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le case a graticcio, in Piazza San Fedele, Como

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Case a graticcio. il palazzo della LIBRERIA UBIK di Como

La Libreria Ubik di Como è situata in un palazzo storico del 1300, precisamente in Piazza San Fedele 32. Questo edificio non solo ospita una vasta selezione di libri, ma è anche noto per la sua architettura affascinante e gli interni d’epoca. La libreria si sviluppa su tre piani e include un’edicola ben fornita, offrendo una gamma di riviste e quotidiani italiani e stranieri[1][3].

Caratteristiche dell’edificio

  • Storia: Ubik è stata la prima libreria su più piani a Como, rendendola un punto di riferimento per gli amanti della lettura e della cultura[3].
  • Design: L’edificio presenta affreschi seicenteschi di Giacinto e Ludovico Gimignani, con un intervento architettonico recente di Mario Fiorentino che ha contribuito a preservare il fascino storico[7].
  • Ambiente: È descritta come una location suggestiva, con un’atmosfera che invita alla lettura e al relax, situata in una delle piazze più belle della città[1][2].

i non solo un luogo per acquistare libri, ma anche un centro culturale vitale per la comunità locale e i visitatori.


[1] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187835-d3752793-Reviews-Libreria_Ubik-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[2] https://como.ubiklibri.it/home.html
[3] https://www.prehistoricaeditore.it/chi-siamo/librerie/ubik-como
[4] https://www.facebook.com/libreria.ubikcomo/
[5] https://www.instagram.com/ubikcomo/
[6] https://it.tripadvisor.ch/ShowUserReviews-g187835-d3752793-r327188384-Libreria_Ubik-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[7] https://como.ubiklibri.it/apre-una-nuova-libreria-ubik.html
[8] https://tandemgroup.it/libreria-ubik-como/

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · via Vitani · Vie: Cesare Cantù, A. del Pero, P. Tatti, Vitani

Como centro: “Il percorso delle case in pietra sull’asse Sud-Nord, corrispondente al “Cardo” romano, ha inizio dalla Porta che dava accesso alla Como romana “. Appunti da un libro di Clemente Tajana

“Il percorso delle case in pietra sull’asse sud-nord, corrispondente al “Cardo”” romano, ha inizio dalla Porta che dava accesso alla Como romana ” (citazione da Passeggiate comasche di Clemente Tajana):

  • da Largo Miglio, presso Porta Torre
  • Via Adamo del Pero
  • Piazza Mario Martinelli
  • Via Primo Tatti
  • Via Vitani

Il cardo romano era una delle due strade principali nelle città e negli accampamenti militari romani, con un orientamento nord-sud. Questo termine deriva dal latino “cardo”, che significa “polo” o “punto cardinale”. Il cardo si intersecava con il decumano, la strada orientata est-ovest, formando un reticolo urbano che divideva lo spazio in quattro quadranti, noti come quartieri[1][2][3].

Importanza del Cardo

Il cardo aveva un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle città romane. Era lungo e spesso fiancheggiato da edifici pubblici, templi e negozi, fungendo da arteria commerciale e sociale. In molte città, il punto di intersezione tra il cardo e il decumano ospitava il foro, la piazza centrale dove si svolgevano attività pubbliche e commerciali[1][4].

Esempi Storici

Un esempio significativo del cardo è il Cardo Maximus, che si trovava in molte città romane e che collegava le principali porte dell’insediamento. Nella città di Gerusalemme, per esempio, il cardo fu costruito nel 130 a.C. sotto l’imperatore Adriano e rappresentava una via commerciale importante, caratterizzata da colonne e negozi[5].

Conclusione

In sintesi, il cardo romano non solo serviva come via di transito, ma era anche un elemento chiave nella pianificazione urbana romana, contribuendo alla funzionalità e all’estetica delle città dell’Impero. La sua eredità è ancora visibile in molte città moderne che conservano la struttura urbana romana[3][4].

Citations:
[1] https://cosavisitaredoveviaggiare.it/che-cose-il-cardo-e-il-decumano/
[2] https://utenti.romascuola.net/sangallo/ambiente/Cardo.htm
[3] https://www.studiarapido.it/cardo-e-decumano-cosa-sono-e-a-cosa-servivano/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Cardine_(storia_romana)
[5] https://www.scoprigerusalemme.com/cardo
[6] https://www.facebook.com/100063462164261/videos/cardo-e-decumano-negli-accampamenti-e-nelle-citt%C3%A0-romane-si-chiamava-cardo-la-st/9402585213146013/

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Casa detta Torre Demorata, in via Vitani, nel centro storico di Como

La Casa della Demorata, situata in via Vitani a Como, è un edificio di grande interesse storico e architettonico.

