ho pensato spesso in questi giorni alla dura vita delle malattie improntate alla cronicità
la mia è stata una mazzata improvvisa che, per ora, non ha intaccato in profondità tutte le componenti delle “abilità”
anche la risonanza magnetica è un solo evento di un’ora.
ben più duri sono stati i tuoi 40 giorni
se emanuele severino è stato il migliore compagno delle prime notti di terapia intensiva (con la sua tematizzazione di noi umani dell’occidente che ci affidiamo alla potenza della tecnica), quello più adatto alla fase del riaggiustamento è michel de montaigne
senti cosa diceva:
“Nelle iniziative che implicano me solo ed in cui sono completamente libero, se dico quanto mi ripropongo di fare mi sembra di prescriverlo a me stesso, e mi pare che metterne a conoscenza altri equivalga a imporlo a me stesso”
montaigne è il filosofo “giusto” per il tempo presente: insegna ad osservarsi senza interpretare: solo osservarsi
ed è per questo che trasferisco la mia vicenda privata sulla Polis delle reti web:
sto riadattando i miei ritmi di vita verso la “cultura delle lentezza”
un infarto inaspettato è quello che il mio filosofo preferito (emanuele severino) chiama “mazzata”. Aggiunge che dopo la prima mazzata si vive nella paura che ne arrivi un’altra
questo per dire che effettivamente la mia vita è cambiata.
scopro che, nella prima fase, l’aiuto giusto è severino (con tutto il suo ragionare sulla potenza della tecnica), mentre ora è michel de montaigne, con il suo osservare quello che accade. senza interpretazioni
in questo contesto mi fa bene correggere le bozze del libro e ricevere il rapporto di valutazione. la carocci ha accettato il manoscritto: verrà fuori un libro di 450 pagine. ti confesso che sono molto felice del lavoro di scrittura che sono riuscito a portare a risultato
ci tengo a dire che gran merito nella scrittura di questo libro è dovuto alla docenza presso il ***
lì ho ricevuto stimoli, idee, motivazioni, orientamenti .
adattare il mio lavoro a professionisti della educazione è stato di grande interesse, sia sul piano dei contenuti che su quello dei metodi: ho potuto allargare le griglie interpretative. e vedrai che il testo (che dovrebbe uscire per fine anno) raccoglie l’insieme di questi fattori e sa “creare le cornici” per i vari aspetti dei setting professionali dei servizi alla persona
colgo però l’occasione per dirti una mia perplessità riguardo alla prosecuzione nella docenza con il corso in ***
i dati sono questi:
1 potrei essere chiamato a fare un secondo intervento di angiografia o durante le sessioni di esame (luglio , settembre) o a inizio corso
2 potrebbe venirmi un secondo infarto, o altre “offese corporee” concomitanti
nella prima e nella seconda ipotesi, la mia presenza nei corsi potrebbe incidere i difficili processi organizzativi (orari, lezioni, esami). la struttura universitaria richiede griglie ferree e ogni adattamento mette in gioco troppe variabili (aula, orario, avvisi alle studentesse e studenti; …)
per queste ragioni credo che sia meglio che valutiate (intendo tu e la professeressa ***, cui, se vuoi, puoi girare questo messaggio) di affidare la docenza a qualche altra persona adatta al compito
l’alternativa è che lo faccia ancora io, ma con i rischi che ti ho indicato: iniziare un percorso didattico anche per il 2014/15 e interromperlo in itinere.
credo che in sede di programmazione didattica è bene valutare questa situazione per potervi far fronte senza aggravi organizzativi , ma con ottimo “spirito preventivo”
giornata alla insegna della lentezza: al comune ad aggiornare il certificato elettorale (voto al pd di renzi), passando per la biblioteca e poi da “mirtilla” a cercare cibi adatti .
e poi registrazione della esperienza della risonanza magnetica che ho fatto giovedì scorso.
