Sentieri solitari che non troviamo più, articolo di Pietro BERRA, in La Provincia/L’Ordine, 15 marzo 2020

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SENTIERO SOPRAVILLA DI BLEVIO, BARCH, SAN MAURIZIO

 

Utilizzato quotidianamente fino agli anni Cinquanta del secolo scorso da chi viveva al Barch, coltivando la terra e allevando capre e mucche, il sentiero che conduceva a Blevio era interrotto da tempo, di fatto era impraticabile.

L’associazione Borghi sul Lago, in collaborazione con il Gruppo Volontari per la Protezione Ambientale e con il contributo del Comune di Blevio, ha ripristinato il sentiero e ha posizionato lungo tutto il percorso una dozzina di cartelli segnaletici e una dozzina di segnavia. riattivando quindi un piccolo ma importante pezzo di “storia” bleviana.

Il sentiero Sopravilla – Barch – San Maurizio  permette di riaprire il collegamento, dopo quasi 70   anni, con le Colme partendo da Blevio. Finora chi    voleva raggiungere la Colme doveva andare   fino a Montepiatto, salire al Castel d’Ardona  e da lì raggiungere la meta.

Chi volesse saperne di più sul Barch e sui monti  bleviani, può trovare tutte le informazioni sul libro   Il Barch e altri insediamenti nel territorio di Blevio

(Elpo edizioni, 2016, a cura dell’associazione Borghi   sul Lago, in vendita negli esercizi pubblici bleviani e   presso l’associazione – www.borghisullago.it)

il SENTIERO, sia come realtà che come simbolo, da una traccia del primo blog Splinder, anni 2000

TRACCE e SENTIERI

viottolo generalmente stretto, che in luoghi campestri o montani si è formato in seguito a frequente passaggio di persone o animali

(in Cortellazzo/Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana)

Nelle città si direbbe “vicolo”. Sentiero si connette a “strada”, che deriva dal tardo latino “strata” (da “sternere”, ossia stendere, selciare) e da cui derivano street (ingl,), strade (ted.), estrada (spa. port.). Route (fra.) proviene invece dal latino popolare “rupta” (a sua volta da viam rompere “aprirsi un varco”)

A mezzi diversi corrispondono strade diverse, e perciò si distinguono fra pedonali e carrozzabili, autostrade, tramvie e ferrovie; a seconda della regione attraversata e dell’entità dello spostamento che consen­tono, si hanno strade urbane o strade «aperte», di cam­pagna o di montagna, strade statali, provinciali e comu­nali, strade maestre e strade vicinali.

I percorsi si compiono a piedi o a dorso…

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sguardo sulla frazione RIVA DI CASTELLO (dal sentiero verso la Frazione di COATESA, nel comune di NESSO, sul Lago di Como). Sullo sfondo si intravede appena la Villa Pliniana di TORNO. luglio 2019

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Le 5 camminate più belle sul Lago di Como, da quicomo.it

  • La Greenway del Lago di Como
  • la via dei monti lariani
  • Spina Verde da Camerlata a San fermo con visita al Castello Baradello“
  • Passeggiata delle baite di Brunate
  • Montepiatto a Torno e la Pietra Pendula

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via Le 5 camminate più belle sul Lago di Como

effetti del “Genius Loci” su Tino, qui a Coatesa sul Lario, 24 agosto 2013

il genius loci del vostro sito e’ :

entrare nel centro storico di Coatesa, salire le scale di una casa del settecento,

proseguire le scale del sopralzo del novecento ed essere improvvisamente proiettati in un orto/giardino.

Ma non finisce qui!

Nel giardino si costeggia il lago, si sosta su un seggio a contemplare il pontile e l’approdo dei battelli, si sentono i profumi della vegetazione autoctona del lago .

Da un ristretto portale si esce su un tratturo che a valle ha il lago e a monte un ondeggiante muro in sasso di Moltrasio che ricorda quelli dipinti da Ottone Rosai,  mediati dal pennello lariano di Pierino Saibene.

