COATESA: frazione di Nesso · nevicata

Nevicata su Coatesa

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COATESA: frazione di Nesso · ex filanda

Quattro in aula per l’ex filanda | Scanner

«Feci notare in Comune che, alzando l’edificio di un piano, mi avrebbero tolto il sole. Mi risposero che non esiste un diritto al sole». Nella voce e nelle parole di …, c’è la sintesi quasi fotografica della vicenda della ex filanda di Nesso, a picco sull’orrido, rivisitata e corretta (cioè restaurata e ampliata) con la stessa grazia riservata negli ultimi anni a tanti, troppi edifici del lago, sottoposto a una cementificazione senza precedenti.

Questa volta, però, il caso è finito davanti a un tribunale, con quattro imputati accusati di abuso edilizio, falso ideologico e abuso d’ufficio. Sono il milanese …, 62 anni, legale rappresentante della *** srl, società proprietaria dell’edificio e committente delle opere…., 30enne, amministratore unico della ***  srl, la società che procedette all’esecuzione del progetto, il progettista nonché direttore dei lavori …., 51 anni, lui pure residente a Milano, e infine …., comasco, 75 anni, responsabile degli uffici tecnici comunali del paese.

La testimonianza di …, nessese, uno dei vicini che per primi denunciò l’insolita ipertrofia della vecchia filanda, è valsa a ricostruire l’elenco dei rovinosi tentativi di fermare l’avanzare delle ruspe, incocciati contro risposte evasive o rassicuranti («ma va là, che non fanno nessun piano in più»), e gli effetti – ancorché presunti – del robusto ispessimento della filanda: «Due frane – ha ricordato ….-: nella prima, che si staccò nella notte a cavallo tra il 21 e il 22 febbraio del 2004, crollò parte del muro che segnava il confine tra la mia proprietà e quella di Imingest. Scesero più o meno cento metri cubi di pietre e detriti che demolirono due rustici dell’orto. Nella seconda, che risale allo scorso 17 aprile, cedette il muro a secco su cui era stato accatastato il materiale da cantiere, la cui pericolosità avevo io stesso segnalato alla Imingest fin da due anni prima».

È stata un’udienza d’esordio piuttosto tesa. Il difensore di …, l’avvocato ***, ha ricusato il Tribunale, presieduto da ***. L’istanza di ricusazione è motivata dal fatto che due membri del collegio, lo stesso presidente e uno dei giudici a latere, *** (l’altro è ***), avevano respinto nell’ottobre del 2008, in quanto giudici del riesame, una istanza di dissequestro del cantiere. Motivando il loro diniego, avevano definito «plausibile» che la concessione per l’ex filanda di Nesso fosse «frutto di collusione criminale tra il privato (l’imputato …., ndr) e i titolari dell’organo amministrativo competente (l’imputato …., ndr)». Ora, secondo ***, adottando l’espressione «collusione criminale», i giudici esprimevano un convincimento (pregiudizio?) peraltro «non fondato e non dovuto» alla luce del capo di imputazione. Perché se …è accusato di abuso d’ufficio, a … sono formalmente contestati “solo” reati di tipo ambientale. Deciderà la corte d’Appello di Milano. Nel frattempo si torna in aula il 13 novembre. 

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Da Coatesa verso Argegno e la Valle d’Intelvi

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Biblioteca comunale di Nesso · Libri su Como e il Lario · NESSO

14 Novembre 2009 "Un amore di zitella" sabato a Nesso

NODO news 14 Novembre 2009
“Un amore di zitella” sabato a Nesso

“Un amore di zitella” di Andrea Vitali è un capolavoro di minuzia nel descrivere la quotidianità di Bellano anni Sessanta; una routine fatta di abitudini e piccoli riti provinciali, che la penna di Vitali mai tralascia, ma anzi sottolinea. Di Iole Vergara – la “zitella”, appunto – conosciamo fin nei minimi dettagli le giornate, trascinate tra la noia dell’ufficio, le serate passate davanti alla tv e i pettegolezzi del paese.

Da questo racconto nasce il progetto teatrale di Laura Negretti che, in più rispetto al romanzo di Andrea Vitali, indaga il come e il perché questa donna sia arrivata ad accomodarsi e a nascondersi in una vita talmente grigia da gioire solo per la finale del Festival di San Remo vista in tv. Una donna che per difendersi dalla monotonia di una vita spesa e persa nella tristezza di un’esistenza sempre uguale, arriva a costruirsi un universo d’emozioni e sogni inespressi. Una zitella che giungerà a sognare un grande amore e poco importa se sarà vero o presunto. Un uomo misterioso che nel romanzo di Vitali non appare, proprio perché non fa parte della quotidianità di Iole.

Non dunque due donne diverse, ma sempre Iole, vista da due punti di vista differenti.

Se Andrea Vitali con la parola scritta riesce a comunicare il tedio di certe giornate invernali trascorse tra le brume del lago, sul palcoscenico lo spettacolo restituisce la stessa atmosfera interiore fatta di uggia e malinconia.

“Un amore di zitella” – con l’interpretazione, oltre che di Laura Negretti, di Maddalena Balsamo, Antonio Grazioli e Franco Maino, e la regia di Marco Filatori – è in scena sabato 14 novembre 2009 alle ore 21 alla Palestra polifunzionale comunale di Nesso (via Binda, frazione Lissogno) organizzato dal Comune di Nesso; biglietto di ingresso a euro 10.