e al pc risposta, uno ad uno, a circa 50 persone che mi avevano scritto via email
e domani ci saranno quelli di facebook: lì arriviamo a circa 300. ma è più facile interagire tramite facebook
conservo nella memoria ricordi splendidi di te. negli anni ’60 (fine anni ’60) io ero un pò emarginato nella classe della cumacini. i compagni mi vivevano come “debole” ed “estraneo” (e infatti farò poi tutt’altra carriera nella vita). Tu invece eri brillante, forte, bravo nel disegno e nel calcolo.
però mi scegliesti come amico.
e la mia vita scolastica cambiò in meglio
poi ricordo tuo padre che trasformo in un piccolo capolavoro un mio racconto narrativo.
e poi ricordo i tuoi racconti dei viaggi di andata e ritorno in liguria.
mi fermo qui, ma c’è ancora altro
questo per dirti che sono felice di averti incontrato per strada qualche mese fa e ora di avere intessuto questo nuovo filo relazionale
la mia vita, dopo l’infarto, cambia alla insegna della LENTEZZA
spero però che questa estate ci sia occasione di una vostra visita nel nostro “buen retiro” di coatesa sul lario (http://coatesa.com)
innanzitutto grazie al ruolo di ermes messaggero che ti sei assunta la settimana scorsa. era un sostegno a luciana che ha dovuto per tre giorni tenere un carico pesante che tu hai contribuito ad alleggerire
ora sono a casa
sto ritessendo i fili della vita adattandomi alla nuova situazione
scrivere sul diario pubblico l’esperienza per certi versi è un modo per non ripetere la stessa storia ad ognuno e per avere più tempo per la relazione primaria
luciana è il mio karma. è quello che jung chiama individuazione
ho ridotto del tutto le altre relazioni per avere tempo di stare solo con lei. nessuna visita
trovo di grande interesse il libretto rosso di tuo zio. ora io sono congedato con una precisa cartella clinica. Le regole di comportamento un po’ le ho apprese nella degenza (ho imparato ad apprezzare la sapienza che c’è nei pasti istituzionali. poco sapore ma il “quanto basta” per il corpo e la sua salute) e un po’ le apprenderò dalla nostra dottoressa di base
la mia fiducia ottimistica nel sistema dei servizi italiano è confermata. questo ospedale cittadino ha organizzato un salvataggio delle arterie di sabato pomeriggio alle 17. Il costo complessivo della degenza è stata di 9000 euro. cioè NON ho pagato 9000 euro. vorrei che ci si pensasse molto quando i mass media danno addosso alle politiche sociali. tutti vogliono il calo delle tasse e poi risparmiano 9000 euro in un colpo solo. ma è una consapevolezza dura da far comprendere
ti chiedi se questo mi ha cambiato.
a me sembra di sì: certo si tratta di piccoli cambiamenti che osservo con il metodo di michel de montaigne: osservarmi senza interpretare. dedicarmi alla pura osservazione di ciò che accade
scopro interessanti capacità di adattamento soggettivo alla situazione data. per esempio la lentezza mi piace e molto. anche la frugalità nel cibo diventa una esperienza interessante. se mi devo alterare sulla politica, ora mi fermo un attimo e provo a fare un passo di fianco, perchè sento (ma davvero) che la pressione si sta alzando.
rifletto sui cattolici che dicono che il dolore è una esperienza positiva (perchè, per loro, è voluta da dio). e scopro (nel dolore trafittivo di sabato scorso e nelle tre notti di degenza monitorata) che è del tutto falso. Dolore e morte fanno schifo. che lo abbia o no voluto dio
piuttosto occorre imparare (per l’appunto alla Montaigne) l’adattamento soggettivo alle condizioni oggettive date
certo ora la mia vita è sotto il segno del ritorno della mazzata. so che è possibile che torni, ora saprei riconoscerne i segni. e sperare di arrivare in tempo al pronto soccorso del valduce
a proposito. ero al sesto piano. di là si vedeva il centro storico e di là brunate e la vostra casa!
