COMO città · Politica regionale e locale

il PD – Partito Democretico per Viale Varese, in Como: illuminazione architettonica di tutta la cinta delle mura e delle torri. Contrari a nuovi parcheggi, in La Provincia di Como 14 giugno 2018

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la “grande Como” è tutta nelle CONNESSIONI: treni, funicolare, battelli, corriere, camminate …, 29 marzo 2018

la “grande Como” è tutta nelle CONNESSIONI.

In un’ora di treno (ma ci sono anche corse da 36 minuti) si arriva da Milano.

Si cammina per la città murata, si va a Villa Geno, a Villa Olmo. In un quarto d’ora si va a Brunate.

Si prende il battello: e Cernobbio, Moltrasio, Torno (e in estate  Careno e  Nesso) sono unite in una sola rete. Con l’aliscafo si arriva a Bellagio o Tremezzo in mezz’ora

Tutto questo e altro produce: relazioni, bellezza, cultura consumi, lavoro “intelligente”.

La grande Como è ancora tutta nel MITO DEL LARIO.

La parola chiave è CONNESSIONE usando treni e battelli, gambe, (e carrozzine, se necessario: il centro storico è tutto in piano e i battelli le accolgono)


Miriam Poletti Concordo pienamente con te !!! Como va rilanciata, le potenzialità le ha tutte !!!

RISPONDO:

GRAZIE Miriam Poletti: CONNESSIONE è la parola chiave. non solo quella del web , ma anche quella reale (come voi dell’auser ben sapete) e Como è arcifavorita: DUE LINEE FERROVIARIE stato e nord); BATTELLI, FUNICOLARE , CORRIERE . Io dico sempre agli amici (di Milano e di altre regioni). se venite a Como lasciate perdere l’automobile. ed è così che Como diventa grande, con le connessioni. ciao


post in tema CAMMINARE PER COMO
https://coatesa.com/?s=camminare


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a: da classificare · COMO città · Politica regionale e locale · Spallino Antonio (1925-2017) · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Vita e Morte

ANTONIO SPALLINO (1925 – 2017), il sindaco e cittadino di Como che ha lasciato traccia

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ADDII. ANTONIO SPALLINO POLITICO DI “PUNTA”

 ANTONIO SPALLINO: AVVOCATO, POLITICO, SINDACO. SPORTIVO E UOMO DI CULTURA È MORTO A 92 ANNI

Un mito. Una di quelle persone che ancora in vita sanno fissarsi in uno spazio e in una posizione riconosciuta da tutti: amici e nemici. Antonio SpallinoNino per gli amici, è campione olimpico agli inizi degli anni Cinquanta, ma la notorietà gli arriva una decina d’anni dopo. Prima è assessore all’Urbanistica (con sindaco Lino Gelpi) poi è sindaco dal 1970 al 1985. Dopo Spallino ve ne sono una mezza dozzina, ma il “sindaco” rimane lui: a dispetto della sua riservatezza, del fastidio – non nascosto – che prova quando lo si vorrebbe coinvolgere, dell’ironia con la quale commenta scelte amministrative lontane anni luce dalle sue idee.

È dunque a capo dell’amministrazione comunale comasca negli anni che separano la “politica” delle persone (il fare, l’inventare, il discutere, il rischiare, lo sbagliare…) da quella delle regole che la burocrazia impone e che – magari – “genera mediocri” (parole Sue).

Preciso fino all’esasperazione (dei compagni di squadra e dei collaboratori), raffinato nei modi (tira di scherma, con armi “leggere” benché “letali” e vince!), elegante nel portamento, nel vestire, nel porsi all’interlocutore Antonio Spallino ha una fissazione: la cultura.

In Comune, a Como, ne tiene l’assessorato (1965-1970) quando i modelli (e i riferimenti) sono ancora indefiniti, ma imponendosi (e richiedendo) una preparazione che non può prescindere dalla ricerca, dal controllo, dall’esperienza insomma dalla cultura in generale.

