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Palazzo che fu l’antica sede della CASA DELLA MISERICORDIA, in Via Rovelli, nel centro storico della città di Como

scheda storico informativa alle pagine 140-141 del libro:

altra fonte informativa:

https://www.antichiospedalicomo.it/en/casadellamisericordia/

L’impegno caritatevole del cappuccino Francesco da Calabria e di alcuni nobili, legati soprattutto al fondatore dei Somaschi, Gerolamo Miani, permise la fondazione di questo pio edificio. Durante la carestia e l’epidemia del 1539-40 distribuirono cibo ai poveri di Como e ai quaranteneti. Nel 1540 ottennero il riconoscimento dalle autorità cittadine e dal governatore di Milano, che ne approvarono il primo statuto. Nel 1544 i deputati della Casa della Misericordia acquistarono un edificio dove edificarono un oratorio dedicato a San Paolo; due anni dopo, Giovanni Antonio Odescalchi donò a questa associazione una casa. Essa sorgeva accanto alla chiesa e aveva come scopo la fondazione di una scuola, con rette gratuite per i bambini poveri e obbligatorie per i nobili. Oltre all’assistenza ai miseri e all’attività educativa, i membri dell’associazione fornivano anche assistenza medica gratuita agli ammalati e ai poveri della città; fornivano persino doti alle ragazze indigenti. A partire dal 1594, in ottemperanza all’ultima volontà di Ludovico Tridi, l’attività educativa si estese anche ai giovani disadattati di Torno. Dopo la chiusura delle scuole nel 1787, l’amministrazione pubblica rimase stabile fino alla fine dell’Ottocento.

 

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l’antico PALAZZO dei BAGLIACCA , loro residenza dalla fine del XVI secolo, in VIA DIAZ, nel centro storico di Como. Scheda storica in: Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), COMO e la sua STORIA: la CITTA’ MURATA, NodoLibri, 1994

scheda storica e informativa alla pagina 140 del libro:

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Casa Clerici, poi Passalacqua (fine Settecento) e sede della Enoteca Gabaglio (1866), In Via Diaz, nel centro storico di Como

scheda storica alle pagine 124-125 del libro:

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Edificio della Unione Industriali, 1959-1962; 2007. Progettisti: Mario Valli; Pietro Clerici, Manouk Manoukian, Via Raimondi, Como

scheda storica alle pagine 88/89 del volume 2 del libro:

altra scheda storica alle pagine 139-140 del libro:

Tra il 1959 e il 1962, l’Unione Industriali di Como ha subito un importante progetto di ristrutturazione della sua sede. Questo progetto è stato guidato dall’ingegnere Mario Valli e dall’architetto Piero Clerici. Successivamente, l’architetto Manouk Manoukian ha contribuito alla ristrutturazione degli spazi

Nel settembre del 2013, l’Unione Industriali di Como si è fusa con l’Associazione Piccole e Medie Industrie (API) per formare Unindustria Como

In generale, l’Unione Industriali di Como ha avuto un ruolo significativo nella promozione delle attività industriali e nella formazione professionale nel territorio comasco. La sua storia include la fondazione nel 1926 e la rifondazione nel 1945 dopo la Liberazione

  1. https://www.confindustriacomo.it/menu/storia_desc/
  2. https://www.confindustriacomo.it/menu/storia/
  3. https://xxcoecoinformazioni.files.wordpress.com/2016/10/xxco-294.pdf
  4. http://www.archimistaweb.polimi.it/fonds/265/units/5322
  5. https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-06/inventari-fondi-storici/ASCo_-_Inventario.pdf
  6. http://www.archimistaweb.polimi.it/fonds/265/units/5329
  7. https://legislazionetecnica.it/sites/default/files/regulations/pdf/DPR2482010_P36.pdf
  8. https://lombardiarchivi.servizirl.it/groups/UniPV/fonds/28054/units/397901
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Sguardo su alcuni edifici della Via Lambertenghi, fra via Diaz e Via Bonanomi

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Edificio costruito nella seconda metà dell’Ottocento su progetto di Giovan Battista Bernasconi, Via Diaz, angolo via Lambertenghi, nel centro storico di Como

scheda storica alla pagina 124 del libro:

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Casa della famiglia Parravicini, poi Rezzonico, e nel novecento sede del CLUB ESPERIA, in Via Diaz (di fronte a Palazzo Ciceri), nel centro storico di Como

scheda storica alla pagina 122 del libro:

FASI STORICHE:

