Colori · Ortensia

ORTENSIE: Orsù, Ringraziamo Tanta Evidentemente Necessaria Super Idratazione Elargitaci, da un post pubblicato su Splinder il 13 luglio 2010

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E  largitaci

Agave

l’ AGAVE, in Marco Di Domenico, Clandestini. Animali e piante senza permesso di soggiorno, Bollati Boringhieri, 2008, p. 35-37

Poche piante danno un’idea di potenza, di vigore, quasi di im­mortalità quanto l’agave. Anche le più vecchie querce, i castagni millenari, i pini secolari, sembra siano vivi per una specie di mira­colo e sulla corteccia screpolata, sui rami contorti e irregolari, sulle foglie destinate comunque a cadere, portano i segni della vecchiaia e della morte.

L’agave no. La pianta è acaule, ovvero priva di fusto, ed è formata da una «rosetta» di circa 30 foglie, con le più vecchie che solo dopo anni seccano e si accartocciano. Le foglie partono di­rettamente dal terreno, dal centro della rosetta, sono carnose e lun­ghe fino a tre metri, grigio-verdi, lineate di giallo in certe varietà, lisce e vellutate ma durissime e orlate da minacciose spine scure che sembrano denti di squalo; hanno perfetta sezione triangolare e apice acuto terminante in un mucrone, una grande spina appuntita come un pugnale. L’interno della rosetta è irraggiungibile, difeso com’è dalle foglie armate di denti e pugnali, perfetto nella sua geometria regolare, quasi metafisica.

Ecco, l’agave è una pianta metafisica. Un clandestino metafisico. Originaria del Messico, l’Agave americana (famiglia Agavacee), fu importata dagli spagnoli dopo la conquista del paese centroamericano e coltivata nei giardini di mezza Europa, forse già a partire dalla metà del XVI secolo. Robusta, resistente alle più avverse condizioni climatiche ma non alle basse temperature, capace di crescere ovunque, persino in vasi ristretti, si è presto libe­rata, diffondendosi in tutto il Mediterraneo e in gran parte delle aree temperato-calde della terra. In Italia è presente quasi ovunque, con l’eccezione delle regioni senza sbocco al mare: Val d’Aosta, Pie­monte, Trentino Alto-Adige e Umbria (in Lombardia si giova dell’ef­fetto mitigante dei grandi laghi alpini). Cresce bene tanto sui terreni rocciosi che sulle spiagge sabbiose. Spesso si accompagna al fico d’india, con cui condivide l’origine e l’enorme adattabilità.

L’a­gave vive fino a ventanni. Quando è matura inizia a produrre ai lati della rosetta piantine figlie, che emettono radici e si affranca­no dalla pianta madre. È il segnale che il ciclo si sta per compiere, che la morte, anche per l’agave, sta arrivando.

Ma non è una mor­te come le altre. Nell’ultimo anno di vita l’agave compie uno sfor­zo che ha dell’incredibile. Dal centro della rosetta inizia a compa­rire a primavera un’infiorescenza che cresce rapidissima fino ad arrivare a 20 cm di diametro 6405 metri d’altezza; qualche volta, pare, addirittura fino a 12, come un palazzo di 4 piani. Sembra un gigantesco asparago, che poi sviluppa rami laterali portanti ognuno numerosi fiori giallo-verdastri. All’inizio dell’estate l’infiorescenza è completa e l’agave raggiunge il massimo della sua bellezza. Sicco­me le piante vicine sono spesso sorelle, figlie della stessa pianta madre, la fioritura è quasi sempre simultanea e decine di enormi infiorescenze dominano il paesaggio anche da lontano.

Poi l’infio­rescenza si secca, improvvisamente come è cresciuta, e la magnifi­ca agave, perfetta, armata e invincibile, muore improvvisamente, svuotata di ogni energia.

Le piantine figlie però si accrescono velo­cemente e il ciclo ricomincia. Tra 15 o 20 anni ci sarà un’altra incre­dibile fioritura …

In Marco Di Domenico, Clandestini. Animali e piante senza permesso di soggiorno, Bollati Boringhieri, 2008, p. 35-37

 

 

 


 


 


 

Falangio (o Nastrine) · Gerani · Plumbago

GERANI e PLUMBAGO nella zona dei FALANGIO, in autunno, 21 ottobre 2018

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Salvia · Salvia Greggii con i fiori rossi

SALVIA GREGGII, acquistata a Orticolario il 6 ottobre 2018

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Arbusti

il PLUMBAGO della serra di Avignone, acquistato a Orticolario il 6 ottobre 2018

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Cernobbio · Orticolario · Salvia

collezioni di SALVIA a Orticolario, Cernobbio, 6 ottobre 2018

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Salvia · Salvia Greggii con i fiori rossi

SALVIA GREGGII (salvia di Gregg), oggi a Orticolario,6 ottobre 2018

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vai alla scheda:

https://en.wikipedia.org/wiki/Salvia_greggii

prima del gelo, in novembre, tagliare fino alla parte legnosa

giallo · Tageti

il colore giallo dei TAGETI nel settembre del 2018

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Falangio (o Nastrine)

la zona delle piante FALANGIO ( o NASTRINE), sotto il pino e vicino al ciliegio

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Lavanda · ORTO: lavori, cure, manutenzione

la potatura della LAVANDA

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Arbusti

la TRITONIA sulla terrazza dell’Orto/Giardino, nel mese di luglio 2018

Erica

le piantine di ERICA, ora spostate (per empatia) in una zona dell’orto/giardino più adatta a loro, estate 2018

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