Ama i libri ed è bibliofilo curioso e bibliomane esperto. Ne possiede di antichi e moderni e li conserva, li cura. È una passione che lo porta a sostenere con passione lo sviluppo della nuova Biblioteca comunale (diretta dall’amico Sandro Bortone) aperta – anzi: più aperta – alle giovani generazioni.

È capace di sognare, forse troppo, e immagina una città perfetta, pulita e regolare, sgombra dalle auto (già invadenti) e perciò dispone la chiusura (di una parte) del Centro storico alle auto anche opponendosi all’opinione fortemente negativa dei commercianti.

È un democristiano (come il padre Lorenzo, deputato e ministro), ma resta sempre anomalo, un po’ lontano, spesso distaccato da quella caratteristica bigotta, servile, approfittatrice che si cela dietro molte buone maniere di alcuni democristiani del tempo.

La città ideale che sogna e che tenta di realizzare comprende diverse acquisizioni edilizie e numerosi (e costosi) restauri: non tutto e tutti portati a buon fine, ma il tempo è tiranno e il denaro mai sufficiente. Delle strutture strappate al degrado, alla rovina e al disastro restano comunque esempi importanti: Santa Chiara, San Francesco, San Pietro in Atrio, i Musei civici, la Pinacoteca e soprattutto Palazzo Natta

Discussa, discutibile e ancora di valutazione incerta l’operazione Ticosa acquistata (1982) dal Comune anche per sostenere il buon esito dei licenziamenti (di maestranze ormai esasperate dal tracollo economico dell’azienda). Sono decisioni e investimenti che hanno lasciato un’eredità culturale e allo stesso tempo morale: che cosa si pensa e cosa si fa in una città.

Certo, in quasi venti anni di responsabilità, Antonio Spallino ha preso anche decisioni politicamente e urbanisticamente criticate che hanno prodotto un’espansione edilizia non sempre sotto controllo; esperienze sofferte e cariche di tensione come i tre anni di responsabilità quale Commissario speciale a Seveso, dopo il disastro ICMESA.

Nella sua lunga vita, Spallino, sportivo, avvocato e politico, non è mai stato un “uomo per tutte le stagioni” bensì un “uomo che ha creato una irripetibile stagione” per la città che ha prediletto e per le persone che lo hanno molto amato.

Profilo [da www.studiospallino.it ]

Avvocato civilista e amministrativista (specializzato in diritto urbanistico), cassazionista, iscritto nell’Albo degli Esperti per la Pianificazione Urbanistica.
Autore di: Lineamenti del territorio (Como, 1968); Ragioni e obiettivi dello studio sulla Città Murata di Como (in “La Città Murata di Como”, Como, 1970); Città antiche e programmazione (Milano, 1976); Beni culturali ecclesiali a Como (in Archivio Storico Diocesi Comense, 1987); Una frase d’armi (Milano, 1997).

Amministratore pubblico: Assessore all’Urbanistica del Comune di Como (1965/1970); Sindaco del Comune di Como (1970/1985); Commissario Speciale della Regione Lombardia per l’incidente di Seveso – ICMESA (1977/1979); Presidente del Centro di Cultura Scientifica “A. Volta” dalla fondazione (1981); Membro Consiglio Direttivo I.A.S.L. (Associazione Internazionale di Diritto Sportivo); già Presidente Centro Studi di Diritto Penale Europeo.