Questa casa-torre fu costruita dalla potente famiglia Vitani durante il periodo medievale e presenta caratteristiche difensive, tipiche delle torri di quel tempo.

La struttura è realizzata in pietra a vista e incorpora elementi del teatro romano, le cui pietre furono riutilizzate per la costruzione[1][2].

Caratteristiche Architettoniche

  • Tipo di edificio: Casa-torre con funzioni difensive.
  • Materiali: Pietra a vista, con parti riutilizzate dal teatro romano.
  • Storia: La torre è stata abbassata di un piano per ordine della famiglia Rusca, rivale dei Vitani[1][4].

Contesto Storico

La Casa della Demorata si inserisce nel contesto medievale di Como, una città ricca di storia e di edifici fortificati. Via Vitani mantiene un’atmosfera storica, con la presenza di altre torri e antiche costruzioni nelle vicinanze[3][5].

Importanza Culturale

Oltre alla sua funzione storica, la Casa della Demorata rappresenta un importante esempio di architettura medievale a Como, contribuendo a preservare la memoria storica della città[2][4].

FONTI INFORMATIVE

https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/vi-racconto-como-otto-comuni-che-compongono-o_1499215_11/
[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/ordine/como-viaggiando-nel-tempo-pietre-testimoniano-citta-delle-torri-o_1437673_11/

[3] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/vivere/cose_da_fare/visite-guidate/altri-percorsi/allegati/como-il-vero-volto.pdf
[4] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-vestigia-medievali
[5] https://www.comocity.it/passeggiata-centro-como/

[7] https://pulsar.gotdns.ch:4443/Joomla/BorgoVicoLocal/index.php?option=com_content&view=article&id=3938%3Avia-vitani&catid=327%3Aanno-scolastico-2016-2017&Itemid=339
[8] https://pulsar.gotdns.ch:4443/Joomla/BorgoVicoLocal/index.php?option=com_content&view=article&id=4376%3Avia-vitani&catid=330%3Aanno-scolastico-2017-2018&Itemid=343

Biblioteca comunale di Como · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · Palazzi ed edifici

Il Palazzo Erba-Odescalchi, diventato sede della BIBLIOTECA COMUNALE “Paolo Borsellino”, a Como

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Palazzo Erba-Odescalchi, situato nel centro di Como, ha una storia ricca e un’importanza culturale significativa. Originariamente di proprietà della famiglia Odescalchi dal XVI al XVIII secolo, il palazzo è stato ristrutturato e riadattato per ospitare la Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino”. Questo cambiamento è avvenuto dopo un concorso indetto nel 1961, che mirava a preservare l’integrità storica del palazzo mentre si adattava alle esigenze moderne di una biblioteca[3][6].

Caratteristiche Architettoniche

Il palazzo è noto per la sua architettura storica e per i dettagli decorativi che riflettono il suo passato nobile. Durante la ristrutturazione, particolare attenzione è stata dedicata al restauro delle finiture originali, inclusi affreschi e soffitti a cassettoni[1]. La Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino” non solo serve come centro di lettura e cultura, ma contribuisce anche a valorizzare il patrimonio storico di Como[4][5].

Importanza Culturale

La scelta di Palazzo Erba-Odescalchi come sede della biblioteca rappresenta un impegno verso la conservazione della storia locale, rendendo accessibile la cultura e la conoscenza a tutti i cittadini. La biblioteca offre una vasta gamma di risorse e attività culturali, diventando un punto di riferimento per la comunità[6].

In sintesi, Palazzo Erba-Odescalchi non è solo un esempio di architettura storica, ma anche un simbolo della fusione tra passato e presente nella città di Como.

scheda informativa alle pagine 98-102 del libro:


[1] https://odescalchicomo.it/en
[2] https://www.booking.com/hotel/it/palazzo-odescalchi.it.html
[3] https://upel.va.it/it/upel-cultura/como/palazzo-erba-odescalchi
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00144/
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Erba_Odescalchi
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00144/
[7] https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO180-00144_R03
[8] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187849-d12253208-Reviews-Palazzo_Erba_Odescalchi-Milan_Lombardy.html

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Antiche case a graticcio a Como: Casa Pelandini

Casa Pelandini è un esempio significativo di architettura a graticcio situato a Como, in Via Odescalchi, angolo Piazza San Fedele. Questa tipologia di costruzione è caratterizzata da una struttura portante in legno, con travi disposte in modo tale da formare un reticolo visibile sulla facciata dell’edificio. Gli spazi tra le travi sono generalmente riempiti con materiali come argilla, paglia o laterizi, rendendo queste case non solo esteticamente uniche, ma anche efficienti dal punto di vista energetico e ambientale[2][3].