Tino

13 APRILE: ESCURSIONE NEL TRIANGOLO LARIANO A cura dell’associazione Chiave di Volta, da Newsletter NodoLibri 27/03

13 APRILE: ESCURSIONE NEL TRIANGOLO LARIANO
A cura dell’associazione Chiave di Volta

Sabato 13 aprile ore 9.30
Per “funghi” e castagneti … passeggiata nel cuore
del triangolo lariano 
con la guida di Alessandro Verga

Da Lasnigo a Caglio e Sormano passando da Rezzago ed Enco attraverso un paesaggio costellato da importanti testimonianze romaniche e paleocristiane, antichi borghi, cortili medioevali, castagneti e radure, massi erratici e “funghi” con citazioni di leggende e riferimenti alla cultura dell’alto Medioevo.

 

L’intero percorso sarà effettuato a piedi.

Programma in sintesi

ore  9.30 ritrovo a Lasnigo, davanti alla Chiesa di S. Alessandro
ore 13.00 località Enco, pranzo libero nell’antico castagneto o, per chi lo preferisce, all’agriturismo Cassina Enco (tel. 031667112)
ore 14.30 partenza per Caglio e Sormano, quindi rientro a Lasnigo dove si prevede di arrivare entro le 17.30

Modalità di partecipazione
Il contributo per CHIAVE DI VOLTA è di  € 3,00 a persona per isoci
e di € 5,00 per i non soci. I bambini saranno ospiti benvenuti.

Richiesta la prenotazione entro giovedì 11 aprile, tramite una e-mail a
prenotazioni@chiavedivolta.org.

Info: http://www.chiavedivolta.org/images/pdf/perfunghiecastagneti.pdf

Lago di Como: le passeggiate di passolento (ora: blog-helis.blogspot.it) nel territorio del Lago di Como

Il sito di  passolento si è trasferito qui:

http://blog-helis.blogspot.it/

altre guide segnalano passeggiate nel territorio delLago di Como

per esempio: http://digilander.libero.it/felice/Itinerari.htm

 

le passeggiate di passolento (>> leggere le avvertenze)  

primavera vien danzando..


NOVITA’ INDICE DELLA GUIDA
è uscita la guida:
Per sentieri
con passolento.it

Formato 15 x 23
4 colori, 146 pag.

Acquistabile online sul sito:
ilmiolibro.it

e nelle librerie:
 MONTI in CITTA’,
Via Monte Nero 15 (MI)
 L’INCONTRO
Via Piana 45 (zona Certosa/Portello)
 HOEPLI
Via Hoepli 5 (MI)
 IL MIO LIBRO
Via Sannio 18 (MI-zona P.ta Romana)
 FELTRINELLI

Programma escursioni 2012:

link utili

cerca le MAPPE delle località:
http://maps.google.it/maps

Info su trasporti pubblici:
www.trasporti.regione.lombardia.it
(trasporti in Lombardia)

vai ai siti cercarifugi:
www.rifugi-bivacchi.com

www.rifugi.lombardia.it
www.diska.it/rifugi

le proposte dei lettori 
(vedi avvertenza 3)

• Lenno-Mezzegra-Viano-Tremezzo
• Engadina: Sils – Wasserweg (6 laghetti)
nel mondo delle Grigne:
• dai Piani Resinelli al Rifugio Rosalba
• da Cainallo al Rif. Brioschi (Grignone)
• Orobie: weekend in Valbondione
• ciaspolata all’Alpe Granda
• Valle dei Ratti


volontariato a Milano:
italiano per stranieri
bosco in città

  Lago di Como
• Torno-Piazzaga-Monte Piatto
• Como – Brunate – Faggeto Lario
• Cernobbio – rifugio Bugone
• Moltrasio-Tosnacco – rifugio Bugone
• Moltrasio – Monti di Urio
• Brienno – Pian d’Erba
• San Lucio (tra Menaggio e Porlezza)
 Val Perlana-rifugio Boffalora 
• Ossuccio – Abbazia di San Benedetto (Val Perlana)
• Tremezzo – Monti di Nava
• Val Darengo (alto lago Como)
• Val d’Intelvi: Monte Comana – Sasso Gordona
• Canzo-Corni di Canzo (Sentiero degli spaccasassi)
 Canzo – Monte Rai – terza Alpe
• Valmadrera-rifugio SEV (Corni di Canzo)
• Civate (Lecco) – Abbazia di San Pietro al Monte
• Valmadrera – San Tomaso

• Sentiero del viandante: Lierna – Varenna
• Abbadia Lariana -cascata della Val Monastero-Campelli 
• Dervio – Cascine Pratolungo
 ( new)da: http://www.passolento.it/

passolento: trek, passeggiate, escursioni in Lombardia, Liguria, Val d’Aosta, ….