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Nei giorni scorsi se n’è andato Antonio Spallino, già rimpianto sindaco di Como e valoroso atleta comasco.
In consiglio comunale il capogruppo di Svolta Civica, Vittorio Nessi, ha voluto dipingerne un ricordo e l’ha fatto con le parole che riportiamo qua sotto:

Nei primi anni Settanta entrai nello studio legale Spallino – Fagetti per svolgere la pratica di procuratore legale.
A quei tempi Antonio Spallino era sindaco di Como, era considerato uno dei migliori avvocati della città e, soprattutto per me che da giovane subivo il fascino delle grandi imprese sportive, godeva della fama di essere stato un campione di scherma.
Col tempo avrei scoperto direttamente le sue grandi qualità: il rigore scientifico nella professione, la cultura profonda ed elegante, la passione per i libri e la poesia, il fascino personale, l’eloquenza sobria e raffinata, la straordinaria intelligenza. Doni, questi, che la natura gli aveva elargito a piene mani e che Antonio Spallino ha onorato arricchendoli e mettendoli a disposizione di tutti coloro che ne volevano fruire. Ma io ero interessato a conoscere l’uomo che a Melbourne 1956 aveva messo a segno l’ultima stoccata, quella che avrebbe assegnato all’Italia la medaglia olimpica del fioretto a squadre.
Ricordavo di avere letto in un libro la cronaca sportiva di quell’evento scritta da Gianni Brera, epico cantore delle imprese sportive degli italiani. Scrisse Brera, raccontando lo storico episodio: “Spallino è di nervi delicatissimi: hai l’impressione che gli debbano ardere e consumare gli occhi come stoppini di candela … Fu un momento terribile e io tenevo la mano sul cuore che perdeva colpi”.
L’Italia era in vantaggio 8 a 7 sui Francesi, tradizionali e fieri avversari degli azzurri. Per l’ultimo assalto salirono in pedana Antonio Spallino ed il coriaceo transalpino Netter. Spallino mise a segno quattro botte stupende e l’avversario parve spacciato. Ne piazzò una quinta, la decisiva, ma il presidente di giuria, il magiaro Tilly, non la ritenne valida. Il colpo era semplice: dopo aver battuto il ferro avversario in posizione di “terza” Spallino lo aveva aggirato toccando di “cavazione” in allungo. Il giudizio del giudice lo offese grandemente perché ritenuto ingiusto e, a quel punto, per lui l’obiettivo non fu più la medaglia: era stata tale la sensazione di avere subito un’ingiustizia che Spallino iniziò a replicare l’attacco per dimostrare al giudice di avere sbagliato. Sempre la stessa azione, contro ogni logica e buon senso; nella sua mente “la pedana si era trasformata in una sorta di bilancia della giustizia”. Inutilmente i compagni si sbracciavano dalla pedana perché lui cambiasse l’azione. “La riparazione dell’errore non sopportava indugio” – scrisse Brera.
Netter si portò così sul 4 a 4.
Infine, la quinta botta, la decisiva. “Il filo d’acciaio cercò l’attrito del filo opposto parando di terza e toccando di cavazione in allungo. Ancora la stessa mossa. Fatto.”
E fu medaglia d’oro.
Vidi in quell’episodio l’essenza dell’uomo, la sublime follia di rischiare l’impresa memorabile per riaffermare il rigore morale, il senso dell’etica e l’idea di stringere quella mano mi affascinava grandemente.
Ma, “la sfida più bella è quella che non vinsi”, come dice il poeta.
Nel 1960 Spallino era ancora una delle lame più brillanti d’Italia e le Olimpiadi di Roma erano in via di preparazione. Una congiura di Palazzo esautorò i commissari tecnici che furono sostituiti da commissari straordinari del Coni. La reazione degli atleti fu immediata: diciannove olimpionici, fiorettisti e fiorettiste dichiararono la loro fedeltà al presidente della Federazione, pena la rinuncia alla partecipazione ai Giochi. Nell’agosto 1960 solo Spallino e Bergamini rimasero fedeli ai loro principi e rinunciarono alle gare. Da allora Antonio Spallino non calcò più la pedana e lasciò le competizioni.
Si può comprendere quindi la mia trepidazione, quel giorno in cui mi presentai nel suo studio per iniziare la pratica legale. Davanti a me stava un uomo affascinante, dalla voce vibrante, lievemente distaccato ma attento alla sensibilità del suo interlocutore. Col tempo divenne affettuoso indirizzandomi parole gentili nella dedica al libro da lui scritto, “Una frase d’armi”.
