Acting Out per NOELLE: dal buio alla luce, passando attraverso tutti i gradi del chiarore, 18 gennaio 2011

la nostra amatissima Noelle, la gatta con la pancia bianca trovata nel giardino un anno fa e curata a lungo per farla sopravvivere, è scomparsa:

E’ successo nella notte dei fuochi di capodanno …

Audio: 

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Qui la mia personale rielaborazione del meccanismo psicologico dell’ ACTING  OUT

qui tutti i Post dedicati a Noelle Episteme


Delitto (im)perfetto

Una morte senza un corpo da seppellire, seppure certa, resta una morte imperfetta.

Da Natale a Natale: questo il destino della gatta bianca Noelle.

Noelle, il corpo smagrito e malato, il muso docile e impaurito, il mantello candido chiazzato di arancio e di grigio.

Noelle, immobile nel giardino, portata da chissà chi.

Noelle, la sua repulsione per gli spazi chiusi senza via di fuga.

Noelle, dolce e mansueta, rifugge il contatto umano.

Noelle, ossessione permanente da quel giorno di capodanno, quando, dal cancello del giardino, non è più spuntato il suo bianco musetto.

“Ieri notte è successo il finimondo”, mi dice U., mentre il suo sguardo proteso verso l’alto indica chiaramente la casa di G.. “Non c’è un gatto in giro: quando fanno i fuochi gli viene lo stremizio, ma vedrà che torneranno”.

Certo, torneranno. E infatti sono tornati Luna, Silvestro, Mammagatta, Blu, Belle. Tutti, tranne Noelle.

Maledico, impreco, insulto, bestemmio per cercare di frenare lo strazio che mi cresce dentro. Sul banco degli imputati velocemente raduno persone e fantasmi, immagini e scenari di ogni probabile delitto. E il vano appello inizia:

  • gli scapestrati figli di G., ubriachi fradici che dopo i fuochi torturano Noelle
  • C., che la colpisce a sassate mentre la sorprende vicino al pollaio attiguo al giardino
  • U., che la trascina sotto i cingolati mentre guida la sua motocarriola

Più passano i giorni, più aumentano lo sconforto e la disperazione. Nessuno ha visto Noelle. Perlustro quotidianamente sentieri, scale, mulattiere agitando crocchette, cercando corpi schiacciati, spiando nei cortili, chiamando inutilmente il suo nome.

Gennaio non è ancora finito. Mentre percorro per l’ennesima volta il viottolo che conduce alla mia casa vedo, incastrata fra le rocce del muro e i sassi della scala, un’eterea lanugine, batuffoli di bambagia lievi come soffioni condotti dal vento e atterrati qui e là senza paracadute.

Io so che Noelle è morta. Non so come, dove, quando, perché. E soprattutto non so “chi” è il colpevole. Quel punto del sentiero è assolutamente aperto alla vista. Se Noelle fosse stata catturata da un animale selvatico, ci sarebbero state altre evidenti tracce di sbranamento. Inoltre, quella peluria appare parecchi giorni dopo la scomparsa.

L’essere umano ha bisogno di razionalizzare il dolore per renderlo sopportabile e dotato di senso. Anch’io ho bisogno di ricostruirmi la MIA plausibile ipotesi.

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto timida e schiva, per cui scappa. Imbocca titubante il sentiero, territorio a lei del tutto sconosciuto.

Se i botti fossero rimasti circoscritti ai dintorni della nostra casa, probabilmente al ripristino della calma avrebbe potuto fare ritorno al suo usuale ambiente di vita.

Ma non è così. L’intero paese festeggia ostinatamente la speranza di un anno migliore, riempiendo l’aria con assordanti fragori e tuonanti boati. Noelle continua  a correre impazzita e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così  non fosse stato, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno.

A questo punto i possibili predatori diventano numerosi: la volpe che già nel passato ha sgominato le galline di C., la faina, il tasso, i corvi.

Resta ancora una perplessità: perché quei ciuffi bianchi isolati e lontani?

