L’articolo di Sergio Baccilieri, pubblicato su La Provincia il 23 aprile 2026, descrive lo stato di profondo abbandono dell’ex dispensario ASL di via Cadorna a Como, definito come un vero e proprio “palazzo fantasma”. Nonostante la struttura ospiti minori stranieri al piano terreno, il complesso versa in una situazione di grave degrado architettonico con accessi non sicuri. Per approfondire l’inchiesta, è possibile consultare l’articolo completo su La Provincia di Como. [1, 2, 3, 4]
La ex “casa albergo” situata in via Volta 83 (all’angolo con via Giovio) a Como è un edificio di proprietà comunale che ha segnato la storia dei servizi sociali cittadini, passando da un lungo periodo di abbandono a un recente progetto di rinascita universitaria. [1, 2]
Storia e Funzione Sociale
L’edificio è stato per decenni un punto di riferimento per l’assistenza agli anziani in città:
Casa Albergo per Anziani: La struttura operava come residenza per anziani autosufficienti, offrendo una quarantina di miniappartamenti su una superficie totale di circa 3.000 metri quadrati.
La chiusura (2012): Gli ultimi sette ospiti lasciarono lo stabile nel giugno del 2012. Da quel momento, l’edificio è rimasto inutilizzato e sbarrato per oltre un decennio, diventando un simbolo di degrado nel cuore della città murata. [1, 3, 4, 5, 6]
Vicende Urbanistiche e Tentativi di Recupero
Dopo la chiusura, il Comune di Como ha cercato diverse soluzioni per il riutilizzo dell’immobile, tra cui:
Bandi deserti: Nel 2014 e 2015 sono stati lanciati bandi per la riqualificazione sociale e la gestione del terzo settore, che tuttavia non sono andati a buon fine per mancanza di gestori interessati.
Manutenzione d’urgenza: Nel 2019, a causa dello stato di abbandono, sono stati necessari interventi urgenti per la messa in sicurezza del tetto. [3, 7, 8, 9, 10]
Il Futuro: Residenza Universitaria
Una svolta significativa è avvenuta nel marzo 2024, quando la giunta comunale ha approvato un nuovo progetto di trasformazione:
Studentato: L’immobile sarà affidato all’Università degli Studi dell’Insubria per essere trasformato in una residenza per studenti universitari.
Obiettivo: L’operazione mira a rispondere alla forte domanda di alloggi per studenti e a rendere la città di Como più attrattiva per i giovani iscritti alle facoltà locali. [2, 11, 12, 13]
L’edificio che ospita la Farmacia Bani si trova nel cuore del centro storico di Como, situato all’angolo tra Via Cesare Cantù 35 e Via Paolo Giovio 24. [1]
Si tratta di un palazzo storico di grande valore artistico, celebre soprattutto per i suoi interni tardo-ottocenteschi. Ecco le caratteristiche principali dell’edificio: [2]
Affreschi a Soffitto: La farmacia è rinomata per gli splendidi affreschi che decorano il soffitto dei locali di vendita, rendendola una meta d’interesse anche per i visitatori non residenti.
Contesto Storico: L’immobile è inserito nel tessuto medievale e rinascimentale della città, a breve distanza da importanti monumenti come il Duomo e la zona di San Fedele.
Arredi d’Epoca: Gli interni conservano il fascino delle farmacie storiche della fine del XIX secolo, con dettagli architettonici originali che sono stati preservati nel tempo. [2, 3, 4]
Importanza storica: L’edificio è ufficialmente riconosciuto come la casa natale di Sant’Elia (nato a Como nel 1888).
Caratteristiche: Si tratta di un’architettura residenziale della prima metà del XX secolo, recentemente ristrutturata e attualmente di proprietà privata. [2, 3, 4, 5, 6]
Sebbene Sant’Elia sia nato in questo edificio, la città di Como conserva la sua eredità artistica principalmente presso la Pinacoteca Civica (Palazzo Volpi, Via Diaz 84), dove sono custoditi i suoi celebri disegni della “Città Nuova”. Un altro punto di riferimento legato al suo nome in città è l’Asilo Sant’Elia, situato in Via Alciato 15, che però è un capolavoro del razionalismo realizzato da Giuseppe Terragni e a lui dedicato. [7, 8, 9, 10, 11]
Il Palazzo Erba Martignoni è un edificio storico situato nel centro di Como, precisamente in Via Cesare Cantù 60. Si trova in una posizione di rilievo, poco oltre Porta Torre e quasi di fronte al Liceo Volta. [1, 2, 3]
Ecco alcuni dettagli principali sul palazzo:
Storia e Architettura: L’edificio risale al 1756. Si distingue per la sua imponente struttura che caratterizza l’area tra Via Cantù e Largo Gianfranco Miglio.
Caratteristiche: È noto per i suoi ampi portici che si affacciano su Largo Miglio, contribuendo all’estetica del percorso pedonale che collega la zona delle mura medievali con il cuore del centro storico.
