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Botti e botte di Capodanno Cumuli di spazzatura – Cronaca – La Provincia di Como

Gli addetti alla pulizia a Natale e Capodanno hanno lavorato pià che in ogni altro giorno: 40 tonnellate di rifiuti raccolte a Natale e altre 40 di tonnellate di rifiuti raccolte a Capodanno. «Bisogna fare i complimenti agli operatori ecologici – dice l’assessore Peverelli – avrebbero avuto diritto di riposare anche loro, invece hanno stra lavorato».
In effetti la città è stata pulita a tempo di record. E non era facile perchésono stati fatti disastri enormi.
«Hanno fatto esplodere quattro campane del vetro, una in via teresa Ciceri, una in via al Piano e altre due in centro città – dice ancora Peverelli -. Di solito per svuotare le campane serve poco tempo, invece con tutti i vetri esplosi è stato un disastro. Gli addetti hanno dovuto raccoglierli con i badili». Quindi riassumendo, la raccolta rifiuti ha fatto registrare più 30-35 per cento del sacco viola e più 10-15 per cento del sacco nero. Come se non bastasse si sono dovuti pulire altri danni. «In via Diaz hanno ribaltato una ventina di vasi di fiori, in viale Geno hanno preso tutti i cestini dell’immondizia e li hanno svuotati nei roseti. In piazza Cavour hanno fatto scoppiare i petardi dentro le aiuole. Gli addetti alla pulizia hanno iniziato a lavorare già all’una e mezza di notte del 1° gennaio».
I comaschi quindi hanno dovuto pagare il conto anche di chi ha pensato di sporcare qualunque cosa trovasse sul proprio cammino oltre a distruggere

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Abbattuti sei storici platani La Napoleona cambia volto – Cronaca – La Provincia di Como

nessuno ha speso una parola per la sorte degli alberi rimossi. E dire che erano all’incirca coetanei del cedro del Teatro Sociale, attorno al quale invece si scatenò una battaglia d’opinioni dai toni accesissimi. I platani, a differenza della conifera, non sono però stati condannati da scelte urbanistiche, bensì da una brutta malattia e dal pericolo costituito da un loro eventuale crollo sulla sottostante linea delle Ferrovie Nord.
Le stesse Fnm avevano chiesto al Comune di effettuare dei controlli sugli alberi che sovrastavano la strada ferrata. «E dalla perizia svolta da Global Service – spiegano all’ufficio Giardini di Palazzo Cernezzi – era emerso che, su 61 platani presenti in via Napoleona, 6 erano in classe D, che significa “pericolo”. Risultavano, infatti, affetti da carie di dimensioni tali da comprometterne la stabilità». Di conseguenza  per la mezza dozzina gravemente malata è stato deciso l’abbattimento, mentre i restanti 55 sono stati semplicemente potati. Inoltre, è stato rimosso un ippocastano morto.
Questa storia offre pure qualche spunto di riflessione sull’inquinamento della città. Non è facile per gli umani sopravvivere ai miasmi di strade trafficate come la Napoleona, figuriamoci per le piante. «È il tempo che gioca contro questi alberi – spiegano i tecnici – le carie si possono formare anche a causa delle potature subite. Ma certamente l’esposizione allo smog non può che aumentare il pericolo».

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Le paratie alla Corte dei conti Si indaga per danno erariale – como città – La Provincia di Como

La procura presso la corte dei Conti ha formalmente aperto un’inchiesta per danno erariale per il pasticcio del muro e, in generale, per l’intero progetto del Mose lariano. La magistratura contabile, a poco più di un mese dall’invio, da parte del pubblico ministero Simone Pizzotti, di un esposto sul progetto paratie, ha deciso di approfondire gli appunti che i consulenti della procura della Repubblica di Como hanno mosso nei confronti della maxi opera. Appunti che toccano molteplici aspetti di quella che, alla vigilia del cantiere, avrebbe dovuto rappresentare l’opera pubblica fiore all’occhiello dell’attuale amministrazione, ma che in realtà si è trasformata in un’inestricabile matassa di guai non solo per Palazzo Cernezzi, ma anche per la Regione Lombardia e lo Stato, che attraverso – soprattutto – i fondi della Legge Valtellina finanziano gran parte della realizzazione del sistema antiesondazione.

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Troppo cemento in arrivo, troppo in ritardo il Pgt. architetti e urbanisti rilanciano l’allarme per la maxi colata che si abbatte su como, La Provincia di Como

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Darko Pandakovic, architetto paesaggista, nota: «Siamo arrivati alla follia totale, anche perché a Como abbiamo il 25% di sfitto e invenduto. L’edilizia come bene rifugio non funziona più, gli operatori forse non l’hanno colto ma il problema è l’amministrazione pubblica: cosa fa? Sta a guardare? Il ritardo del Pgt è molto grave e viene il sospetto che si tratti di una precisa scelta, a questo punto».
L’architetto comasco lancia un allarme molto chiaro: «Mentre aspettiamo che il Pgt sia pronto, assistiamo a questo affannarsi per acquisire il diritto di cementificare e far muovere le ruspe tra qualche tempo. L’amministrazione – conclude Pandakovic – non capisce o fa finta di non capire, l’atteggiamento è quello di chi è arrivato a fine corsa e ormai lascia che si arraffi tutto quello che c’è da arraffare».

