distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

Paratie, cantiere succhia soldi Servono altri 11 milioni – Cronaca – La Provincia di Como

Il cantiere delle paratie rischia di diventare un salasso da 26 milioni di euro contro i 15 milioni del progetto iniziale. I costi dell’opera iniziale sono andati via via aumentando e adesso l’azienda Sacaim (che si era aggiudicata l’appalto) ha presentato in Comune una lettera con la quale presenta una serie di contestazioni – in termine tecnico «riserve» .

 Le cifre sono state illustrate ieri pomeriggio dai tecnici che stanno seguendo il progetto (il direttore lavori Antonio Viola, il responsabile del procedimento Antonio Ferro e il direttore generale Nunzio Fabiano) ai consiglieri comunali. Anche sul fronte dei tempi la strada è tutt’altro che certa. Viola ha parlato di riconsegna definitiva del lungolago alla città «per la fine del 2013 se arrivano tutti i finanziamenti e se non ci sono problemi». Insomma, il rischio di altri ritardi su un cantiere che avrebbe dovuto essere concluso l’8 gennaio del 2011 è tutt’altro che basso.

Paratie, cantiere succhia soldi Servono altri 11 milioni – Cronaca – La Provincia di Como.

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Paratie a Como il cantiere riparte – Cronaca – La Provincia di Como

Il cantiere delle paratie ripartirà formalmente il 5 agosto. Lo ha detto ieri sera il sindaco Stefano Bruni ai consiglieri di maggioranza. In una nota ufficiale ha scritto: «La conferenza di servizi si svolgerà il prossimo 4 agosto alla presenza dei tecnici della Regione Lombardia, della Provincia, della Soprintendenza, dei progettisti, dei collaudatori. Conclusi i lavori della conferenza, che si auspica possa esaurire le proprie valutazioni in un’unica seduta, è ragionevole ritenere che nei giorni successivi possa essere ripresa l’attività di cantiere». 

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Paratie a Como il cantiere riparte – Cronaca – La Provincia di Como.

distruzioni urbane · Moltrasio · Politica regionale e locale

Moltrasio: villa da abbattere Mezzo paese è contro – Cronaca – La Provincia di Como

alla fine, improvvisamente, il 24 giugno dall’ordine del giorno del consiglio comunale la gente è venuta a sapere che le intenzioni del nuovo proprietario erano quelle di radere al suolo la villa e tutto il resto e costruire un condominio di 11 appartamenti di lusso, possibilmente con darsene del demanio in concessione comunale cambiando i connotati a quell’angolo romito della riva con cancellazione di un mondo di affetti e di memorie. Dei Coccini Collini nulla rimarrebbe in quel luogo e con tutta probabilità il nuovo immobile progettato dall’architetto ….. andrebbe a mutare perfino il nome.

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Lungolago Zambrotta: rubate le piante di lavanda – Cronaca – La Provincia di Como

Sparite quindici piante di lavanda dal nuovo lungolago firmato Gianluca Zambrotta. Incredibile, ma vero. Gli incivili colpiscono ancora e – dopo aver scheggiato una lastra del parapetto e danneggiato la fontanella – questa volta rubano addirittura i fiori. La lavanda ricopre la parte di passeggiata più vicina al vecchio marciapiede in porfido (per 170 metri di lunghezza) ed è finita nel mirino dei soliti ignoti, che hanno sradicato una quindicina di piante danneggiando, peraltro, l’impianto di irrigazione sottostante. Un’altra brutta sorpresa per il campione rossonero che, con la società «Young Boys», ha finanziato i lavori di sistemazione del tratto di lungolago tra piazza Cavour e i giardini, riaperto domenica scorsa. Zambrotta comunque non si perde d’animo e, anzi, continua ad apportare migliorie all’allestimento

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Lungolago: fischi per l’attuale sindaco Stefano Bruni – Cronaca – La Provincia di Como