Caratteristiche Architettoniche

  • Struttura: La Casa Pelandini presenta una tipica intelaiatura in legno, che è una caratteristica distintiva delle case a graticcio. Le travi di legno sono disposte in modo orizzontale, verticale e obliquo, creando un design che è sia funzionale che decorativo[3][4].
  • Materiali: Il riempimento degli spazi tra le travi può variare; tradizionalmente si utilizzava il torchis (una miscela di argilla e paglia), ma oggi si possono trovare anche soluzioni moderne come il cemento di canapa, che mantiene la traspirabilità delle pareti[1][8].
  • Storia: Sebbene la Casa Pelandini risalga al periodo rinascimentale, le tecniche costruttive delle case a graticcio hanno radici antiche, risalenti al Medioevo e utilizzate in diverse regioni d’Europa[3][6].

Importanza Culturale

Le case a graticcio come Casa Pelandini non sono solo esempi di ingegneria e design architettonico, ma rappresentano anche un patrimonio culturale significativo. Questi edifici riflettono le tradizioni locali e l’abilità artigianale, contribuendo a mantenere viva la storia architettonica della regione[2][7]. La loro presenza nel centro storico di Como arricchisce il paesaggio urbano e attrae turisti interessati alla storia e all’architettura.

Visita e Conservazione

Oggi, Casa Pelandini è parte integrante del patrimonio architettonico di Como e merita una visita per chi è interessato alla storia locale e all’architettura tradizionale. La conservazione di questi edifici è fondamentale per preservare la cultura e la storia della città[4][5].


[1] https://it.normandie-tourisme.fr/scoprire/patrimonio-architettura/architettura-normandia/case-a-graticcio/
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00083/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Casa_a_graticcio
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00083/
[5] https://coatesa.com/2019/05/16/architettura-raccontata-vie-e-case-del-centro-storico-di-como-percorso-con-clemente-tajana-iniziativa-a-cura-della-universita-popolare-16-maggio-2019/
[6] https://catalogo.cultura.gov.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO180-00083_R03
[7] https://www.improntenelmondo.it/italia/como-cosa-vedere-nel-centro-storico/
[8] https://ilcapochiave.it/2018/03/13/opus-craticium-o-case-a-graticcio-2/

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Il Palazzo Riccardo Mantero, situato in via Volta a Como

Il Palazzo Riccardo Mantero, situato in via Volta a Como, è un edificio di notevole importanza storica e architettonica. Costruito nel 1923, il palazzo è stato progettato dall’architetto Gianni Mantero, fratello del fondatore dell’azienda tessile Mantero Seta, Riccardo Mantero.

Caratteristiche Architettoniche

Struttura e Design

  • Il Palazzo si sviluppa su quattro livelli per un totale di oltre 5.000 metri quadrati[1].
  • La facciata presenta decorazioni in cotto con motivi geometrici e floreali, mentre l’interno è caratterizzato da ampi saloni e alti soffitti decorati in marmo rosso di Verona[1].
  • Un elemento distintivo è il giardino pensile, accessibile dal primo piano, che si affaccia sulla Torre Gattoni, una struttura storica nelle vicinanze[1][4].

Storia e Ristrutturazioni

  • L’edificio ha subito ampliamenti nel 1936, seguendo uno stile più moderno rispetto alla costruzione originale[1][3].
  • Durante lavori di ristrutturazione tra il 2008 e il 2010, sono state scoperte strutture storiche risalenti al XVIII secolo[1].

Importanza Culturale

Il Palazzo Riccardo Mantero non è solo un esempio di architettura razionalista ma rappresenta anche un punto di riferimento per la storia industriale e culturale di Como. La famiglia Mantero ha avuto un ruolo significativo nello sviluppo economico della città attraverso la sua attività tessile, che continua a essere un simbolo della tradizione artigianale comasca[6][8].

In sintesi, il Palazzo Riccardo Mantero è un’importante testimonianza della storia architettonica e culturale di Como, riflettendo l’evoluzione della città e il contributo della famiglia Mantero al suo sviluppo.