La spiegazione più verosimile che mi do è che i corvi siano stati gli ultimi spazzini. Trovando i miseri resti nel bosco, nel volo è scivolato qualche brandello di carne e i mille insetti della terra avrebbero ripulito ciò che restava di commestibile, avanzando solo il pelo.

Guardo Chat Noir abbandonato sulle mie ginocchia col muso sprofondato nell’incavo del gomito.

Il suo dorso nero e lucido è in netto contrasto col candore di Noelle.

Anche lui è comparso improvvisamente nel mio giardino cinque mesi dopo il lutto di Noelle, anche lui emaciato e malandato, anche lui bisognoso di cure e amante di quel luogo che gli ha restituito la sopravvivenza.

Chat Noir ha una piccola macchia immacolata sopra il petto, visibile solo quando disperatamente solleva il muso color carbone reclamando un po’ di cibo.

Voglio credere che in quel ciuffo color latte sia nascosta Noelle.

Noelle che, mascherata da Chat Noir, finalmente mi consola di tutte le carezze che mai sono riuscito a darle.


le PLAUSIBILI IPOTESI di Luciana

Partiamo dalle due uniche possibili verità: Noelle o è viva o è  morta.

Prima ipotesi: chiunque entri in contatto con lei avrà una bella occasione di relazione.

Seconda ipotesi, ora anche per me più plausibile. Ho messo gli occhiali. Ha ragione, Paolo, quando mi dice che senza sono ormai una talpa.

Ieri, sul sentiero, ho pure io esaminato i ciuffi di pelo bianchi. Ma mi sono anche guardata attorno, per vedere se trovavo altri miseri resti.

Partendo da quest’unico indizio (potrebbero essere i peli d Noelle), ho vagliato le seguenti possibilità:

  • i peli sono relativamente vicini alla nostra casa, per cui risalgono al periodo della fuga
  • sono in un punto del sentiero “en plain air”: nessun animale sarebbe così stupido da predare una vittima e mangiarsela alla luce del sole, in un punto di passaggio (in genere la vittima viene portata nella tana). E poi non ci sono né segni di sangue, né gli altri avanzi.

La mia ricostruzione pertanto è la seguente:

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto paurosa, per cui scappa. Va verso il sentiero e, se i fuochi si fossero limitati solo alla nostra zona, probabilmente lì si sarebbe fermata fino al ripristino della calma. Ma non è così. L’universalità umana si scatena a festeggiare chissà che cosa e Noelle continua la sua corsa impazzata e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così non fosse, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami. E’ vero che è timida, ma ormai abbiamo sperimentato che quando i gatti sono in difficoltà fanno sentire la loro voce.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno. A questo punto i predatori possono essere numerosi: la volpe che ha già fatto fuori tutte le galline di Cosimo, la faina, i corvi.

L’unica perplessità è sui ciuffi di pelo isolati. La spiegazione più plausibile che mi dò è che i corvi possano essere stati gli ultimi spazzini. Trovando ancora qualcosa e prendendolo col becco, nel volo è scivolato il brandello. Mille insetti della terra potrebbero poi avere fatto la finale pulizia di quel che restava.

Dubito molto di un’aggressione: sicuramente non di umani, ma nemmeno di altre bestie: se Noelle fosse stata sulla strada del ritorno e lì aggredita, avremmo visto gli esiti.

Il mistero è un po’ meno mistero, anche se vorrei tanto che fosse giusta la prima ipotesi.

Per un attimo ho odiato chi ha portato Noelle nel nostro giardino. Mi è sembrato il destino del cavaliere di Samarcanda. Poi ho pensato che ogni vivente ha il suo destino. Abbiamo regalato a Noelle (nel caso della seconda ipotesi) un anno di cure e amore.

Ho anche ben presente il gatto Chet e la sua prematura morte per una malformazione cardiaca. Ci sono gatti col cuore grande, ma evidentemente non sufficiente per accogliere i sentimenti del mondo.