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Troppo mattone a Como urbanisti contro il Comune – Cronaca – La Provincia di Como.

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Sommersa dal cemento Così finirà la città di Como – Cronaca – La Provincia di Como

Como, maxi colata di cemento in arrivo. I numeri parlano chiaro: sono addirittura 59 i piani attuativi depositati in Comune, per un totale che sfiora i 900mila metri cubi ancora da edificare. Come 150 condomini o una quindicina di quartieri simili alla “Manhattan” di via Cumano a Muggiò (un quartiere con 4 palazzi da 30 metri e uno alto 26). Tutte volumetrie che il piano regolatore vigente consente di realizzare. In un terzo dei casi, peraltro, potranno spuntare anche prima dell’approvazione del Piano di governo del territorio, che non è ancora stato ultimato e si farà attendere per diversi mesi.

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Il cantiere è a rischio disastri Siamo allo sbando, fermatelo – Cronaca – La Provincia di Como

«Il cantiere delle paratie è allo sbando». A pensarla così sono sempre più persone e il fronte di chi chiede di fermare tutto prima che sia troppo tardi, di fare chiarezza una volta per tutte su tempi, costi e progetto, si ingrossa ogni giorno che passa. A metà ottobre Antonello Passera, proprietario dell’albergo Terminus aveva lanciato l’affondo: «A questo punto bisogna stoppare i lavori tra piazza Cavour e Sant’Agostino. Teniamo la passeggiata attuale, sistemiamo la pavimentazione ma non allarghiamola. E abbandoniamo per sempre l’idea delle paratie

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Gli architetti Pierangelo Sfardini e Darko Pandakovic, che hanno presentato nei mesi scorsi un esposto in procura dopo il disastro del muro, lanciano un ulteriore allarme:

….le tre domande cruciali al sindaco Stefano Bruni. Domande finora rimaste senza risposte certe:

«Chi è il tecnico responsabile del progetto originario e delle successive varianti?

«Qual è il quadro economico originario, quelli successivi e quello attuale?».

E ancora: «Ogni progetto pubblico, per legge, deve essere accompagnato da un cronoprogramma. Quali sono i tempi di attuazione?».

I due architetti aggiungono: «Siamo di fronte a un’esercitazione, un esperimento che cambia in corso d’opera, c’è totale improvvisazione. Ora basta, stabiliamo un programma minimale che sia ragionevole e sicuro e chiudiamo al più presto la partita» perché, a loro dire, «siamo ancora in tempo, invertiamo la rotta adesso».Ma, per ripartire, i due non hanno dubbi: «Prendiamo atto che le cose stanno andando male: Fermiamoci. E poi ripartiamo con serietà, con una commissione di alto livello. All’insegna della trasparenza e della chiarezza, cosa che finora è totalmente mancata». Infine propongono di «rinunciare definitivamente a qualsiasi barriera idraulica meccanica, limitandosi al generale innalzamento di circa 60 centimetri della passeggiata in corrispondenza di piazza Cavour».
Michele Sada
Gisella Roncoroni

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L’antenna mostro in procura Trema il comune di Como – Cronaca – La Provincia di Como

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Il dirigente del settore Urbanistica del Comune di Como convocato in procura per il caso ciclope. Il pubblico ministero Simone Pizzotti, titolare di un fascicolo (aperto al momento a carico di ignoti) destinato a far luce sulla vicenda della mega antenna in fase di realizzazione nella zona delle colme tra Civiglio e Brunate, ha sentito come persona informata sui fatti l’ingegner Roberto Laria. Il dirigente è stato formalmente chiamato in procura per spiegare l’intero iter legato al via libera per la realizzazione del maxitraliccio di Radio Kappa International che, alla fine dei lavori, dovrebbe misurare una sessantina di metri, ovvero un paio di volte più alto del Faro voltiano

 

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Paratie per il lago di Como  i lavori in piazza Cavour – Cronaca – La Provincia di Como

«Tra pochi giorni il cantiere delle paratie si prolungherà fino a piazza Cavour, all’altezza del bar Monti». Nuove palizzate in arrivo sul lungolago e panorama nascosto per un altro tratto. L’ha annunciato ieri mattina il sindaco, Stefano Bruni. Si lavorerà a breve in un’altra zona, dunque, sebbene non sia ancora stato ultimato nemmeno il primo lotto, quello verso i giardini (non è stato assegnato l’incarico per realizzare quanto previsto dal progetto vincitore del concorso di idee, progetto che rischia di rimanere in buona parte sulla carta).
«I lavori nel secondo lotto vanno avanti e nei prossimi giorni scatterà l’apertura del cantiere fino a piazza Cavour – ha detto Bruni – Attualmente arriviamo circa fino al Ceccato e, appena avranno finito lì, andranno avanti fino a piazza Cavour. Non so esattamente se accadrà domani, fra tre giorni o cinque giorni, in ogni caso tra poco si arriva fino al Monti. Si transennerà? Certo, d’altra parte o ci si ferma o si lavora, non può esserci una via di mezzo…». Il sindaco ha poi confermato la necessità di alcune modifiche nel secondo lotto, per evitare problemi ai palazzi:

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Paratie e rifiuti, gli appalti nel mirino dell’antimafia – Cronaca – La Provincia di Como

Sul progetto paratie l’antimafia ha chiesto, in particolare, l’elenco dettagliato delle ditte che stanno lavorando – e hanno lavorato – nel cantiere del “Mose” lariano in appalto e in subappalto, elenco ovviamente accompagnato da tutte le certificazioni previste per legge, ivi comprese quelle antimafia. L’appalto per la realizzazione delle barriere antiesondazione se l’è aggiudicato la Sacaim di Venezia per 16 milioni di euro, una cifra che però è già lievitata di altri tre milioni per via di una perizia aggiuntiva e destinata a crescere ancora – e non di poco – in vista di una seconda perizia di variante.

Paratie e rifiuti, gli appalti nel mirino dell’antimafia – Cronaca – La Provincia di Como.

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La “questione paratie” arriva alla Corte dei Conti

decisione della Procura di Como, presa nelle ultime ore, di inviare tutta la consulenza sulle paratie – depositata nelle scorse settimane – all’attenzione della Corte dei Conti di Milano. Il fascicolo sulla contestata opera – esploso in modo deflagrante nell’estate del 2009, per l’ormai famoso “muro” sul lungolago denunciato da un pensionato – ha finito dunque con l’abbracciare non solo l’ultimo scempio, ovvero proprio quel muro che privava della vista del lago, bensì tutta l’opera, dalla sua ideazione e progettazione alla finale realizzazione. Un lasso di tempo che, dunque, per forza di cose deve abbracciare gli ultimi 15 anni.
Il magistrato che ha sul tavolo il fascicolo penale per il deturpamento delle bellezze naturali – il pm Simone Pizzotti – aveva chiesto nei mesi scorsi una superconsulenza sull’opera nel suo complesso, i cui risultati, dopo un lunghissimo lavoro e migliaia di pagine redatte, sono stati depositati nelle ultime settimane.
Il pm chiedeva ai suoi tecnici – un ingegnere idraulico, un geologo e un architetto paesaggista – di valutare diversi punti, soprattutto economici, primo fra tutti il corretto utilizzo dei fondi previsti dalla Legge Valtellina, concepiti nell’ottica di finanziare la realizzazione di opere utili a prevenire dissesti alluvionali. Ma il pm chiese anche di valutare l’opportunità di una simile opera in quel di Como, ovvero se le paratie fossero prioritarie in una città bagnata sì dalle acque del Lario, ma non – secondo quanto ritenuto dall’accusa – in un modo tanto frequente da giustificare un intervento invasivo per la città e il territorio circostante.

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La “questione paratie” arriva alla Corte dei Conti.

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«Pensino ai muri di casa loro» Lo scandalo un anno dopo – Cronaca – La Provincia di Como

È il 16 settembre del 2009. Innocente Proverbio, pensionato comasco, passeggia come tutte le mattine sul lungolago con il suo cane. Guarda, come al solito, dagli oblò che si aprono sul maxi cantiere delle paratie (iniziato nel gennaio del 2008) e si trova davanti… un muro di cemento (proprio quella mattina gli operai hanno tolto le forme che lo contenevano rendendolo quindi invisibile). Prende carta e penna e scrive a La Provincia per segnalare l’anomalia. A precisa domanda l’assessore alle Grandi opere, Fulvio Caradonna, si lascia sfuggire un vulcanico «pensino ai muri di casa loro». Da allora il calendario scorre:

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Crepe in piazza, le paratie presentano il conto

…. Crepe sui palazzi. Cancelli fuori asse. E una buona porzione di piazza Cavour – almeno venti metri quadrati – che si sta “muovendo”. Una serie di danni e rischi per i quali, sul banco degli imputati, c’è il cantiere delle paratie antiesondazione, colpevole di aver scosso il delicato equilibrio del sottosuolo di piazza Cavour.

Che i lavori rischino di causare danni ai palazzi circostanti – provocati non dall’impresa, ma dall’impatto del cantiere sul terreno – l’ha capito e ammesso anche il Comune: martedì mattina il sindaco di Como, Stefano Bruni, in Regione Lombardia ha parlato proprio di questo argomento.
E ha annunciato che sarà probabilmente necessario un «intervento tampone», per mettere una pezza ad alcune «indicazioni problematiche» emerse durante un’indagine commissionata tempo fa da Comune e Regione a un team di geologi.
Nel frattempo, il cantiere delle paratie presenta il conto su piazza Cavour. I segni più evidenti sono sul marciapiede del lato destro (con il fronte rivolto al lago), nel tratto tra la pasticceria “Monti” e il bar “Touring”. …..

Crepe in piazza, le paratie presentano il conto