[1] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/events/2016/allegati/FAI-Marathon-2016-COMO-BENI-APERTI.pdf
[2] https://www.elledecor.com/it/design/a37882581/lake-como-design-festival-2021/
[3] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-architetture-di-mantero
[4] https://www.thebespokedudes.com/artigiani/677/mantero
[5] https://www.salonemilano.it/it/articoli/lake-como-design-festival-il-design-si-confronta-con-la-storia
[6] https://www.mantero.com/pages/chi-siamo
[7] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-mantero-e-torre-gattoni
[8] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/addio-riccardo-mantero-imprenditore-che-amava-larte-o_1473430_11/

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Edifici tardorinascimentali e neoclassici a Como: il Palazzo Volta, in Via Volta

La casa natale di Alessandro Volta si trova nel centro storico di Como, precisamente in Via Alessandro Volta.

Volta nacque qui il 18 febbraio 1745 e fu battezzato il giorno successivo nella vicina chiesa prepositurale di San Donnino[1][2]. La casa è contrassegnata da una lapide che recita: “Fu questa l’avita casa di Alessandro Volta” e rappresenta un importante monumento dedicato alla figura dell’inventore della pila[3][4].

L’edificio attuale è il risultato di modifiche e fusioni di diversi fabbricati avvenute dopo la metà dell’Ottocento, e si inserisce nel contesto della “Città murata” di Como[2][6].

Volta visse in questa casa fino alla sua morte, avvenuta nel 1827[1][3].

La residenza è un punto di riferimento significativo per la storia scientifica e culturale della città, riflettendo il legame duraturo tra Volta e Como[5][6].


[1] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/alessandro-volta/luoghi-voltiani/residenze-volta/index.html
[2] https://www.monumentinazionali.it/regioni/lombardia/casa_natale_alessandro_volta_como.htm
[3] https://alessandrovolta.it/luoghi-voltiani/como/casa-natale/
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00023/
[5] https://alessandrovolta.it/luoghi-voltiani/como/
[6] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/alessandro-volta/luoghi-voltiani/index.html
[7] https://ebike-alpexperience.eu/de/b/723/casa-di-alessandro-volta-como
[8] https://fondoambiente.it/luoghi/casa-di-alessandro-volta

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Edifici tardorinascimentali e neoclassici a Como: il PALAZZO MUGIASCA a Como, Via Volta 85. Realizzato su disegno di Simone Cantoni. Date storiche: 1624, 1789, 1812-1816, 1850

Palazzo Mugiasca a Como

Il Palazzo Mugiasca si trova in via Volta a Como ed è un notevole esempio di architettura neoclassica. Costruito tra il 1788 e il 1790 su progetto dell’architetto ticinese Simone Cantoni, l’edificio è stato ristrutturato nel corso degli anni, con lavori che si sono protratti fino al 1816.

Originariamente, il palazzo era il risultato dell’accorpamento di diverse unità immobiliari appartenenti alla famiglia Mugiasca, una delle famiglie di mercanti più importanti della città[1][3][6].

Caratteristiche Architettoniche

  • Struttura: Il palazzo presenta una pianta quadrangolare e si sviluppa su tre piani, con due cortili interni. La facciata principale è caratterizzata da un bugnato liscio al piano terra e paraste ioniche al piano nobile, che scandiscono le finestre con cimasa a timpano[3][5].
  • Decorazioni: Gli interni conservano affreschi di notevole valore artistico, attribuiti al pittore comasco Giuseppe Mametti, tra cui rappresentazioni mitologiche come Zeus e Giunone[3][4].
  • Ristrutturazioni: Nel 1850, l’ingegner Luigi Tatti progettò un ampliamento del lato meridionale del palazzo per uniformarlo al disegno originale di Cantoni. Negli anni ’60 del XX secolo, fu effettuato un restauro generale[3][5].

Storia

Il palazzo ha una storia complessa legata alla famiglia Mugiasca. Inizialmente utilizzato come residenza del Governatore di Como nel 1545, fu ceduto ai Mugiasca nel 1592. Dopo varie transazioni e ristrutturazioni, la famiglia Mugiasca completò la trasformazione dell’edificio nel XIX secolo[3][6]. Oggi, dopo una recente ristrutturazione, il palazzo ospita appartamenti di alto standing, showroom e uffici, mantenendo la sua ricca eredità storica e artistica[1][2].