 

9 pensieri riguardo “Acting Out per NOELLE: dal buio alla luce, passando attraverso tutti i gradi del chiarore, 18 gennaio 2011

  1. ciao chicco
    mi spiace averti contagiato con la mia commozione
    ma io sono fatto così: non reggo, non riesco a resistere all’irrompere dei sentimenti
    un po’ questo è dovuto alla prevecchiaia, un po’ è di carattere
    luciana mi prede sempre in giro quando succede (lei si contolla meglio, anche se succede anche a lei)

    il fatto è che noelle mi manca davvero molto
    forse perchè l’anno scorso le ho salvato la vita.
    quando è arrivata a coatesa era malatissima: diarroica, con la pelle ulcerata, lo sguardo sofferente che si vede nelle primissime fotografie
    lho portata a como, l’ho fatta visitare e l’ho curata per due mesi
    e lei era guarita
    ed era la gatta più stanziale che ci fosse. sempre lì, vicino alla casa e in giardino

    trovo ingiusto che non abbia diritto ai suoi 15 anni di gatta
    e la colpa è solo umana: se non ci fossero stati gli inutili botti noelle serabbe lì ancora ad aspettare il suono della campana

    con l’audio di questa mattina ho voluto chiudere questa vicenda

    noelle se ne è andata: è diventata uno di quei due cigni che improvvisamente sono apparsi
    grazie ancora e un caro saluto
    paolo

    Paolo Ferrario (1948 – )
    paolo.ferrario@email.it

  2. .. sto ascoltando solo ora.. mi spiace enormemente per noelle.. con i botti anche laika si spaventa molto. solo quest’anno sono riuscita a convincere i ragazzi a non farli. .. Questa tua rielaborazione è un”gioiellino”… è un “cristallo di rocca dell’animo”.. luce dall’universo e luce dalla terra.. potente catalizzatore e convogliatore d’energia.. donata amorevolmente.. noelle non potrà non riceverla.. io, a distanza, l’ho ricevuta..
    a presto
    monica

    1. cara monica
      … non c’è niente da fare .. leggo le tue parole e mi si sovrappone l’immagine ricordo di noelle … e le lacrime scorrono per conto loro
      tutto sommato sono affezionato a questa modalità espressiva del mio carattere: non me ne importa nulla delle convenzioi sociali.
      noelle è stata di più di un animale che si è presentificato nel giardino. è stata un simbolo.
      un simbolo del caso, della malattia, delle cure, del tempo, della relazione, degli eterni severiniani
      come sai punto molto sul pensiero di emanuele severino quando dice “ogni cosa è eterna”
      credevo che questa prospettiva lenisse il dolore.
      no.
      anche se tutto è eterno il dolore colpisce ed è inevitabile attraversarlo

      ho messo lì, senza pudore, quest’audio rotto dalla mia commozione.
      e tu, che sei la mia carissima amica, lo hai raccolto in quello spirito amorevole ed empatico che contraddistingue la tua meravigliosa ed unica personalità
      grazie
      e a presto. arriverà anche questo “presto”
      ciao
      paolo

  3. luciana mi ricorda ora che “potremmo considerare nolle come una gatta avuta in affido”
    come nel racconto di doris lessing: c’era un gatto che anadava da lei solo quando era malato.
    rimaneva lì per il tempo necessario.
    poi se ne andava via. e ritornava solo se ammalato, per farsi curare. e poi se ne andava via.
    noelle: una gatta avuta in affido ….

  4. caro Paolo, sono Corina, mi dispiace tanto per Noelle ma, son sicura che è stata molto felice di avere un padrone come te . Forse ritornera o forse no ma comunque è stato bello averla con noi, anche se per troppo poco tempo. A presto.

    1. cara corina
      sei molto gentile a scriverci e a ricordare la bellissima Noelle
      gedeone è stato più fortunato di lei.
      a noi resta solo la consolazione di averla trattata bene nel suo tempo in cui è stata ospitata nella nostra coatesa
      ora daremno ancora più affetto ai gatti che sono restati. Fra cui Belle, che dorme nel nostro solaio, la parte più calda della casa
      grazie ancora per la graditissima lettera e un saluto ai tuoi genitori
      paolo e luciana

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