Il vero nodo, però riguarda il lungolago nei tratti da piazza Matteotti a piazza Cavour (II lotto) e da piazza Cavour ai giardini a lago (I lotto). Nel primo caso un’altra estate di cantiere – quella del 2011- è scontata: i lavori sono partiti in aprile e dureranno un anno e mezzo. Nel tratto tra piazza Cavour e i giardini a lago è facile profezia immaginare una situazione analoga. Il motivo è presto detto: giovedì 15 luglio sarà proclamato il vincitore del concorso di idee per il ridisegno del lungolago nel tratto da villa Olmo a villa Geno, con un’attenzione particolare alla pavimentazione e agli arredi del I lotto. Poi dovrà essere bandita la gara per la progettazione esecutiva (è assai improbabile un’assegnazione interna all’ufficio tecnico del Comune dopo il caso del muro) e, se tutto va bene, all’inizio di autunno sarà affidato l’incarico progettuale, che richiederà almeno 4-5 mesi per essere ultimato. In parallelo – sempre che non ci siano ricorsi o altri intralci – si aprirà il dibattito in sede istituzionale e dovrà essere risolto il problema del reperimento delle risorse che, se il Pirellone non aprirà i cordoni della borsa, il Comune dovrà far saltare fuori dal suo striminzito bilancio. Insomma – se tutto filerà liscio come l’olio e il progetto non si rivelerà troppo complesso – ci troveremo nel pieno del cantiere per la pavimentazione e l’arredo del lungolago nell’estate 2011 …..
Categoria: urbanistica
Giù il muro di Como, spesi 20 milioni Iniziata la demolizione della barriera di 120 metri che oscurava il lago: sarà sostituita da paratie mobili, di Luigi Corvi in Corriere della sera 25 febbraio 2010
Dopo mesi di immobilità, ieri, oltre gli oblò che si aprono sulla palizzata del lungolago, il cantiere ha ripreso ad animarsi. L’ecomostro con il suo corpo massiccio lungo centoventi metri, era lì, sotto un tiepido sole, ad aspettare la sua fine. Alla gente che si assiepava dietro il vetro per assistere finalmente alla demolizione del muro della vergogna, lo spettacolo non era però visibile. I tecnici, infatti, in quei primi metri di cemento armato aggrediti dalla sega circolare con disco diamantato, avevano steso un telo bianco, a mo’ di paravento, proprio come si fa con i moribondi soccorsi negli incidenti stradali. È iniziata così, ieri mattina alle dieci, la fine del muro che oscurava il lago di Como.
Un progetto che, per evitare l’esondazione (sempre più rara) del lago, prevedeva la costruzione di paratie fisse, cioè muri di cemento armato che alzandosi per un metro e mezzo sopra il livello della vecchia passeggiata impedivano dalla strada la vista del Lario. Era stata la rivolta della gente, alla fine della scorsa estate, a bloccare i lavori. E poi, mesi di polemiche, di battaglie politiche, di attacchi alla giunta guidata dal ciellino Stefano Bruni, con una parte della maggioranza contro (Lega in prima fila), consigli comunali infuocati e, infine, il provvidenziale salvataggio di Roberto Formigoni. Che, mettendo sul piatto 2,1 milioni di euro della Regione, ha evitato il crollo del centrodestra a Como e contribuito alla propaganda elettorale del superpresidente della Lombardia, candidato per il quarto mandato consecutivo ….
L’INTERO ARTICOLO QUI: Giù il muro di Como, spesi 20 milioni – Milano
Como, 25 febbraio 2010 – Dopo 150 giorni esatti dalla scoperta dello scempio, dopo lunghi dibattiti e diatribe a livello politico che hanno portato alle dimissioni coatte dell’assessore alle Grandi Opere Fulvio Caradonna ed il Comune sull’orlo della crisi, dopo l’intervento in extremis del Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni a sostegno della traballante Giunta-Bruni, ecco, finalmente, ieri alle 10, l’inizio dei lavori per l’abbattimento del famigerato “muro della discordia”, quell’orribile manufatto che, senza l’insurrezione popolare della quasi totalità dei comaschi, avrebbe tolto dalla vista uno dei panorami più belli del mondo. Avrebbe reso Como una città anonima, senza quel panorama e quella vista sul primo bacino del Lario che la rende famosa in tutto il mondo.