Importanza Culturale

Il Palazzo Mugiasca non solo rappresenta un esempio significativo dell’architettura neoclassica a Como, ma è anche un simbolo della storia commerciale e sociale della città. La sua posizione nel centro storico lo rende un punto di riferimento importante per residenti e turisti[1][4].


[1] https://www.palazzomugiasca.it
[2] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/events/2016/allegati/FAI-Marathon-2016-COMO-BENI-APERTI.pdf
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00053/
[4] https://www.centomigliadellario.com/como
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00053/
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como

[8] https://www.palazzomugiasca.it/planimetrie/

schede informative in:

pagina 107/109 del libro:

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · Via Lambertenghi, Via Collegio dei Dottori, Via Rusconi · Via Volta

Edifici tardorinascimentali e neoclassici a Como: il PALAZZO LAMBERTENGHI, angolo Via Volta

Il Palazzo Lambertenghi, situato in Via Lambertenghi, all’angolo di Via Volta, a Como, è un significativo esempio di architettura tardorinascimentale, costruito all’inizio del XVII secolo. La sua edificazione ha comportato la fusione di diverse unità edilizie preesistenti, e i lavori erano ancora in corso nel 1618[1][3].

Storia e Proprietà

Originariamente di proprietà della famiglia Lambertenghi, il palazzo passò nel XVIII secolo a diverse altre famiglie, tra cui i Guaita e i Lucini Passalacqua, fino ad arrivare alla famiglia Galli di Rondineto[1].

Durante il Novecento, il palazzo subì importanti ristrutturazioni che portarono alla perdita di molte decorazioni seicentesche, ma conservano ancora un affresco di Giovan Battista Recchi nella sala al pianterreno[1][4].

Architettura e Decorazioni

Il Palazzo Lambertenghi è caratterizzato da un soffitto affrescato risalente al 1625, che rappresenta un’allegoria dei giorni della settimana con un carro di Aurora al centro, simbolo della domenica[4][7].

Nonostante le modifiche nel corso dei secoli, l’edificio mantiene elementi significativi del suo passato rinascimentale.

Importanza Culturale

Oltre alla sua architettura, il palazzo è un punto di riferimento nella storia culturale di Como, rappresentando l’evoluzione delle ville nobiliari nella regione. Il suo giardino all’inglese e le serre ottocentesche contribuiscono al fascino del luogo[2].

Accessibilità

Attualmente, il Palazzo Lambertenghi è una proprietà privata e può essere visitato solo in occasioni speciali o eventi specifici[1][5].

In sintesi, il Palazzo Lambertenghi non è solo un esempio di architettura tardorinascimentale a Como, ma anche un testimone della storia sociale e culturale della città.

scheda alle pagine 98/96 del libro:


[1] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/monumenti/monumenti-fino-900/palazzo-lambertenghi/index.html
[2] https://www.centomigliadellario.com/como
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00145/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[5] https://fondoambiente.it/luoghi/sala-recchi-presso-palazzo-lambertenghi
[6] https://milano.biblioteche.it/sites/milano/assets/www/SormaniStoriaLocale/MilanoStoriaLocalePalazzi.pdf
[7] https://villago.it/product/palazzo-lambertenghi-e-la-como-del-600-dalle-meraviglie-delle-opere-religiose-ai-fasti-dei-palazzi-aristocratici-2/
[8] https://it.wikipedia.org/wiki/Architetture_di_Como
[9] https://www.academia.edu/79742382/Anticamente_moderni_Palazzi_rinascimentali_di_Lombardia_in_et%C3%A0_sforzesca

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Edifici tardorinascimentali e neoclassici a Como: il palazzo Odescalchi-Pedraglio, in Via Rodari

Palazzo Odescalchi-Pedraglio a Como

Il Palazzo Odescalchi-Pedraglio, situato in Via Rodari a Como, rappresenta un significativo esempio di architettura tardorinascimentale e neoclassica. Costruito nel 1578, il palazzo è il risultato dell’annessione di più edifici a una primitiva casa a corte, riflettendo l’evoluzione architettonica della città nel corso dei secoli[2][3].

Caratteristiche Architettoniche

  • Stile: Il palazzo combina elementi tardorinascimentali e neoclassici, evidenziando l’influenza di stili architettonici che si sono sviluppati in Italia durante il periodo di transizione tra il Rinascimento e il Neoclassicismo.
  • Interni: All’interno, il salone centrale è decorato con affreschi attribuiti a Giovanni Paolo Recchi, risalenti al XVI secolo. Questi affreschi rappresentano un importante esempio della tradizione artistica locale[3][4].
  • Esterni: La facciata del palazzo è caratterizzata da linee eleganti e proporzioni armoniose, tipiche dell’architettura neoclassica. Le colonne e i dettagli ornamentali riflettono l’ideale di bellezza classica[1][2].