Capii negli anni successivi il significato di quella prima stretta di mano. La spada, dice Spallino nel suo libro, “è come la rondine. La stringi troppo? La soffochi. Troppo poco? Ti vola via”. Parlava della spada ma, per me, intendeva la vita.
Antonio Spallino è stato anche un eccellente uomo politico e un grande sindaco di Como.
Parlerò di soli due episodi.
Negli anni Sessanta si andava affermando la visione della nuova città. Nella sua qualità di assessore all’Urbanistica della giunta Gelpi egli aveva radunato attorno a sé i più sensibili studiosi di urbanistica e portò a maturazione il recupero del centro storico. La partita politica si svolgeva sul terreno della pedonalizzazione della città murata.
In quei tempi frequentavo con curiosità i lavori del consiglio comunale.
Ricordo un’assemblea alla Camera di Commercio dove Spallino si trovò a fronteggiare una folla di negozianti in subbuglio, preoccupati che dalla chiusura al traffico delle vie derivasse un pregiudizio ai loro affari. Mentre stava illustrando con estrema eleganza intellettuale i problemi e le soluzioni drastiche che l’amministrazione andava proponendo, la titolare di un negozio del centro lo interruppe dicendo ad alta voce che anche la moglie dell’assessore usava recarsi in piazza san Fedele in automobile a fare le compere. Le parole furono seguite da una fragorosa risata dell’intera sala.
Chiunque sarebbe stato sopraffatto, ma non Antonio Spallino che, riprendendo il filo del discorso, insegnò all’intera città come l’azione politica debba essere attenta alla soluzione dei problemi senza farsi condizionare da bassi calcoli elettorali.
Un giorno, parlando, mi disse qualcosa del genere: “Se avrai l’occasione, governa come se tu volessi perdere le elezioni. Il tempo è galantuomo e sa riconoscere le visioni di chi guarda alle generazioni future. Se no, non non ne vale la pena”.
Il sindaco.
Antonio Spallino fu eletto sindaco di Como dal 1970 al 1985 nelle file della Democrazia Cristiana.
Erano quelli i tempi in cui i fascisti erano veramente fascisti; i comunisti, comunisti e i liberali, liberali. In molti ricorderanno la forte contrapposizione in consiglio comunale e gli eletti combattevano un’aspra battaglia politica che spesso era anche ideologica. Io appartenevo alla schiera di coloro che non volevano morire democristiani.
Venne la strage di Natale. Il 23 dicembre 1984 un ordigno esplosivo fece deragliare il rapido Roma – Milano n. 904 in località San Benedetto Val di Sambro. Il triste bilancio fu di 16 morti e 267 feriti.
L’angoscia scese sull’intero Paese. Era come se un mantello nero fosse calato sulla nostra città e i giorni del solstizio d’inverno acuivano la forte sensazione di paura e di morte come se al buio delle ore si aggiungesse l’oscurità del male.
Fu convocato a sera un consiglio comunale straordinario. L’intera cittadinanza si ritrovò in Municipio affollando l’aula di Palazzo Cernezzi, lo scalone e perfino il cortile antico. Era come se un gregge disperso si fosse riunito per cercare sicurezza e protezione, calore e speranza. E Antonio Spallino parlò assumendo la posizione delle braccia che gli era congeniale – il gesto di colui che ha appena deposto la spada ed è pronto ad impugnarla – con la voce rassicurante e sicura, con la forza che taluni tengono nascosta non si sa dove e che riemerge nei momenti decisivi della vita. Spallino parlava e ciascuno iniziò a sentire il calore della persona che gli stava accanto; scendeva la notte sulla città e le tenebre si allontanavano dal cuore. Furono parole di lutto e di riscossa, di pietà e di passione. Capimmo che avevamo il dovere del coraggio.
Di quei momenti ricordo la straordinaria sensazione del sangue che tornava a scorrere nelle vene, ricordo il calore dei corpi di chi mi stava accanto, ricordo di essermi sentito parte pulsante di una città, la mia città.
E furono in molti che, tornando nelle loro case, sentirono riaffiorare sulle loro labbra le parole immortali di Walt Whitmann: “Capitano, mio capitano…”.
VITTORIO NESSI

