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Sorprende, tanto per cambiare l’incompetenza e la scarsa se non nulla conoscenza delle singole realtà del teterritorio, l’estensione territoriale dei singoli comui e le distanze tra loro, i tipi di servizi telematici disponibili e chi è in grado di usarli, l’età della popolazione residente ed il grado di scolarizzazione. Poi si potrà procedere all’accorpamento dei comuni soppressi in un comune più grande, e istituire un “Centro servizi al cittadino dislocato in un punto strategico il più possibile comodo per tutti coloro che possono accedervi. Non è pensabile che le tante nonne e nonni locali in età over 65, e in condizioni di salute sconosciute possano muoversi con facilità. Sarà il “Centro servizi” ad inviare da loro funzionari preparati e collegati, per il disbrigo delle pratiche.
Purga per sindaci, assessori e fannulloni vari. Se i sindaci hanno un lavoro tornino a fare solo quello, se sono solo politici e l’incarico è una sinecura, si cerchino un altro lavoro che dia loro da vivere.
Un ipotesi irrealistica, fantascientifica, non realizzabile ? Se si, perché?
Auguri a chi troverà la forza di fare ciò che senso comune prescrive.
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vediamo se nelle proposte dell’anci (sezione piccoli comuni) c’è la proposta del centro servizi.
i comuni sono la nervatura culturale d istituzionale più interessante dell’italia. solo loro hanno le potenzialità di “fare sussidiarietà”. tuttavia il campanilismo è davvero un ostacolo che a me sembra insormontabile
ciao, emilio
un caro saluto
paolo
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I Comuni elencati sono 46. Ovvero 46 sindaci, quanti gli “assessori” / assessorati/sinecure? Quanti i dipendenti comunali? Quanti e quali i “Costi di funzionamento” ( dalle penne a sfera all’energia). Ecco perché sono favorevole ad uno “Standard”, per la redazione del Bilancio d’esercizio, Stato Patrimoniale e Conto Economico, eguale per tutti. Non è difficile basta volerlo.
Caro Paolo! Anche le piccole Caste, difendono i loro privilegi, così come i predatori, di piccola taglia che siano, difendono il loro pasto, modesto che sia. Problema è che le Prede, lentamente si estinguono per legge della natura, le prede giovani, se possono emigrano, fuggono dal territorio. Terminate le prede, i predatori inizieranno a mangiarsi tra loro.
Tra Parentesi, mio nonno Emilio è nato a Civennna ,studiato e diplomato Ragioniere a Como, poi è emigrato a Milano eccetera.
Quest’anno si celebra Innocenzo, uno dei pochi Papi seri dell’epoca, noto a pochi, reso famoso dalla “svolta Innocenziana” basata sul memoriale di Mario Sozzini. Prima di accettare la nomina, (1676) fece firmare a tutti i cardinali un documento di rinuncia a privilegi, benefici, eccetera. Si vede che ho ereditato un po’ di questo rigore…
Ciao e buoni giorni
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i piccoli comuni, anche se piccoli, devono organizzare il territorio (infrasatrutture essenziali: acqua, rifiuti, gas – se possibile). insomma devono comunque agire per un interesse comune.
non vedo complotti da tutte le parti.
con le teorie complottare stalin ha eliminato milioni di – per lui – soggetti indesiderati
buoni giorni anche a te
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Non intendevo quello, soprattutto dalle tue parti e nei comuni più piccoli dove il controllo della popolazione sugli amministratori è più facile. Pensavo, da tecnico della produzione alla centralizzazione, standardizzazione di materiali, fornitori di prodotti e servizi.
Nessun complotto.
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ciao, io sono di Udine. Anche qui ci sono comuni con meno di…DUECENTO!! Abitanti. Spero che sia la volta buona per accorparli ad altri!!
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sì. ma l’accorpamento deve essere una libera scelta locale. e gli strumenti amministrativi per farlo esistono dal 1990 (legge 142 e successive modificazioni)
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Sono ignorante in proposito della legge che citi. Di sicuro la libera scelta, sia per vocazione, sia per necessità, sia per “Economicità”.
La mia idea è frutto di esperienza di vita. Difficilissimo integrare interessi e mentalità diverse. C’é chi ha preferito morire/fallire/chiudere piuttosto che associarsi in qualche modo per fare fronte comune contro l’invasione dei “Barbari”. Caso recente, la storia di Prato, ormai in mano ai Cinesi, e raccontata nel libro “Storia della mia gente”, vincitore dello Strega dell’anno scorso. Posso dire “IO C’ERO”, come fornitore di prodotti ed ho visto chiudere tante Imprese tessili Pratesi, causa la cecità e l’individualismo dei proprietari che hanno preferito possedere in 100% di nulla piuttosto che il 10% di qualcosa. Monod diceva che l’evoluzione della specie avviene per caso o per necessità. Penso che la nostra sia una necessità.
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chiunque è in grado di evocare una “esperienza di vita”. proprio perchè ognuno ha una parziale visione di un mondo infinitamente più grande di ciascuno di noi.
comunque una risposta a questa demagogica proposta di associazionismo coattivo è di una sindachessa (pure lei di “esperienza d vita”, proprio perchè ognuno è parziale) è questa: https://coatesa.wordpress.com/2011/08/18/un-consigliere-regionale-costa-come-20-piccoli-comuni-cronaca-la-provincia-di-como/
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