DIARIO di Amaltea

Alessandro Bortone (1933 – 2014), il direttore che fece grande la biblioteca comunale di Como, 7 marzo 2014

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Chicco (1939) e Luigina (1943) · la Lenta

GRAZIE a Chicco e Luigina, domenica 23 febbraio 2014

lenta

L aggiù

A ppare 

L EI:

E legante,

N obile,

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A mata

Acrostico di Luciana

Qui la storia della Lenta, narrata da Chicco nella Baia di Piona il 22 agosto  2011

la confortevole tana

Ascoltando Nat King Cole assieme ad Haruki Murakami nella stanza sul centro storico di Como, 8 dicembre 2013

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

South Of The Border (Down Mexico Way)

La canzone preferita nei pomeriggi da Shimamoto, che i due ragazzi ascoltano senza comprendere le parole, immaginandole più interessanti di quanto non siano. Si tratta del classico brano country reso celebre da Frank Sinatra e interpretato da moltissimi altri cantanti, e del quale esiste anche una nota versione italiana (Stella d’argento). Non risulta però una versione interpretata da Nat King Cole, si tratta infatti di un errato ricordo di Murakami, da lui stesso ammesso nel libro “Portrait of Jazz”

Murakami dice nel libro Portraits of Jazz:

“Someone pointed out to me that Nat Cole had never sung(at least recorded) the song. I couldn’t believe him and looked into Cole’s discography. To my surprise he never ever sang it. He made several albums of Latin songs, but it is not included in them. Then it follows that I wrote a book based on a recording…

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la confortevole tana

Casa: la confortevole tana che dà sul centro storico di Como

Ognuno di noi abita una «casa» , chiamiamola così. Attorno, a perdita d’occhio, la brughiera. Il fuoco è acceso, la tavola imbandita. Ma capita, guardando verso la finestra, che il vento ci faccia credere di trovarci là fuori — e ci si dimentichi di dove siamo davvero.

Si è «a casa»

Emanuele Severino

la confortevole tana · via Cinque Giornate · via Vitani · Vie: Cesare Cantù, A. del Pero, P. Tatti, Vitani

il centro storico di Como, Via Cinque Giornate, Via Vitani, Via Primo Tatti

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Cerchio dell'Apparire · GENIUS LOCI · Lago

Paolo Ferrario, riflessione notturna dopo: IL LAGO MAESTRO, monologo di Giuseppe Guin, orchestra ensemble Marco Fusi, al Teatro Sociale, giovedì 16 gennaio 2014 fra le 20 e 30 e le 22 e 30

Sono di ritorno da:
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E’ bello vedere e trovare qualcuno che ha ben compreso la “potenza” di luogo del Lago di Como.

Le due torrette della ex cava di Faggeto assomigliano tanto al meditabondo ponte della Civera:

In questi angoli di mondo, dove si arriva solo a piedi o in barca, si può essere presi dallo “spleen”, quella specie di malinconia che assomiglia ad un tango. Occorre lasciarsi andare però. Occorre provare a perdere il controllo sulla situazione di vita.

In  questi anfratti, dove conta lo sciabordio delle onde, o le notti di stelle, o gli occhi degli uccelli notturni, si trova, se lo si vuole trovare,  quello che gli antichi chiamavano Genius Loci.

Lo spazio ed il tempo sono le categorie essenziali per la stessa nozione di esistenza: ogni percezione di sé e del mondo si realizza nello spazio ed anche le rappresentazione mentali e culturali si realizzano in uno spazio. Il tempo è la curva inesorabile che struttura ogni gesto della nostra vita, ma noi lo viviamo in uno spazio. E’ il nostro linguaggio a rivelarci che sempre  pensiamo noi stessi collocandoci in un luogo. Infatti diciamo “sentirsi a casa” o “sentirsi spaesati” o ancora “sentirsi in trincea” o “stare a casa di Dio”. Dunque la spazialità permea il pensiero e il linguaggio.

Per cominciare a costellare il tema del luogo ricorro alla  energia del pensiero di James Hillman (2001), quando ci avvisa che: “se è vero che l’anima ha a che fare con l’approfondirsi degli eventi, questi eventi non sono solo dentro di noi ma possono essere dentro il mondo. Questa è l’anima mundi, l’anima nel mondo, o del mondo”. E’ davvero forte questa suggestione che orienta a cercare l’anima nei luoghi. Non è la Psiche ad essere in noi, noi siamo nella Psiche. Mettere in relazione il proprio sé con il  mondo esterno è come un “fare anima” anche con il gesto semplice di stare in un posto, alla ricerca lieve, curiosa ed interessata di quel qualcosa di difficilmente afferrabile (se non vi si presta amorosa attenzione) che va a costituire il nucleo essenziale di in luogo. Lo si cattura con una intuizione o con una percezione sintetica.

Lo si è chiamato “Genius Loci”, per rappresentare l’essenza, l’anima, la forza di un luogo. Qualche architetto, in evidente riflessione autocritica, dice: “Il luogo rappresenta quella parte di verità che appartiene all’architettura: esso è la manifestazione concreta dell’abitare dell’uomo, la cui identità dipende dall’appartenenza ai luoghi” (Christian Norberg-Schultz, citato da Francesco Bevilacqua, 2010).

