diga foranea · Giunta Mario Lucini · Libeskind

il progetto Daniel Libesking per la diga foranea di Como, da Qui Como, settembre 2014

diga foranea · Libeskind · Politica locale - Como · Tajana Tino

l’opera di Daniel Libeskind è l’occasione per illuminare tutta l’area vicina al Monumento alla Resistenza, valorizzando uno scenario di alto profilo paesaggistico e architettonico, di Clemente Tajana (Tino per gli amici), La Provincia 21 settembre 2014

2014-09-22_231856 2014-09-22_231924 2014-09-22_231955 2014-09-22_232019 2014-09-22_232039

 

AUTORI · Libeskind · Politica locale - Como · Tajana Tino

Tino Tajana, UNA DIGA DI LUCE PER LA CITTA’ DI VOLTA, 21 settembre 2014

2016-08-01_235514

Tino Tajana, UNA DIGA DI LUCE PER LA CITTA’ DI VOLTA (PDF)

tajana_21.9.2014

Libeskind · Politica locale - Como

l’assessore all’urbanistica di Como Lorenzo Spallino: A proposito del Monumento alla Luce di Daniel Libeskind, 15 settembre 2014

l’assessore all’urbanistica di Como Lorenzo Spallino:

A proposito del Monumento alla Luce di Daniel Libeskind
Due parole a proposito della (dura) presa di posizione (negativa) di alcuni autorevoli professionisti comaschi  circa la realizzazione del monumento a firma di Daniel Libeskind sulla diga foranea di Como.
Posso iniziare dai fatti?
Uno dei più famosi architetti mondiali propone di donare alla città di Como il progetto di un monumento dedicato ad Alessandro Volta e un gruppo di realtà legate al territorio si assume i costi di tale realizzazione, comprensivi del consolidamento del tratto finale della diga.
La stampa dà notizia, fin da gennaio di quest’anno, della suggestiva collocazione dell’intervento, ossia il tratto finale della diga foranea.
Il Comune di Como accetta la donazione e il compito di gestire i non semplicissimi passaggi, connessi al percorso di sponsorizzazione tecnica, è affidato alla struttura diretta dall’architetto Cosenza.
Alla notizia della indizione della conferenza servizi ecco la presa di posizione, che boccia senza appello l’ipotesi della collocazione “per l’evidente incongruenza ambientale” e l’interferenza “nella libera visione dell’insieme del paesaggio lacuale da piazza Cavour”.
Ho troppa stima e affetto per molte delle firme in calce alla lettera in questione per ricordare che proprio alcuni degli interventi architettonici per cui questa città va famosa sono stati contrassegnati dalla feroce opposizione di alcuni alle scelte del progettista.
Non posso però tacere del fatto che dire “fatelo, ma non lì” fa torto all’intelligenza delle firme in questione, che sanno benissimo che proprio il luogo ha una parte importante, se non fondamentale, nella scelta della sua collocazione.
Infine, poiché mi aspetto il rilievo.
C’è un elemento di autocelebrazione nel monumento? C’è come in tutto ciò che è architettura e discussione attorno a questa. E’ stato evidenziato per la stessa Fontana di Camerlata, di cui giustamente si sottolinea lo stato non consono all’importanza che oggi le viene riconosciuta e all’affetto che le portiamo.
Come comaschi possiamo scegliere di essere ricordati negli anni a venire per due motivi: per aver accolto in una posizione così spettacolare un’opera donata da Daniel Libeskind o per averla rifiutata.

Personalmente preferirei la prima
ipotesi