verrà il tempo in cui ci troveremo, magari lassù (brunate) o magari là dietro (coatesa sul lario in nesso)
grazie per la tua vicinanza che ho sentito intensa e forte
quanto tempo …. da quanto tempo ci conosciamo: 1975. ero appena tornato dal servizio militare e la scuola ensiss mi riaccoglieva …
leggo e rileggo le tue parole e mi commuovo
l’immagine dei cerchi che evochi è quella “giusta”. cerchi che si intersecano.
sto, per il momento, registrando tutto quello che è avvenuto in questa settimana. sto riannodando i fili
sta di fatto che mi accorgo di avere sconosciute capacità di adattamento.
mi attende la lentezza.
il non potere fare questo o quello
e tuttavia vedo gli aspetti positivi: vedere, sentire, potermi muovere
Como , poi, è la città perfetta per il camminare lento. qui tutto l’Occidente è concentrato in poco spazio: l’antica roma, il medioevo, il romanico, il rinascimento, il neoclassico, il razionalismo del primo novecento . insomma: si cammina nella storia
Certo la mazzata c’è stata. E in sottofondo la paura che ritorni c’è.
Dalla malattia non si impara nulla. solo i cattolici pensano questo.
la malattia è un problema da affrontare con aiuti di vario tipo ed intensità
ho letto il tuo commovente messaggio ieri sera, ma volutamente ho aspettato a risponderti.
Il tuo tempo è stato un tempo prezioso, fatto di pensieri di opere di rapporti di buone letture.
Adesso il tuo tempo è diventato ancora più prezioso: deve essere goduto e rispettato con i ritmi di una salute forse diversa, ma che ti insegnerà altre strade, altri stili di vita da percorrere in serenità con Luciana.
L’orto può aspettare qualche po’ ( inoltre, con questo vento!), ma i fiori vi aspettano.
un abbraccio a te e Luciana
a presto
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Caro Paolo,
leggo con commozione il tuo messaggio di ieri.
Sei tu! Con la tua capacità speciale di unire registri diversi in un mix che in questa circostanza diventa qualcosa davvero di straordinario.
La tensione si allenta e l’apprensione di questi giorni si stempera. E’ un po’ paradossale ma sei tu, direttamente, che dai sollievo. Grazie Paolo!
E grazie anche alla rete di amiche ex colleghe – in primis ***- che mi hanno tenuta informata e con cui ho potuto condividere apprensione, sollievo e affetto.
Ci vedo come un cerchio intorno a te, Paolo, che s’interseca con altri cerchi: mi sembra che la dimensione reticolare così tua e così moderna richiami e rinnovi modi antichi e profondi per superare i momenti di difficoltà e affrontare il cambiamento. Ne traggo ulteriore motivo di fiducia per la nuova fase che ti aspetta (anche considerando che si aggiungono a Luciana e alla techne!).
Un abbraccio grande
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Carissimo Paolo,
girovagando poco fa in internet…ho saputo e ti ho letto.
“Appena in tempo”…è una fortuna grande, un laico miracolo, un dono di Natale delle nostre inquiete maturità. Un giocattolo inusuale.
Te lo assicuro per esperienza. Io sette anni fa non ci sono arrivato o forse non ci sarei mai arrivato per puro caso a quel traguardo tuo. Se un medico di famiglia, mio angelo non tremendo, insospettitosi per una prova di routine positiva – sotto sforzo – non mi avesse consigliato di ricoverarmi subito per un’ angioplastica preventiva.
Il risultato? Di quelle “retine” di cui parli con garbo me ne hanno infilate tre all’ istante nelle coronarie, che ora porto con fierezza: correndo tutte le mattine con il mio cane, salendo le scale di eremi e monasteri( ma guarda i non credenti che cosa so capaci di fare), senza sognare Lourdes, al prezzo di un paio di pillole e nulla più.
