Centro Donatori del Tempo, Como, 1977-2002. Anche in ricordo di Carla Bignami
I disegni ironici che Andrea tratteggia nel Diario di Amaltea, agosto 1998









Scompaiono i gatti Smoke e Grisou, estate 1998








L’ironia dei disegni di Andrea: il taglio del tronco. Agosto 1997


Lorelei, gatta occhi verdi. Con i disegni di Andrea, agosto 1997




Andrea disegna la morte della merla, agosto 1997