Ieri, alle 10, ora ormai divenuta storica assieme alla data del 24 febbraio 2010, il momento tanto atteso da molti comaschi: la sega circolare diamantata dell’impresa “Cisana Elio” di Bergamo ha cominciato a segare il “muro della vergogna” . Un’operazione che durerà non tanto, due o tre giorni giusto il tempo di radere al suolo i 126 metri di polemiche ed astio.
in Il Giorno
Anche grazie a qualche lettore del quotidiano La Provincia "il Muro è caduto"
I titoli del quotidiano La Provincia di giovedì 25 febbraio 2010 sono:
- Una ruga lunga centoventi metri, di Giorgio Gandola
- La città ha vinto la sua battaglia. Avviata la demolizione del muro di Gisella Roncoroni
- Ma la gente protesta ancora “Troppo denaro buttato via”
- il sindaco non impugna il piccone “Sì l’errore c’era. L’extramuro”
- Primo lotto, fine lavori ad agosto e il conto totale sale a 20 milioni
- Grazie a voi lettori: il muro è caduto. Seguono le firme in ordine alfabetico di coloro che hanno firmato contro la costruzione del muro sul lago
MURO COMO: INIZIATO ABBATTIMENTO PARATIA SUL LUNGOLAGO, AGI News On
E’ iniziato questa mattina sul lungolago di Como, l’abbattimento del ‘muro antiesondazione’ che tante polemiche aveva suscitato nei mesi scorsi, al punto da portare alle dimissioni dell’Assessore ai Lavori Pubblici Fulvio Caradonna. Gli operai della Sacaim, l’azienda che ha vinto l’appalto per la realizzazione delle paratie, hanno iniziato a ‘tagliare’ il manufatto con una gigantesca sega circolare. La prima parte destinata a sparire e’ quella a ridosso di piazza Cavour per poi proseguire verso i Giardini Mafalda. Per tagliare tutto il muraglione, che sara’ suddiviso in mega-blocchi di circa 5 metri di lunghezza, saranno necessari circa cinque giorni di lavori. Le operazioni vengono seguite con particolare interesse da un flusso continuo di curiosi che, attraverso gli ‘oblo” che consentono la vista all’interno del cantiere, si soffermano a dare un’occhiata. Al posto del muro sara’ installato un sistema di ‘panconi’ mobili in alluminio che s’innesteranno direttamente sul parapetto della passeggiata a lago. Sovrapponibili, saranno alti 30 centimetri e lunghi 3 metri l’uno e saranno posizionati solo in caso di necessita’
AGI News On – MURO COMO: INIZIATO ABBATTIMENTO PARATIA SUL LUNGOLAGO
Il muro sul lago di Como: I tre progettisti delle paratie antiesondazione – Ugo Majone, Renato Conti e Carlo Terragni parlano apertamente di un grave «danno di immagine» cagionato loro dalle accuse di Palazzo Cernezzi
… I tre progettisti delle paratie antiesondazione – Ugo Majone, Renato Conti e Carlo Terragni – hanno inviato al Comune la diffida legale relativa alla controversia sulle «omissioni progettuali» imputate a loro dai dirigenti comunali Antonio Ferro (responsabile del procedimento) e Antonio Viola (direttore dei lavori). La diffida – la cui redazione è stata affidata a un legale di Roma, considerato uno dei massimi esperti in tema di diritto amministrativo – verte essenzialmente sugli stessi temi che i tre progettisti hanno messo nero su bianco nei verbali della conferenza dei servizi.
Il primo punto del documento, infatti, è una richiesta senza mediazioni: l’eliminazione da ogni carta ufficiale delle accuse di «omissioni progettuali» in relazione agli elaborati originari presentati a suo tempo da Majone, Conti e Terragni.
Il pool di professionisti – tramite il legale di fiducia – rivendica la giustezza del proprio progetto.