Strade e sentieri nei paesi sulle rive del Lario, Tratto da LAGO DI COMO, LARIO: sogni e storie d’acqua, Cattaneo editore 2006/2009, pagg. 46, 47

La struttura urbanistica delle frazioni dei paesi del lago di Como si è andata formando attraverso schemi fissi, dipendenti dalla geografia dei luoghi.

Gli inizi di insediamento erano possibili solo dove c’era uno spazio (anche minimo) fra lago e monti. Ciò si verificava allo sbocco dei torrenti, sui piccoli coni detritici, quasi sempre preceduti da gole più o meno “orride”: Nesso, Argegno, Menaggio, Bellano, Dervio … Una volta trovato il luogo, il borgo poteva strutturarsi.

A lago c’era il quartiere dei pescatori e dei barcaioli, con il porticciolo e le rive, dove stendere le reti, i portici sotto cui depositare le merci.

Dal porto venivano create una serie di viuzze che risalivano verso il paese vero e proprio, con la chiesa, talvolta il palazzo-castello del signore locale, le case dei commercianti.

Più sopra, la strada / mulattiera di comunicazione orizzontale con i paesi vicini, lungo la quale si trovavano osterie, locande o crotti.

Infine, altre mulattiere verticali collegavano il centro principale ai monti, lungo i versanti delle montagne, che erano abitati per periodi più o meno lunghi a seconda delle necessità.

Di solito sui primi versanti sopra i paesi venivano coltivati l’ulivo e la vite, gli orti, e i campicelli per le esigenze alimentari..

Salendo ancora cominciavano i boschi (di castagno soprattutto) che fornivano prodotti per la sopravvivenza alimentare: castagne per la farina, legname da costruzione, foglie per le lettiere degli animali, ricci e legna per il camino.

Sopra il bosco c’erano i prati ed infine i pascoli per l’allevamento delle mucche, buoi e capre.

Tratto da LAGO DI COMO, LARIO: sogni e storie d’acqua, Cattaneo editore 2006/2009, pagg. 46, 47

 

Mappa tratta da Albano Marcarini LA STRADA REGIA a piedi da Como a Bellagio, Lyasis edizioni, Sondrio 2007

dalla consapevolezza di vivere in un territorio dove il paesaggio del lago ma soprattutto della montagna nel Lago è di stupefacente bellezza nasce il Programma Tracce 2012 | a cura di TERRITORI Natura Arte Cultura

TRACCE 2012

Cultura Conviviale

15 giugno/22 Settembre 2012

 

La rassegna “Tracce” nasce innanzitutto dalla consapevolezza di vivere in un territorio dove il paesaggio del lago ma soprattutto della montagna nel Lago è di stupefacente bellezza. In questo paesaggio esistono, accanto a ville e grandi alberghi, piccole realtà turistiche imprenditoriali e di ritrovo che vogliono offrire occasioni di svago, di serenità e di cultura. Siamo convinti di proporre un programma di buon livello che valorizza la nostra montagna con incontri in cui si alternano musica, conversazioni, meditazioni, spettacoli, cori, filosofia, letteratura e altro. Vorremmo farvi conoscere i posti e i personaggi che affascinano anche noi.
Programma completo:
http://associazioneterritori.wordpress.com/programma-tracce-2012/

I Luoghi

Como Cascina Respaù

Cernobbio Rifugio Bisbino

Moltrasio Grand Hotel Imperiale

Moltrasio Cooperativa Moltrasina

Carate Urio Santuario di Pobiano

Cerano Intelvi Rifugio Prabello

Argegno Agriturismo I Due Leoni

Colonno Rifugio Alpe di Colonno

Albavilla Capanna Mara

vai al Programma completo qui: Programma Tracce 2012 |.

