S pavalda
A rrampicatrice
S i
S pinge
I n
F enditure
R occiose
A spirando
G loriose
A scese













- Fotografie di Luciana
S pavalda
A rrampicatrice
S i
S pinge
I n
F enditure
R occiose
A spirando
G loriose
A scese













Anche le piante ci sentono
Le scoperte arrivano dal gruppo di ricerca guidato da Stefano Mancuso,
direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale e socio
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<http://www.tgcom24.mediaset.it/perlei/articoli/1041488/anche-le-piante-ci-sentono.shtml>
La moltiplicazione dell’ Oleandro per talea va effettuata da fine maggio fino a tutto giugno, periodo di maggiore attività vegetativa dell’oleandro.
Tagliare da un oleandro rametti lunghi 10-15 cm, con le forbici spuntare le foglie e successivamente mettiamoli in vasetti con sabbia e torba e poniamoli in un luogo fresco annaffiando la talea di oleandro regolarmente. Rinvasare la talea in vasi più grandi durante l’anno man mano che il nuovo oleandro si sviluppa per poi metterlo a dimora l’anno successivo.
Esposizione Mandevilla sanderi
Per un corretto sviluppo della pianta è consigliabile evitare di esporla a gelate tardive; coltiviamola in luogo riparato, posizionandola all’aperto solo in primavera inoltrata. Evitiamo di esporre le piante da appartamento alla luce diretta del sole, che potrebbe danneggiarne le foglie, soprattutto durante i mesi più caldi dell’anno. Prediligiamo una posizione luminosa, ma con luce filtrata.Per uno sviluppo equilibrato la Mandevilla sanderi è consigliabile posizionarla in luogo in cui riceva almeno alcune ore di sole diretto.
Generalità Mandevilla sanderi
La Mandevilla sanderi si sviluppa come un arbusto. Questa pianta in primavera assume una colorazione rosso ; è di taglia media e può raggiungere i 3 m di altezza. Mantiene la foglia in inverno. Lo sviluppo è rampicante, per uno sviluppo corretto è bene porre a dimora queste piante nei pressi di un supporto su cui si possano sviluppare
da: Mandevilla sanderi, Scarlet Pimpernel – Piante appartamento – Apocynaceae giardino.
Mandevilla splendens
Syn. Dipladenia – Apocynaceae
Generalità: pianta sempreverde rampicante originaria dell’America centrale e meridionale. I fusti sottili e carnosi crescono rapidamente, questa pianta si coltiva in vasi appesi, oppure come rampicante, aiutata da graticci o tutori. Le foglie sono ovali, scure, lucide, spesse, leggermente pubescenti sulla pagina inferiore; in primavera e in estate produce una cascata di grandi fiori a trombetta, riuniti in racemi, delicatamente profumati, rossi, rosa o bianchi, con la gola giallo limone. Nei luoghi con inverni miti possono essere coltivate anche in piena terra in giardino, oppure possono essere trattate anche come piante da giardino annuali. Si consiglia di potare leggermente i rami all’inizio della primavera o in autunno, per evitare che la pianta lignifichi troppo nella parte inferiore, perdendo le foglie.
Esposizione: gradisce posizioni molto luminose, anche soleggiate, ma cresce bene anche a mezz’ombra. Se posta in luogo completamente ombreggiato produce pochi fiori e molte foglie. Teme il gelo, non va esposta a temperature al di sotto dei 5-8°C, quindi in estate si può mettere in giardino o sul terrazzo, ma va subito ritirata in casa con l’arrivo dei freddi autunnali. Nei luoghi in cui l’inverno è mite si coltiva anche in piena terra; in questo caso con il freddo perde le foglie, che rispunteranno a primavera; in piena terra può raggiungere anche dimensioni superiori ai 3-4 metri.
Annaffiature: non necessita di grandi quantità d’acqua e sopporta senza problemi brevi periodi di siccità; annaffiare regolarmente, lasciando leggermente asciugare il substrato tra un’annaffiatura e l’altra. In inverno annaffiare sporadicamente. Per una migliore fioritura si consiglia di fornire del concime per piante da fiore ogni 8-10 giorni nel periodo vegetativo, da marzo a ottobre, e almeno una volta al mese in inverno.
Terreno: la mandevilla preferisce terreni sciolti, ben drenati, molto ricchi di materia organica. Si può preparare una composta ottimale mescolando terriccio universale bilanciato e sabbia in parti uguali, con una piccola dose di humus.
Moltiplicazione: avviene per talea, in primavera o in estate, utilizzando dei rametti di 7-10 cm; la radicazione delle talee è solitamente moto rapida, circa 3-4 settimane, le piantine così ottenute si possono subito trattare come piante adulte, ponendole in contenitore singolo.
Ulteriori informazioni su: Dipladenia – Mandevilla splendens – Appartamento Dipladenia – Mandevilla splendens – Appartamento.






Fotografie e testo di Luciana
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Stefano Mancuso è un botanico e guida un team di ricercatori al Laboratorio di neurobiologia vegetale di Firenze: ha evidenziato nella punta delle radici un’area di pochi millimetri che funziona da sensore per quindici parametri e attiva un network di comunicazione. È simile a un centro di elaborazione dati che influenza le strategie di sopravvivenza in un habitat, come la ricerca di acqua. Inoltre le piante mettono in atto meccanismi di collaborazione anche con insetti, animali, funghi. Per esempio, le formiche allontanano gli elefanti africani dalle acacie: sono in grado di risalire attraverso la proboscide e irritare i pachidermi che preferiscono, quindi, nutrirsi altrove.
Ma l’interazione “intelligente” della flora con gli esseri umani è un territorio ancora poco esplorato. «Eppure esistono comportamenti simili a forme di persuasione», osserva Mancuso.
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da:
Le radici hanno molto da raccontare all’uomo – Il Sole 24 ORE.
potare al 50 %
selezionare i rami
dopo la fioritura, un po’ per volta
reagisce bene
fare potatura di contenimento
taglio drastico
meglio ottobre/novembre
Le idee sono molto diverse riguardo la potatura dell’ortensia. In genere è preferibile fare una potatura “da fiore” a fineagosto o a fine settembre. L’ortensia fiorisce all’apice dei rami nuovi e con la potatura si stimola già da settembre l’emissione di getti laterali che poi si irrobustiscono prima di fiorire l’anno successivo.
Tagliare tutti i rami che hanno il fiore lasciando due coppie di foglie e facendo il taglio di un centimetro sopra una coppia che porta all’ascella due gemme già gonfie. Così il cespuglio rimane basso e con rami robusti, si infittisce molto dato che da ogni ramo ne spuntano due nuovi. Poi a febbraio si farà la seconda, ma leggera potatura, per eliminare i rami che appaiono deboli e disordinati.
Il fiore dell’ortensia è bellissmo sulla pianta ma si presta molto bene anche come fiore reciso, da prelevare nei mesi di giugno/luglio ed essiccare per creazioni di composizioni floreali. Si taglia nei mesi di settembre, ottobre, novembre.