a: da classificare · Politica regionale e locale

Primarie PD per le elezioni al Comune di Como (25 e 26 marzo 2017). Il 21 marzo: confronto pubblico con i candidati Maurizio Traglio, Marcello Iantorno, mario forlano, vittorio mottola, gioacchino favara. i miei APPUNTI

APPUNTI

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Blevio · Lario · Politica regionale e locale

Settefrazioni Blevio – Lago di Como

il bello STILE NELLA AMMINISTRAZIONE LOCALE:

Settefrazioni Blevio

Abbiamo sempre inteso il nostro impegno nell’amministrazione come un servizio di volontariato per il paese. Ci troviamo oggi a rappresentare in Consiglio Comunale i cittadini che ci hanno eletto e a sostenere le idee, i bisogni, i valori della nostra comunità nel rispetto del territorio che ci ospita. Il nostro ruolo è di stimolo costruttivo agli amministratori e di vigilanza sulla loro attività. La comunicazione ed il dialogo coi cittadini è uno dei nostri obbiettivi primari.

Questo sito è nato come strumento di lavoro, comunicazione e dialogo.

Lavoro:  su questo sito si confrontano i sostenitori attivi della Lista per Settefrazioni, elaborando i contenuti delle campagne elettorali 2009 e 2014 e approfondendo alcuni temi importanti per il paese.

Comunicazione: attraverso questo sito intendiamo comunicare ai Bleviani quello che pensiamo, come intepretiamo la vita in paese nei suoi aspetti di convivenza civile  e come intenderemmo procedere nell’ambito dell’amministrazione una volta eletti.

Informare significa evitare la confusione e l’equivoco, rispettare la gerarchia di importanza delle notizie, evitare il pettegolezzo e la calunnia. Dall’altra parte informarsi significa ascoltare e partecipare, impegnarsi a capire.

Ci stiamo impegnando su questo fronte, evitando inutili quanto pretestuosi conflitti ed è nostro intento progredire nella qualità di questo servizio, dato che molta strada si può ancora fare.

Dialogo: per quanto possibile stiamo cercando di accogliere anche il parere di chi non la pensa come noi per capire le ragioni di scelte che non condividiamo, per imparare, per migliorare.

Partecipazione: per noi la gestione del paese deve essere il risultato della collaborazione tra i cittadini. Il paese deve essere di tutti e per tutti.

Per noi amministrare il paese significa riconoscere i problemi ed affrontarli onestamente nella legalità e con competenza, anche se questo può togliere il consenso di chi pensa esclusivamente al proprio orticello. Le soluzioni ai problemi spesso non sono la media delle opinioni dei cittadini, ma il risultato di un serio lavoro di conoscenza. A questo lavoro ciascun cittadino può partecipare con il proprio prezioso contributo.

Sostengono attivamente il gruppo di Settefrazioni:

Alberto Bordoli, Mauro Cappi, Giorgio Gianatti, Angelo Dal Sasso, Sara Vago. Alberto Salemi, Antonia Bolognesi, Momi Dotti, Rina e Iginio Zamburlini, Sergio Ripamonti, Anna Bergna, Nadia e Chicco Bordoli, Sonia Zedda, Giovanna Galeazzi, Luciano Barelli, Fabio Roscio, Cornelia Heemkerk, Achille Pozzi, Giovanna Giudice, Giuliana Pozzi, Cristina Maricondi, Aude e Rodolphe Petit, Pino di Bello, Paola Butti, Manuel Mainieri, Irene Laura Zucchinelli, Antonio Proietto, Franco Palazzi, Valeria Castellani e Maurizio Orlandi, Dino Curiale, Fiammetta Lang, Massimo Limonta, Ferdinando Lucini, Maurizio Brera, Maria Angela Conti, Adele Vago, Daniela Burlon, Massimo Tosi e tanti altri.