Acting Out per NOELLE: dal buio alla luce, passando attraverso tutti i gradi del chiarore, 18 gennaio 2012

la nostra amatissima Noelle, la gatta con la pancia bianca trovata nel giardino un anno fa e curata a lungo per farla sopravvivere, è scomparsa:

E’ successo nella notte dei fuochi di capodanno …

Audio: 

clicca qui per ascoltare: 


Qui la mia personale rielaborazione del meccanismo psicologico dell’ ACTING  OUT

qui tutti i Post dedicati a Noelle Episteme


Delitto (im)perfetto

Una morte senza un corpo da seppellire, seppure certa, resta una morte imperfetta.

Da Natale a Natale: questo il destino della gatta bianca Noelle.

Noelle, il corpo smagrito e malato, il muso docile e impaurito, il mantello candido chiazzato di arancio e di grigio.

Noelle, immobile nel giardino, portata da chissà chi.

Noelle, la sua repulsione per gli spazi chiusi senza via di fuga.

Noelle, dolce e mansueta, rifugge il contatto umano.

Noelle, ossessione permanente da quel giorno di capodanno, quando, dal cancello del giardino, non è più spuntato il suo bianco musetto.

“Ieri notte è successo il finimondo”, mi dice U., mentre il suo sguardo proteso verso l’alto indica chiaramente la casa di G.. “Non c’è un gatto in giro: quando fanno i fuochi gli viene lo stremizio, ma vedrà che torneranno”.

Certo, torneranno. E infatti sono tornati Luna, Silvestro, Mammagatta, Blu, Belle. Tutti, tranne Noelle.

Maledico, impreco, insulto, bestemmio per cercare di frenare lo strazio che mi cresce dentro. Sul banco degli imputati velocemente raduno persone e fantasmi, immagini e scenari di ogni probabile delitto. E il vano appello inizia:

  • gli scapestrati figli di G., ubriachi fradici che dopo i fuochi torturano Noelle
  • C., che la colpisce a sassate mentre la sorprende vicino al pollaio attiguo al giardino
  • U., che la trascina sotto i cingolati mentre guida la sua motocarriola

Più passano i giorni, più aumentano lo sconforto e la disperazione. Nessuno ha visto Noelle. Perlustro quotidianamente sentieri, scale, mulattiere agitando crocchette, cercando corpi schiacciati, spiando nei cortili, chiamando inutilmente il suo nome.

Gennaio non è ancora finito. Mentre percorro per l’ennesima volta il viottolo che conduce alla mia casa vedo, incastrata fra le rocce del muro e i sassi della scala, un’eterea lanugine, batuffoli di bambagia lievi come soffioni condotti dal vento e atterrati qui e là senza paracadute.

Io so che Noelle è morta. Non so come, dove, quando, perché. E soprattutto non so “chi” è il colpevole. Quel punto del sentiero è assolutamente aperto alla vista. Se Noelle fosse stata catturata da un animale selvatico, ci sarebbero state altre evidenti tracce di sbranamento. Inoltre, quella peluria appare parecchi giorni dopo la scomparsa.

L’essere umano ha bisogno di razionalizzare il dolore per renderlo sopportabile e dotato di senso. Anch’io ho bisogno di ricostruirmi la MIA plausibile ipotesi.

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto timida e schiva, per cui scappa. Imbocca titubante il sentiero, territorio a lei del tutto sconosciuto.

Se i botti fossero rimasti circoscritti ai dintorni della nostra casa, probabilmente al ripristino della calma avrebbe potuto fare ritorno al suo usuale ambiente di vita.

Ma non è così. L’intero paese festeggia ostinatamente la speranza di un anno migliore, riempiendo l’aria con assordanti fragori e tuonanti boati. Noelle continua  a correre impazzita e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così  non fosse stato, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno.

A questo punto i possibili predatori diventano numerosi: la volpe che già nel passato ha sgominato le galline di C., la faina, il tasso, i corvi.

Resta ancora una perplessità: perché quei ciuffi bianchi isolati e lontani?