Contesto Urbano: Il palazzo è inserito nell’itinerario delle architetture di pregio di Como ed è catalogato tra i beni culturali della Regione Lombardia. [1, 2, 3, 4]
L’ex orfanotrofio di Comosi trova nell’ampio isolato compreso tra via Tommaso Grossi (civici 2-4) e via Dante Alighieri. L’edificio, di proprietà comunale, è attualmente al centro di un complesso processo di vendita finalizzato a finanziare altri interventi di riqualificazione cittadina. [1, 2, 3, 4]
Stato attuale e vendita
Aste deserte: Il complesso è stato oggetto di diverse aste pubbliche negli ultimi anni (almeno tre tra il 2024 e il 2025), tutte andate deserte nonostante progressivi ribassi del prezzo.
Valutazione economica: La base d’asta iniziale superava i 10,7 milioni di euro. Nei tentativi successivi il prezzo è stato ridotto prima a circa 8,2 milioni e poi a 7,2 milioni di euro.
Obiettivo del Comune: L’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Rapinese intende utilizzare i ricavi della vendita per riqualificare l’edificio della Santarella (area ex Ticosa) e il Cineteatro Politeama.
Prossimi passi: A causa dei fallimenti d’asta, il Comune ha ipotizzato scenari di trattativa diretta o ulteriori ribassi per rendere l’immobile più appetibile. Un nuovo tentativo di vendita è previsto per la primavera del 2026. [3, 5, 6, 7, 8, 9, 10]
Storia e caratteristiche
Origini: L’edificio ha una storia che risale alla metà dell’Ottocento (documentata dal 1849/1856). Si trova in prossimità della chiesa di Sant’Orsola, appena fuori dalle mura cittadine.
Utilizzi passati: Dopo la sua funzione originaria di orfanotrofio maschile, il complesso ha ospitato per anni la scuola media Baden Powell.
Caratteristiche: Si tratta di una struttura di grandi dimensioni situata in una posizione urbana strategica, vicino alle stazioni ferroviarie di Como Lago e Como Borghi. [2, 5, 11, 12, 13, 14, 15]
Il Palazzo Carducci di Como, noto anche come Istituto Giosuè Carducci, fu progettato dall’architetto milanese Cesare Mazzocchi, con la collaborazione dell’ingegnere Luigi Catelli. La costruzione iniziò nel 1909 e si concluse con l’inaugurazione il 20 settembre 19101467. Il palazzo fu eretto su un terreno ceduto dal Comune di Como a un prezzo favorevole, grazie a generose donazioni, tra cui una rilevante di un ingegnere Musa3.
L’edificio fu concepito per ospitare l’Associazione “Pro Cultura Popolare”, fondata nel 1903 con l’obiettivo di promuovere l’educazione e la cultura nelle classi popolari della città167. Al suo interno trovavano spazio molteplici iniziative culturali tra cui una scuola di musica, una biblioteca circolante, corsi di disegno e scultura tenuti da artisti rinomati, e una scuola per massaie chiamata “Romualdo Borletti”2.
Dal punto di vista architettonico, il palazzo è caratterizzato da un grande salone per concerti e conferenze, sinonimo delle attività culturali intense che ospitava. Il complesso originario ha una pianta triangolare, mentre un ampliamento successivo, anch’esso progettato da Mazzocchi e Catelli tra il 1919 e il 1921, presenta una configurazione ad “U”. Entrambe le strutture si sviluppano su tre piani e sono realizzate con struttura in cemento armato, decorazioni esterne in cemento decorativo e coperture a tetto a falde145.
Un evento di rilievo nella storia del Palazzo Carducci fu nel 1927, quando ospitò il Congresso Internazionale dei Fisici in occasione delle celebrazioni per il centenario della morte di Alessandro Volta, alla presenza di 12 premi Nobel, nella cosiddetta “Sala dei Nobel” dell’istituto7.
Il palazzo continua a essere riconosciuto come un centro culturale significativo a Como, legato ad attività educative e culturali fin dalle origini, e ha subito negli anni ampliamenti che ne hanno mantenuto e ampliato la funzione pubblica e culturale12347.
Le principali caratteristiche architettoniche del Palazzo Carducci di Como sono le seguenti:
Il complesso è composto da due unità edilizie distinte e contigue. Il nucleo originario ha una pianta triangolare, mentre il corpo successivo, costruito negli anni 1919-1921, presenta una pianta articolata ad “U” collegata al primo edificio da un piccolo portico con copertura a terrazza1.
Entrambi gli edifici si sviluppano su tre piani fuori terra. I piani sono collegati da rampe di scale a giorno nel nucleo triangolare e da un unico corpo scala a giorno nell’edificio a U12.
La struttura portante degli edifici è in cemento armato; i tramezzi interni sono in muratura di mattoni pieni. Le decorazioni esterne sono realizzate con cemento decorativo, mentre la copertura è a tetto a falde per l’edificio a U e a tetto piano con terrazza praticabile per il corpo triangolare12.
Architettonicamente il palazzo è caratterizzato da un grande salone per concerti e conferenze, che riflette la sua vocazione culturale35.
Questi elementi combinano funzionalità e un linguaggio formale tipico del primo Novecento, con attenzione sia alle strutture moderne (cemento armato) sia a dettagli decorativi esterni in cemento13.
In sintesi, il Palazzo Carducci si distingue per la doppia configurazione planimetrica triangolare e a U, la struttura in cemento armato, i tetti a falde e piani, la presenza di un grande salone centrale e le decorazioni in cemento che ne caratterizzano la facciata123.