O caro Amico, ora conosci un brandello della mia autobiografia più segreta e profonda; e come potevo allora **** appena mi è stato possibile? Per gioire del tempo più lento, dorato, misterioso, paziente che resta da vivere?
Dammi notizie, con il mio abbraccio e il mio grazie a Luciana
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Carissimo Paolo,
è un grande sollievo leggere direttamente da te, anche se grazie a Luciana e alla sua enorme pazienza e tenacia (vera giardiniera anche delle relazioni) abbiamo seguito le tue giornate. Ti penso come molto coraggioso nel voler scrivere così minutamente di ciò che ti è successo, penso tuttavia che ti sia di aiuto.
Le notizie belle sono tutte quelle che riguardano il “dopo”, la ripresa – anche se cauta all’inizio – delle tue attività.
Mi dispiace di non avere più fra le mani il libretto rosso che mio zio ***, cardiologo competentissimo, appassionato e gran signore, aveva preparato da mettere sul comodino di tutti i suoi pazienti infartuati. Lui, cattolico convinto, uomo di Centro, lo chiamava scherzosamente “il libretto di Mao”. Era denso di indicazioni cliniche molto più rivolte a ciò che l’ex paziente avrebbe potuto fare che non farcito di divieti e interdizioni… Credo che sua moglie, *** , abbia avuto un piccolo ruolo di supervisore, ma lo immagino solo.
Hai fatto esperienza, come scrive Viviani, che “di tanti innumerevoli valori […] il massimo è il respiro”.
Sono certa che questo ti ha cambiato (non so come e non so se vorrai lasciarlo vedere a tutti) lasciandoti fondamentalmente lo stesso.
Un abbraccio grandissimo
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Carissimo Paolo, anche se non ci sentiamo mai è come se ci fossimo lasciati ieri , quando ci scambiavamo occhiate e bigliettini tra i banchi della “Cumacini”, per mettere a punto i contenuti del giornale studentesco “La Vasca”!!!. negli anni ’60
Sono sicuro che la tua tempra ferrea (sostenuta da una volontà ancora più ferrea) ti farà superare questo momento difficile (come del resto lo stai già dimostrando); sei veramente un grande!
Io invece sono rimasto piccolo e continuo a zampettare con affanno per reggere impegni e vicissitudini della vita.
Tante volte ti abbiamo ricordato Lidia ed io con grande simpatia ed affetto, chissà se troveremo il tempo e la calma per fare una rimpatriata!
Mi par di capire che tu sei non impegnato ma molto di più e forse il Padre Eterno qualche volta ci fa capire che sarebbe meglio darsi una calmata e magari imparare ad affrontare la vita con un passo più tranquillo (non è facile).
Ti abbraccio forte ed assieme a Lidia ti siamo molto vicini ,
che bello ricevere questo tuo messaggio! ti ringrazio per gli affettuosi pensieri e per il racconto della tua esperienza
più passa il tempo e più si rafforza la convinzione che nella scuola per operatori sociali (via daverio, via pace e poi via d’annunzio) abbiamo vissuto una esperienza professionale straordinaria. dove le politiche sociali erano accompagnate da passione individuale e da azione collettiva
di te conservo ricordi splendidi: la tua bravura nel diritto di famiglia (ben riconosciuto da studentesse e studenti), il tuo impegno come giudice onorario sostenuto dalla competenza, la tua gentilezza nella comunicazione interpersonale
la mia vicenda della settimana scorsa sta cambiando i ritmi della vita quotidiana che ora sarà alla insegna della lentezza
scopro in me capacità nascoste di adattamento. e vedo soprattutto gli aspetti positivi: vedere per leggere , udire per ascoltare musica e audiolibri, muoversi per conquistare piano piano il mondo
e poi questa grande occasione per riallacciare i nostri rapporti
con domani comincio a corregere le bozze del mio nuovo libro: sarò felice di fartene dono, quando uscirà
ma, per merito della techne medica (reparto di cardiologia dell’ospedale Valduce di Como), l’obiettivo NON è stato raggiunto
email di Luciana a Carla:
carissime, non vi telefono a quest’ora perchè è troppo tardi. Purtroppo l’intenzione era sì di andare ad amaltea (e di fatto ci siamo andati), ma sulla strada e soprattutto sul sentiero, Paolo si è sentito male. Ha iniziato ad accusare un dolore fortissimo al petto.