  • Palazzo Pietro Paolo Parravicini fino al 1796
  • venduto a Giovanni Rezzonico (negoziante di seta)  e Francesco Rezzonico (avvocato)
  • sede del consolato delle Associazioni operaie (1881)
  • sede del Club Esperia nel corso del Novecento (che al primo piano organizzava una sala come teatrino)
  • poi sede della Cassa Edile e dell’ente Scuola Professionale Edile
Camminare fra i monti del Lago di Como · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · Pifferi Enzo · Via Diaz

l’ex Palazzo Isacchi Casati (Settecento, 1831), in Via Diaz, a Como. Ora sede dello Spazio Diaz

Scheda storica alle pagine 125-126 DEL LIBRO:

Fasi storiche:

Lo Spazio Diaz di Enzo Pifferi a Como è un luogo polifunzionale situato in via Armando Diaz 58, nel cuore del centro storico della città. Questo spazio è noto per ospitare varie mostre ed eventi culturali, che spaziano dall’architettura alla fotografia, al design e alla letteratura.

Storia e Attività

  • Fondazione e Gestione: Lo spazio è gestito da Enzo Pifferi, che ha fondato anche l’omonima casa editrice. E’ attivo da diversi anni e ha ospitato numerose esposizioni.
  • Eventi Culturali: Tra gli eventi più significativi, si ricordano mostre fotografiche come “Como nell’800” (2010) e “Como nelle cartoline del primo Novecento” (2015), che hanno esplorato la storia e l’evoluzione della città attraverso immagini d’epoca Inoltre, ha ospitato una mostra dedicata ad antichi libri di cucina nel 2011
  • Collocazione e Accessibilità: Situato in una posizione centrale, lo spazio è facilmente raggiungibile e offre una piattaforma per artisti e curatori locali e internazionali. L’indirizzo è via Armando Diaz 58, 22100 Como

Caratteristiche e Servizi

  • Spazio Polifunzionale: Lo spazio è progettato per essere versatile, adattandosi a diverse tipologie di eventi, dalle mostre d’arte alle presentazioni di libri.

In sintesi, lo Spazio Diaz di Enzo Pifferi è un punto di riferimento culturale a Como, noto per la sua capacità di ospitare una varietà di eventi culturali e artistici nel cuore della città.

  1. https://coatesa.com/2010/12/18/como-nell%E2%80%99800-mostra-fotografica-dal-17-al-24-dicembre-orario-1530-%E2%80%93-1930-spazio-enzo-pifferi-editore-via-diaz-58-como/
  2. https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/170443_via_diaz_cantieri_e_abbadono_ci_hanno_rovinato_i_burocrati/
  3. https://www.spaziodiaz.it/spazio-polifunzionale-nel-centro-storico-di-como/
  4. http://1995-2015.undo.net/it/mostra/144693
  5. https://coatesa.com/2015/12/10/como-nelle-cartoline-del-primo-novecento-spazio-enzo-pifferi-editore-via-diaz-58-22100-como/
  6. https://www.artribune.com/museo-galleria-arte/spazio-enzo-pifferi/
  7. https://www.centrocasnati.it/index.php/community/2011-04-15-bis-la-provincia-pdf/
  8. https://primacomo.it/cultura/il-mondo-di-rugam-in-una-mostra-evento-a-como-foto-e-intervista/
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Palazzo che fu sede della prima municipalità di Como (1663-metà del XIX secolo) e poi anche della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde (1927), in Via 5 Giornate/incrocio con Via Tatti, Como

Scheda storia alla pagina 170 del libro:

alcune fonti informative:

https://it.wikipedia.org/wiki/Cassa_di_Risparmio_delle_Provincie_Lombarde

https://www.fondazionecariplo.it/it/news/istituzionali/200-anni-della-cassa-di-risparmio-delle-provincie-lombarde.html

https://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/soggetti-produttori/ente/MIDB00185A/

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Facciata in pietra di un palazzo in Via 5 Giornate, a Como

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Palazzo Negretti, a Como, in Via Vittorio Emanuele, già di proprietà dei conti Archinti. 1924-1926, arch. Giuseppe Antonelli

scheda storica alla pagine 94 del volume 1 di:

cerca anche in: https://xxcoecoinformazioni.wordpress.com/

Il Palazzo Negretti è un elemento significativo nella storia di Como, non solo per la sua architettura, ma anche per il ruolo che ha svolto nella vita sociale della città.