La spiegazione più verosimile che mi do è che i corvi siano stati gli ultimi spazzini. Trovando i miseri resti nel bosco, nel volo è scivolato qualche brandello di carne e i mille insetti della terra avrebbero ripulito ciò che restava di commestibile, avanzando solo il pelo.

Guardo Chat Noir abbandonato sulle mie ginocchia col muso sprofondato nell’incavo del gomito.

Il suo dorso nero e lucido è in netto contrasto col candore di Noelle.

Anche lui è comparso improvvisamente nel mio giardino cinque mesi dopo il lutto di Noelle, anche lui emaciato e malandato, anche lui bisognoso di cure e amante di quel luogo che gli ha restituito la sopravvivenza.

Chat Noir ha una piccola macchia immacolata sopra il petto, visibile solo quando disperatamente solleva il muso color carbone reclamando un po’ di cibo.

Voglio credere che in quel ciuffo color latte sia nascosta Noelle.

Noelle che, mascherata da Chat Noir, finalmente mi consola di tutte le carezze che mai sono riuscito a darle.


le PLAUSIBILI IPOTESI di Luciana

Partiamo dalle due uniche possibili verità: Noelle o è viva o è  morta.

Prima ipotesi: chiunque entri in contatto con lei avrà una bella occasione di relazione.

Seconda ipotesi, ora anche per me più plausibile. Ho messo gli occhiali. Ha ragione, Paolo, quando mi dice che senza sono ormai una talpa.

Ieri, sul sentiero, ho pure io esaminato i ciuffi di pelo bianchi. Ma mi sono anche guardata attorno, per vedere se trovavo altri miseri resti.

Partendo da quest’unico indizio (potrebbero essere i peli d Noelle), ho vagliato le seguenti possibilità:

  • i peli sono relativamente vicini alla nostra casa, per cui risalgono al periodo della fuga
  • sono in un punto del sentiero “en plain air”: nessun animale sarebbe così stupido da predare una vittima e mangiarsela alla luce del sole, in un punto di passaggio (in genere la vittima viene portata nella tana). E poi non ci sono né segni di sangue, né gli altri avanzi.

La mia ricostruzione pertanto è la seguente:

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto paurosa, per cui scappa. Va verso il sentiero e, se i fuochi si fossero limitati solo alla nostra zona, probabilmente lì si sarebbe fermata fino al ripristino della calma. Ma non è così. L’universalità umana si scatena a festeggiare chissà che cosa e Noelle continua la sua corsa impazzata e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così non fosse, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami. E’ vero che è timida, ma ormai abbiamo sperimentato che quando i gatti sono in difficoltà fanno sentire la loro voce.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno. A questo punto i predatori possono essere numerosi: la volpe che ha già fatto fuori tutte le galline di Cosimo, la faina, i corvi.

L’unica perplessità è sui ciuffi di pelo isolati. La spiegazione più plausibile che mi dò è che i corvi possano essere stati gli ultimi spazzini. Trovando ancora qualcosa e prendendolo col becco, nel volo è scivolato il brandello. Mille insetti della terra potrebbero poi avere fatto la finale pulizia di quel che restava.

Dubito molto di un’aggressione: sicuramente non di umani, ma nemmeno di altre bestie: se Noelle fosse stata sulla strada del ritorno e lì aggredita, avremmo visto gli esiti.

Il mistero è un po’ meno mistero, anche se vorrei tanto che fosse giusta la prima ipotesi.

Per un attimo ho odiato chi ha portato Noelle nel nostro giardino. Mi è sembrato il destino del cavaliere di Samarcanda. Poi ho pensato che ogni vivente ha il suo destino. Abbiamo regalato a Noelle (nel caso della seconda ipotesi) un anno di cure e amore.

Ho anche ben presente il gatto Chet e la sua prematura morte per una malformazione cardiaca. Ci sono gatti col cuore grande, ma evidentemente non sufficiente per accogliere i sentimenti del mondo.


 

Processione laica al Sacromonte di Ossuccio, a cura della Associazione Chiavedivolta, sabato 24 settembre 2011. Parte 2°: L’ANNUNCIAZIONE DELL’ANGELO, audio di Alessandro Verga

Primo Mistero Gaudioso. L’Annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine.