Importanza Storica

Il Palazzo Odescalchi-Pedraglio non solo è un esempio di architettura significativa, ma è anche un simbolo della storia aristocratica di Como. La famiglia Odescalchi, a cui il palazzo apparteneva, ha avuto un ruolo importante nella vita politica e culturale della città. Nel corso degli anni, il palazzo ha ospitato eventi storici e personaggi influenti, contribuendo alla sua rilevanza storica[3][4].

Conclusione

Oggi, il Palazzo Odescalchi-Pedraglio è riconosciuto come uno dei principali luoghi d’interesse architettonico di Como. La sua bellezza e la sua storia lo rendono una tappa obbligata per chi visita la città, offrendo uno sguardo affascinante sulla ricca eredità culturale della regione.


[1] https://www.finestresullarte.info/viaggi/lago-di-como-cosa-vedere-10-luoghi-d-arte
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00045/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00045/
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Architetture_di_Como
[6] https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO180-00045_R03
[7] https://www.centomigliadellario.com/como
[8] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-odescalchi

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Edifici tardorinascimentali e neoclassici nel centro storico di Como: il PALAZZO RUSCA, in Via Rusconi

Palazzo Rusca: un esempio di Architettura Tardorinascimentale

Storia e Architettura

Il Palazzo Rusca, situato in Via Rusconi a Como, è un edificio di origine trecentesca, ristrutturato nel 1514 da Gian Giacomo Rusca. Questo intervento mirava a migliorare l’estetica della struttura, conferendole un aspetto più aristocratico e raffinato[1][3]. L’edificio è recentemente stato restaurato per riportarlo alla sua bellezza originaria, consentendo ai visitatori di ammirare il cortile, il porticato e lo scalone d’onore, caratterizzato da una balaustra con intagli di motivi guerreschi[1].

Caratteristiche Artistiche

Una delle peculiarità più notevoli del Palazzo Rusca sono gli affreschi dei fratelli Recchi, visibili nell’atrio e nel salone d’onore. Questi affreschi rappresentano importanti opere artistiche commissionate dalle famiglie aristocratiche locali nel XVII secolo[3]. In particolare, la Sala Bianchi, situata al primo piano, presenta un grande affresco del pittore comasco Pietro Bianchi, che ritrae l’Esaltazione del Pontificato di Papa Innocenzo XI, datato alla fine del XVII secolo[3].

Importanza Culturale

Il Palazzo Rusca non è solo un esempio di architettura tardorinascimentale, ma anche un simbolo della storia sociale e politica di Como. La famiglia Rusca, che occupò il palazzo dal 1514 fino al 1786, giocò un ruolo significativo nella vita civile e religiosa della città. I membri della famiglia ottennero posizioni di potere grazie ai legami con la nobiltà e il clero[3].

Accessibilità

Attualmente, il Palazzo Rusca è una casa privata, ma eventi speciali come le aperture organizzate dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) permettono al pubblico di esplorare questo tesoro architettonico e artistico. Questi eventi offrono l’opportunità di scoprire stanze decorate con affreschi storici e di apprezzare la bellezza dell’edificio[3][6].

In conclusione, il Palazzo Rusca rappresenta un’importante testimonianza della storia architettonica e culturale di Como, con il suo mix di elementi tardorinascimentali e barocchi che continuano a affascinare visitatori e studiosi.

scheda storica alle pagine 324-326 del libro:


[1] https://www.comocity.it/palazzo-rusca-como/
[2] https://milano.biblioteche.it/sites/milano/assets/www/SormaniStoriaLocale/MilanoStoriaLocalePalazzi.pdf
[3] https://comocompanion.com/2024/11/20/comos-hidden-gems-palazzo-rusca-palazzo-olginati-rovelli-and-palazzo-vietti-rovelli/
[4] http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/2801/810650-1162087.pdf?sequence=2
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3a130-0019999/
[6] https://www.oggiacomo.it/eventi/?link=%2Fit%2Fevents%2F2024%2F6.3segrete-stanze
[7] https://fondoambiente.it/eventi/segrete-stanze-palazzo-rusca
[8] https://www.bdl.servizirl.it/vufind/Record/BDL-OGGETTO-123153