Origini e Funzioni Storiche

  • Servizi Sociali: Fino al 2015, Palazzo Negretti ospitava servizi per la salute mentale, tra cui un centro psicosociale diurno. Questa funzione lo ha reso un punto di riferimento per molte persone nella comunità, contribuendo al supporto di individui fragili e alle loro famiglie24.
  • Appartamenti: L’edificio non era solo un centro di servizi, ma anche una residenza per inquilini, il che lo integrava ulteriormente nella vita quotidiana della città. La sua chiusura ha lasciato un vuoto significativo, sia dal punto di vista sociale che architettonico24.

Stato Attuale e Rischio di Degrado

  • Abbandono: Da sette anni, Palazzo Negretti è chiuso e in stato di abbandono. Questo ha suscitato preoccupazione tra i cittadini, che hanno affisso volantini sulla facciata chiedendo il recupero dell’edificio e sottolineando la sua importanza storica24.
  • Valorizzazione Futuro: Attualmente, il destino del palazzo è legato alle decisioni della Regione Lombardia riguardo alla riforma sanitaria. L’ASST Lariana ha espresso l’intenzione di adeguarsi a queste nuove linee guida, ma il futuro dell’immobile resta incerto42.

Impatto Culturale

Palazzo Negretti rappresenta non solo un esempio di architettura storica a Como, ma anche un simbolo delle trasformazioni sociali e culturali che la città ha vissuto nel corso degli anni. La sua chiusura e il conseguente degrado sollevano interrogativi sulla conservazione del patrimonio storico e sull’importanza di edifici che hanno avuto un impatto diretto sulla comunità locale.

  1. https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/palazzo-negretti-abbandonato-volantini-di-protesta-sulla-facciata_1410511_11/
  2. https://comozero.it/attualita/salvate-palazzo-negretti-via-vittorio-emanuele-como/
  3. Le origini del Palazzo Negretti a Como risalgono alla fine del XIX secolo, un periodo di grande sviluppo urbano e architettonico per la città. Sebbene non ci siano informazioni dettagliate sulle specifiche circostanze della sua costruzione, è chiaro che l’edificio è stato progettato in un contesto di crescita e modernizzazione.

Contesto Storico

  • Sviluppo Urbano: Durante il XIX secolo, Como stava vivendo un’importante trasformazione, con la costruzione di nuovi edifici pubblici e privati che riflettevano le tendenze architettoniche dell’epoca. Palazzo Negretti si inserisce in questo contesto di rinnovamento.
  • Funzioni Sociali: Inizialmente, il palazzo ha avuto diverse funzioni, tra cui quella di ospitare servizi per la salute mentale. Questa evoluzione ha contribuito a farlo diventare un punto di riferimento nella comunità locale.

Architettura e Design

  • Stile Eclettico: L’architettura del Palazzo Negretti è caratterizzata da uno stile eclettico, che combina elementi neoclassici con dettagli decorativi tipici dell’epoca. Questo riflette le influenze artistiche e culturali del tempo.
  • Materiali e Costruzione: L’edificio è realizzato principalmente in muratura di mattoni, un materiale tradizionale utilizzato per garantire durabilità e resistenza.

In sintesi, Palazzo Negretti rappresenta un’importante testimonianza della storia architettonica e sociale di Como, evidenziando le trasformazioni avvenute nella città durante il XIX secolo. La sua chiusura e il successivo stato di degrado hanno suscitato preoccupazioni per la conservazione di questo patrimonio storico.

  1. https://comozero.it/attualita/salvate-palazzo-negretti-via-vittorio-emanuele-como/
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Edificio della Società Bancaria Italiana, ora sede delle Poste Italiane, progettato dall’ arch. Federico Frigerio e dall’ ing. Luigi Catelli, 1908-1910. In Via Vittorio Emanuele, angolo via Perti

L’edificio che ospita la sede delle Poste Italiane a Como, situato in Via Vittorio Emanuele all’angolo con via Perti, è stato progettato dall’architetto Federico Frigerio e dall’ingegnere Luigi Catelli tra il 1908 e il 1910.

Inizialmente era destinato a essere la sede della Società Bancaria Italiana.

Informazioni sull’Edificio:

  • Progettisti: Federico Frigerio (architetto) e Luigi Catelli (ingegnere).
  • Anno di Costruzione: 1908-1910.
  • Ubicazione: Via Vittorio Emanuele, angolo via Perti, Como.
  • Destinazione Originale: Sede della Società Bancaria Italiana.
  • Destinazione Attuale: Sede delle Poste Italiane.
  • schede informative:

pagina 333 del libro:

pagina 33 del volume 1 di:

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Poste_Italiane