Ma non soltanto, perché nella diffida viene anche evidenziato come l’opera di progettazione delle paratie sia sempre stata vincolata alla necessità di risparmi economici dell’amministrazione comunale, oltre al fatto che quelle che – da Viola e Ferro – vengono definite «omissioni» in realtà sarebbero soltanto migliorie richieste successivamente alla redazione degli elaborati fondamentali.
Al di là delle questioni tecniche – che comunque sono l’aspetto centrale del documento legale – Majone, Terragni e Conti parlano apertamente di un grave «danno di immagine» cagionato loro dalle accuse di Palazzo Cernezzi e dunque minacciano apertamente la richiesta di un cospicuo risarcimento.
in Corriere di Como 20 febbraio 2010
Il muro, come è ormai noto, secondo il progetto approvato doveva avere dimensioni e altezze diverse. In poche parole, doveva essere più piccolo garantendo una maggiore visibilità del lago
«un fatto gravissimo che dovrebbe interessare la Corte dei conti». Il muro, come è ormai noto, secondo il progetto approvato doveva avere dimensioni e altezze diverse. In poche parole, doveva essere più piccolo garantendo una maggiore visibilità del lago. L’interpellanza, depositata l’altro giorno, afferma nelle premesse che «la variante 2009 al muro antiesondazione ha comportato un aumento dell’altezza del muro stesso, apportando una sostanziale modifica al progetto» e che in base alla legge 554 del 1999, articolo 134 comma 9, le ?perizie di variante sono approvate dal responsabile unico del procedimento?.
No Paratie: progetto paratie: «Perché la variante non è mai stata approvata?»
Como: Crepe e spaccature in Lungolario Trento
Il cantiere delle paratie presenta il conto al Lungolario Trento: una spaccatura sul marciapiede larga fino a due centimetri e lunga mezzo metro. Nulla, a confronto del cancello sradicato poco più avanti, nei pressi del garage dell’hotel Metropole Suisse, dove lo spostamento di un muro ha piegato persino il ferro battuto.E proprio il titolare dello storico hotel, attivo dal 1892, lancia un appello al Comune: «Sarebbe opportuno calcolare gli effetti che le paratie avranno in futuro sui “movimenti” della piazza». Roberto Cassani precisa subito di non aver alcun intento polemico. «Lo dico in termini costruttivi», aggiunge. E poi spiega le conseguenze create, presumibilmente, dal cantiere delle paratie: «Sul marciapiede del Lungolario Trento si notano alcune spaccature, cedimenti, che per ora non si sono fortunatamente ripercossi sulla struttura dell’edificio». Le crepe sono molto vicine all’hotel. «Valutiamo queste fessure come conseguenza di un cantiere importante, e va bene. Tuttavia – prosegue Cassani – non vorrei vi fossero in futuro dei cambiamenti del terreno sotto la piazza e il lungolago».
Crepe e spaccature, le paratie presentano il conto
Il progetto delle paratie era inutile
Il progetto delle paratie era inutile lo scopriamo solo oggi grazie al comunicato stampa congiunto di Soprintendenza, Regione, Provincia e Comune di Como seguito alla Conferenza di servizio di lunedì 18 gennaio sul progetto del lungolago che recita: «La conferenza di servizio, esaminati i documenti, ha valutato positivamente la soluzione dello spostamento della linea di difesa idraulica dalla zona centrale della passeggiata a bordo lago in corrispondenza del parapetto». Viene ribaltata completamente la concezione di difesa dal lago pensata sino ad ora e vengono contestualmente buttati “a lago” i progetti redatti e pagati sinora.
Unica nota positiva «l’abbattimento del muro non appena si sarà completato l’iter procedurale necessario per l’approvazione della variante, iter la cui conclusione è prevista presumibilmente entro fine febbraio».