NodoLibri

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COATESA: frazione di Nesso · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Ponte della Civera · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Franco Bartolini, Castelli da scoprire del Lario e del Ticino, editoriale CASA EDOTRICE corriere di como, 2009




COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Ponte della Civera · via Coatesa

Coatesa e ponte tardoromano della Civera: vista dall’alto

COATESA: frazione di Nesso · Orrido di Nesso · Ponte della Civera

Ponte della Civera dalla parte dell’Orrido, in una estate di siccità

Chicco (1939) e Luigina (1943) · COATESA: frazione di Nesso · Ponte della Civera

Ponte della Civera, dalla barca di Chicco

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Fabio Cani, Nesso. Una scuola per i figli del popolo, NodoLibri, 11 ottobre 2009

Domenica 11 ottobre 2009 a Nesso si ricorda la storia centenaria dell’Asilo infantile, fondato nel 1909 per iniziativa del parroco don Anselmo Vanini.

Dopo il pranzo organizzato per raccogliere fondi a sostegno dell’iniziativa, alle ore 15, presso il salone dell’oratorio, si presenta il volume Nesso. Una scuola per i figli del popolo che racconta, attraverso i documenti, i 100 anni di vita dell’Asilo.

Scritto da Fabio Cani, il volume si inserisce nell’ormai corposa serie dedicata a vari aspetti della storia di Nesso. Proprio l’anno scorso era stato pubblicato il volume dedicato ai 110 anni della Cooperativa di Nesso: assieme, i due volumi contribuiscono a delineare un quadro della vita sociale di Nesso nel corso del Novecento attraverso le vicende per certi versi complementari e per altri alternative delle due istituzioni, una di iniziativa parrocchiale e l’altra socialista.

La ricerca dedicata all’Asilo mette in luce il lavoro di preparazione svolto dall’arciprete Vanini per oltre quindici anni, ma recupera anche numerosi squarci di un paese del lago alle prese con le ristrettezze della vita quotidiana ma aperto alle sfide della modernità. I documenti dell’Asilo consentono interessanti aperture su altri argomenti (per esempio vi si conservano i contratti di appalto per la costruzione dell’edificio nel 1901). Come per gli altri volumi della serie, il testo è accompagnato da una ricca selezione di immagini provenienti dall’archivio dell’Asilo ma anche da collezioni private.

Nesso. I nomi dei luoghi, 2003

Nesso. Il lavoro dell’acqua, 2005

Falco della Rupe Nesso, 2006

http://www.nodolibri.it

Nodo Snc

Via Volta, 38 – 22100 Como, Italia

Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163

Email: info@nodolibri.it

NESSO

Nesso, su Mondolariano.it

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Bellagio · COATESA: frazione di Nesso · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Torno

Giovanni Verga: incontro con il Lago di Como

“Io mi rammento ancora della prima gita che feci al Lago di Como, in una giornata soffocante di luglio, dopo una di quelle estati di lavoro e di orizzonti afosi che vi mettono in corpo la smania del verde e dei monti.
La prima torre sgangherata che scorsi in cima alla montagna posta a guardia del lago mi si stampò dinanzi agli occhi come un faro di pace, di riposo, di freschi orizzonti. Il paesaggio era ancora uniforme. Tutt’a un tratto, dalle alture di Gallarate, vi si svolge davanti un panorama che è una festa degli occhi. Allorché vi trovate per la prima volta sul ponte del battello a vapore, rimanete un istante immobile, e colla sorpresa ingenua del piacere stampata in faccia, né più né meno di un contadino che capiti per sorpresa in una sala da ballo. L’ammirazione è ancora d’impressione, vaga e complessiva. Non è lo spettacolo grandioso del Lago Maggiore, né quello un po’ teatrale del Lago di Lugano visto dalla Stazione. È qualche cosa di più raccolto e penetrante. Tutto il Lago di Como a prima vista è in quel bacino da Cernobbio a Blevio, e la prima idea netta che vi sorga è di sapere da che parte se n’esca.
A poco a poco comincia a sorgere in voi come un’esuberanza di vita, quasi un’esultanza di sensazioni e di sentimenti, a misura che lo svariato panorama si va svolgendo ai vostri occhi. Sentite che il mondo è bello, e se mai non l’avete avuta, principia a spuntare in voi, come in un bambino, la curiosità di vederlo tutto, così grande e ricco e vario, di là di quelle cime brulle, oltre quei boschi che si arrampicano come un’immensa macchia bruna sui dossi arditi, dopo quei campanili che sorgono da un folto d’alberi, di quelle cascate che biancheggiano un istante nella fenditura di un burrone, di quelle ville posate come un gingillo, su di un cuscino di verdura, che vi creano in mente mille fantasie diverse, e la vostra immaginazione popola di figure leggiadre, dietro le stoie calate ed i vetri scintillanti, in quelle barchette leggiere che battono il remo silenzioso come un’ala, e si dileguano mollemente, con un cinguettìo lontano di voci fresche, strascinandosi dietro delle bandiere a colori vivaci. È come un sogno in mezzo a cui passate, e vi sfila dinanzi Villa d’Este elegante, Carate civettuolo, Torno severo, e Balbianello superbo. Poi come tutt’a un tratto vi si allarga dinanzi la Tremezzina quasi un riso di bella fanciulla, nell’ora in cui sulla Grigna digradano le ultime sfumature di un tramonto ricco di colori e Bellagio comincia a luccicare di fiammelle, e il ramo di Colico si fa smorto, di là di Varenna, e Lenno e San Giovanni vi mandano le prime squille dell’Avemaria, voi vi chinate sul parapetto a mirare le stelle che ad una ad una principiano a riflettersi sulla tranquilla superficie del lago, e appoggerete la fronte sulla mano sentendovi sorgere in petto del pari ad una ad una tutte le cose care e lontane che ci avete in cuore, e dalle quali non avreste voluto staccarvi mai.”

Giovanni Verga, I dintorni di Milano

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La caduta del sole a Coatesa da Maggio a Novembre