«Bruni, il tuo lungolago è di là» (sottointeso da piazza Cavour a Sant’Agostino). E ancora: «Vergogna, vergogna». «Basta, fai un altro muro!». E fischi. Tanti fischi. Tutti indirizzati al sindaco Stefano Bruni durante la cerimonia per la riapertura provvisoria del lungolago, curata e finanziata dal calciatore Gianluca Zambrotta, trasformato in un eroe. C’è infatti, tra il migliaio di comaschi assiepati al di là delle transenne e in attesa di poter camminare sulla nuova passeggiata (una scelta, quella di limitare gli accessi per il taglio del nastro che ha fatto storcere il naso a molti, consiglieri comunali inclusi), chi urla più volte: «Zambrotta sindaco, non Bruni». Il sindaco, quello vero, è rimasto impassibile, limitandosi a definire l’episodio «un triste momento» e «incivili» tutti coloro che, in pratica, gli hanno impedito di parlare.

segue “Zambrotta sindaco” Fischi per Bruni – Cronaca – La Provincia di Como.

distruzioni urbane

Villetta che oscura il lago: cancellati gli abusi edilizi – Cronaca – La Provincia di Como

Riprenderanno presto i lavori alla contestata villetta che nasconde uno dei pochi scorci del lago rimasti per chi scende da via per Brunate. L’abitazione, finita sotto processo dopo la denuncia presentata da alcuni automobilisti tra i quali l’architetto Darko Pandakovic, è stata infatti venduta all’asta. E, nei giorni scorsi, il tribunale di Como ha pure assolto dalle accuse di abuso edilizio gli imputati, ovvero il direttore dei lavori, l’ex coordinatore cittadino di Forza Italia Paolo Bortolotti, e il costruttore Calogero Morreale. Un’assoluzione che è conseguenza diretta non solo del pagamento di sanzioni e oneri di urbanizzazione, ma anche – e soprattutto – della certificazione di compatibilità paesaggistica rilasciata nei mesi scorsi dal Comune di Como, certificazione che fa decadere le ultime accuse rimaste a carico di costruttore e direttore dei lavori.Riprenderanno presto i lavori alla contestata villetta che nasconde uno dei pochi scorci del lago rimasti per chi scende da via per Brunate. L’abitazione, finita sotto processo dopo la denuncia presentata da alcuni automobilisti tra i quali l’architetto Darko Pandakovic, è stata infatti venduta all’asta. E, nei giorni scorsi, il tribunale di Como ha pure assolto dalle accuse di abuso edilizio gli imputati, ovvero il direttore dei lavori, l’ex coordinatore cittadino di Forza Italia Paolo Bortolotti, e il costruttore Calogero Morreale. Un’assoluzione che è conseguenza diretta non solo del pagamento di sanzioni e oneri di urbanizzazione, ma anche – e soprattutto – della certificazione di compatibilità paesaggistica rilasciata nei mesi scorsi dal Comune di Como, certificazione che fa decadere le ultime accuse rimaste a carico di costruttore e direttore dei lavori.

Villetta che oscura il lago: cancellati gli abusi edilizi – Cronaca – La Provincia di Como.

distruzioni urbane · Lungolago

Addio alle paratie automatiche Ci saranno solo lastre di metallo – Cronaca – La Provincia di Como

In sedici anni (dal 1995) il progetto delle paratie antiesondazione è stato progressivamente modificato e stravolto e l’addio al muraglione (nel febbraio del 2010) ha decretato anche l’addio alle paratie automatiche con la sola eccezione di piazza Cavour.
A Palazzo Cernezzi negli anni scorsi il sistema idraulico sul lungolago veniva definito «opera senza eguali» e la spiegazione per i non addetti ai lavori era semplicissima: in pratica azionando i pulsanti nella centrale operativa (avrebbe dovuto essere costruita all’inizio dell’attuale primo lotto di cantiere) le barriere in acciaio si sarebbero dovute alzare automaticamente fermando l’acqua.
Nel settembre del 2009, la scoperta del muro realizzato sul lungolago e l’esplosione di un’ondata di polemiche senza precedenti in città che ha portato all’abbattimento del manufatto in cemento. In quel periodo sia dal Comune sia dalla Regione avevano parlato di addio a qualunque barriera fissa (leggi muri). 

INTERO ARTICOLO QUI: Addio alle paratie automatiche Ci saranno solo lastre di metallo – Cronaca – La Provincia di Como.