Sorgente: Settefrazioni Blevio – Lago di Como

Politica regionale e locale

Tangenti, arrestato Mario Mantovani (di forza la LORO Italia, vicepresidente della Regione Lombardia e assessore alla sanità), Milano 13 ottobre 2015

sto pensando che costui era/è l’assessore alla sanità della regione lombardia : Arrestato il vicepresidente della Regione Mario ‪#‎Mantovani‬.
Indagato anche l’assessore all’Economia della Regione Lombardia Massimo Garavaglia, ex parlamentare della ‪#‎Lega‬.http://www.milanotoday.it/po…/mario-mantovani-arrestato.html
fin quando la magistratura fa il suo lavoro, vuol dire che LE ISTITUZIONI FUNZIONANO
il partito di mario mantovani si chiama: Forza la LORO Italia

Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

sto pensando che costui era/è l’assessore alla sanità della regione lombardia: :Arrestato il vicepresidente della Regione Mario ‪#‎Mantovani‬. Indagato anche l’assessore all’Economia della Regione Lombardia Massimo Garavaglia, ex parlamentare della‪#‎Lega‬.http://www.milanotoday.it/po…/mario-mantovani-arrestato.html
fin quando la magistratura fa il suo lavoro, vuol dire che LE ISTITUZIONI FUNZIONANO

MARIO MANTOVANI

E’ accusato di concussione, corruzione e turbativa

Sorgente: Tangenti, Mario Mantovani arrestato: di Forza Italia, vicepresidente della Lombardia


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Immagine storia relativa a mario mantovani arrestato tratta da MilanoToday

Tangenti: arrestato Mario Mantovani (Fi), vice presidente della

MilanoToday1 ora fa
Mario Mantovani, vice presidente della regione Lombardia ed ex assessore alla sanità, è stato arrestato con l’accusa di concussione, …

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Politica regionale e locale

politica comasca, ieri come oggi: La storia di Como dalla metà del sec. XIII alla metà del XV è un continuo susseguirsi di tentativi di sopraffarsi vicendevolmente dei Vittani e dei Rusca, da “Enciclopedia Italiana” – Treccani

La storia di Como dalla metà del sec. XIII alla metà del XV è un continuo susseguirsi di tentativi di sopraffarsi vicendevolmente dei Vittani e dei Rusca. …

Seguire le vicende della fazione sarebbe riassumere la storia di Como sino alla metà del sec. XV; ad ogni passo si incontrano lotte sanguinose, e poi paci, tra Vittani e Rusconi, giungendo sino ad aversi podestà speciali della parte Vitana e della Ruscona; capi della prima sono gli Avvocati, i Lavizzari, i Castelli, i Lucini e specialmente i Lambertenghi, che nel 1291 hanno tale preponderanza che la fazione stessa assume il nome di Lambertenga; ma poco dopo la fazione guelfa torna a dirsi Vitana. I Vittani ebbero parte noteyolissima anche nella Valtellina, la cui storia, come quella di Como, è tutta piena di lotte tra Vittani e Rusconi. Soffocati i partiti in Como, la fazione Vitana continua un’azione vivacissima nel Ticino, come rappresentante del partito guelfo, e appoggiando più o meno apertamente le gesta dei Sanseverino; si arriva al punto, che nel 1436 si parla persino di una lega dei Vittani con Francia, Savoia e Veneziani, cosa certo senza fondamento; gli ultimi guizzi si hanno con la caduta del Ticino sotto il dominio degli Svizzeri.

da VITTANI in “Enciclopedia Italiana” – Treccani.