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazareth, a una Vergine (di nome Maria). L’angelo, entrato da lei, disse: “Ti saluto, piena di grazia; il Signore è con te… Darai alla luce un figlio, cui porrai nome Gesù” (Lc 1,26-28.31)

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Audio di Alessandro Verga sulla Cappella dell’ ANNUNCIAZIONE DELL’ANGELO

Processione laica al Sacromonte di Ossuccio, a cura della Associazione Chiavedivolta, sabato 24 settembre 2011. Parte 1°: I SACRIMONTI, audio di Darko Pandakovic

“Processione laica”, a partire da Campo di Ossuccio,verso il Sacromonte.

Il percorso è stato organizzato dalla associazione Chiavedivolta

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Audio di Darko Pandakovic su: I SACRIMONTI, significato storico e religioso:

Il percorso è stato organizzato dalla associazione Chiavedivolta, e si è svolto sabato 24 settembre 2011


DOCUMENTAZIONE

1. I misteri del Rosario

Primo Mistero Gaudioso. L’Annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine.

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazareth, a una Vergine (di nome Maria). L’angelo, entrato da lei, disse: “Ti saluto, piena di grazia; il Signore è con te… Darai alla luce un figlio, cui porrai nome Gesù” (Lc 1,26-28.31).

Secondo Mistero Gaudioso. La Visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta.

Maria si pose in viaggio, e andò in fretta in una regione montuosa, in una città della Giudea. Entrata in casa di Zaccaria, salutò Elisabetta, che appena udì il saluto di Maria fu ripiena di Spirito Santo (Lc 1,39-40).

Terzo Mistero Gaudioso. La Nascita di Gesù.

Giuseppe e Maria salirono da Nazareth a Betlemme e, mentre erano là, Maria diede alla luce il figlio suo primogenito; lo avvolse in fasce e lo adagiò in una mangiatoia (Lc 2,6-7).

Quarto Mistero Gaudioso. La Presentazione di Gesù al Tempio.

Portarono Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore, secondo ciò che è scritto nella Legge del Signore: “Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore” (Lc 2,22-23).

Quinto Mistero Gaudioso. Il Ritrovamento di Gesù nel Tempio.

Il fanciullo Gesù rimase in Gerusalemme, senza che i suoi genitori se ne accorgessero. E avvenne che lo trovarono tre giorni dopo, nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori della Legge e intento ad ascoltarli e a interrogarli (Lc 2,43-46).

Primo Mistero Doloroso. L’Agonia di Gesù nell’orto degli ulivi.

Gesù andò con i suoi discepoli in un luogo chiamato Getsemani e cominciò a provare tristezza e angoscia (Mt 26,36-37). Ed entrato in agonia, pregava più intensamente e il suo sudore divenne come gocce di sangue che scorrevano fino a terra (Lc 22,43-44).

Secondo Mistero Doloroso. La Flagellazione di Gesù alla colonna.

Quelli ancor più gridavano: Crocifiggilo! Allora Pilato, volendo accontentare il popolo, liberò Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso (Mt 15,13-15).

Terzo Mistero Doloroso. La Coronazione di spine.

I soldati lo condussero nell’atrio del Pretorio. Lo rivestirono di porpora e, intrecciata una corona di spine, gliela conficcarono sul capo. Si misero poi a salutarlo: Salve, o Re dei Giudei! (Mc 15,16-18).

Quarto Mistero Doloroso. Il Viaggio al Calvario di Gesù carico della Croce.

Presero dunque Gesù e lo condussero via. Ed egli, portando la croce, uscì verso il luogo chiamato Calvario, in ebraico Golgota, dove lo crocifissero (Gv 19,16-17).

Quinto Mistero Doloroso. La Crocifissione e Morte di Gesù.

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle quindici (Mc 15,33). Gesù gridando a gran voce disse: Padre, nelle tue mani affido il mio spirito. Detto questo, spirò (Lc 23,46).

Primo Mistero Glorioso. La Risurrezione di Gesù.

L’angelo disse alle donne: Non temete! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto: non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto (Mc 16,6).