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Villa Geno soffoca – Cronaca – La Provincia di Como

 «Sarebbe bello che il tratto dalla funicolare alla fine di viale Geno tornasse ad essere un parco – auspica Angelo Vavassori, agronomo e componente della commissione Paesaggio del Comune di Como -. Una volta c’era un filare di ippocastani molto belli, tolti e sostituiti con delle querce palustri, che dovrebbero diventare alte 30 metri e invece da 6-7 anni non crescono di una spanna perché le radici sono soffocate dal cemento». Subito dopo la stazione del trenino a fune, si passa sotto due archi dove rimane un’insegna sbiadita del «Parco comunale Regina Margherita», istituito nel 1911, quando l’amministrazione acquistò l’intera area dai marchesi Cornaggia. «Dopo la guerra cambiarono i nomi, compreso quello della piazza Umberto I, ora dedicata a Giacomo Matteotti. E si è perso anche il decoro», afferma Gaetano Picchierri, delegato provinciale delle Guardie d’onore alla reali tombe del Pantheon. Del parco rimangono solo degli sprazzi sul lato lambito dal lago: i giardinetti intitolati a Sergio Ramelli e quelli dietro Villa Geno, al centro di polemiche in Consiglio comunale poiché spesso chiusi e dove a breve partirà un cantiere per rimettere a nuovo la fontana. Sul lato destro della strada, invece, si percorre quella che potrebbe essere una bellissima pista ciclo pedonale ombreggiata dagli alberi. Peccato che questi ultimi siano rachitici o morti. 

da: Villa Geno soffoca Una sorte misera – Cronaca – La Provincia di Como.

COMO città · distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

Addio vista città Dal lago un muro fortino – Cronaca – La Provincia di Como

Dalla passeggiata il lago si vede ben poco tra palizzate e reti. Unico squarcio è piazza Cavour che ancora consente la vista del primo bacino. Ma dal lago? Il tratto del secondo lotto (da Sant’Agostino alla biglietteria della navigazione) visto dalla barca è un groviglio di tubi, assi di legno, palancole (in pratica punte di metallo conficcate sul fondo del lago per consentire di delimitare l’area da prosciugare) e a parte una ruspa immobile, il cantiere è chiaramente fermo e resterà così ancora per molto. A Sant’Agostino, dove c’era la scalinata a lago, oggi c’è praticamente una piazza di cemento. Si vedono i 14 tigli che rischiano di essere abbattuti (nonostante la richiesta contraria approvata dal consiglio comunale) e, esattamente di fronte alla darsena, si vede l’accesso al tunnel sotto la strada. È completamente chiuso dalle palancole, ma basta alzare lo sguardo e si vede virtualmente il percorso che porta dalla parte opposta del lungolago. La chiusura è uno dei motivi della moria di pesci nella darsena: rimasti senza ossigeno sono morti per asfissia. Adesso ci sono dei getti d’acqua fresca che consentono il ricambio continuo. Non si vede nulla: né le macchine né la città. Solo la palizzata di legno.

Addio vista città Dal lago un muro fortino – Cronaca – La Provincia di Como.

COMO città · distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

Addio vista città Dal lago un muro fortino – Cronaca – La Provincia di Como

Dalla passeggiata il lago si vede ben poco tra palizzate e reti. Unico squarcio è piazza Cavour che ancora consente la vista del primo bacino. Ma dal lago? Il tratto del secondo lotto (da Sant’Agostino alla biglietteria della navigazione) visto dalla barca è un groviglio di tubi, assi di legno, palancole (in pratica punte di metallo conficcate sul fondo del lago per consentire di delimitare l’area da prosciugare) e a parte una ruspa immobile, il cantiere è chiaramente fermo e resterà così ancora per molto. A Sant’Agostino, dove c’era la scalinata a lago, oggi c’è praticamente una piazza di cemento. Si vedono i 14 tigli che rischiano di essere abbattuti (nonostante la richiesta contraria approvata dal consiglio comunale) e, esattamente di fronte alla darsena, si vede l’accesso al tunnel sotto la strada. È completamente chiuso dalle palancole, ma basta alzare lo sguardo e si vede virtualmente il percorso che porta dalla parte opposta del lungolago. La chiusura è uno dei motivi della moria di pesci nella darsena: rimasti senza ossigeno sono morti per asfissia. Adesso ci sono dei getti d’acqua fresca che consentono il ricambio continuo. Non si vede nulla: né le macchine né la città. Solo la palizzata di legno.