Politica regionale e locale

COMUNICARE e RACCONTARE: relazioni digitali, Corso organizzato dal Partito Democratico di Como, al giovedì, dal 30 aprile al 18 giugno 2015

Sei tappe, sei momenti operativi per comprendere i meccanismi della comunicazione e le relazioni tra politica, giornalismo e alcuni settori chiave del territorio comasco. È questa la struttura del nuovo corso di formazione organizzato dal Partito Democratico della Città di

Como, con inizio giovedì 30 aprile, e rivolto a politici e ad amministratori locali, così come a professionisti o a semplici interessati alla comunicazione, anche non strettamente politica.
Gli incontri prevedono due lezioni – la prima e l’ultima – in cui saranno approfondite tecniche, metodi e limiti dell’informazione e i nuovi modelli digitali: media management, social media placement, social media marketing.I quattro incontri intermedi, invece, prevedono tavole rotonde con i protagonisti di alcuni settori, dalla cultura alla giustizia, dalla formazione all’innovazione e all’impresa.
Le lezioni, introdotte e coordinate dal giornalista Davide Cantoni, si terranno su sei giovedì, fino al 18 giugno, con inizio di ogni incontro alle ore 20.30.
Per partecipare al corso occorre iscriversi presso la segreteria del PD Como (via Regina Teodolinda, 17 – 031.260311 – pd.comocitta@gmail.com) oppure presentarsi direttamente a una delle serate del corso. Il costo di iscrizione è di 15 euro per il corso completo o di 4 euro per una singola lezione.

da:

http://www.blogdem.it/como/2015/04/22/comunicare-e-raccontare-relazioni-digitali-un-corso-con-il-pd-di-como/

vai al volantino Volantino_CorsoComunicazione 

volantino 23 aprile

 

Criminalità e microcriminalità · Politica regionale e locale

l’etica pubblica del poliziotto trasferito perché minacciato da suoi anonimi colleghi: «Rifarei tutto» – Cronaca Como, 8 aprile 2015

Ispettore oggetto di minacce dopo aver indagato sui colleghi coinvolti nello scandalo sulla cancellazione delle multe

«Grazie a coloro che condividono il lavoro svolto dalla Squadra di Polizia Giudiziaria della Polstrada di Como che ho avuto l’onore di comandare per diversi anni. Credo fermamente nella giustizia e nella Magistratura che mi ha assegnato questa indagine così delicata e non facile. Sarei pronto a rifare tutto e certamente non sono le minacce a fermare il nostro onesto lavoro. Un ringraziamento particolare va alla mia famiglia che mi sostiene da sempre e che ora deve pagare anche il prezzo del mio trasferimento».

da Il poliziotto trasferito perché minacciato: «Rifarei tutto» – Cronaca Como.

Politica regionale e locale

il Partito Democratico lombardo ha indetto per domenica 1 marzo 2015 una consultazione a livello regionale degli iscritti ed elettori del PD in tema di autonomie (contiene anche l’elenco dei seggi per la zona di Como)

Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

Agli Iscritti

Ai Simpatizzanti

del Partito Democratico

Loro Sedi

Carissima/o,                                                                                                                                                                                                                                                                                        …

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Politica regionale e locale

Ex consiglieri della Regione Lombardia. I “diritti acquisiti” degli iper garantiti, gennaio 2015

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Politica regionale e locale

Inno della Lombardia: testo e musica – ASCOLTA LA CANZONE – Milano – Il Giorno – Quotidiano di Milano, notizie della Lombardia

—– >  Inno della Lombardia: ecco testo e musica – ASCOLTA LA CANZONE – Milano – Il Giorno – Quotidiano di Milano, notizie della Lombardia.