Lago, un muro di silenzio sui 243 giorni in proroga La Provincia di Como
Ricapitolando: il primo lotto di cantiere (iniziato l’8 gennaio 2008) avrebbe dovuto concludersi dopo 427 giorni, cioé il 9 marzo del 2009. Nel 2008 si registrano 11 giorni di stop a causa dell’esondazione (dall’11 al 22 luglio) e il 4 marzo 2009 il responsabile del procedimento, il dirigente Antonio Ferro ha concesso una proroga di 149 giorni. Nel 2009 quattro giorni di stop a causa del meteo (il 16, il 27 e il 28 aprile e il 26 settembre) e due proroghe: una di 70 giorni l’11 agosto e una di 24 giorni a ottobre (dopo l’esplosione del caos muro).
Calendario alla mano il cantiere delle paratie sta viaggiando con quasi un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia. E la grana del muro non consente di quantificare quando la situazione sarà risolta. Il concorso di idee per l’arredo della nuova passeggiata si concluderà a fine giugno e questo vuol dire che il primo lotto non sarà ultimato prima del prossimo autunno, salvo altri imprevisti.
Nel frattempo alla Sacaim sono stati liquidati i primi quattro stati di avanzamento dei lavori, cioé i primi quattro assegni.
vai a:
Lago, un muro di silenzio sui 243 giorni in proroga – Homepage – La Provincia di Como
Occhi puntati sul cantiere Sono stati riaperti gli oblò, Il Giorno – Como
…. in primo piano c’è sempre il famigerato “muro della vergogna”, ma almeno si può vedere uno spicchio in più di lago, dove c’è l’originale spaccatura per l’inserimento delle paratie, e soprattutto dare un’occhiata sul muro-bis, quello in finta pietra di Moltrasio che, da quando è stato eretto, non era mai stato possibile vedere per l’oscuramento delle finestre da parte della ditta Sacaim. Ieri erano al lavoro tre o quattro operai, alle prese con interventi proprio in corrispondenza del muro-bis che poi dovrà essere levigato fino ad un’altezza massima di una quarantina di centimetri, avendo poi la funzione di parapetto di una delle due piazzole che si apriranno sul lago da piazza Cavour. I lavori proseguono proprio per evitare il blocco totale del cantiere, e quindi il pagamento di penali da parte del Comune, in attesa del nuovo progetto elaborato dai tecnici di Regione, Provincia e Comune di Como, e del via dei lavori di abbattimento del muro che dovrebbero svolgersi entro fine febbraio …
Il Giorno – Como – Occhi puntati sul cantiere Sono stati riaperti gli oblò
la barriera finita al centro di mille polemiche non c’è più. Il che, però, non significa che il camminamento sarà completamente sgombro da altri manufatti., Corriere di Como
Prende forma la futura passeggiata a lago dopo la bufera sul muro. E dagli accurati (ma non definitivi) rendering realizzati dalla Provincia di Como, non mancano le sorprese. Almeno rispetto alle poche indiscrezioni filtrate finora. Il dato più importante, evidentemente, è che la barriera finita al centro di mille polemiche non c’è più. Il che, però, non significa che il camminamento sarà completamente sgombro da altri manufatti. Al contrario, per circa metà della passeggiata verso viale Cavallotti, a partire da piazza Cavour, spunteranno dieci manufatti di cemento. Si tratta dei sostegni necessari a permettere alle paratie a ventola che saranno inserite nel suolo di alzarsi in caso di esondazione del Lario.
«Il muro di Como, un grave errore» È il presidente della Lombardia Formigoni a riconoscere, primo e per la prima volta, a tre mesi dalla nascita del muro della vergogna, che nei lavori sul lungolago di Como qualcuno ha sbagliato. Inutile chiedere chi
«Nel corso della realizzazione delle opere si è verificato un grave errore». È il presidente della Lombardia Formigoni a riconoscere, primo e per la prima volta, a tre mesi dalla nascita del muro della vergogna, che nei lavori sul lungolago di Como qualcuno ha sbagliato. Inutile chiedere chi. «Io guardo al futuro», risponde secco il presidente. E così nessuno potrà mai sapere (a meno di sorprese da Procura e Corte dei Conti) chi e come ha sbagliato facendo diventare le paratie antiesondazione sul lungolago di Como un autentico ecomostro.
«Il muro di Como, un grave errore»