Secondo Mistero Glorioso. L’Ascensione di Gesù al Cielo.

Il Signore Gesù, dopo aver loro parlato (Mc 16,19), alzate le mani al cielo, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e si sollevò su nel cielo (Lc 24,50-51), ove siede alla destra del Padre (Credo).

Terzo Mistero Glorioso. La Discesa dello Spirito Santo.

Al compiersi dei giorni della Pentecoste, tutti i discepoli erano riuniti nello stesso luogo. E apparvero loro lingue come di fuoco, che si spartivano, posandosi ognuna su ciascuno di essi. E tutti furono ripieni di Spirito Santo (At 2,1.3-4).

Quarto Mistero Glorioso. L’Assunzione di Maria Vergine al Cielo.

Maria è stata assunta in cielo: si rallegrino le schiere degli Angeli (Liturgia). Tutta splendente entra la figlia del Re; il suo vestito è intessuto d’oro (Sal 44,14).

Quinto Mistero Glorioso. L’Incoronazione di Maria Vergine.

Un grandioso segno apparve nel cielo: una donna ammantata di sole, sotto i suoi piedi si trova la luna e sul capo ha una corona di dodici stelle (Ap 12,1).

2. Catechismo

965 Dopo l’ascensione del suo Figlio, Maria « con le sue preghiere aiutò le primizie della Chiesa».527 Riunita con gli Apostoli e alcune donne, « anche Maria implorava con le sue preghiere il dono dello Spirito, che l’aveva già presa sotto la sua ombra nell’annunciazione».528

…anche nella sua assunzione…

966 « Infine, l’immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima, e dal Signore esaltata come la Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte ». 529 L’assunzione della santa Vergine è una singolare partecipazione alla risurrezione del suo Figlio e un’anticipazione della risurrezione degli altri cristiani:

« Nella tua maternità hai conservato la verginità, nella tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; hai raggiunto la sorgente della Vita, tu che hai concepito il Dio vivente e che con le tue preghiere libererai le nostre anime dalla morte ». 530

…Ella è nostra Madre nell’ordine della grazia

967 Per la sua piena adesione alla volontà del Padre, all’opera redentrice del suo Figlio, ad ogni mozione dello Spirito Santo, la Vergine Maria è il modello della fede e della carità per la Chiesa. «Per questo è riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa» 531 «ed è la figura (typus) della Chiesa».532

SENTIERI , 15 agosto 2009

Sentiero: “viottolo generalmente stretto, che in luoghi campestri o montani si è formato in seguito a frequente passaggio di persone o animali

(in Cortellazzo/Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana)

 

Nelle città si direbbe “vicolo”. Sentiero si connette a “strada”, che deriva dal tardo latino “strata” (da “sternere”, ossia stendere, selciare) e da cui derivano street (lingua inglese), strade(lingua tedesca), estrada (lingua spagnola e portoghese) Route (lingua francese) proviene invece dal latino popolare “rupta” (a sua volta da viam rompere “aprirsi un varco”)

A mezzi diversi corrispondono strade diverse, e perciò si distinguono fra pedonali e carrozzabili, autostrade, tramvie e ferrovie; a seconda della regione attraversata e dell’entità dello spostamento che consen­tono, si hanno strade urbane o strade «aperte», di cam­pagna o di montagna, strade statali, provinciali e comu­nali, strade maestre e strade vicinali.

I percorsi si compiono a piedi o a dorso d’animale, e l’uomo si misura fisicamente con lo stato e la pendenza della strada, che può presentarsi piana o ripida, diritta o tortuosa, polverosa, sdrucciolevole, ghiacciata o disse­stata, senza sbocco o interrotta da cose o da persone (co­me frane, barricate, assembramenti umani).

Sentiero o strada si legano a cammino, talora lun­go e faticoso, quantificato nel tempo necessario a coprire una certa distanza, e che dunque varia al variare del mezzo usato per lo spostamento. L’idea che il cammino sia una prova è all’origine della simbologia della strada come aspetto del vivente, cui si associa il tema dello sviluppo orientato e quello del fluire del tempo dentro uno spazio.