Uno spazio diventa luogo se si manifestano relazioni affettive, economiche e simboliche. Ci deve essere un investimento psicologico e culturale affinché ci sia questa trasformazione.

Giuseppe Guin ha ben capito  (e ce lo ha detto con intensità, accompagnato dai musicisti)  che “luogo” e “persone ” assieme producono emozione.

In questa relazione fra la persona ed il luogo c’è un sapore di eterno. E così coloro che lui ha incontrato sulle rive sono ancorà lì. Perchè è impossibile che le cose vengano dal nulla e finiscano nel nulla,  quando “sentiamo”  il senso che da lì viene fuori. Ma se viene fuori, vul dire che c’era già da prima.

Ma, certo, occorre essere disponibli a questo ascolto.

Cesare Guin lo ha provato nella sua esperienza diretta e ce lo ha raccontato con la sua voce e con i suoi compagni di scena

Ci si sente bene, poi, quando dal teatro sociale, si passa per piazza del Duomo e ci si saddentra nella città murata, percorrendo i passi di via Cinque Giornate.

Abbiamo il privilegio di vivere in un pezzo della terra davvero straordinario.

la confortevole tana · via Cinque Giornate

dal primo pomeriggio alla sera da una stanza del centro storico di Como, 1 dicembre 2013

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

Ognuno di noi abita una «casa» , chiamiamola così. Attorno, a perdita d’occhio, la brughiera. Il fuoco è acceso, la tavola imbandita. Ma capita, guardando verso la finestra, che il vento ci faccia credere di trovarci là fuori — e ci si dimentichi di dove siamo davveroSi è «a casa»

Emanuele Severino

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la confortevole tana · via Cinque Giornate

La stanza che dà sul centro storico di Como, dicembre 2013

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

Ognuno di noi abita una «casa» , chiamiamola così. Attorno, a perdita d’occhio, la brughiera. Il fuoco è acceso, la tavola imbandita. Ma capita, guardando verso la finestra, che il vento ci faccia credere di trovarci là fuori — e ci si dimentichi di dove siamo davveroSi è «a casa»

Emanuele Severino

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Centro Storico di Como · la confortevole tana · via Cinque Giornate · via Vitani

centro storico di Como: angolo via 5 giornate – via Vitani

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Centro Storico di Como · la confortevole tana · via Cinque Giornate · via Vitani

centro storico di Como: piazza del Duomo, quartiere della Cortesella, Via Vitani, Via 5 Giornate

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auguri nel tempo · Guarracino Vincenzo

Attraversare il 2014 “con stile”

 
Il nostro pensiero per il 2014 è improntato all’augurio di percorrere l’anno “con stile“.
La parola Polis rimanda alla città, cioè al governo di uno spazio pubblico che è intimamente connesso alla nostra singola persona.
Il 2013 ci ha consegnato una Polis, divisiva, spesso violenta, e bloccata in tre impotenze che il voto degli italiani ha determinato.
Un esito cosi “tragico”, soprattutto in riferimento alla crisi che ci attanaglia dal 2008, consiglierebbe un senso di responsabilità razionale, forte e profondo: quello di deporre le armi delle identità e fare un “compromesso storico”, come è già avvenuto nel passato.
Questa scelta necessaria è mirabilmente incarnata nella figura sapiente e, nello stesso tempo, dolente del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha mostrato cosa vuol dire “fare le cose con stile”.
Stile è riuscire a portare bene un peso assegnato.
Significa reggere tale peso tentando di utilizzare in maniera concentrata tutte le energie disponibili, anche e soprattutto quelle minime.
Stile è quell’obbligo morale che dovremmo imporci per essere all’altezza delle situazioni e delle attese.
Stile è la capacità di comprendere e agire con equilibrio, adattando la propria forza ai compiti che ci aspettano.
Giovano ancora in questo augurio due antiche esortazioni.
Age quod agis, “Fai bene quello che stai facendo”, dicevano i latini.
Ne quid nimis, “Nulla di troppo, senza esagerare”, dicevano i greci e, ancora, ci hanno riportato i latini.
In queste massime ci sembra di trovare un invito alla moderazione ed al controllo più che mai adatti alla situazione del momento.
La consapevolezza dei nostri limiti ci potrebbe aiutare ad accettare e comprendere anche le altrui limitatezze e a rimanere all’interno di un gioco delle regole che è la sola garanzia di sopravvivenza.
Con l’aspettativa che la Polis mostri questa sapienza e che ciascuno di noi riesca a vivere con stile, auguriamo
buone ore
buoni giorni
buon 2014
e buon futuro
Paolo e Luciana
31 dicembre 2013
Nota: i riferimenti linguistici sullo stile sono tratti dal libro di Vincenzo Guarracino, Antonio Spallino, uomo, amministratore, sportivo, intellettuale, Casagrande editore, Lugano 2013
casa · Centro Storico di Como · GENIUS LOCI · la confortevole tana · via Cinque Giornate

il centro storico di Como: da Viale Varese, attraverso Via 5 Giornate, al Duomo

da Viale Varese, attraverso Via 5 Giornate al Duomo

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