Il tempo di entrare in giardino, metterlo seduto su una sedia, e aspettare per vedere cosa succedeva. Stando fermo il dolore un po’ passava. Dopo avergli chiesto se non fosse stato il caso di chiamare un’ambulanza (a nesso c’è la CRI), ha preferito riprendere la strada del ritorno, con molta fatica e molto dolore.
Guidando, quindi stando fermo, il dolore si era di nuovo attenuato per poi riprendere appena arrivati a como e scesi dalla macchina.
A questo punto, a casa, ho chiamato un taxi e siamo andati di corsa al valduce.
Per fortuna.
L’hanno portato di corsa a fare una coronarografia, in cui hanno trovato brutte sorprese. Tutte e tre le coronarie malmesse. Sono subito intervenuti con uno stent in quella principale (occlusa al 99%) e fra un paio di mesi deve subire un altro intervento per le altre due arterie. Di fatto si è trattato di un preinfarto.
Sono state ore d’inferno ma poco fa l’ho lasciato tranquillo e fiducioso nella techne. Stanotte è in sala monotoraggio attaccato a mille fili.
Vi farò sapere nelle prossime ore come sta andando. L’unica cosa certa è che se ne deve stare calmo e iniziare una nuova vita con assunzione di farmaci per sempre.
A presto
un bacione
luciana
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grazie mie care delle vostre parole. mi sono svegliata adesso dopo una notte effettivamente non riposante.
all’ospedale hanno detto a paolo che senza il mio intervento magari non sarebbe morto, ma il risultato sarebbe stato ben più devastante. adesso la cosa più complicata sarà l’attesa del secondo intervento e il convincere paolo a “stare fermo” poichè la salita di nesso potrebbe compromettere l’assestamento dell’arteria sistemata e le altre due non sono sufficienti a compensare.
comunque come sempre bisogna vivere attimo per attimo ciò che accade. la cosa più tremenda per me ieri è stata l’attesa (in reparto era appena deceduta una signora) e la consapevolezza che avrei potuto essere io quella che riceveva la notizia.
ho chiesto ai medici se il motivo poteva essere legato agli sforzi fatti da paolo nel giardino, ma mi hanno detto che quelli sono “la ciliegina” (ieri ha trasportato un vaso mentre soffriva …), in quanto questo processo arterioso in realtà ci ha messo anni per formarsi, solo che è stato silente.
nemmeno l’ECG avrebbe mostrato questa sofferenza e del resto mica tutti possono farsi una coronarografia preventiva (è un esame invasivo fatto a occhi aperti, ma anche su questo paolo mi ha detto che è sopportabile).
non so se sia possibile tenere il cellulare in ospedale. paolo ha quello dell’università, che gli serve per registrare gli esami, ma temo che nell’unità intensiva non si possa usare. Del resto lui vorrebbe già avere il portatile perchè deve preparare un intervento formativo.
vedremo cosa diranno i medici. Riposo sì, ma questo tipo di lavoro (un’ora presso l’unione industriali di como) potrà farlo!
non preoccupatevi per me. credo di poter continuare la mia vita senza particolari stravolgimenti visto che le visite ospedaliere sono limitate agli orari ufficiali e quindi posso anche andare a lavorare.
l’unico impegno sarà quello di andare a nesso a bagnare l’orto, se non verrà la pioggia, ma anche in questo caso nulla è così fondamentale come il fatto che paolo ce la possa fare.
per le notizie, vi tengo aggiornate, in quanto il telefono che squilla in questo momento sono sicura mi metterebbe in agitazione.