Anche il fiume assolve questa funzione, tuttavia la strada porta con sé una spe­cifica impronta umana: la strada è sempre e soprat­tutto traccia del passaggio di qualcun altro ed è piena di altri segni, come le pietre miliari, i lastricati, le cunette, i ponti, i marciapiedi, i lampioni, i tombini, i pali della luce o del telegrafo, le cornici di alberi e siepi, la segnaletica verticale ed orizzontale, i car­telloni pubblicitari.

Se faccio un confronto con il corso naturale del fiume, strade e sentieri rappresentano un percorso culturale, intenzionato e finalizzato, e per que­sto capace di attrarre interpretazioni e proiezioni psicologiche. Può essere il modello di pensiero della stasi o stabilitas, che si oppone la maledizione del movimento: allora la buona strada è quella del ritorno lineare da un punto ad un altro punto.

Se invece il modello è il viaggio di scoperta, la curiositas, e il movimento è concepito come graduale acquisizione di una pienezza esperienziale, allora buona è la strada curvilinea e panoramica.

Da cui la evidente distinzione fra soggetti umani cui piace “stare” (fra i quali ben volentieri mi colloco) e quelli cui piace “andare”.

 

Paolo Ferrario,

15 agosto 2009

Sentieri | da Tracce e Sentieri

Sentieri

Sentiero: “viottolo generalmente stretto, che in luoghi campestri o montani si è formato in seguito a frequente passaggio di persone o animali

(in Cortellazzo/Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana)

 Nelle città si direbbe “vicolo”. Sentiero si connette a “strada”, che deriva dal tardo latino “strata” (da “sternere”, ossia stendere, selciare) e da cui derivano street(ingl,), strade (ted.), estrada (spa. port.). Route (fra.) proviene invece dal latino popolare “rupta” (a sua volta da viam rompere “aprirsi un varco”)

A mezzi diversi corrispondono strade diverse, e perciò si distinguono fra pedonali e carrozzabili, autostrade, tramvie e ferrovie; a seconda della regione attraversata e dell’entità dello spostamento che consen­tono, si hanno strade urbane o strade «aperte», di cam­pagna o di montagna, strade statali, provinciali e comu­nali, strade maestre e strade vicinali.

I percorsi si compiono a piedi o a dorso d’animale, e l’uomo si misura fisicamente con lo stato e la pendenza della strada, che può presentarsi piana o ripida, diritta o tortuosa, polverosa, sdrucciolevole, ghiacciata o disse­stata, senza sbocco o interrotta da cose o da persone (co­me frane, barricate, assembramenti umani).

Sentiero o strada si legano a cammino, talora lun­go e faticoso, quantificato nel tempo necessario a coprire una certa distanza, e che dunque varia al variare del mezzo usato per lo spostamento. L’idea che il cammino sia una prova è all’origine della simbologia della strada come aspetto del vivente, cui si associa il tema dello sviluppo orientato e quello del fluire del tempo dentro uno spazio. Anche il fiume assolve questa funzione, tuttavia la strada porta con sé una spe­cifica impronta umana: la strada è sempre e soprat­tutto traccia del passaggio di qualcun altro ed è piena di altri segni, come le pietre miliari, i lastricati, le cunette, i ponti, i marciapiedi, i lampioni, i tombini, i pali della luce o del telegrafo, le cornici di alberi e siepi, la segnaletica verticale ed orizzontale, i car­telloni pubblicitari.

Se faccio un confronto con il corso naturale del fiume, strade e sentieri rappresentano un percorso culturale, intenzionato e finalizzato, e per que­sto capace di attrarre interpretazioni e proiezioni psicologiche. Può essere il modello di pensiero della stasi o stabilitas, che si oppone la maledizione del movimento: allora la buona strada è quella del ritorno lineare da un punto ad un altro punto. Se invece il modello è il viaggio di scoperta, la curiositas, e il movimento è concepito come graduale acquisizione di una pienezza esperienziale, allora buona è la strada curvilinea e panoramica.

Da cui la evidente distinzione fra soggetti umani cui piace “stare” (fra i quali ben volentieri mi colloco) e quelli cui piace “andare”.

 

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