Addio vista città Dal lago un muro fortino – Cronaca – La Provincia di Como.

distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

una diga rivolta verso valle. E per che cosa? Per proteggere pochi metri da ipotetiche esondazioni mai sufficientemente studiate. Non si è badato alla visuale, si è stravolto un progetto quando sarebbe bastato tirare una corda per simulare l’effetto delle barriere e del famoso muro. Senza dimenticare i problemi geologici: infiggere le palancole all’altezza del “Terminus” significa far alzare la falda fino a tre metri». – Cronaca – La Provincia di Como

Un lago ferito non solo dal cemento, ma anche da scelte sbagliate in altri campi. Basta pensare al problema degli scarichi abusivi, alla scarso rispetto per il paesaggio, al disastro del cantiere per le paratie. È una storia costellata da errori quella ricostruita ieri, in un affollatissimo salone di Villa del Grumello, durante la tavola rotonda dedicata al rapporto tra la città e il lago, proposta dall’associazione culturale Chiave di Volta. Un rapporto in crisi, eppure imprescindibile, come hanno testimoniato i numerosi relatori, che hanno raccontato le loro esperienze di vita sul lago. Si è partiti dal punto di vista di un architetto, Alessandro Verga, che ha citato diversi esempi: «Sopra e di fianco a Villa Geno vedo edifici moderni non sempre di qualità. Mentre il chiosco di fronte alla stazione Como Lago, nato come abuso e poi condonato, ha stravolto un’intera zona e ha un impatto fortissimo, pur essendo un intervento di dimensioni limitate». Darko Pandakovic, docente di Architettura del paesaggio e ideatore dell’evento, ha subito colto la palla al balzo: «È mancata una pianificazione negli ultimi decenni e il caso del chiosco è emblematico. Da sempre, uscendo dalla stazione, si vedeva il lago. Ora si vedono i vetri fumè del bar…». C’è stato spazio anche per parlare di paratie: «Siamo gli unici al mondo – ha ricordato Pierangelo Sfardini, che sul tema ha presentato tempo fa un esposto in procura con lo stesso Pandakovic – ad aver previsto una diga rivolta verso valle. E per che cosa? Per proteggere pochi metri da ipotetiche esondazioni mai sufficientemente studiate. Non si è badato alla visuale, si è stravolto un progetto quando sarebbe bastato tirare una corda per simulare l’effetto delle barriere e del famoso muro. Senza dimenticare i problemi geologici: infiggere le palancole all’altezza del “Terminus” significa far alzare la falda fino a tre metri».

Dal chiosco abusivo alle paratie Gli errori che hanno ferito Como – Cronaca – La Provincia di Como.

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Lungolago di Como a pezzi: chiarezza sulle crepe e la tenuta delle solette – Cronaca – La Provincia di Como

«Non è il luogo, né il momento, né il posto», ha aggiunto Bruni, troncando sul nascere il discorso e lasciando a bocca asciutta i cronisti che gli chiedevano delle ultime (brutte) notizie sul lungolago che cede, sui tiranti e le solette a pezzi davanti alla darsena, sulla determina di 25 mila euro per studiare una soluzione che eviti chiusura del tratto tra piazza Matteotti e piazza Cavour (e conseguente interruzione del girone). Punto e a capo. Fine delle trasmissioni. E dire che fino a poco tempo fa il primo cittadino aveva escluso problemi seri, arrivando a dare degli «irresponsabili» a chi – come Darko Pandakovic e Pierluigi Sfardini, autori di un esposto in procura – aveva chiesto la sospensione dei lavori in attesa di far chiarezza sulle crepe e la tenuta delle solette.

da: Lungolago di Como a pezzi: Bruni: “Si deve intervenire” – Cronaca – La Provincia di Como.